Reprinted from: http://www.edit.hr/lavoce/031115/esuli.htm

Esuli e Rimasti
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a cura di Roberto Palisca

OGGI L’EX CAMPIONE AGOSTINO STRAULINO, ORMAI PROSSIMO AI NOVANT’ANNI, VIVE A ROMA

Dai Lussini a Helsinki una vela tutta d'oro

In questo numero ritorniamo a parlare di lussignani famosi. E questa volta si tratta di un grande sportivo. È Agostino Straulino. Nato a Lussinpiccolo il 10 ottobre 1914 da una famiglia di antiche tradizioni marinare, diplomatosi all'Istituto Nautico, Straulino riceve in dono dal padre una piccola barca a vela ma soprattutto due anni di piena "libertà”, durante i quali trova il tempo di navigare in lungo e in largo per le isole dalmate. “Ho avuto la fortuna di avere un padre che invece di obbligarmi ad andare a lavorare dopo la fine degli studi preferì lasciarmi libero per un paio d'anni, dandomi tutto ciò che mi era necessario e in particolare la casetta di campagna che avevamo vicino al mare e una piccola barca. In quei due anni navigai da solo per tutta la Dalmazia, pescando e facendo una vita entusiasmante. Passai due anni meravigliosi” – dichiarerà in un’intervista comparsa anni fa sul mensile italiano “Fare Vela”. Chi naviga in Internet la può trovare nella versione integrale all’indirizzo http://www.avbracciano.com/straulino.

Nel 1934 Straulino entra a far parte dell’Accademia Navale d’Italia come ufficiale di complemento. Ed è lì che ha l'occasione di provare per la prima volta una Star durante una regata di sfida contro gli ufficiali effettivi. "La fatalità -racconta Straulino- a volte fa strani scherzi, da manovratore passai al timone e da allora non lo lasciai più'".

“Generalmente quelli che hanno avuto la possibilità di avere come me in gioventù, il contatto con il mare, sono portati ad avere buoni risultati nella vela agonistica. Certo, anche chi comincia a far vela dopo i vent'anni può avere buoni risultati, ma gli mancherà sempre qualcosa... manca la giovinezza, manca l'aver appreso ad andare in barca, a pulirla, a sentire il vento, ad avere dei buoni consigli e insegnamenti da persone competenti… Mio padre aveva navigato per molto tempo, uno dei miei zii era stato capitano sulle navi a vela, un altro mio zio andava a vela da sempre, altri miei amici erano capitani…Questi vecchi ci insegnavano dalle cose piccole, da come si armava la barca, da come si faceva la manutenzione, a come si portava la vela. E poi tante regate, cosi' per sfida con gli amici. Io da ragazzo, avevo 14-15 anni, facevo "il mozzo" su una barca di Lussino che andava in regata. Il mozzo ovvero il "tirascotte", spostavo le "gaiacche", cioè i pesi per la zavorra da una parte all'altra... Chi non ha vissuto questo ha perso qualche cosa, può anche diventare forte e vincere in regata, ma certo qualcosa manca…”.

Arriva la guerra e restando in Marina, Straulino inizia a dedicarsi esclusivamente alla Star sfiorando, nel 1936, la partecipazione alle Olimpiadi. Nel 1938 vince il suo primo Campionato Europeo a Kiel, su “Polluce"

insieme al suo inseparabile amico, anche lui lussignano Nico Rode.

“Io in Marina Militare non ci dovevo stare. Ci entrai per fare il servizio di leva come ufficiale di complemento. Poi dato che nel 1934-36 ci furono tutti quei movimenti, la guerra in Etiopia, la guerra civile in Spagna, la mia ferma fu prolungata. Dopo la Marina, il ritorno in Dalmazia e la collaborazione, un po' forzata – specifica il celebre velista - con i partigiani di Tito”.

