Giuseppe Radole
Prominent Istrians

iuseppe Radole nasce a Barbana d'Istria il 6 febbraio 1921. Nel 1932 entra nel Seminario di Capodistria, dove conseguirà la maturità classica. Inizia anche a coltivare la sua passione per la musica, tanto che già a quattordici anni può dirigere la corale del Seminario.

compositore, organista, direttore di coro, musicologo e folklorista

nato a Barbana
1921

Inizia anche a coltivare la sua passione per la musica, tanto che già a quattordici anni può dirigere la corale del Seminario. Intrattiene pure una breve corrispondenza con Raffele Casimiri, che lo incoraggia a proseguire, e si avvicina, per lo studio dell'armonia, al maestro chersino P. Bernardino Rizzi, geniale compositore di musica sacra e sinfonica. Nel 1940 passa, per la formazione teologica, nel Seminario Centrale di Gorizia. Ma già l'anno dopo rientra a Capodistria come assistente e con mansioni di direttore di coro, iniziando la sua decisiva formazione musicale. Può, infatti, recarsi a Trieste alla scuola di composizione di Antonio Illersberg e a quella di pianoforte e canto gregoriano di Carlo Tomé. Le difficoltà incontrate dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 lo portano nel Seminario di Vicenza, dove conosce e frequenta mons. Ernesto Dalla Libera, personaggio eccezionale, e, l'allora giovanissimo suo nipote, Sandro, col quale manterrà fecondi rapporti di collaborazione. Ma la guerra, con i suoi martellanti bombardamenti, fa chiudere il Seminario vicentino ed egli rientra a Parenzo, dove nel 28 maggio del 1944 viene ordinato sacerdote per mano del vescovo Radossi. Dopo una breve permanenza a Parenzo, viene trasferito a Visinada. Studiare musica in anni come quelli, in un'Istria tagliata fuori dal mondo, era un'impresa eroica. Funzionavano, come potevano, solo le poste, del cui servizio usufruisce per inviare i suoi compiti a Illersberg, mentre per le lezioni di pianoforte approfitta del maestro Augusto Zuliani di Parenzo. Così sino all'annessione dell'Istria alla Jugoslavia. Per finire gli studi e per sostenere gli esami al Conservatorio é costretto a lasciare la sua terra (aprile 1947), trasferendosi a Trieste. Viene assegnato alla parrocchia di Sant'Antonio Vecchio, con l'obbligo di occuparsi del coro. Dopo l'esame del corso medio di composizione (autunno 1949), essendo Illersberg impegnato nell'allestimento del suo Trittico, passa alla scuola di Vito Levi, che lo accoglie affettuosamente preparandolo al diploma di composizione, sostenuto brillantemente, sotto la presidenza di Franco Alfano (ottobre 1950) nel conservatorio di Pesaro. In quello stesso anno inizia ad insegnare nel nuovo Seminario di Trieste e nella Scuola Diocesana di musica sacra. Nell'estate del 1952 frequenta l'Accademia Chigiana di Siena nel Corso di perfezionamento tenuto da Vito Frazzi e F. Lavagnino.

Ha così inizio, incoraggiato dagli ambienti musicali triestini, l'attività di Radole come compositore e musicologo. Luigi Toffolo esegue la sua Missa "Credo in unum Deum" a 4 voci ed organo, che ottenne una critica assai favorevole da parte di Vittorio Tranquilli. Nel 1958 vince il primo premio ad un concorso della Società di Minerva con uno studio sulla musica a Trieste nel Cinque e Seicento. S'interessa pure del liutista Giacomo Gorzanis, sul quale tiene una relazione a Vienna, in occasione del "Mozartjahr" nel 1955 e che in seguito lo porterà a scrivere un fortunato manuale su Liuto, chitarra e vihuela (1979) tradotto in spagnolo (1982) e riedito nel 1986. A Vienna riscuote la stima di alcuni musicologi lì presenti, come Guglielmo Barblan, che lo invita a collaborare per le voci triestine dell'Enciclopedia Ricordi . Negli anni Ottanta scriverà alcune voci per il Dizionario Biografico degli Italiani e per l'Enciclopedia tedesca M.G.G .

