Amedeo Sala
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medeo Sala (Amedeo Filiberto Sala-Spini) è nato a Trieste nel 1928 (data non sicura). A 22 anni parte per l'Australia, sbarca a Melbourne e lavora come operaio nelle fognature.

civil engineer, inventore e scrittore [+ altri]

nato a Trieste
1928

Si sposta a Perth dove installa il primo computer in Australia. Dal 1962 al 1969, è alla NASA, è alla stazione di rilevamenti spaziali di Carnarvon fino al primo allunaggio. È insignito Membro dell’Ordine d’Australia (AM) per il suo contributo all’alta tecnologia.Ha lavorato all’Università dell’Australia Occidentale quale direttore del Centro Meccanografico di quell’Ateneo, e stabilito una ditta di apparecchi crittografici per la protezione dei dati bancari.

Sposato con quattro figli maschi e sei nipotini, Amedeo Sala si racconta così:

"Il mio nome è Amedeo Sala, ma gli australiani, non potendo pronunciarlo, mi hanno ribattezzato "Montevideo" perché fa rima con Amedeo, abbreviandolo poi in "Monte", che è diventato il mio nome di ogni giorno. Nato a Trieste ma d’ascendenza ragusea, finii a Zara, da dove scappai durante la guerra a causa dei massicci bombardamenti degli Alleati.

Sbarcai a Melbourne il 28 ottobre 1950, l'anniversario della Marcia su Roma. Se Mussolini non avesse marciato su Roma, io non avrei certamente marciato su Melbourne. Comunque non avevo scelta L'IRO (International Refugee Organisation), di fatto un ufficio di collocamento australiano, aveva stabilito che se un giovane era sano, vaccinato e sostanzialmente bianco, doveva venire in Australia: punto e basta! Viaggiai su una "Liberty" della Marina americana che portava 1820 "displaced persons" (apolidi,) ed il cadavere, in decomposizione avanzata, di un clandestino nel serbatoio dell'acqua potabile. Questa vittima sconosciuta, forse annegata dalla malavita americana, viaggiò - involontariamente - con noi da Bremerhaven, in Germania, a Port Philip Bay nel Victoria, Non era di buon augurio e, infatti, dopo un breve periodo nel Nord Victoria, andai a finire nell'abbraccio maleodorante delle fognature di Werribee in quel di Melbourne, dove i rifiuti umani erano utilizzati per fertilizzare pianure saline trasformandole in pascoli lussureggianti. Posso quindi vantarmi di aver cominciato dalla base.

Terminato il mio contratto di lavoro coatto biennale, decisi di andare nella città mineraria di Kalgoorlie da una zia emigrata nel 1910. La sua casa fu la seconda ad essere bruciata durante la rivolta dell'Australian Day del 1934, causata dalla morte accidentale di un ubriacone australiano per mano di un barista italiano che si era rifiutato di servirlo. Non avendo alcun’intenzione di lavorare nelle miniere, decisi di proseguire per Perth e poi, forse, per l'Italia, perché avevo perso interesse in questo paese dove la vita. era, al tempo, estremamente difficile. Ma non avevo abbastanza soldi per il biglietto, avendoli persi al gioco, quindi mi misi a lavorare in una ditta che costruiva amplificatori e da li, un po' alla volta, feci carriera fino ad installare il primo computer in Australia, usato per la progettazione di un modernissimo ponte a Perth. Con la mia esperienza mi fu offerto un lavoro d'ingegnere digitale nella stazione di rilevamento spaziale della NASA a Carnarvon, un paesino al nord dell'Australia Occidentale, dove rimasi sei anni durante tre missioni spaziali, cioè Mercury, Gemini ed infine Apollo, che realizzo il primo allunaggio. Credo di esser stato l'unico italiano ad aver partecipato all'equipe che ha portato il primo uomo sulla Luna. Questo conclude la prima fase della mia vita che, in effetti, va "dalle stalle alle stelle".

