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INCONTRO CON IL MAESTRO NELLO MILOTTI CHE L’ANNO SCORSO HA COMPIUTO 60 ANNI DI ATTIVITÀ CREATIVA La musica è il suo mondo Le parole di una canzone sono come una bella donna che bisogna vestire bene (con la musica) per farla sembrare ancora più bella, dice Milotti. Da molto tempo ha finito di contare le composizioni che ha musicato ma abbiamo un elenco di 90 sue composizioni di musica seria per coro misto, pianoforte, clarinetto, organo, fiati e orchestra sinfonica, cori di bambini e di donne.
Intervista: Vesna KAPELOTO Come no, ci risponde il 78-enne maestro Nello Milotti alla
nostra richiesta di un’intervista per il nostro giornale. Ci incontriamo un
sabato all’Accademia di Pedagogia di Pola e, dato che siamo arrivati esattamente
all’ora concordata, ci rimprovera per non essere arrivati prima, in modo da
poter godere del suono del violoncello del giovane musicista polese Stjepan
Hauser e della pianista, professoressa Elda
Kraicar-Percan, che provano il “Duo Concertante” per violoncello e pianoforte.
Il compositore di musica sinfonica e concertistica, di canzoni di guerra ma
anche di melodie divertenti, il direttore di molti cori, l’arrangiatore avrà
modo di dimostrare ancora una volta la propria bravura il 12 maggio, quando il
“Duo Concertante” sarà eseguito nella chiesa di San Francesco a Pola. È un canto d’amore,
un dialogo tra innamorati, il pianoforte chiede e il violoncello risponde, ci
dice il maestro, nel tentativo di spiegarci la composizione, accennando
sottovoce la melodia e aiutandosi con la mimica del volto e con i movimenti delle mani, tipici dei
direttori d’orchestra. In quel preciso istante mi rendo conto che sarà molto
difficile trasferire l’intervista sulla carta e
invidio i giornalisti della radio e ancor di più quelli della
televisione che possono registrate la
voce e i movimenti del maestro con il
registratore e/ la telecamera. Questo mi sembra l’unico modo per far conoscere,
almeno parzialmente, il maestro Milotti. Ricordo il maestro
come direttore del coro nella cattedrale di Pola, strapiena di fedeli, dove la
maggior parte di questi avrebbe preferito, forse, qualche musica meno
impegnativa per quella occasione di festa. Penso che sarebbero saltati tutti in
piedi se il coro misto “Lino Mariani” avesse intonato i versi delle canzoni
divertenti che hanno fatto conoscere Nello Milotti al largo pubblico, quelle
sue musiche e quei versi che ci ha canticchiato quel sabato: “Là, sotto Lindaro, vicino a un
piccolo ruscello, Barba Miho zappa una vecchia vigna” oppure quelli che ha
musicato per la canzone “Suvenir”: “Là, sotto al Monte Maggiore, piccole case
fino al mare, questa è la nostra cara
Istria, non dimenticarla straniero. Ogni casa piena di vino, ogni canzone dai
tempi antichi, per questo canto traj na
ni na, ni ne na.” O la canzone “Bokaleta”
per la quale il maestro si è ispirato al rumore dell’acceleratore di una vecchia
moto con la quale andava in giro per l’Istria. Brm, brm e nella testa del
maestro sono nate le note per i versi: “Vino
bianco, vino nero, vino buono, riempi la bokaleta che lo bevo. Pende il
prosciutto istriano dalle travi, oh ragazza, come sei bella quando ti guardo”. I
versi sono stati scritti dal noto poeta di Pola Bosko Obradovic con cui Milotti
ha spesso collaborato.