In occasione del Congresso di musica sacra di Parigi (1957) fa amicizia con Siro Cisilino della Fondazione "G. Cini" di Venezia. Conosce pure Pellegrino Ernetti e Giuseppe Biella, che lo invitano a scrivere, il primo, sulla rivista "Jucunda laudatio" e, il secondo, su "Musica Sacra" di Milano. Prende ancora ad occuparsi di organologia in seguito alla conoscenza del trentino Renato Lunelli, il più autorevole organolo italiano, che l'esorta a fare delle ricerche sugli organi in Istria e a Trieste, ricerche che sfociano in una serie di saggi prodotti per la rivista "L'Organo" e poi raccolti in due volumi separati.

Nel 1957 entra nel Conservatorio di Trieste come insegnante di armonia: ne uscirà per limiti di età nel 1986. Anche il folklore istriano occupa una parte essenziale nella ricca produzione di Radole. Il celebre folklorista e professore all'Università di Roma Toschi include nella prestigiosa collana di "Lares" due massicce raccolte di Canti popolari istriani , che riscossero le lodi dell'indimenticabile Giuseppe Vidossi. Più tardivo l'apprezzamento di due antologie di "Fiabe istriane". Ebbe invece un alto gradimento la rubrica "Parola data no torna più indrio" di proverbi istriani, messa in onda da Radio Trieste, come pure la serie di canti popolari istriani, in veste corale. Apprezzati anche i molti articoli folkloristici "Lunario istriano", usciti sulla "Voce Giuliana". Nel 1984, stampato da Zanibon di Padova, esce uno studio sulla letteratura organistica, che non ha eguali in campo nazionale, e di cui sta per uscire, presso Carrara di Bergamo, la seconda edizione. Seguono altre opere sulla Cappella Civica, sulle Scuole musicali a Trieste, due volumi sulla vita musicale triestina dal 1750 ai nostri giorni.

Nel 1968 il Comune di Trieste affida a Radole, su designazione di Luigi Toffolo, la direzione della Cappella Civica di San Giusto, lasciata al 65° anno di età. Per la Cappella egli compone molte musiche, librandosi tra canto gregoriano e musica contemporanea; concerta e dirige una vastissima rosa di opere attinenti al repertorio sacro, dal canto gregoriano a Palestrina, Lasso e Hassler, per seguire con lavori del Settecento, Albrechtsberger, Haydn, Mozart, dell'età romantica Cherubini, Liszt, Franck, Bruckner, Dvorak per concludere con i moderni e contemporanei Janacek, Kodaly, Britten, Langlais. Non ha dimenticato neanche i maestri locali : Zuccoli, Toniutti, Tomé, Viozzi, il quale, in particolare, gli scrisse la Messa Santa Eufemia (1980). Di quest'ultimo, per onorare una lunga amicizia, ha scritto la biografia, pubblicandone pure un'antologia di scritti. A Radole si deve il restauro dell'organo di San Giusto (1956) sul quale, nell'ambito del Settembre Musicale Triestino si continua a tenere una serie fortunata di concerti organistici. Spesso é stato chiamato a far parte di Giurie di concorso, come nel 1962 al Concorso internazionale di canto corale "C.A. Seghizzi" di Gorizia, del quale é stato per molti anni anche membro della Commissione artistica, svolgendo anche delle relazioni per i Convegni che lo affiancano.

Sue musiche sono state pubblicate dalla Casa editrice Carrara di Bergamo, dalla Casimiri di Roma, dalla AISC di Roma, dalla Musica Sacra di Milano, dalla A. Bank di Amsterdam, ecc. Sono state altresì pubblicate molte trascrizioni di musiche: Valerj, Spergher, Pescetti, Antico, Geminiani, ecc. Nel 1987 gli viene conferita l'onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Trieste, nel 1993, per meriti culturali e musicali, gli assegna il Sigillo Trecentesco. Ancora oggi, don Radole continua, con buona lena, a lavorare sui temi da sempre a lui cari : musica e folklore.

Giuseppe Radole... in un fortunato saggio dedicato alla chitarra scrive:"…la chitarra risulta in definitiva uno strumento vivo: entra a far parte degli strumenti che si studiano nei conservatori, dove si preparano nuove generazioni di interpreti, e d'altra parte continua a godere del favore di molti dilettanti, per sostenere il canto popolare o accompagnare la danza".

Morto Don Giuseppe Radole

(ANSA) - TRIESTE, 5 DIC - È morto a Trieste Don Giuseppe Radole, docente, compositore e organista di fama internazionale. Aveva 86 anni e da tempo era malato. Nacque a Barbana d'Istria e fu ordinato sacerdote nel 1944. Al conservatorio Tartini di Trieste insegnò armonia, ma la sua passione era l'organo e l'arte organistica cui ha dedicato tutta la sua vita. È stato presidente della Commissione Diocesana di Musica Sacra e direttore della Cappella civica in San Giusto a Trieste.

