Achille La Guardia
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Nel 1904 moriva a Capodistria, dopo una vita avventurosa, Achille La Guardia, musicista, compositore, direttore d’orchestra e di fanfare militari, nonché Gran Maestro della Massoneria.  Prima di trasferirsi nella cittadina istriana, aveva vissuto l’esperienza della frontiera americana, dove aveva visto la fine delle ultime rivolte delle tribù indiane.

Quando eravamo ragazzi, guardando le “plance” dei film di avventure, in programmazione al nostro Novo Cine, nessuno sapeva che nei primi anni del secolo aveva vissuto a Capodistria un personaggio che era stato testimone oculare dei fatti che tanto ci entusiasmavano. Un vero peccato non aver potuto sentire dalla sua viva voce le sue esperienze. Altro che Tom Mix, Gary Cooper o Ken Maynard. Questo signore era stato amico di William Cody (meglio noto come Buffalo Bill) e forse anche del famoso sceriffo Wyatt Earp.

Nato a Foggia il 26 marzo 1849 da Don Raffaele La Guardia e Donna Rosa De Maria, viene battezzato con il nome di Achille Luigi Carlo.

A 14 anni si iscrive al Conservatorio di Napoli, dove si diploma a pieni voti.

Dal 1866 al 1870 è arruolato nell’Esercito Italiano e partecipa all’ultima guerra per l’indipendenza, dove incontra Antonio Pizzarello, un volontario capodistriano amico di Menotti Garibaldi, che gli descrive spesso e con entusiasmo le bellezze della cittadina istriana. Ciò influirà parecchio su una decisione che prenderà trent’anni dopo.

Dopo il congedo, vive in Svizzera per circa quattro anni e viene apprezzato come musicista e direttore d’orchestra. Ingaggi successivi lo portano nel 1875 fino a Batavia, colonia olandese dell’India e successivamente a Trieste, dove viene nominato responsabile di una fanfara dell’esercito austro ungarico. Il suo spirito di avventura lo porta poi ad accettare la proposta del signor K.Schreimer che lo convince ad imbarcarsi sulle navi passeggeri sulla linea Amburgo – New York. Ottiene grande successo durante le traversate come musicista e presentatore di spettacoli. Notato da persone importanti che apprezzano il suo talento, ottiene un incarico prestigioso, sempre nel suo ramo, in un grande albergo di Long Beach, al punto che decide di stabilirsi negli Stati Uniti.

Il suo temporaneo ritorno in Europa ha il solo scopo di sposare una ragazza triestina che aveva conosciuto qualche anno prima.

Si sposa così a Trieste il 3 giugno 1880 con Irene Luzzato Coen, nata il 18 luglio 1859 (componente di una famiglia italiana di origini ebraiche, ricca di professori universitari, eroi di guerra ed altri eminenti personaggi tra i quali Luigi Luzzati, primo ministro italiano prima della grande guerra, dal marzo 1910 al marzo 1911), con rito civile davanti al Sindaco della città Ricci Bazzoni. Sul certificato di matrimonio, alla voce “Religione”, Irene scrive “israelita”, mentre Achille scrive “nessuna”, pur essendo di famiglia cattolica. Partiranno subito dopo per gli Stati Uniti.

Soggiorna dapprima per qualche tempo al Geenwich Village di New York, dove nel 1881 nasce la figlia Gemma e nel 1882 il figlio Fiorello Henry, futuro grande sindaco di New York.

Per la sua attività sempre molto apprezzata, si sposta spesso in altre città americane e dopo una sosta a St. Louis nel Missouri, nel 1883 decide di tornare in Europa per lasciare momentaneamente moglie e figli a casa dei suoceri a Trieste.

Rientrato da solo negli U.S.A. nel 1885 (l’anno della morte del presidente Ulysses S. Grant, uno dei generali della guerra di secessione), si arruola nell’esercito e destinato all’11° Reggimento Fanteria di stanza a Forte  Sully nel Sud Dakota, dove qualche tempo dopo viene raggiunto anche dalla famiglia.

È il periodo cruciale delle ultime resistenze delle tribù pellerossa. Molto attivo è nella regione il capo degli Apache Chiricahua, Geronimo (1829 – 1909) che tiene in scacco per anni i 5000 soldati della guarnigione. Quì ha modo di incontrare il colonnello William Cody, meglio noto con il nome di Buffalo Bill, il quale era sfuggito per miracolo al massacro del Little Big Horn del 26 giugno 1876, dove trovò la morte il famoso generale George Armstrong Custer, comandante del 7° Cavalleria.