Finita la guerra Straulino si ritrova impegnato in Italia nell'attività di sminamento dei porti e a causa di un incidente rischia di perdere la vista. Tra il 1947 e il 1948 tuttavia ritorna alle regate e, superata la delusione delle Olimpiadi di Torquay del 1948, dove l'oro gli sfugge per il disalberamento, a cento metri dall'arrivo dell'ultima prova e per una squalifica "inflittagli ingiustamente – come dirà alla stampa - per motivi politici dai giudici inglesi", cominciano le grandi vittorie: otto europei consecutivi dal 1949 al 1956, due mondiali (1952-1953), l'oro olimpico ad Helsinki che completa un 1952 di fantastiche vittorie a livello italiano ed internazionale e poi un altro mondiale nel 1956, seguito dall'argento alle Olimpiadi di Melbourne svoltesi lo stesso anno. Definito un autentico "mago del vento", Straulino è entrato nella leggenda della vela italiana ed internazionale.

Nel 1965 ritorna in Marina e assume il comando dell'”Amerigo Vespucci” ma fa in tempo a vincere, come riferiranno molti giornali, inclusa la “Gazzetta dello sport”, “un incredibile mondiale 5.5 S.I. a Napoli, con la sua nave ormeggiata in porto e tutti i marinai che lo festeggiano”.

Poi l'Oceano con le barche della scuola della Marina con crociere e regate come la Transpacifica del 1961 con il Corsaro II, le ragate “One Ton con Ydra”. Nel 1973 vince la “One Ton Cup” di Porto Cervo e l'allora prestigiosissima “Giraglia” con Ydra. Verso la metà degli anni settanta Straulino va in pensione con il grado di Ammiraglio. Nel giugno del 2001 Agostino Straulino, è stato premiato dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi in persona con l'ordine del Cavaliere di Gran Croce ed è il primo velista che ha ottenere quest'alta onoreficienza.Oggi vive a Roma

Su di lui su internet potrete trovare diversi siti. Noi ve ne segnaleremo soltanto alcuni. Quello all’indirizzo http://www.avbracciano.com/straulino/, a cura di Giuseppe Leonetti e quello di “Fare vela”, all’indirizzo http://www.farevela.net/ sono sicuramente i più completi. Una pagina tutta dedicata a lui e al conterraneo ed amico fraterno, Nicolò Rode, con il quale ha formato la coppia più affiatata e vincente della vela italiana, la trovate anche sul noto sito di Istrianet, all’indirizzo http://www.istrianet.org/istria/illustri/straulino/. Altri dati e molte splendide foto del campione lussignano le potete trovare sul sito dello Yacht Club Adriatico, all’indirizzo www.ycadriaco.it/campionatieuropei.htm, e su www.atleticom.it/.

La cronaca dell'oro

Dalla Gazzetta dello Sport del 29 luglio 1952, ecco la cronaca scritta da Bruno Ziravello (il decano dei giornalisti italiani di vela, recentemente scomparso), allora inviato ad Helsinki.
"... Sin dalla partenza l'americano aveva cercato di porsi in scia degli italiani. Il nostro equipaggio cercava di bordeggiare solo; evidentemente i nostri cercavano di studiare un piano per far fare all'americano una partenza arretrata. Infatti i due italiani si staccavano dalla linea di partenza tanto che l'americano, spaventato dal poco tempo che mancava al via, ritornava verso la boa.

Straulino e Rode, calcolando il tempo alla frazione di secondo, proseguivano per girare poco dopo e arrivare sulla boa come fulmine al vento di tutti mentre l'americano "sventato" dalle altre vele era costretto a girare, unico, con le mura a sinistra... Straulino a meta' lato e' al secondo posto e alla prima boa e' staccato dal canadese che e' primo, di oltre un minuto. L'americano passa dal 20' al 15' e ben sapendo che nei lati di vento largo il suo scafo e' molto piu' veloce del "Merope", la posizione del nostro equipaggio non e' delle piu' tranquille... Sulla boa di lasco, l'americano e' sempre 15', ma una virata larga e compiacente del cubano lo fa passare all'8'.

Alla boa di bolina il canadese ha oltre un minuto di vantaggio sul nostro scafo... Visto che il canadese insiste nel bordo verso terra, gli italiani virano anche per controllare l'americano che nel frattempo bordeggiava da solo verso il largo... Gli italiani controllano gli americani e si dirigono al largo: Straulino ormai ha visto partita vinta, all'incrocio delle due barche gli italiani sono in testa di oltre 500 metri mentre l'americano e' sempre in ottava posizione. Nel secondo giro non cambia nulla... Sulla boa di arrivo un centinaio di imbarcazioni e la nostra nave "Proteo" attendono i vittoriosi... "


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