Composizioni:

  • Musica sacra: Messe e Mottetti vari;
  • Ediz. A. Bank, Amsterdam e V. Carrara, Bergamo
  • Musica Strumentale: pezzi per organo, ibid.;
  • Trascrizioni per organo: Dodici sonate di G. Valerj, Ediz. V.Carrara, Bergamo Sonate e versetti di G. Valerj, ibid.
  • Nove sonate di I. Spergher, ibid.
  • Nove sonate per clavicembalo e organo di G.B. Pescetti, Ediz. Zanibon, Padova;
  • Versetti in terra veneta, Ediz. V. Carrara, Bergamo.
  • Le frottole di Andrea Antico da Montona, IRCI, Trieste 1996.

Musicologia:

  • Giacomo Gorzanis "Leutonista et cittadino della magnifica citta di Trieste", in Bericht über den Internationalen Musikwissen-schaftilchen Kongress Wien. Mozartjahr 1956, Graz-Colonia 1958, pp. 74.75;
  • "Gli organi nelle chiese istriane", in Atti e memorie della società istriana di archeologio e storia patria, Volume XVI della Nuova Serie (LXVIII della Raccolta), Venezia, MCMLXVIII
  • L'arte organaria in Istria, Patron, Bologna 1969; L'arte organaria a Trieste, ibid. 1975; in corso di ristampa per le Ediz. Pizzicato, Udine;
  • Radole, Giuseppe (ur.). 1969. Fiabe Istriane. Trieste: Edizioni Comunità Istriane.
  • Il dramma liturgico della «Visitatio Sepulchri» a Trieste, in Archeografo triestino IV S., XXXI- XXXII (1969- 70), pp. 37-47;
  • Andrea Antico da Montona, Frottole intabulate da sonare organi Roma 1517, ristampa anastatica. Forni editore, Bologna 1970;
  • Ladislav Šaban, "Doprinos trojice Moscatella orguljarstvu Dalmacije (Contributo dei tre Moscatelli all'organaria in Dalmazia)", recensione in L 'Organo XIII (1975), pp. 158-165.
  • Regesto di notizie organarie e organistiche pubblicate nella Gazzetta di Venezia (1816-1888), in collaborazione con S, Dalla Libera, ibid., XII (1974), XIII (1975), XIV (1976), XV (1977).
  • Liuto chitarra e vihuela: storia e letteratura, Suvini-Zerboni, Milano 1979,1986,1997;
  • La cappella civica nelle lotte nazionali a Trieste, in AA. VV ., Trieste religiosa nel 25° di sacerdozio di Pietro Zovatto, Trieste 1987, pp. 29-47.
  • Le registrazioni della musica organistica italiana dal 1500 al 1900. Bergamo : Carrara, c1999. Music 786.5 R131, R337, 1999
  • "Inni in onore di San Giusto martire triestino", in La tradizione martiriale tergestina. Storia, culto, arte, a cura di Vittorio Cian e Giuseppe Cuscito. Ediz. Vita Nuova della Diocesi di Trieste 1992. pp. 355-369.
  • Letteratura organistica dal Tre al Novecento, Carrara, Bergamo 1996;
  • Le registrazioni della musica organistica italiana dal Cinque al Novecento, ibid. 1999;
  • Le registrazioni organistiche nelle culture europee dal 1500 al 2000, Archivio della Cappella Civica di Trieste, IX, Ediz. Pizzicato, Udine 2001;
  • La Civica Cappella di San Giusto, 450 anni di Musica a Trieste, Trieste 1989/2; Ricerche sulla vita musicale a Trieste. (1750-1950),ivi 1988;
  • Eugenio Casparini costrui i suoi primi organi in Istria? in L'Organo XXIV (1986) pp. 127-133;
  • I musicisti e la poesia di Marin. Rassegna della produzione musicale su versi di Biagio Marin. Saggio introduttivo di Edda Serra, Comune di Grado 1991;
  • Trieste: la musica e i musicisti (1945-1989),Trieste 1992;
  • Le scuole musicali a Trieste e il Conservatorio "Tartini", ivi, 1992/2;
  • La musica a Capodistria, ivi, 1990;
  • Giulio Viozzi: una vocazione musicale, ivi, 1986;
  • Giulio Viozzi: Antologia di scritti musicali; Pizzicato, Udine, 1994,1999/2;
  • La musica a Rovigno, in M.VV. Rovigno d'Istria 2 voll., Ediz. Famia Ruvignisa, Trieste 1997. II vol, pp. 382-391.
  • Nuovi documenti di storia organaria in  Istria (Rovigno-Pimguente-Montona) in L'Organo, XXXI (1997), pp. 181-195.
  • Vito Levi. Musiche corali, ibid. 1999;
  • Vito Levi, Antologia di scritti musicali con nota biografica, ibid. 1999;
  • Casa Mascioni nella storia organaria italiana, in: Mascio1ii 1829-1999. Catalogo degli oragani costruiti e degli organi restaurati nella Fabbrica di Cuvio-Azzio, Azzate (Varese),1999, ediz. inglese ibid. 2001;
  • Giacomo Moderno da Pinguente Tipografo musicale a Lione. Catalogo delle edizioni, in Archeografo Triestino S. IV , 2000, L X (CVIII della Raccolta), pp.239-261.