Durante questo periodo sposai per procura la ragazza che avevo lasciato in Italia, Lidia, ora madre di quattro figli e nonna di sei piccoli australiani. Dopo la prima missione lunare, il mio primogenito doveva frequentare una scuola media che non c'era a Carnarvon; quindi mi trasferii a Perth dove trovai un lavoro all'Università. Qui introdussi i primi computer nei laboratori e lavorai anche nel campo della visione, sviluppando tecniche per effettuare ricerche nel campo della stereo ottica umana. Una di queste tecniche fu usata per comporre i poster tridimensionali che ebbero gran successo alcuni anni fa. La persona che aveva iniziato queste ricerche era il prof. Bela Julesz del "Bell Laboratory" di New York; gli piacquero le mie idee e mi consigliò di realizzare un'industria mia propria, cosa che riuscii a fare. Per il mio lavoro d'avanguardia mi è stata conferita l'alta commenda dell'Ordine d'Australia, quale padre dell'alta tecnologia. Alcuni anni dopo convinsi un'eminente società americana ad investire ne1la mia ditta per realizzare un concetto che solo ora è stato attuato, cioè ;'autostrada elettronica, ovvero l'Internet.

Questa attività mi porto a creare apparecchiature crittografiche, essenziali in queste reti di comunicazione. I mici crittografi furono piazzati in Italia, in Francia, in Svizzera e in Germania; accadde però che, avendo un codice potente, le agenzie di spionaggio non potevano decifrarlo. Mi fu imposto di indebolire la codifica, ma io rifiutai. Conclusione: le mie esportazioni furono ostacolate, forzandomi a vendere h società Adesso, per quanto io sia al di là dell'età della pensione, lavoro ancora in una mia ditta di ricerche e, a tempo perso, faccio il corrispondente all'estero per un'agenzia di informazioni italiana di Torino. Sono fortemente interessato alla storia di Ragusa (ora Dubrovnik), di Zara, di Fiume, di Pola e di tutta la Dalmazia. Ho scoperto che gli emigranti provenienti dalla Dalmazia precedentemente alla prima guerra mondiale, quando venivano in Australia, si portavano appresso libri storici. Ho quindi trovato, qui in Australia, molte opere inedite in Italia – e distrutte in Croazia – tra le quali la "Storia di Dalmazia" di Lucas Svilovich di Spalato, ed una lettera di un prelato, Monsignor Fioravanti, che nel 1720 si era recato da Fiume a Hong Kong per cristianizzare i cinesi, avvistando, durante il viaggio, l'Australia prima che il Capitano Cook nascesse. Ho trovato anche un manoscritto steso in lingua italiana che descrive la storia del Bark fiumano "Stefano", con equipaggio dalmata, che i croati hanno cercato di "croatizzare". Le mie ricerche negli archivi storici di Perth hanno provato che l'equipaggio parlava solo l'italiano e che il veliero era stato costruito dai Fratelli veneziani Brazzoduro emigrati a Fiume. Il mio obiettivo è quello di raccogliere documentazioni storiche che riguardino le terre adriatiche e di tradurle in inglese, allo scopo di salvaguardare questo patrimonio culturale per i nostri nipoti e pronipoti che probabilmente non parleranno l'italiano. È quindi necessario tradurre tali documenti nella lingua più usata al mondo, l'inglese, e depositarli negli archivi storici".

This is a black-and-white photograph taken in 1984 of Amedeo Sala, an Italian migrant living in Western Australia, considered the 'father of Western Australia's electronics and computer industry'. He is holding the 'heart' of his invention the 'Encryptor', an electronic security scrambling device. The part of the device he is holding is about 20 centimetres long and 10 centimetres wide and has rows of small cylindrical chips attached.

Il 26 gennaio 2002 Amedeo scrisse sull'internet: "...Al momento sto entrando nella fase terminale del mio cancro, che però non sa che sono dalmata e lo sto combattendo fino all'ultima pallottola." (dal "Figli di Nessuno, L'opinione che non conta")."

Amedeo Sale si spensi il 1° aprile 2002, alle ore 15.00 si è spento a Perth, Australia, Amedeo Sala.

