Gabriello Puliti
Relevant Non-Istrians


Maschere e mascherate barocche

Del carnevale, delle maschere e corsi mascherati si scrivono ogni anno sui nostri quotidiani, sui periodici divulgativi e scientifici pagine su pagine. Si scrive di tutto, però meno di tutto della musica e delle composizioni carnevalesche. Ovvero se qualche cosa se ne scrive, allora quasi sempre è attinente al folklore musicale. E se l'accademico Cvito Fisković non ci avesse a suo tempo gratificati dei suoi studi dedicati alle "feste musicali" in Dalmazia, si potrebbe pensare che non disponiamo di alcuna testimonianza antica sulle musiche di carnevale. Tuttavia non è così.

In quest'occasione vorrei dire qualcosa del più antico documento musicale carnevalesco sul suolo istriano, un documento che non è ancora accessibile al largo pubblico nella forma di una moderna edizione critica e che è conosciuto da pochi esperti. La raccolta musicale di cui è parola getta una luce nuova e inaspettata sulla vita culturale dell'Istria all'inizio del XVII sec., ed è una raccolta di mascherate vocali intitolata GHIRLANDA ODOROFIFERA CIOÈ MASCHERATE A TRE VOCI, pubblicata a Venezia nel 1612, il cui autore si è così firmato in copertina: "Gabriello Puliti da Montepulciano, Organista nel Duomo nella molto illustre Città di Trieste". Certamente qualcuno si chiederà chi fosse mai detto Puliti? 

Gabriello Puliti fu un compositore e organista italiano, nato nella cittadina toscana di Montepulciano nel 1580 circa in età giovanile aveva aderito all'ordine dei' francescani conventuali e dal 1604, anno in cui negli ACTA PROVINCIAE D ALMATlAE, ISTRIAE ET EPYRI è citato come "collocatus... in Conventu Pole" ("accolto..: nel Convento di Pol a"), al 1643, anno della sua morte, rimase in territorio istriano. Fu organista e maestro d el coro a Muggia, Trieste, Capodistria e Albona, m entre documenti d'archivio confermano la su pre senza anche nei conventi francescani di Pago. Compose parecchio: l'ultima sua raccolta conosciuta reca l'indicazione "op.36" e di quelle almeno trentasei singole raccolte messe a stampa se ne sono conservate una quindicina, di cui dieci integralmente. Fu compositore inventivo e ed eclettico: scrisse madrigali mondani e sacri, messe e motteti, composizioni strumentali, si produsse praticamente in tutte1e forme musicali dell' epoca tranne che nell'opera. Fu in primo luogo grazie a Gabriello Puliti e qlle sue numerose raccolte musicali, che egli andava pubblicando presso i piti prestigiosi editori veneziani, che all'inizio del XVII sec. l'Istria s'inserì di prepotenza, con un tratto ben riconoscibile, nella geografia musicale europea del Seicento.

Ognuna delle sue raccolte è molto di più di un mero dato storiografico. Ciò vale in particolare per la raccolta di mascherate del 1612, composizioni, da quel che si può giudicare, che ebbero un notevole successo di pubblico e che al compositore costarono parecchie grane con la Provincia dei francescani conventuali di origine. 

La raccolta GHIRLANDA ODORIFERA introduce nella nostra topografia musicale una città un po' defilata, Albona. Nel 1612, quando era organista della cattedrale triestina, Puliti dedicò la raccolta di mascherate a tre voci al nobile albonese Tranquillo Negri, poeta e condotti ero che si era distinto combattendo per conto di Venezia nella sanguinosa Guerra degli Uscocchi. Nella dedica Puliti descrive pittorescamente di essere stato ospite assiduo e gradito a palazzo Negri, dove eseguìva "innumerevoli volte al liuto, alla cetra e ad altri istrumenti" le mascherate. Ma prima di poter valutare quest'originale testimonianza e di dire qualcosa sulla scrittura musicale della GHIRLANDA ODORIFERA, sarà opportuno riandare al contesto in cui le mascherate si collocavano.