Folklore:

  • "Canti popolari patriarchini", in Jucunda laudatio 1964, pp. 24-30;
  • Canti popolari istriani, I vol. 1965, Il vol. Olschki, Firenze, 1968, (Biblioteca di Lares, voI. XIX e XXVIII);
  • "Orazioni come filastrocche", in Pagine istriane IV S., XVII (1967, n. 18/20, pp. 79-101.
  • Fiabe istriane raccolte a Barbana, Ediz. Italo Svevo, Trieste, 1969;
  • Canti Popolari raccolti a Materada, Buroli e Visinada in Istria, (Centro per lo studio dei dialetti veneti dell'Istria, n. 2). Ibid. 1976.
  • Settanta nuove fiabe istriane, Ibid. 1977;
  • "Proverbi istriani raccolti a San Lorenzo del Pasenatico", in Atti e Memorie N.S. XXX m (1985), pp.217-237;
  • Tradizioni popolari triestine, Trieste 1992;
  • Folklore istriano, IRCI, Trieste 1997;
  • "Canti liturgici «patriarchini» di tradizione orale in Istria", in M. VV ., Il canto «patriarchino» di tradizione orale in area istriana e veneto-friulana, pp. 69-88, Cultura popolare veneta, N.S. n.17, Fondazione G. Cini, Regione del Veneto, Neri Pozza editore, Vicenza 2000.

Selected works:

BIBLIOGRAFIA:

  • Musica storia folklore in Istria. Studi e contributi offerti a Giuseppe Radole a cura di Ivano Cavallini con la collaborazione di Marco Sofianopulo, Ediz Italo Svevo, Trieste 1987.

Guitar works:  ?

His works as composer are published by: - BÈRBEN. His works as writer are published by: - SUVINI ZERBONI

Additional materials to include:

  • http://www2.chiesacattolica.it/ceidocs/seed/bd_diocesi.singola_persona?id_pers=122&id_dioc=35
  • http://www.cappellacivica-trieste.it/cd-pub/present_pub019.htm
  • http://www.feniarco.it/editoria/choraliter/choraliter7.pdf - on page 8
  • Books in print - http://www.unilibro.it/find_buy/result_scrittori.asp?scrittore=Radole+Giuseppe&idaff=0

A curiosity: There is a panificio Giuseppe Radole at Busalla (Genova), near where the Ciceran family lived - must be run by remaining Istrians! - http://www.italianodoc.com/regioni/liguria/busalla/panifici.htm

LIBRI

  • Manuale Di Letteratura Organistica Dal Trecento Al Duemila, Pizzicato (2005) http://www.pizzicato.ch/
  • Con Vito Levi - Antologia Di Scritti Musicali: Con Una Nota Biografica, Pizzicato (1999)
  • Giuseppe Radole, Letteratura Organistica dal Tre al Novecento, Edizioni Carrara (1996) http://www.pizzicato.ch/

Giuseppe Radole, Letteratura Organistica dal Tre al Novecento, Edizioni Carrara - 1996.

