Andrea Rapicio
Prominent Istrians

English | Latino (different text)

ndrea Rapicio o Rapiccio, anche Andreas Rapicius o Rapitius in latino, Rapizius in tedesco, e Andrija Rapici in croato, è nato a Trieste il 2 dicembre 1533 ed è stato un vescovo di Trieste dal 1565 fino la sua morte nel 1573.

poeta, vescovo cattolico e giurista

nato a Trieste
1533

Secondogenito di Domenico Ravizza che, secondo gli usi dell'epoca, aveva latinizzato il proprio cognome in Rapicius. Fu ministro di Ferdinando I e consigliere dell'arciduca Carlo.

All'epoca la nobiltà triestina era politicamente divisa in varie fazioni, principalmente riconducibili a quella filoveneta e quella filoasburgica. Rapicio comprendeva che la divisione andava a scapito degli interessi cittadini, per cui si prodigò di mediare la pace. Quando credette di aver raggiunto un accordo, volle festeggiare il Capodanno invitando a cena gli esponenti delle parti in gioco. Ma evidentemente l'accordo non era stato ancora raggiunto. Una delle fazioni, non si sa quale, volle avvelenare il rappresentante della parte avversa, ma per sbaglio il calice con il veleno venne a trovarsi in mano del vescovo che ne bevve il contenuto e morì. Una recente ipotesi sostiene che non si trattasse affatto di sbaglio, bensì di una premeditata eliminazione dell'unica persona che avrebbe potuto organizzare la nobiltà cittadina contro l'egemonia austriaca. Pare però più probabile che la notizia della morte per avvelenamento, già testimoniata alla fine del secolo XVII dal carniolino Johann Weichard von Valvasor e dallo storico triestino Ireneo della Croce (Giovanni Maria Manarutta), sia priva di reale fondamento: nell'archivio di Graz è custodita una lettera scritta all'arciduca Carlo d'Asburgo dalla madre del vescovo poco dopo la morte di quest'ultimo. In essa la donna chiede al sovrano di regolare le pendenze in denaro e non fa alcun cenno a come il figlio sia morto. Se egli fosse caduto vittima di un complotto, o comunque se fosse morto violentemente, la madre certamente non avrebbe omesso questo particolare proprio nel momento in cui chiedeva che ne fossero riconosciute le spettanze.

In ogni caso, Rapicio morì a Trieste il 31 dicembre 1573.

Remains of Rapicio castle in Pazin that was destroyed in World War II.

Andrea Rapicio fu persona intelligente e dotta. Oltre che giurista, fu anche letterato; ci sono pervenuti a stampa due libri di carmi latini (Facilioris Musae libri duo), il poemetto geografico latino "Istria" e altri carmi minori, sempre in lingua latina. Manoscritto nella Biblioteca Civica di Trieste è lo "Epigrammaton liber secundus". Scrisse inoltre un'orazione funebre per la morte di Carlo V (a stampa) e un'opera analoga per la morte del fratello e successore Ferdinando I (pubblicata da B. Zlobec in "Quaderni Giuliani di Storia" XXIV 2003, pp. 243–285).

Fu proprio in Istria che, dopo qualche decennio, si ritirò la famiglia dell'illustre prelato, il che potrebbe confermare l'ipotesi che il giovane Andrea vi avesse passato lunghi periodi di vacanza con la famiglia. Il castello dei Rapicio, imponente opera di muratura andata distrutta durante il secondo conflitto mondiale, si trovava vicino a Pisino. Si è salvato solo un quadro, probabilmente in origine parte di una serie, raffigurante appunto il vescovo Andrea. Opera di pittore ignoto, è databile agli inizi del XVIII secolo.

Bibliografia

  • B. Zlobec, Andrea Rapicio (1533-1573), vescovo e umanista triestino, Treviso 2004.

From Stephanus Terpin, Episcopi ecclesiarum Tergestinæ atque Iustinopolitanæ, insertis notiis historicis de patriarchatu Aquilejensi (etc.), Weiss (Tergesti 1833), pag. 75-6:

1567 - ANDREAS RAPICIUS, civis Tergestinus Doctor utr. juris, Imperatoris Maximiliani II. Secretarius, Consiliarius Aulicus: ad Episcopum Tergestinum evectus, omnem impendit operam ad gubernandam optime Ecclesiam, et lites componendas privatas, ubi anno 1575. victima evasi t venenatus. Summum sui reliquit desidcrium; utpote qui morum probitate, rerum divinarum humanarumque scientia clarus fuit. Ughellius namque de eo" Rapicìus, ait, flos videlicet illibatus poliliorum hominum, quos nostra ætas tulit." Sed et litteris clarus est latinis; multa namque poëmata, epistolas, Episcoporum Tergestinorum vitas, et complura alia conscripsit. Quæ omnia perierunt, præter poëma de Istria, stylo, ut nonnullis sui ævi criticis placuit, classico exaratum, quod Viennæ (1556.) prelo subjectum, atque anno 1826. a Petro Kandler denuo editum, et in Italìcam linguam a Matthæo Ceruti translatum est; cujus Authographon Vienæ in C.R. Bibliotheca Aulica existit. Adsunt tres quoque ejusdem Rapicii disertationes de jure civili.


Selected works: 

  • 1552 - Andreae Rapitii, nobilis Tergestini. Facilioris musae carminum libri duo. Quorum prior epigrammata quaedam continet Venetijs: apud Ioannem Mariam Bonellum, 1552;
  • 1555 - Andreae Rapitii iureconsulti Tergestini Oratio in collegio Patauina habita, dum ciuilis, et pontificii iuris insignia suscipiret Patauii: Gratiosus Perchacinus excudebat, 1555;
  • 1556 - Andreae Rapicii Ivrisconsvlti Tergestini Histria, Ad Sigismvndvm Herberstanivm Regii Fisci Praef. etc. Zimmermann, 1556;
  • 1556 - Histria (plus see Versions and Reviews).
  • 1565 - 'Oratio in funere Ferdinandi Romanorum Imperatoris Caesaris' nempe I. et Imperatori Maximiliano II, dicata Viennas 1565 die 15. Junij. Incip.: 'Quntus hic est annus...' Expl.: 'florentem seruet tueatur augeat. Chmel II, CCCLXXVIII;

See also:

Sources:

  • Image (top) - Pietro Stancovich, Biografia degli uomini distinti, Tomo 1.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Rapicio

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Created: Sunday, August 23, 2015; Last Updated: Thursday, March 10, 2016  
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