Andrea Rapicio
Prominent Istrians



Nota: Histria - L'Istria

[Tratto da: Archeografo triestino, Nuova Serie - Vol. XXIII, Stabilimento Artistico Tipografico G. Caprin 1899-1900, p. 324-345.]

Del poemetto latino "Istria" conosco due edizioni: quella del 1826 curata dal Dr. Pietro Kandler, coi tipi del Bizzoni di Pavia, e quella del 1870 fatta dal canonico Giovanni de Favento, nell' opuscolo: Atti dell'i. r. Ginnasio Superiore di Capodistria, anno scolastico 1869-70, presso la tipografia di Giuseppe Tondelli di Capodistria. Esiste un'altra edizione del poema, con la data 1780 Francfurti et Lipsiee, e da questa è tratta quella del Favento.

Del poema vidi due traduzioni, in versi sciolti; l'una sulla edizione di Pavia, l'altra su quella di Capodistria. La prima porta il titolo: "L'Istria — poema latino — dell'avvocato Andrea Rapido — poi — vescovo di Trieste — l'anno 1567 — trovato nella i. r. biblioteca di Vienna — da Pietro Kandler — alunno giurista nell' Università di Pavia — ed in sciolti tradotto dall' avo di lui — D.re Matteo Ceruti — Trieste — 1826 — Tipografia Weis."

La seconda porta il titolo: "L'Istria, poema latino — del vescovo Andrea Rapicio — di Trieste — Recato in versi italiani da — Giovanni Battista De Medici — Docente di lingua italiana presso la scuola reale provinciale di Pirano — Tipografia del Lloyd Austriaco in Trieste."

L'edizione del poema latino curata dal  Kandler, ha questa prefazione:

:"L'editore a chi legge. Cercando le opere del vescovo Rapicio di Trieste, vennemi dato di trovare nella i. r. biblioteca di corte in Vienna il suo poema dell' Istria, che, ad eccezione di pochissimi versi citata dal P. Ireneo della Croce, e ripetuti da molti, mi pare non essere conosciuto. Non essendo certamente degno il poemetto di restare nell'oblio, nè meritando tal sorte l'autore, pensai di ristamparlo, potendo anche occupare non ispregevole posto tra i monumenti storici. Possano gli amatori delle cose istriane accettarlo di buon grado, e da quésto saggio apprezzare il merito del poeta triestino. — Riputai neccessario aggiungervi qualche nota a più facile intelligenza, e dar brevissimo cenno dell'autore.

La famiglia Ravizza o Rapicia aveva già dato alla patria un vescovo nel decimoterzo secolo. Il nostro autore dedicossi agli studi giuridici probabilmente nell' Università di Padova, e passò di pòi a Vienna, I suoi talenti gli procurarono il posto di segretario dell' imperatore Massimiliano II, e di consigliere aulico dell'arciduca Cariò. La serenissima casa d'Austria si servì di lui anche in diversi publici affari, tra gli altri in una missione a Roma per parte di Ferdiando I. Nel 1667 fu promosso alla dignità vescovile della sua patria, nella quale occasione fu onorato 1871."da Massimiliano II col presento di una tazza. Ogni cura si diede a pro del suo gregge, ed a sedare certe dissensioni che dividevano i cittadini, di cui rimase vittima, avvelenato infelicemente nel 1573 con un bicchiere di vino. Caro ad illustri soggetti del suo tempo, i suoi lumi gli meritarono nell' Ital. sac. dell' Ughellio l' elogio; Rapicius flos videlicet illibatus politiorum hominum quos nostra ætas tulit. — Coltivò con successo le lettere latine. Delle sue opere che consistevano in molte poesie, lettere, vite di vescovi di Trieste ecc. ci restano solo il poemetto con 5 odi, stampato in Vienna nel 1646 (recte 1556), tre Dissertazioni di Diritto civile pure stampate e qualche altra poesia.

La famiglia Ravizza sussiste ora in Pisino."

In questa prima edizione Viennese, segue la dedica del Poema:

"Amplissimo atque integerrimo viro Sigismundo Herberstanio, regii fisci Præf, etc. etc. — Andreas Rapicius I. C. S. P. D." —, con una lettera modesta e grata che accompagna il dono: Interim conscius mihi meæ ipscæ tenuitatis, quoniam maiora non possum, mitto ad te qualecunque hoc Histriæ munus, perpetuæ maæ in te benevoluntiæ certissimum obsidem. — La data è: Viennæ calend. Augusti 1556.

Nella edizione capodistriana la lettera di dedica manca.

