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7 maggio 2005
Su Antonio Smareglia
nell'anniversario della nascita
Vita e opera del Maestro
Il libro di Paolo Petronio e omaggio
concertistico
A distanza di un anno
dall’apertura della sala memoriale dedicata ad Antonio Smareglia al
pianterreno della sua casa natale di Piazza Foro (nel 150.esimo della
nascita), la città di origine del compositore ha voluto ricordarne la vita
e l’opera anche quest’anno, e intende continuare a farlo d’ora in avanti a
regolari scadenze proprio nella data della nascita (5 maggio) che coincide
con la giornata della municipalità. A fornirne l’occasione, questa volta,
il libro di Paolo Petronio su “L’opera di Antonio Smareglia” che è servito
da spunto alla serata allestita giovedì sera alla CI di Pola. Protagonisti
della sua parte scenico-musicale, il coro maschile della “Lino Mariani”
diretto da Linda Milani, il folclore della CI di Dignano e la flautista
Samantha Stell, che ha proposto al pubblico, numeroso, una squisita
interpretazione della smaregliana “Serenata di primavera” con
accompagnamento al pianoforte di Vesna Ivanović-Ocvirk. Dedicato al
maestro anche l’“Inno dei canottieri”, eseguito dalla corale della
“Mariani”, che da anni coltiva un profondo rispetto per la musica
smaregliana.
A salutare il pubblico in
apertura di serata è stata Adua Luciana Rigotti, nipote del compositore
istriano e paziente promotrice della necessità di valorizzare l’opera
smaregliana, che ha ringraziato quanti hanno “permesso di trasmettere alle
nuove generazioni il valore della musica del nonno”, vale a dire in primo
luogo la Comunità degli Italiani di Pola per il suo “indiscutibile
attaccamento a Smareglia”, ma anche la CI di Dignano (“cittadina nella
quale il compositore ha calato le sue "Nozze istriane”), l’amministrazione
municipale di Pola, che ha consentito l’apertura della sala museale
nonostante i numerosi ostacoli in cui è andato incontro il progetto negli
anni, e Bruno Dobrich, per il suo impegno personale nella campagna di
valorizzazione della vita e dell’opera smaregliana nella sua città natale.
Sul libro di Petronio,
edito nell’occasione del 150.esimo della nascita del compositore istriano,
si è soffermata invece la professoressa Silvana Wruss, che ha riproposto
all’attenzione del pubblico una sintesi della biografia del maestro e a
tratti la trama di “Nozze istriane”, l’opera che per un equivoco di vasta
divulgazione è stata considerata alla stregua di opera verista mentre –
per citare la Wruss, che si affidata a critiche recenti – “rappresentava
un unicum non solo in ambito regionale ma anche nel più vasto panorama del
melodramma italiano di quegli anni”. La relatrice non ha voluto però
approfondire il discorso, a cui ha accennato solo vagamente, su “quegli
aspetti del libro e quelle considerazioni che non condivide” e che
pertanto tralascia di commentare fino ad un’auspicabile dibattito in
presenza dell’autore. La sua esposizione sulla vita e l’opera del maestro
è stata accompagnata dalla proiezioni di immagini, illustrazioni e
ritratti del compositore e dei genitori, di copie di partiture e
manifesti.
Daria Deghenghi |