Chi di voi conosce Albert Jenny, Cristobal Halffter, Zdenek Fibich e Francesco Nigetti?.... Ed avete mai sentito parlare di William Jones of Nayland, Conrad Baden, Serafino Alassio e Adolf Brunner?.... Personalmente, e rendendomi conto in modo compiuto della mia immane ignoranza, non ne avevo mai sentito parlare prima di leggere questo libro, che comprende, se non abbiamo contato male, ben 1924 (avete letto bene, sono proprio tanti così.....) nominativi di musicisti e personaggi che hanno popolato il panorama dell'organo e della musica organistica dagli albori fino ai giorni nostri, raccolti e brevemente illustrati da Giuseppe Radole per i tipi delle Edizioni Carrara di Bergamo.

Giuseppe Radole, notevole figura della Musica Sacra nostrana degli ultimi cinquant'anni, compositore, organista, direttore di coro, didatta di grande levatura e con una spiccata passione anche per la musica popolare, in quattrocento pagine fitte di nomi e di date, mette in fila tutti coloro che, per un verso o per l'altro, hanno avuto un ruolo nella storia dell'organo mondiale a partire dal "Frammento Robertsbridge" del 1325 (prima citazione del libro) fino ai più giovani esponenti della musica organistica odierna tra cui, per l'Italia, Massimo Nosetti, e, ultimo nominativo citato, Jan Bonington per l'Australia.

Come si può vedere, una massiccia ed imponente opera di catalogazione che non vuole comunque essere uno scarno elenco di nomi e di date. Il tutto è infatti organizzato cronologicamente ed ogni personaggio è perfettamente inquadrato nel contesto storico e culturale della sua epoca. Di ognuno, inoltre, è presentato un breve profilo storico ed una summa della produzione musicale, con diversi ed interessanti spunti di tipo cronachistico ed un sempre preciso e puntuale piccolo approfondimento dell'epoca e della storia musicale in cui si trova ad operare.

Dobbiamo dire che, prima di leggerlo, non pensavamo che in questo volumetto si potessero racchiudere tante e tali informazioni. Il pregio di quest'opera è soprattutto l'elaboratezza della sintesi, per cui anche in poche righe l'autore riesce a rendere un quadro esaurientemente sufficiente per avere tutte le informazioni necessarie, senza perdersi in inutili ed inopportune digressioni. Questo volume può essere considerato, per questo suo pregio, sotto un duplice punto di vista: da una parte è una completa ed esauriente storia dell'organo e della musica organistica in cui tutti gli aspetti più importanti vengono adeguatamente sviluppati e presentati in modo preciso, conciso, semplice e molto lineare; dall'altra è una specie di dizionario che fornisce al lettore tutte le notizie più importanti su vita, opere, fatti e particolarità di autori, compositori, organisti e vari personaggi che nell'arco di sei secoli hanno operato nel campo dell'organo e della musica organistica. Un altro pregio, non indifferente, di questo libro, è la visione assolutamente globale della trattazione. Al contrario di altre opere similari che restringono il campo, ad esempio, alla sola Europa o, anche, alle sole varie scuole nazionali, in questo volumetto ci sta tutto, Vecchio, Nuovo e Nuovissimo Mondo e tutti i personaggi citati vengono trattati con eguale dignità pur nella differenziazione dovuta al loro grado di importanza nel panorama musicale generale. Quello che si apprezza in quest'opera è soprattutto la decisa intenzione di non lasciare fuori nessuno e di fornire per ogni nominativo tutte le informazioni necessarie per comprenderne, almeno per sommi capi, la vita e l'opera.

Certamente, e non poteva essere diversamente, la schematicità dell'impianto è il limite più evidente di questo libro ed in certi momenti non avremmo disdegnato qualche notiziola in più, ma alla fine della lettura, se teniamo conto del numero di personaggi trattati, non possiamo fare a meno di rimanere sorpresi da come agevolmente Giuseppe Radole sia riuscito a farci "digerire" più di un migliaio di vite, storie ed opere senza grossi traumi... e ripensandoci bene, ci rendiamo conto che abbiamo anche accresciuto di molto la nostra cultura organistica, il che è esattamente lo scopo che l'autore si prefiggeva di raggiungere.