Le modificazioni delle due edizioni sono opera dell'autore stesso, il quale rifece in molta parte il Poema. È ommissione voluta quella de' versi che cominciano:

Sylvicolæ quoties Fauni Driadesque canentem

i quali avevano una cert'aria erotica non confacente alla gravità del poeta; e sono voluti tutti i tagli e le aggiunte, onde si capisce che il lavoro giovanile fu poi, con maggiore finezza di sentimento e di arte, levigato e tornito.

Il canonico de Favento fa precedere la sua attenta edizione da una prefazione dichiarativa.

I molti errori tipografici della edizione del Kandler spaventarono il Favento, il quale già pensava a correggerli, quando venne a cognizione dell' esistenza di un' altra edizione. L'ab. Angelo Marsich gliela procacciò dalla civica biblioteca di Trieste. Questa "Histria, è compresa nel volume in fol. Biga Librorum rariorum — Francfurti et Lipsiæ — edidit Raimundus Duellius — anno 1730.

Il canonico confrontò le due edizioni, e gli parve che l'autore fosse stato mosso a ritoccare il poemetto da ragioni, più che altre, estrinseche, ed opinò che esso non era stato publicato se non dopo la morte del Rapicio, e forse per la prima volta allora nel 1780.

Tutte e due le edizioni — continua il Favento — hanno l'apostrofe a Ferdinando I, e toccano dello stato infelice dell' Italia, ma grande è il divario fra l'una e l'altra.

Nella Pavese (pag. 11. V, 10—20):

Dî, (1) Ferdinande, tuos annos tuaque optima fata
Fortunent, cui sese m
ænia Romanorum
Aureaque auspiciis l
ætis capitolia servant;

E a pag. 12, v. 4-5:

Te duce, regnum
Ansonium, parta demum jam pace, quiescet;

alludono alla dignità imperiale che Carlo V, il quale aveva già ceduto a suo figlio Filippo i Paesi Bassi e la Spagna assieme coi possedimenti del nuovo mondo, avrebbe trasmesso al fratello, ed ai torbidi di guerra che in Italia suscitavano i Caraffa per ingrandire la loro famiglia.

Ora dopo le calende d'Agosto del 1556 — data della dedica del poema a Sigismondo di Herberstein — erano corsi degli avvenimenti spiacevolissimi alla Corte di Vienna. Nel settembre susseguente Carlo V aveva rinunziato alla dignità imperiale e mandato lo scettro e la corona a Ferdinando; ma il papa Paolo IV aveva interposta solenne protesta, in conseguenza della quale gli elettori s' erano rifiutati di riconoscerlo e procamarlo legittimo imperatore. (Murat. Annal. a. 1556).

In Italia infieriva la guerra che la Spagna faceva al pontefice, e vi prendevano parte i principi italiani con bande assoldate di guerrieri svizzeri e tedeschi, la Francia e la Germania che mandava soccorsi a Filippo.

Il giovedì santo del 1558 il papa aveva scomunicato nominatamente coloro che avevano occupato le terre pontificie "quantunque eminenti per dignità eziandio imperiale" (Murat. ib. 1557-58). Con ciò si spiegano le poco temperate espressioni del lavoro rifatto, il cambiamento (v. 88):

Di, Ferdinande, tibi imperium triplicesque tiaras Fortunent,

e il lamento (v. 100-113) sui mali che travagliavano l' Italia.

Ma se le sciagure de' tempi potevano spingere il Rapicio a preparare una riforma del suo poema, i cambiamenti avvenenti dovevano sconsigliarlo dal publicarla. In seguito alla nuova rinuncia di Carlo V avvenuta il 24 febbraio 1558, gli elettori s' erano ridotti a proclamare legittimo imperatore Ferdinando (Dieta di Francoforte li 13 marzo dell' anno stesso); l' anno seguente Paolo IV era passato agli estremi riposi, ed il suo successore Pio IV (24 dec. 1559) erasi affrettato a riconoscere quello comeImperatore, e ad eliminare ogni vestigio dei passati disgusti. — Dopo di ciò la publicazione del poemetto rifatto sarebbe non solo tornata intempestiva, ma non avrebbe neanche incontrato l' approvazione di Ferdinando, il quale tanto più sinceramente desiderava la pace eon la Santa Sede, quanto più conciliativo mostratasi il nuovo papa."

La mia versione è del poemetto modificato, secondo l'edizione del Favento.

Ho tentato di tenermi a una traduzione strettamente letterale, perchè credo che solo conservando le forme si conserva lo spirito dell' originale."


Note:

  1. Amendue i traduttori errarono interpretando: "o divo Ferdinando", mentre quel Di è plurale di Deus e soggetto di fortunent.

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Created: Tuesday, October 19, 2010; Last Updated: Sunday, June 19, 2016  
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