Quel giornio, trasmesso via emial, Roberto Talp scrisse di lui: "Dalmata di origine, istriano di adozione, emigrato in Australia nel dopoguerra, dallo scavo delle fogne passò alla collaborazione al progetto "Apollo". Inventore, scrittore, innamorato della sua terra di origine, fino all'ultimo ha combattuto con lo spirito indomabile ben noto a chi lo ha conosciuto."

Da http://tuttotrieste.it:

Per chi che lo conosseva no xe stada una sorpresa: el mal che se lo ga portà via lo stava za tormentando de tanto, tropo tempo. E lu,omo forte e deciso fin al ultimo, el ga preferido tignirse i dolori e le soferenze senza sfogarse coi amici.

El xe morto cola dignità con cui el xe vissudo, el xè 'ndado via in punta de pie come per no disturbar. Ma, che ghe piasessi o no, el se ga lassà drio tanta tristeza fra de noi che lo gavemo conossudo: se el credeva che nòl ne saria mancado, el se sbaliava de grosso.

El xe morto lotando come che lotando el xe vissudo, e stavolta el ga perso perchè con quela maledeta vecia cola falze no vinzi mai nissun.

Cussì xe mancado un omo come pochi, un che partindo del gnente con solo le braghe che el gaveva indosso, el ga rivà a costruir tanto cola sua forza, col coragio, col'inteligenza e cola volontà. No ve stago a contar la storia dela sua vita perchè el ve la ga za contada lu..: gavemo passado mesi lu e mi insieme su internet a ordinarla e a farghe i pulisi, e xe vignuda fora una storia interessante e afassinante come un romanzo - ma tuta vera. Dopo tanto lavorar insieme dovevimo incontrarse finalmente de persona a Trieste un giorno... un giorno che no riverà mai più. Adio Amedeo, me dispiasi tanto per tuti quei biceri che no beveremo insieme.

Lidia, te ghe son stada vizin per una vita, te lo ga iutà, te lo ga consolà, te ghe ga fato i fioi, che desso xe omini in gamba. No sarà facile viver senza Amedeo, ma te son dona brava e forte, e semo tuti con ti a ricordarlo e a volerghe ben. Guanta duro, e ogni volta che te varderà in viso un dei vostri nipotini, te vederà nei sui oci un tochetin de lu.

In memorium:

"Oggi, 1° aprile 2002, alle ore 15.00 si è spento a Perth, Australia, Amedeo Sala.

Dalmata di origine, istriano di adozione, emigrato in Australia nel dopoguerra, dallo scavo delle fogne passò alla collaborazione al progetto "Apollo". Inventore, scrittore, innamorato della sua terra di origine, fino all'ultimo ha combattuto con lo spirito indomabile ben noto a chi lo ha conosciuto."

Roberto Talpo
(trasmesso via email)

Il 26 gennaio 2002 Amedeo scrisse:

"...Al momento sto entrando nella fase terminale del mio cancro, che però non sa che sono dalmata e lo sto combattendo fino all'ultima pallottola." (dal "Figli di Nessuno, L'opinione che non conta)."

Selected works and inventions:

  • Image Coding / La codifica delle foto
  • Image Depth Improvement System
    • International Patent Application
    • World Intellectual Property Organization (WIPO) - Description

Writings:

  • La toponomastica e lingua della Dalmazia e dell'Istria dal principio dell'800 al 1920
  • English translation of I naufraghi del bark Austro-ungarico "Stefano" alla costa nord ovest dell'Australia

Autobiography and personal essays:

Tratto da:

  • http://xoomer.alice.it/histria/storiaecultura/testiedocumenti/testisala/vitasala.htm
  • Testo (inglese) per la fotografia - http://econtent.thelearningfederation.edu.au/ec/search?topic=%22Electronics%22
  • Fotografia - Nosepol, Trieste on the Web - La Luna Doveva Spetar - http://www.el-sys.com/nosepol/amedeo/amedeo-x.html (no longer online)
  • 2002 -  http://www.fdn.farm.it/2002/Gennaio2002/260102Sala.htm

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Sunday, March 31, 2002. Last updated:Tuesday, August 06, 2013
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