Noi abbiamo letto tutto il libro per dovere di recensione, e, come abbiamo già detto, nonostante l'impostazione generale, la lettura non è stata afflitta da quelle voglie di buttarlo dalla finestra che di solito ci prendono quando leggiamo similari opere dove liste di nomi e date ci confondono la vista e le idee.... anzi, la storia dell'organo ci è apparsa molto più completa ed abbiamo anche trovato in questo libro alcuni trait-d'union che ci mancavano per completarne la conoscenza; inoltre, la lettura di alcuni capitoli ci ha aperto prospettive di approfondimento molto interessanti e fino ad oggi insospettate. Ma questo libro è utilissimo soprattutto per una consultazione a tema, quando si desidera sapere qualcosa su qualche autore o su qualche opera di cui poco o nulla prima si sapeva. In queste pagine troviamo tutto ciò che serve per farci un'idea di base, già di per se abbastanza completa, e lo stimolo intellettuale e musicale per approfondirla.... In definitiva, riteniamo che questo volumetto, piccolo di dimensioni ma molto "grande" per contenuti, sia assolutamente indispensabile per chiunque si interessi, a qualsiasi titolo, all'organo, alla sua storia ed alla sua musica.

Tratto da: http://xoomer.virgilio.it/fborsari/arretra/libri/pub04.htm

Archivio della Cappella Civica di Trieste - Quaderno undicesimo
Michael Praetorius: De Organographia
estratto dal Syntagma Musicum (1619)
prima versione italiana
a cura di Angelo Bordonaro e Giuseppe Radole
ed. Pizzicato 479 - 2003

Presentazione al volume

Con quest’opera Giuseppe Radole aggiunge un altro contributo alla collana dei nostri Quaderni, regalando a tutti gli appassionati di cultura organistica un’altra opportunità di prezioso arricchimento e colmando insieme una lacuna importante nella bilbiografia di questo strumento.

Si tratta della prima traduzione in italiano di un’opera che è insieme tra le più citate e le meno realmente conosciute nel repertorio specifico dell’epoca. Benché la ricerca in materia organografica sia oggi sempre più ampia e documentata, e perciò alcune parti del lavoro di Praetorius non aggiungano molto alla nostra conoscenza, rimaniamo peraltro colpiti dalla lucidità dell’esposizione, dall’accuratezza e curiosità delle notizie radunate in questa Sintesi della cultura organistica dell’epoca.

La materia è sistemata secondo uno schema dove confluiscono informazioni raccolte ed esperienza vissuta da questo singolare personaggio del Rinascimento, insieme artista  e uomo di scienza. E tanto funzionale e progressiva ci appare la sistemazione delle conoscenze, quanto scorrevole e familiare il linguaggio che accompagna il lettore con una vivezza quasi giornalistica, in grado di mortificare le misteriose disamine dei moderni fanatismi filologici.

Dopo una introduzione generale, Praetorius procede nel campo specifico attraverso l’analisi e ilustrazione dei modelli antichi. Segue una sezione dedicata alla identificazione tecnica dei registri e alla loro esatta nomenclatura. Il capitolo successivo tratta lo spinoso problema dell’accordatura, offrendo precise indicazioni pratiche, anche per quanto riguarda il collaudo finale degli strumenti. La parte conclusiva comprende la descrizione dei più importanti organi all’epoca esistenti in Germania nonché l’esemplificazione di alcuni schemi progettuali dello stesso autore.

Si tratta dunque di un trattato all’epoca indispensabile per i contenuti ed importante per la modernità della comunicazione, dove l asapienza procede di pari passo con la comprensibilità, quasi un manuale “know-how” dei giorni nostri. A questa efficacia naturalmente contribuisce in misura rilevante l’attitudine di Radole per uno stile scarno e diretto, che lo porta addirittura ad omettere o riassumere alcune parti ritenute non indispensabili.

Nessuna disquisizione inutile dunque, nessuna perdita di tempo per chi si accosta  a questo volume, che ci sentiamo di consigliare a tutti gli organisti, studenti, concertisti o anche solo agli appassionati che non abbiano potuto già conoscerlo nella sua versione originale.

Marco Sofianopulo
Direttore della Cappella Civica d Trieste

Tratto da: http://www.cappellacivica-trieste.it/cd-pub/present_pub019.htm

Sources:
  • (list all the above URLs and citations after weaving together is done)
  • December 19, 1988 - "Giuseppe Radole",. Il Piccolo di Trieste
  • Biografia - a cura di Italo Montiglio - http://members.fortunecity.com/lindenberggoit/italopage5.html
  • List of works - http://digilander.libero.it/brunotonazzi/radole.htm
  • http://www.edizionicarrara.it/pages/N.Radole.html
  • http://digilander.libero.it/riccardozappa/Testi/chitarra.html
  • Score - http://digilander.libero.it/brunotonazzi/ima/preludio_fantasia_radole.jpg

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Created: Monday, April 18, 2005; Last Updated: Sunday, June 19, 2016
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