Pier Antonio Quarantotti Gambini
Istriani llustri

Italiano (different text)

ier Antonio (or Pierantonio) Quarantotti Gambini  was born in Pisino (Pazin) on February 23, 1910, then part of Austria-Hungary. He was the son of Giovanni Quarantotto, who was from one of the noble Italian families from Rovigno (Rovinj), and Fides Histriae Gambini, the last descendant of an illustrious family from Capodistria (Koper).

writer and journalist

born in Pisino
1910

His father was a prominent Italian irredentist militant in Istria who changed the family surname from Quarantotto to Quarantotti. He was named after his maternal grandfather, Pier Antonio Gambini, whose surname he incorporated into his own.

Pier Antonio spent his childhood in the vicinity of Capodistria, a place which would figure in many of his novels. In 1927, Quarantotti Gambini met Richard Hughes, an English writer and author of who was travelling in Istria to complete his novel, A High Wind in Jamaica (later renamed as The Innocent Voyage), and he received literary advice from him. Two years later, he became friends with Umberto Saba in Trieste. He left Capodistria soon after to study law in Milan and Turin. In 1932, he published his first short stories, collected in the volume I nostri simili. From 1933, he worked for the newspaper La Stampa. He was sent as a war reporter to cover the Ethiopian War, then the Spanish Civil War. In 1937, his first novel, La Rosa Rossa was published by the publisher Treves, in Milan.

During World War II, he was director of the city library of Trieste, from where he had to flee in 1945 when Josip Broz Tito's Yugoslav Partisans entered the city. He settled in Venice, where he lived the rest of his life. From 1945 until 1949, he was head of a semi-clandestine radio aimed at Italians in the Free Territory of Trieste, Radio Venezia Giulia. He was an advocate for an independent Istria, but the London memorandum of 1954 partitioned the Free Territory, giving Trieste to Italy, but the rest of Istria to Yugoslavia. From then on, Quarantotti Gambini was not authorized to visit the places of his birth and youth.

His major works date from this period of exile, and are heavily autobiographical (Amor militare, 1955, Il Cavallo Tripoli). His 1958 novel La Calda Vita is a subtle exploration of the transition from childhood to adulthood, its sensuality and cruelty.

He received the Bagutta Prize in 1948 for L'Onda dell'incrociatore. In 1963, he was a member of the jury of the Campiello Prize.

Works

Tales and novels:

  • I nostri simili, racconti. ‘Solaria’ 1932, Einaudi 1949, seconda edizione 1966.
  • La rosa rossa, romanzo. Nella rivista ‘PAN’ 1935, Treves 1937, Garzanti 1947, Einaudi 1960/1965, prima edizione nei Nuovi Coralli 1972. [Recensione]
  • L’onda dell’ incrociatore, romanzo. Einaudi 1947/1966. - Premio Bagutta 1948.
  • Il cavallo Tripoli, romanzo. Einaudi 1956. Nuovi Coralli 1977. [Recensione]
  • L’amore di Lupo (Amor militare), romanzo. Einaudi 1955/1964.
  • La calda vita, romanzo. Einaudi 1967/1976.
  • I giochi di Norma (Alle saline, Le trincee, La lettera), racconti. Einaudi 1964/1966. - Premio Puccini-Senigallia 1964.
  • Le redini bianche, romanzo. Einaudi 1969.
  • La corsa di Falco, romanzo. Einaudi 1969.
  • Gli anni ciechi, raccolta dei romanzi e racconti. Einaudi 1971.
Trips and recollections:
  • Primavera a Trieste, ricordi del ’45. Mondadori 1951.
  • Sotto il cielo di Russia, viaggio. Einaudi 1963.
  • Luce di Trieste, rievocazioni e ricordi. ERI-Edizione RAI Radiotelevisione Italiana 1964
Poetry:
  • Racconto d’amore, Mondadori 1965.
  • Al sole al vento, Einaudi 1970.
Correspondences:
  • U. Saba e P. A. Quarantotti Gambini, Il vecchio e il giovane, Mondadori 1965

Biographical addendum:

Giulio Derin, who lives in Trelew in Patagonia (Argentina), provided these autobiographical notes written by Quarantotti Gambin in Venice in 1947:

Sono nato il 23 febbraio 1910 a Pisino d’Istria da Giovanni e da Fides Histriae Gambini.