Sulla tradizione delle mascherate istriane ci hanno lasciato dettagliati resoconti diversi storici. Interessante è la descrizione delle feste camevalesche d'inizio Seicento fatta da Giacomo Filippo Tomasini nei suoi DE'COMMENTARIJ STORICI-GEOGRAFICI DELLA PROVINCIA DELL'ISTRIA, nei quali si legge fra l'altro: "Nel resto i balli di Carnovale sono danze ordinarie con mascherate di varie fogge, secondo i capricci diversi usando a Capodistria, Trieste, Pirano e Buie, far recitar qualche piacevole favola e commedia. Nelle feste o sagre delle chiese, specialmente che occorrono l'estate, sempre usano danzare nelle strade e piazze..."

Le testimonianze sulle celebrazioni del carnevale in Istria del Tomasini, ma anche di altri storici come Nicolò Manzuoli, Prospero Petronio o l'anonimo cronista autore della cosiddetta GRDOSELSKA KRONIKA (Cronaca di Gherdosello) in lingua croata, ci aiutano a capire che il Puliti aveva destinato le sue mascherate a essere eseguite non soltanto a palazzo Negri, ma indubbiamente anche all' aperto, in foro.

I titoli delle mascherate rivelano una tipizzazione squisitamente carnevalesca: Le vedove deluse, Le ragazze malmaritare, Le ragazze da marito soddisfatte, Gli Ebrei, I Tedeschi, Gli Astrologi, I ciechi bisognosi, I Gobbi, i Mercanti falliti, i Buontemponi, I Pazzi... [per altri titoli, vedi sotto]. Quanto bastava per il divertimento carnevalesco degli Albonesi e sufficiente a scatenare i biasimi delle alte cariche ecclesiastiche! Qualche anno dopo l'episodio carnevalesco albonese Puliti partecipò al concorso per il posto di padre guardiano del Convento francescano di Capodistriae, ovviamente, fu sdegnosamente respinto. A dir il vero gli era comunque concesso di partecipare ai capitoli della Provincia, dove poteva incontrare i confratelli non solo per fede ma anche per vocazione musicale (come il sebenicense Ivan Lukačić, ad esempio) e poteva anche mantenere contatti con gli intellettuali e i poeti istriani che si raccoglievano nel cenacolo dell'Accademia Palladia. Sembra anzi che fosse egli stesso solerte membro dell'accademia capodistriana perché firmò alcune sue raccolte con il titolo di "Accademico Armonico". Comunque sia, non riuscì a salire mai - nonostante il prestigio di cui godeva come compositore - nella scala gerarchica sacerdotale. Né avrebbe potuto, considerando che le GHIRLANDE non furono il primo e nemmeno l'ultimo dei suoi "peccati". Infatti nel 1621 Puliti fece stampare gli Armoni accenti a voce sola, una raccolta di madrigali mondani per voce e chittarone (grande liuto), canzoni d'amore che dedicò nuovamente alla famiglia albonese dei Negri, e in particolare alla signorina Agnesina Negri e al di lei fidanzanto, il nobile Antonio Bragadin. I canti epitalamici di Puliti sono delle brillanti miniature musicali, composte su testi di poeti istriani locali. Una splendida raccolta di composizioni, ma per niente adatta a spianargli la carriera ecclesiastica!

Le sue mascherate a tre voci offrivano al pubblico albonese e istriano una visione del mondo tipicamente carnevalesca in cui tutti i valori sono temporaneamente stravolti e perciò risibili e sbeffeggiabili. Ciò che era insolito venne registrato nel testo musicale: la raccolta GHIRLANDA ODORIFERA offriva una visione capovolta anche della stessa tradizione della mascherata, però nell'Albona barocca di quelle diversioni musicali di Puliti ben pochi si resero conto. Tutta una serie di reminiscenze dell'eredità rinascimentale della mascherata, di compositori come Adriano Banchieri, Ciprian de Rore o Andrea Gabrieli, trovarono eco distorta e manieristica nella sua raccolta. Quest'ermeticità, sicuramente impenetrabile alla maggior parte dei partecipanti alle carnevalate albonesi, è tipica della mascherata del primo barocco, un'epoca in cui questa forma musicale aveva già raggiunto l'apogeo.

