Nata a Pola nel 1921, spaziò dalle commedie dei "telefoni bianchi" al dramma
Da Visconti a Hitchcock, da Chabrol a Pasolini, fu scelta dai registi più famosi

È morta Alida Valli - icona del cinema italiano

Aveva esordito a Cinecittà a 15 anni, poi il grande salto a Hollywood
Nella lunga carriera anche molto teatro e un premio alla Mostra di Venezia

Alida Valli in una foto d'epoca

ROMA - L'attrice Alida Valli è morta questa mattina a Roma. Di origini nobili, era nata a Pola nel 1921. Il suo vero nome era Alida Maria Altenburger, baronessa di Marckenstein e Frauenberg: si dice che lo pseudonimo Valli, da lei adottato nel 1936, fosse stato scelto consultando a caso un elenco telefonico. Il suo esordio nel cinema risale al 1936, a soli quindici anni, con il film I due sergenti. Da questo primo lavoro alla notorietà il passo fu breve, fino a essere chiamata "la piu amata degli italiani". Nonostante questo, nel 2004 era stata costretta, per vivere, a beneficiare della legge Bacchelli. I funerali si terranno a Roma, lunedì mattina alle 10 in Campidoglio, dove poi, alle 15, il sindaco Walter Veltroni ha disposto una commemorazione alla presenza delle alte cariche dello Stato.

Numerosi i messaggi di cordoglio. Fra questi, quello del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che parla di "una grave perdita per la cultura italiana", ricorda "la sua tenacia" e "il suo entusiasmo", "il suo stile elegante e le grandi capacità", riconoscendole il ruolo di "una delle più grandi e indiscusse attrici del nostro tempo". "Dolore profondo" per il regista Dino Risi, "come se fosse morto uno dei miei".

Alida Valli ha attraversato, in oltre cinquant'anni, tutte le stagioni del nostro cinema. Estranea ad atteggiamenti divistici, non solo icona per il pubblico cinematografico ma votata al teatro forse più che allo stesso cinema. La sua carriera sui palcoscenico la portò a recitare in tutta Italia, in Francia e negli Stati Uniti con opere di Ibsen, Pirandello, Sartre, Williams, Miller, Archibald e Marlowe.

L'inizio fu con le commedie dei 'telefoni bianchi', sofisticate e brillanti. Successivamente mise alla prova il suo talento drammatico in Piccolo mondo antico per il quale nel 1941 ricevette, appena ventenne, alla Mostra del Cinema di di Venezia, il premio come migliore attrice dell'anno.

Dopo una breve pausa nella sua già notevole carriera, provocata dalla seconda guerra mondiale, si trasferì nel 1947 a Hollywood. Lì girò con Alfred Hitchcock Il caso Paradine che, insieme con il classico inglese Il terzo uomo di Carol Reed, girato a Vienna, la fece diventare una star internazionale.

Tornata in Italia nel 1954, all'apice della carriera, recitò in Senso di Luchino Visconti: il ruolo della contessa Livia Serpieri è considerato il suo capolavoro di recitazione drammatica. Da musa dei registi italiani (nel suo curriculum anche film con Antonioni, Pasolini e Bertolucci) Alida Valli fu scoperta quindi dal nuovo cinema francese e negli anni '50 e '60 fu scelta da Franju, Vadim, Colpi e Chabrol.

Negli anni recenti aveva partecipato al film di Giuseppe Bertolucci Il dolce rumore della vita, e a una coproduzione dal titolo Semana Santa, di Pepe Danquart. Tra i premi ricevuti, nel 1982 il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per La caduta degli angeli ribelli, nel 1991 il David alla carriera e, nel 1997, il Leone d'Oro per il suo contributo al successo del cinema italiano. Nel 1995 sono state pubblicate due sue biografie, Il romanzo di Alida Valli di Lorenzo Pellizzari e Claudio Valentinetti (Garzanti) e Alida Valli di Ernesto G. Laura e Maurizio Porro (Gremese).

(22 aprile 2006)

Tratto da:

  • Divisione La Repubblica, Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/alida-valli/alida-valli/alida-valli.html

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Created: Sunday, April 23 , 2006. Last Updated: Thursday, October 08, 2015
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