Mio nonno materno, Pier Antonio, di cui io rinnovo il nome e dal quale ho ereditato il cognome dei Gambini, fu uno dei più celebri uomini politici istriani dell’Ottocento: il leader, il capo della maggioranza italiana alla Dieta provinciale di Parenzo, nonché il deputato al parlamento di Vienna e membro delle delegazioni dell’Impero Austro-ungarico. Con lui (quand’era ormai un vegliardo, sdegnoso d’ogni onore pubblico e sempre fedele agli ideali repubblicani della giovinezza e del figliolo Pio Riego, caduto volontario nel 1915 sul Podgora) io ho vissuto gran parte della fanciullezza e quasi tutta l’adolescenza - nella sua terra di Semedella, di faccia a Capodistria sin oltre i diciott’ anni.

Ho compiuto gli studi medi a Capodistria, ove nell’inverno del 1927 ho avuto occasione di conoscere lo scrittore inglese Richard Hughes, ritiratosi quel anno in Istria per portare a termine il romanzo “A high wind in Jamaica”, poi ristampato col titolo “The innocent voyage”, e oggi tradotto, come gli altri suoi lavori, nelle principali lingue del mondo.

Menziono quest’incontro perché ha avuto nella mia formazione un’importanza fondamentale. Sebbene non mi sia incontrato molte volte con lui, Hughs è stato per me una grande rivelazione: la rivelazione vivente dell’ingegno: la prima persona con la quale io abbia potuto veramente parlare: ed è meraviglioso che ciò mi sia accaduto - per chi sa quale capriccio della sorte - in provincia, in una piccolissima città, nella mia stessa città; ed è non meno meraviglioso che Hughes, cui io facevo innumerevoli domande, discorresse con me, che allora avevo soltanto diciassette anni, quasi come un proprio pari, limitandosi a sorridere ogni tanto con quella sua lieve arguzia che gli accendeva un intenso brillio negli occhi. Egli mi raccontava dei suoi viaggi, delle sue esperienze, del suo lavoro e dei suoi inizi letterari e volle leggere le cose mie.

Il secondo incontro veramente determinante della mia carriera letteraria l’ho fatto a Trieste, nel 1929, quando incominciai a frequentare Umberto Saba, cui una grande e ammirata amicizia mi ha poi legato ininterrottamente. Ricordo che Saba, prima ancora che gli avessi fatto leggere nulla di mio, mi diceva: - Ho l’impressione che tu sia uno scrittore, anzi sento che sei uno scrittore. E in queste cose non mi sbaglio.

E mi esortava: Scrivi, e poi fammi vedere. Dopo letto il mio primo racconto: - E’ bello, - mi disse - come le belle cose di Federigo Tozzi.

Ma procediamo più spediti. Ho scritto in quegli anni (tra l’inverno 1929-30 e quello 193 1-32), mentre, iscritto all’Università di Milano, iniziavo di malavoglia gli studi di giurisprudenza, I tre crocifissi, Il fante di spade e La casa del melograno, i tre racconti apparsi nell’autunno 1932 nel volume intitolato I nostri simili. Il primo crisma pubblico, dopo quello quasi privato di Saba a Trieste, lo ho avuto a Firenze, con l’articolo che Eugenio Montale volle dedicare a I nostri simili nella rivista “Petaso”, quando il libro era appena uscito, al principio del 1933. Il grande successo di critica che fece subito eco alle affermazioni del Montale mi aperse molte porte. Contemporaneamente, però, certa stampa fascista si lanciò contro di me, come alcuni anni prima contro Alberto Moravia. Si scrisse, incriminando soprattutto La casa del melograno, che I nostri simili rappresentavano un mondo morale in antitesi con quello fascista.

Notevole la mia collaborazione nel 1935 alla rivista “Pan” di Ugo Ojetti, nella quale pubblicai a puntate il romanzo La rosa rossa, scritto tra il 1933 e il 1934 e apparso in volume presso l’editore Treves nel 1937.