In epoca rinascimentale le mascherate erano funzionali alle manifestazioni carnevalesche e contribuivano a cancellare quelli che di solito erano netti confini fra gli esecutori e il pubblico. Al tempo del carnevale chiunque poteva nascondersi dietro a una maschera e intonando una mascherata poteva permettersi di deridere le autorità temporali e ecclesiastiche. Le mascherate contenevano quindi elementi spettacolari, improvvisazioni, giudizi, l'indicibile e spesso il non detto. Erano di fattura semplice con testi noti a tutti, sicché alla loro esecuzione prendevano parte non solamente i musicisti, i cantanti e i suonatori di professione, ma anche la folla che si raccoglieva nelle piazze e vie cittadine. Per questo motivo la musica delle mascherate era intesa non come inventione di un determinato autore bensì come temporanea proprietà di tutti i partecipanti alla festa. Travestiti e con le maschere sul volto i musicanti attraversavano la città, spesso su carri allegorici, diffondendo l'allegria carnevalesca tra i presenti. Negli scritti lasciatici dai contemporanei possiamo leggere che la gerarchia sociale veniva automaticamente cancellata solo nel capovolto mondo carnevalesco. Sull'atmosfera che regnava per carnevale il capodistriano Prospero Petronio annotò nelle sue MEMORIE: "Anco a Grisignana il giorno medesimo costumavano i Giudici o Provveditori con numerosa brigata far sotto la Loggia le frittole mangiandole e distribuendole a chi passa et se alcuno nel passar non li fa riverenza lo fanno trattenere né lasciano che parta se non paga una condanna che li danno. Nel resto i balli del Carnovale son danze ordinarie con mascherate di varie fogge, secondo i capricci diversi, usando a Capodistria, Trieste e Pirano et altri luoghi talora far recitar qualche piacevol opera, favola o commedia." Chiaro che il provveditore non poteva distribuire frittole tutti i giorni, succedeva solamente in tempo di carnevale.

In Istria, nella cittadina di Albona, estranea, come si direbbe oggi, agli interessi mediologici, il francescano conventuale Gabriello Puliti allestì nel 1612 una festa musicale di prima categoria. Le mascherate a tre voci, stampate a Venezia e dedicate alla famiglia patrizia albonese dei Negri, sono un autentico scrigno di rimandi alla ricca tradizione delle mascherate rinascimentali, ma sono al tempo stesso musicalmente comunicative, aperte alle improvvisazioni e contengono pure chiare indicazioni per possibili allestimenti scenici. Oggi l'unico esemplare della raccolta di mascherate del Puliti si conserva nella Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna. Non è forse giunto il momento di togliere dalla GHIRLANDA ODORIFERA CIOÈ MASCHERATEA TRE VOCI il velo di polvere e di oblio degli archivi affinché le mascherate possano raccontarci dell'Istria del XVII sec., delle sue prostitute, delle ragazze da marito, degli imbroglioni e dei pazzi? Facciamo sì che lo specchio deformante del carnevale ci illumini su un'epoca da lungi trascorsa e sui suoi emarginati protagonisti. In quello specchio potremmo forse vedere qualcosa di inaspettato, diciamo noi stessi!

Canzoni dal raccolto "Mascherate" (in MP3):

Tratto da:

  • Testo - Ennio Stipčević, "Maschere e mascherate barocche", Jurina i Franina, No. 60, Inverno 1996, p. 42-45.
  • Sound clips - Histriae Musici, "Musica Histriae Rediviva 2", transcribed by Giuseppe Radole & Boris Jurevini, Nuova Accademia di Venezia, 1996.

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Created: Friday, February 06, 2004; Last updated: Thursday, August 06, 2015
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