Andrea Rapicio
Prominent Istrians



Histria - L'Istria

Versions and reviews:

  • 1826 - L'Istria poema latino dell'avvocato Andrea Rapicio poi vescovo di Trieste l'anno 1567 (s.b. 1556). Trovato nella I.R. Bibioteca di Vienna da Pietro Kandler alunno giurista nell'Universita di Pavia. Trieste: tipografia Weis, 1826;
  • 1826 -  L'Istria poema latino dell'avvocato Andrea Rapicio, Tipografia Bizzoni (Pavia, 1826). La poesia del 1567 era trovato nella I.R. Bibliteca di Vienna da Pietro Kandler, alunno giurista nell'Università di Pavia, ed in sciolti tradotto dall'avo di lui D.re Matteo Cerutti. Introduzione di Pietro Kandler
  • 1870 - Andreae Rapicii. Istria, a cura di Giovanni De Favento, (Capodistria, 1870).
  • 1871 - Giovanni Battista De Medici, L'Istria: poema latino del vescovo Andrea Rapicio di Trieste, recato in verso italiano. Trieste: Tipografia del Lloyd austriaco, 1871;
  • 1900 - Riccardo Pitteri, "L'Istria, poemetto latino di Andrea Rapico tradotti in versi da Riccardo Pitterii", in Archeografo Triestino;
  • 1906 - L'Istria di Andrea Rapicio, tradotta in esametri con un saggio di bibliografia rapiciana in appendice / Giovanni Quarantotto. Parenzo: G. Coana, 1906. Tratto da Pagine Istriane, Annata IV, 1906., pag. 206. Introduzione:
         "Pochi poeti umanistici in Italia possono contare quattro traduzioni in italiano delle loro opere: tante ne ha avute oramai il vescovo triestino negli ottant' anni dacchè il suo poemetto Histria fu ridato alla luce da Pietro Kandler, cioè una dell' avo materno di questo, Matteo Ceruti (1826), l' altra di G. B. De Medici, il traduttore di Vergilio (1871), la terza del poeta della patria Riccardo Pitteri (1900), sempre in endecasillabi. Ed ora un altro poeta dell' Istria (chi non ha viva nella memoria la sua bella collana di sonetti?) volge il componimento latino nel metro dell' originale, ch' egli rende con maestria grande modellandolo sugli esametri di Giuseppe Chiarini. E la versione, pur mantenendosi letterale, è tutta in terso italiano, di sapore squisitamente classico. (Solo qua e là vorremmo sbandito qualche latinismo: v. 43 lapidose, 207 lime: e mi pare sien gli unici.) Non indugiamo a dichiarare che il poemetto rapiciano s' è abbellito ed elevato nella nuova veste. Leggendolo intendemmo il segreto della sua straordinaria fortuna: quello sviscerato amor di patria, che è stato il primo incentivo a quasi tutta la produzione letteraria istriana, e che nel Rapicio s'esalta e trabocca: amor di patria che lo strazia, quando «lacerata da lotte di parte la terra sua vede», che lo fa lirico efficace al conspetto delle bellezze naturali del paese, che lo trasporta nel glorioso passato e gli magnifica e ingigantisce le glorie del presente: «Ricca di belli ingegni è l'Istria e niun' altra l'uguaglia | terra d'Ausonia in ciò», e lo fa desiderare solamente di vivere e finir la sua vita fra i suoi colli:

    «Deh m' assentan gli Dei molt' anni di vita giocondi,
    e non altrove io certo che in grembo alle vostre convalli
    li passerò, quand' anche le beatitudini sue
    Roma stessa in' offrisse e la porpora cardinalizia»

    Non vi ricordano questi affettuosi versi, quelli del Muzio, contemporaneo del nostro, quando sospira la sua Giustinopoli, in cui vorrebbe cessar l'agitata sua vita? Ma torniamo al Quarantotto: dei suoi versi non più, che i lettori di queste Pagine dal brano offerte in esse (IV, pp. 116 sgg.) possono farsene un giudizio da soli; dirò piuttosto che l'A. con saggia misura discorre dei traduttori che lo precedettero e che da ultimo ci offre una bibliografia rapiciana, la quale, non essendo pubblicata quella che il Dr. Pietro Tomasin raccolse anni addietro, è la più completa che s' abbia. B. Ziliotto.

  • 2002 - Boris  Biletić, Antun Kalac i njegov hrvatski prepjev Rapicijeve poeme Histria, Nacionalna i Sveucilisna knjiznica - Zagreb. (Kalac translated Histria into Croatian in 1887)


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Created: Tuesday, October 19, 2010; Last Updated: Saturday, April 16, 2016  
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