Nello stesso anno (1937) mi laureai in giurisprudenza presso l’Università di Torino, dopo aver trascinato gli studi, oltre che a Milano, anche a Modena e a Roma. In quel periodo, non volendo entrare nel giornalismo politico, asservito al fascismo, cominciai a dedicarmi al giornali­smo turistico. Prestai a lungo la mia opera al servizio propaganda di una società di navigazione, ed ebbi modo di compiere alcuni viaggi. Navigai nel Mediterraneo, da Trieste ad Atene, a Istanbul e a Rodi (1937), da Genova a Cannes e a Gibilterra, e da Gibilterra ad Algeri e alla Sicilia (1939). Fui negli Stati Uniti d’America (1939), ove provai alcune impressioni fra le più vive, pro­fonde e indelebili della mia vita, e in Portogallo, Jugoslavia, Austria e Germania.

Frattanto, nel 1939, avevo scritto il lungo racconto Le trincee, pubblicato nel 1942 in volume nella collana “Narratori Contemporanei” dell’editore Einaudi.

Al principio del 1942 il Municipio di Trieste mi affidava la direzione interina della sua antica Biblioteca civica e la conservazione del suo Archivio Diplomatico; nell’autunno-inverno scrivevo il romanzo L’onda dell’incrociatore.

Nel maggio 1945, durante l’occupazione di Trieste da parte delle truppe di Tito, mi rifiutai ri­petutamente di aderire, come persona e come direttore della Biblioteca civica, alle associazioni titine richiedenti l’annessione dei miei paesi alla Jugoslavia. Il giorno 26 due individui armati vennero a cercarmi nel mio ufficio, ma io, per puro caso, quel mattino ero assente. Il pomeriggio, mentre un’inchiesta veniva aperta su di me e la notizia del mio arresto cominciava già a correre per la città, mi rifugiai in case fidate. Il 27 lasciai clandestinamente Trieste e mi portai a Udine, e poi a Venezia, ove tuttora risiedo. A Venezia ho potuto riprendere la mia attività letteraria, completamente sospesa durante l’ultimo periodo della guerra.

Questa, la mia vita, sino ad oggi. 

Qui cessano gli appunti di Pier Antonio Quarantotti Gambini.

Dall’autunno del 1945 all’estate del 1949 lo scrittore diresse a Venezia l’emittente clandestina “Radio Venezia Giulia”, la quale, ideata e voluta dall’on. Antonio de Berti e sorta con l’appoggio del governo, parlava quotidianamente agli Italiani dell’Istria e del Quarnero, a Trieste, al Friuli Isontino, agli esuli giuliani sparsi nelle varie regioni d’Italia.

Dal momento in cui "Radio Venezia Giulia", il 30 giugno 1949, dovette cessare la sua attività, che lo aveva appassionatamente impegnato, Quarantotti Gambini si dedicò completamente al suo lavoro letterario e alla collaborazione giornalistica.

Sono di quegli anni: Primavera a Trieste (1951), L’amore di Lupo (Amor militare, 1955), Il cavallo Tripoli (1956), La calda vita (1958), Sotto il cielo di Russia (1963), Luce di Trieste (1964) e I giochi di Norma (1964)

Riprese anche a viaggiare e fu in Francia, in Inghilterra, in Spagna, in Irlanda, in Islanda, nei paesi scandinavi e da ultimo in Russia.

Morì a Venezia il 22 aprile 1965 a quattro giorni da un improvviso e imprevedibile attacco cardiaco che lo colpì nel suo studio il 18, giorno di Pasqua. 

Dopo la sua scomparsa furono pubblicati il Racconto d’amore (1965) e Le redini bianche (1967); nonché il carteggio 1930-57 con Saba: Il vecchio e il giovane (1965).

Filmography:

  • 1973 - La rosa rossa (novel - as Pierantonio Quarantotto Gambini)
  • 1964 The Warm Life (novel "La calda vita" - as P.A. Quarantotti Gambini)
  • 1960 Les régates de San Francisco (novel)

Articoli:

Bibliografia:

  • Al Caffè con Quarantotti Gambini, in  Enrico Falqui, Caffè Letterari, Roma, Canavesi, 1962.
  • Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
  • Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata - http://www.irci.it/biblio/rivista.htm (Libri e riviste)
  • Fotografia - http://www.internetculturale.it/genera.jsp?id=340#

Note:

1. Nel dicembre 1998 a Trieste nasce la Biblioteca Comunale del Popolo "Quarantotti Gambini", biblioteca di pubblica lettura appartenente al Sistema Bibliorecario Comunale. 


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Created: Sunday, June 25, 2000. Last Updated: Saturday October 01, 2016
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