Il museo del maestro in garage Quando il maestro
sente una improvvisa ispirazione, per non farsi sfuggire la melodia la scrive
subito su di un pezzo di carta, anche se sta viaggiando in macchina e deve
fermarsi. Una volta a Budapest, mentre passeggiava su di un ponte, incrociò una
ragazza con il viso segnato dalle lacrime. Quella stessa notte, il maestro
scrisse la musica e i versi per la
canzone “Quella sera a Budapest” ,
che è stata poi tradotta in Croato da Bosko Obradovic con il titolo “Violini nella Notte”e cantata da Vesna
Nezic Ruzic. In un momento di
crisi creativa, occorre sedersi al piano e la melodia viene da sola,
specialmente con un buon testo. E il testo, dice lui, è come una bella donna
che bisogna vestire bene (con la musica) per farla sembrare ancora più bella.
Da molto tempo ha finito di contare le composizioni che ha musicato ma abbiamo
un elenco di 90 sue composizioni di musica seria per coro misto, pianoforte,
clarinetto, organo, fiati e orchestra sinfonica, cori di bambini e di donne. Le sue composizioni
sono state e vengono ancora eseguite da noti musicisti. Molte sono apprezzate
in Spagna e ciò non ci sorprende, considerata la sua mentalità brillante e sempre giovane. Dato che vi
interessate al mio lavoro, ci dice, dovete venire a vedere il mio magazzino, il
mio “museo” a Veruda e, con
l’occasione, vi farò pure sentire le mie
canzoni. Il maestro ci ha invitato nella sua casa e nel suo museo-garage e noi
non potevamo ignorare il suo invito. Sua moglie Kiti ci aspetta nel suo
appartamento monolocale che il maestro ha ottenuto a suo tempo
dall’organizzazione dei combattenti. Successivamente, non ha più avuto la
fortuna di averne un altro, più grande, perché, quando forse avrebbe potuto
ottenerlo come direttore della Scuola di Musica, è passato all’Accademia di Pedagogia,
dove qualcun’ altro aveva la precedenza. Dopo aver diretto per 50 anni il coro
“Lino Mariani” il maestro ha lasciato ad altri la bacchetta, per poter aiutare
la moglie, la signora Kiti, che è stata colpita da infarto. Ora va al suo posto, con l’autobus, al mercato e lei
costantemente lo incita a comporre. Questa è la sola cosa
che sa fare, la musica è il suo mondo, ci dice. Il maestro ci mostra
orgogliosamente la sua stanza di lavoro, piena di storia e di testimonianze dei suoi successi. Il piano,
foto artistiche, premi, riconoscimenti, due premi Città di Pola, modellini di
navi, premi di partecipazione al MIK,
partiture per i suoi cori, medaglie della passata Federazione jugoslava, della
Repubblica Croata e della Repubblica Italiana. Se me le appendessi tutte, dice,
sarei come Bresnjev. Con orgoglio ci fa
vedere una fotografia nella quale “tiene per mano due repubbliche”, stringe la
mano contemporaneamente ai presidenti
di Croazia e Italia, Stipe Mezic e Azeglio Ciampi. La stanza da lavoro è
territorio suo, qui conduce lui il
discorso e la coppia di giornalisti riesce
appena a fare qualche domanda.. Sul tavolo cassette con la sua musica
registrata e in mezzo, quella singola, la
busta di colore blue scuro con la composizione di guerra “La Marcia della
Brigata Istriana”. Ah, l’ha scritta lei questa? dico, rivivendo ricordi
d’infanzia e un poco sorpresa di non aver immediatamente riconosciuto l’autore della sua
prima composizione, scritta a 16 anni nel 1944, quando era CON i partigiani nei
boschi del Gorski Kotar. Il maestro preme il telecomando e fa partire la canzone: In battaglia ora andiamo, in battaglia contro dusman, noi siamo i figli
dell’Istria e non siamo più schiavi…le note si susseguono e il maestro da
il ritmo battendo il piede sul pavimento e dirigendo con le mani. Questa è la
sua musica e lui è felice di poterla condividere con noi. Alla nostra
constatazione che questo tipo di musica
non ha più seguito nella nostra società, anche se è stigmatizzata,
Milotti risponde che non passa nessun anniversario senza canzoni di guerra e in
quanto riguarda le divisioni, riconosce solo quella tra uomini buoni e cattivi.
