Pietro Marchesi
Istriani Illustri


ietro Giorgio Alberto Marchesi nacque il 28 ottobre 1862 da Alberto Carlo Lodovico Marchesi e da Emma Destalles, figlia di un commissario austriaco di stanza a Venezia. La famiglia Marchesi era una delle più benestanti di Dignano e possedeva un cospicuo patrimonio consistente in terreni ed attività industriali collegate con la lavorazione della terra. La sua famiglia proveniva da Bergamo dalla quale Carlo Marchesi giunse a Dignano e sposò nel 1647 Maria Biasoletto. Fin da giovane il padre si preoccupò di dargli una buona istruzione e formazione mandandolo a studiare al ginnasio reale di Pirano, visto che a quell'epoca non esistevano scuole italiane a Pola. Da Pirano si spostò a Trieste dove frequentò l'Accademia di commercio. Dopo la morte del padre Pietro ritornò a Dignano e si assunse il compito di gestire le imprese di famiglia che già a quell'epoca, grazie soprattutto al nonno, anche lui di nome Pietro, erano all'avanguardia con la tecnologia.

Il primo oleificio a vapore in Istria fu installato nel 1848. Nel 1869 la famiglia costruì il primo mulino a vapore che contribuì a risolvere il problema della macinazione del grano che i dignanesi fino ad allora dovevano portare con i carri fino a Rovigno. Grazie ai suoi continui viaggi in Austria e in Italia, fece conoscere ai contadini di Dignano i primi macchinari per la trebbiatura e la macina del grano mossi da macchine a vapore. Nel 1883 applicò al torchio di famiglia l'energia elettrica prodotta da una dinamo fatta girare dal vapore delle caldaie. Nonostante le resistenze alle innovazioni da parte dei dignanesi, Marchesi fece loro capire due cose fondamentali: l'importanza del risparmio di fatica e quella dell'aumento della produzione. Pietro Marchesi costruì anche la prima distilleria ricorrendo all'uso di caldaie a vapore che nel 1893 davano una produzione di circa 400 ettolitri di acquavite l'anno importando le vinacce anche dalla Grecia e dall'Italia meridionale. La distilleria venne poi venduta all'"Ampelea" di Rovigno, nella quale lavorava anche il triestino Lionello Stock che divenne poi un vero e proprio magnate dell'industria dei liquori dell'Italia. Ma le idee del Marchesi non si fermarono qui.

Con Carlo Ciana mise in piedi anche uno stabilimento per la produzione della pasta a conduzione meccanica. L'impianto venne sistemato in un lungo opificio chiamato allora "bigolera" dove, a cura di personale esclusivamente femminile, la pasta trafilata veniva appesa ad asciugare su lunghe pertiche di legno. Il successo maggiore però lo ebbe proprio con l'introduzione della corrente elettrica. Marchesi iniziò dapprima ad introdurre la luce nelle abitazioni della cittadinanza.

Dignano fu la prima città in Istria, e anche al di fuori dei confini della penisola, ad avere l'illuminazione elettrica cittadina. Correva l'anno 1898 e neanche Venezia, ben più grande ed importante di Dignano, non aveva ancora adottato la corrente elettrica per illuminare le vie cittadine, ma si serviva ancora del gas. Nel 1899 Marchesi sostenne la spesa della posa dei cavi della corrente e dei pali dotando ogni casa di un allacciamento al quale poteva venire installata una lampadina da 25 Watt (che generalmente illuminava la cucina). Per le strade invece i pali della luce erano collocati in modo da illuminare i punti più importanti di Dignano. La presentazione ufficiale dei nuovi impianti di illuminazione pubblica per le vie avvenne il 15 novembre del 1899 in piazza Nicolò Ferro (San Nicolò) in presenza della cittadinanza incuriosita.

C'è anche un aneddoto che racconta che un drappello di militari austro-ungarici a cavallo giunse a Dignano e si fermò nella piazza del municipio. Il comandante, dopo aver messo in riga i soldati, sfoderò la sciabola e ordinò l'attenti. Alzando il braccio urtò con la spada un lampione e stupito, guardando in alto la lampada che dondolava disse: "Come? Anche Dignano luce elettrica come in Vienna". È un aneddoto che illustra l'attività pionieristica del Marchesi. Infatti il forte sviluppo della produzione di energia elettrica iniziò in tutta Europa appena dopo la prima guerra mondiale, all'inizio degli anni '20. Pietro Marchesi però fu un predecessore dei tempi in tutti i settori dei mezzi meccanici collegati con il lavoro e non solo a Dignano, ma in tutta la Provincia dell'Istria. Fu uno dei maggiori industriali di quel tempo e sostenne la rivoluzione industriale ottocentesca per sostituire al lavoro degli animali la forza meccanica. La popolazione di Dignano continuò a pagare il consumo dell'energia elettrica alla famiglia Marchesi fino al 1945, quando gli eventi bellici cambiarono il destino della città.

