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Carlo [de] Marchesetti Prominent Istrians
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Dopo la laurea in medicina, che consegue a Vienna nel 1874, torna a Trieste, dove, appassionandosi di botanica, i suoi studi botanici si rafforzarono e si estesero anche in campo zoologico. Diventa discepolo di Muzio Tommasini. |
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archeologo, paleontologo e botanico
nato a Trieste |
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Durante la sua lunga carriera compì molti viaggi negli angoli più lontani del globo. Approdò in India, in Egitto, in Arabia, visitò tutte l'Europa ed esplorò la Turchia. Ogni viaggio fu occasione per meticolosi studi che si concretizzarono in numerose e validissime pubblicazioni scientifiche, si può constatare che un terzo circa dei suoi scritti trattano di argomenti botanici. Fra questi si ricorda soprattutto la "Flora de' Trieste e de' suoi dintorni". Pubblicò il suo primo articolo botanico nel 1872 sul Bollettino della società zoologica-botanica di Vienna. Nel 1876 venne nominato direttore del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, carica che mantenne per oltre quaranta anni. Parallelamente alla botanica, la sua attività di ricerca si rivolse anche all'archeologia, offrendo un contributo essenziale alle prime indagini sulla preistoria e sulla protostoria sia della Venezia Giulia che dell’Istria. Nel corso dei suoi scavi rinvenne, infatti, significativi reperti paletnologici (pietre, argille, metalli, ecc.) e paleontologici (resti di fauna) che sono ancora oggi conservati nei musei civici triestini di Storia ed arte e di Storia naturale. In particolare, a Marchesetti si deve il primo contributo scientifico sulla storia dei castellieri, in seguito ad una serie di campagne di scavo e di ricognizione svolte, tra il 1883 e il 1892, nell’Isontino e in Istria, i cui esiti comparvero in numerose memorie pubblicate, prevalentemente, sul «Bollettino della società Adriatica di Scienze naturali».Nel 1884 si dedicò agli scavi archeologici presso la necropoli di S. Lucia di Tolmino e in vari altri importanti siti. I risultati materiali delle sue ricerche, ossia i reperti paletnologici – oggetti in pietra, argilla, metallo … – e paleontologici – i resti di fauna – sono tuttora largamente conservati presso i Musei Civici di Storia ed Arte e di Storia Naturale di Trieste; la copiosa documentazione lasciata dallo studioso – sia i testi manoscritti, spesso inediti, sia quelli a stampa – è depositata principalmente presso la Biblioteca Civica di Trieste. Fra i numerosi testi pubblicati da Carlo Marchesetti, il volume I castellieri preistorici di Trieste e della Regione Giulia, dedicato nel 1903 alle strutture fortificate su altura risalenti al II e al I millennio a.C., rimane a tutt’oggi un testo di riferimento per lo studio di questo importante aspetto culturale della protostoria non soltanto locale. In occasione del centenario della pubblicazione l’Università di Trieste - Dipartimento di Scienze dell’Antichità “Leonardo Ferrero” – in collaborazione con il Comune di Trieste - Assessorato alla cultura - Civici Musei di Storia ed Arte e Civici Musei Scientifici, l’Università di Lubiana - Istituto di archeologia, il Museo Nazionale della Slovenia di Lubiana, il Museo Archeologico di Capodistria e il Museo Archeologico dell’Istria di Pola – hanno organizza un Convegno Internazionale di Studi dal titolo Carlo Marchesetti e i castellieri – 1903-2003. I lavori si sono svolgerati presso il Castello di Duino nei giorni 14-15 novembre 2003. Nel 1903, Marchesetti viene viene nominato anche direttore dell’Orto botanico, il quale, una volta annesso al Museo di storia naturale, diventando in tal modo un'istituzione in piena regola, assunse al contempo una fisionomia moderna e un prestigio scientifico di primo livello. In effetti, il botanico triestino curò particolarmente la flora della regione, selezionando le specie peculiari ed inviando una scelta dei loro semi negli orti botanici più importanti d'Europa. A lui, peraltro, è intitolata la Campanula marchesettii. Morì a Trieste nel 1926. Non è un caso, del resto, che dei dodici castellieri presenti sul territorio di Duino-Aurisina il più noto di essi sia proprio il "Castelliere Carlo De Marchesetti", a lui intitolato. Scritti principaliArcheologia:
Botanica:
Tratto da:
Vedete anche: ------------------ Marchesetti Carlo von, Botaniker. * Triest, 17. 1. 1850; + Triest, 1. 4. 1926. Stud. an der Univ. Wien Med., 1874 Dr. med. Nach kurzer ärztlicher Praxis 1875 wandte er sich ganz der Botanik zu. Ab 1876 war er als Dir. des „Museo di storia naturale di Trieste" tätig, ab 1903 Dir. des Botan. Gartens in Triest, dessen Erneuerung auf ihn zurückgeht. 1901-21 war er Präs. der „Societa adriatica di scienze naturali". In seinen botan. Arbeiten beschäftigte er sich insbesondere mit der Flora der Jul. Alpen, des österr. Küstenlandes - vor allem im Gebiet um Triest - und Dalmatiens. Forschungsreisen führten ihn durch große Teile Europas und Südasiens. Anfänglich stand er unter der Patronanz und dem Einfluß Tommasinis (1794-1879), des Klassikers in der Erforschung der Pflanzenwelt des adriat. Küstenlandes, den er als seinen Lehrer in der Botanik stets hoch verehrte. Außer der Botanik galt sein Interesse auch der Zool., Geol., Paläontol.und Prähistorie, wobei sich besonders seine Anregung zu Ausgrabungen bei S. Lucia di Tolmino, das noch heute zu den klass. bronzezeitlichen Fundgebieten zählt, als sehr fruchtbar erwies. Im Hinterland von Triest entdeckte er Reste des Höhlenbären und altsteinzeitlicher Menschen. Alle diese Arbeiten machten M., vielfach geehrt und ausgezeichnet, zu einem der führenden italien. Naturwiss. seiner Zeit. Ihm zu Ehren wurde die von ihm bei Singapore entdeckte Algengattung Marchesettia Nauck benannt.
Literature:
(H. Riedl) Source: http://hw.oeaw.ac.at/oebl/oebl_M/Marchesetti_Carlo_1850_1926.xml |
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This page compliments of Marisa Ciceran Created:
Wednesday, February 17, 2010. Updated
Tuesday November 22, 2011 |
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