Nel 1890 viene trasferito a Forte Huachuca in Arizona con incarico di maestro della banda del presidio militare e nel 1892 a Forte Whipple vicino a Prescott, dove la sua opera di direttore di fanfara gli procura grande successo anche in concerti cittadini. Tra gli orchestrali ci sono spesso il figlio Fiorello che suona la cornetta ed il banjo e Gemma, molto brava con il mandolino ed il violino.

Èil territorio del Far West caro ai film di John Ford. Ad una trentina di chilometri da Forte Huachuca si trova infatti la cittadina di Tombstone, dove il 20 ottobre 1881 si svolse la sanguinosa sfida alla pistola, detta dell’OK Corral, nella quale lo sceriffo Wyatt Earp, i suoi fratelli e Doc Holliday, affrontarono la banda dei fratelli Clanton.

Allo scoppio della guerra Ispano Americana nel 1898, viene destinato a  Tampa in Florida, dove purtroppo contrae la malaria ed una grave intossicazione da carne in scatola avariata.

Dopo la guarigione, viste le sue precarie condizioni di salute, viene congedato con la misera pensione di otto dollari mensili.

Indebolito nel fisico e non riuscendo a trovare lavoro a New York, decide di tornare in Europa con tutta la famiglia e raggiunge Trieste, città della moglie. Qui svolge per due anni attività di spedizioniere in ambito portuale, per poi decidere nel 1900 di raggiungere Budapest, dove il figlio Fiorello è impiegato al Consolato Americano. Nella capitale ungherese muore improvvisamente la moglie Irene, che viene sepolta nel locale cimitero ebraico.

Nello stesso anno decide di impiegare i suoi risparmi a Capodistria, località tanto esaltata dal suo vecchio commilitone Antonio Pizzarello, prendendo in affitto l’Albergo Trattoria Sartori (vicino a Palazzo Tacco) e successivamente l’Albergo Trattoria Centrale in via degli Orti Grandi.

Da notare che questo locale avrebbe preso successivamente il nome di Trattoria San Marco, divenendo poi sede del Circolo Cattolico, con teatrino e palcoscenico sistemato sulla parete minore di fondo. (Ricerca di A.Cherini).

È un periodo felice della sua vita. Con lui vive la figlia Gemma che lo aiuta anche nell’attività di direttore della locale Filarmonica, suonando sia il violino che il mandolino.

Il figlio Fiorello che, dopo un periodo a Trieste, è ora addetto al Consolato di Fiume, fa spesso visita alla famiglia ed è un assiduo frequentatore del Caffè della Loggia, dove stringe amicizia con Oliviero Ponis e con l’avvocato de Manzini.

Venerdì 21 ottobre 1904, dopo aver partecipato al funerale di tale paron Titta, viene colto da un malore che gli è fatale. Nella notte, nonostante l’intervento del dott. Longo per rianimarlo, muore.

Viene sepolto, per decisione del figlio Fiorello, nel Cimitero Anglicano di Trieste. Sulla sua tomba (tuttora esistente) un blocco rettangolare di arenaria grigia, sotto l’emblema della Massoneria (il compasso con la squadra da muratore e impressa al centro al lettera “G”), sta scritto il suo nome con l’anno della nascita e quello della morte.

Farebbe piacere pensare che Buffalo Bill, quando qualche anno dopo venne a Trieste con il famoso circo assieme a Toro Seduto, Grande Capo della tribù dei Sioux, fosse andato a posare un fiore sulla tomba del suo vecchio compagno d’armi.

A questa storia va però aggiunto ancora un particolare, su come Capodistria abbia influito nel destino di questa famiglia.

Il figlio di Achille, Fiorello, prima di diventare Sindaco di New York per tre mandati consecutivi, l’8 marzo 1919 aveva sposato la capodistriana Thea Almerigotti (conosciuta negli Stati Uniti), che però moriva di tubercolosi il 29 novembre 1921 a soli 26 anni. Nello stesso anno gli era morta anche la figlioletta Fioretta Thea.

L’ultimo contatto con Capodistria lo ebbe nel 1945, come direttore dell’U.N.R.R.A. per gli aiuti alle popolazioni europee, alla fine della seconda guerra mondiale. Morirà l’anno dopo a New York. 

Pietro  Valente


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This page is compliments of Pietro Valente

Created: Monday, March 08, 2010; Last Updated: Thursday, August 06, 2015
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