Il Marchesi artista invece nasce già giovanissimo. La sua dimestichezza con i pennelli e con le tavolozze e i colori lo indusse a frequentare l'Accademia artistica di Venezia. Tuttavia, dovendo assumersi il compito di portare avanti gli affari della famiglia dovette abbandonare gli studi senza concluderli. Innamorato della sua terra e della natura che era così generosa con i dignanesi, si orientò sui paesaggi del territorio e soprattutto sul mare che compare nella maggior parte delle sue opere come elemento dominante. Grazie al suo temperamento artistico completo (era anche ottimo musicista e valido scrittore) ebbe per amici i più grandi intellettuali istriani dell'epoca, da Smareglia a Benco. Dipinse oltre un centinaio di quadri, alcuni dei quali sono purtroppo andati perduti. Tra quelli giunti fino a noi splendide immagini di paesaggi, ma anche ritratti della gente di Dignano, di opere sacre (come la pala del Duomo di Umago dedicata a San Nicolò, che dipinse per donarla come regalo di nozze alla sorella Ida unitasi in matrimoni

0 all'umaghese Gian Giacomo Manzutto, o la Processione del Corpus Domini conservata a Dignano che è oggi anche una testimonianza storica degli usi e delle tradizioni della gente di quel tempo). Notevole anche la produzione di paesaggi, delle marine istriane, da Pola ad Umago e perfino Venezia. Si cimentò anche nel ritrarre bozzetti per scenografie di rappresentazioni teatrali come le "Nozze Istriane" di Antonio Smareglia (che furono compeste proprio nel suo studio), e scenette di vita cittadina come i matrimoni e le passeggiate oppure le cucine di casa con il classico "fogoler".

Marchesi era anche presidente della Società Filarmonica Dignanese e frequentò l'Accademia di Venezia assimilando il tratto spigliato e le scene di contrasto. Certamente amava il paesaggio, specie raffigurato nelle luci calde e soffuse della sera. Nel suoi quadri e nelle sue opere si ritrova la sintesi di quel periodo storico dell'Istria a cavallo fra l'800 ed il '900. Uno spaccato della cultura sociale di allora, con l'influenza del sentimento religioso su quelle anime e su quelle terre.

Dai tratti del suo pennello possiamo ritrovare le tracce forti, fondanti della storia vissuta, la relazione fra il mondo dell'industria che nasceva e la borghesia dell'epoca, la visione della Chiesa e quella del contadino e quel mondo fatto di relazioni forti e sincere dove il senso di comunità era vivo, quasi palpabile. Un mosaico pittorico rappresentante le sfaccettature espressive della vita dell'Istria.

Non è retorico ricordare che nel suoi dipinti la luce è importante, la sorgente luminosa, verso la sera... quando si accendono le luci, appunto. Poteva essere diversamente per chi, nel 1889, dette la prima energia elettrica alle case di Dignano, illuminandole, quando ancora le calli di Venezia erano illuminate dai lucignoli a gas? L'Assessorato alla Cultura e l'Amministrazione provinciale hanno sostenuto e promosso con convinzione questa mostra consapevoli che la storia in realtà è fatta dagli uomini e Marchesi certamente ha dato un contributo importante alla storia del suo tempo.

Pietro Marchesi morì il 21 luglio del 1929 lasciando la moglie Regina Anastasia Giovannelli, il figlio Alberto Carlo Antonio e le figlie Ida e Cecilia. Il figlio Alberto, ingegnere elettrotecnico presso le Miniere di carbone di Arsia finì infoibato negli ultimi giorni del novembre del 1943.

Tratto da:
  • Testo - La Voce in Più, 7 gennaio 2006, EDIT (Rijeka, 2006) - http://www.edit.hr/lavoce/inpiu/storia060107.pdf
  • Testo: Provincia di Trieste - "Claudio Grizon, La pittura e il tempo dell'Istriano Pietro Marchesi"
  • Immagini: Libri di Mare, Photo Gallery - http://www.libridimare.com/photogallery.htm (no longer online)

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This page compliments of Claudio de Angelini and Marisa Ciceran

Created: Tuesdday, February 05, 2002; Last Updated: Wednesday, October 24, 2012
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