Maestro Milotti, Lei è una leggenda
vivente Chiama le sue
composizioni come suoi bambini, le ascolta oggi mattina quando si sveglia,
particolarmente quelle di guerra, che gli danno forza per prendere le decisioni.
Ci racconta di essere nato a Trieste, dato che il padre era andato a lavorare
al cantiere navale di Monfalcone. Quando aveva 7 anni, la famiglia fece ritorno
a Pola. Ci racconta di aver imparato a suonare dal padre il quale suonava bene
l’armonica triestina e il mandolino. In seconda classe delle medie, scappa nei
partigiani senza nemmeno avvisare la madre. Ricorda volentieri il tempo della
giovinezza e della lotta Popolare di Liberazione. Nei partigiani non portava il
fucile ma la fisarmonica. Su suggerimento del compositore Krsto Odak, si iscrive all’Accademia di Musica di Zagabria e,
dopo aver completato gli studi, insegna clarinetto alla scuola di musica “Ivan
Matetic Ronjikov” di cui poi diventa
direttore. Per un periodo dirige l’orchestra da ballo del Circolo di Pola e i
cori “Lino Mariani” e “Matko Brasa Rasan”. Studia composizione a Lubiana e,
come lavoro conclusivo, compone la
cantata “La Leggenda Istriana”. Poi insegna all’Accademia di Pedagogia e dirige
il coro “Rozenice” di Pisino. Mentre ci racconta
dei suoi studi, il maestro si alza dal tavolo di lavoro e inserisce una
cassetta con le composizioni melodiose del MIK e “con l’accompagnamento” di
Lidia Percan, canta O Polesana mia, graziosa marinara, tu mi sei
tanto cara, tu sei un gran amor… Alla fine, il nostro fotoreporter Boris Grahovac
è talmente entusiasta che si alza in piedi ed esclama: “Maestro Milotti, lei è
una leggenda vivente e sono onorato di averla conosciuta”. Il maestro Milotti
fin dai tempi della Jugoslavia è stato il primo e il più grande promotore del
dialetto e del melos istriani nella musica leggera.
Onoreficenza per “Il Campanile di
Sarvas” Al tempo della guerra
patriottica ha composto “Il Campanile di Sarvas”, per il quale è stato
decorato. Negli ultimi anni ha composto anche musica sacra, si distingue
soprattutto la sua Messa, su testo di Danijel Nacinovic, nell’esecuzione del
coro Rozenice di Pisino, eseguita recentemente a Trieste e a Budapest. Da sua moglie
apprendiamo che ha iniziato a comporre musica sacra agli inizi degli anni ’90,
quando entrambi, con fortuna, sono sfuggiti a una sciagura automobilistica sulla
strada per Trieste e il maestro, invece di offrire fiori, ha ringraziato il
signore con la composizione per coro misto “LaNotte di Natale”, poi spesso
eseguita nelle chiese. Scherzando dice che la sua canzone più ascoltata è “Una
voce di pianto…” che viene eseguita ogni giorno al cimitero cittadino. Però, a mio giudizio,
puntualizza Milotti, la mia migliore composizione per coro misto è “ Bela Smrt,
Morte Bianca”, su testo di Ljuba Pavesic, dedicata ai partigiani congelati sul
Matic. Il fatto di poter essere predisposto contemporaneamente sia alla
musica seria che a quella leggera non è strano per lui, in quanto, dice, l’uomo
che in un certo momento parla come un
bambino , può comportarsi seriamente nell’istante successivo. Alla domanda di
quale sia la composizione a lui più cara, risponde che gli sono tutte care,
specialmente se vengono eseguite da altri o se le ascolta alla radio. “Tutto
dipende dai gusti del redattore, ma io ho la fortuna di avere dei miei ex
alunni a Radio Pola e loro qualche volta si ricordano di me e programmano
qualche mia composizione. Il maestro, l’anno scorso, ha compiuto 60 anni di
vita artistica. E’ un grande anniversario per un artista vivente ma chi se n’è
ricordato? Ma non è ancora tardi. Il
maestro continua a comporre nuove opere. |
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