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Viene inviato da vari regnanti europei nei Paesi tedeschi per cercare di riconvertire i protestanti. |
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teologo e riformatore nato
a
Capodistria, |
| Nel 1536
diventa vescovo di Modrussa e poco dopo di Capodistria.
Dopo i continui contatti con i protestanti, anche con lo stesso Martin Lutero, e lo studio dei documenti sul confronto politico-ecclesiastico e teologico fra cattolici e protestanti, comincia a accettare sempre di più le nuove idee. Lo stesso vale anche per suo fratello Gianbattista, a quel tempo vescovo di Pola. Non appena i due cominciano a diffondere le idee protestanti e, addirittura, a metterle in pratica, vengono indagati dall'Inquisizione.
Vergerio è dapprima pastore, poi, nel 1553, diventa consigliere del duca del Württemberg a Tübingen. Dopo l'invenzione della stampa è nelle regioni retoromanze, dove divulga le idee protestanti. Negli anni 1555-1556 entra invece in contatto con i protestanti sloveni e croati, soprattutto con Primoz Trubar, che conosce nel 1541. Su sua iniziativa in un solo anno vengono stampati quattro libri in sloveno e uno in croato. Tutti i libri sloveni (Vangeli di S. Matteo, Abecedarium, Katehismus e Una preghiera) sono marcati con le iniziali di Vergerio e di Trubar o con il solo nome di Vergerio. A lui va il merito di aver introdotto anche negli scritti protestanti la grafia latina in luogo della gotica, sino ad allora prevalente. Inoltre ebbe un ruolo rilevante nella diffusione del protestantesimo in Istria, dove stavano prendendo piede con le loro opere Matija Vlačić-Ilirik (Mattia Flacio Illirico) e Stijepan Konzul-Buzec e, soprattutto sotto l'influenza di Primoz Trubar. Fra i protestanti istriani da rilevare ancora Matija Grbec che nel 1540 era professore alla neocostituita università protestante di Tübingen. Negli ultimi anni di vita Vergerio viaggiò molto in vari stati dell'Europa centrale; nel 1558 visitò Lubiana e Villacco, anche se soggiornò soprattutto in Prussia, in Polonia e in Austria. Vergerio è autore di diversi scritti, principalmnte di carattere polemico; alcuni sono raccolti in Opera adversus papatum, Tübingen, 1563. La vasta bibliografia latina e italiana di Vergerio ha attirato, e continua a farlo, numerosi ricercatori e risulta importante soprattutto dal punto di vista della diffusione del protestantesimo e delle posizioni antiromane in ambito europeo. |
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Concilio ecumenico convocato dalla Chiesa di Roma tra il 1542 e il 1564, e più volte sospeso e ripreso, sotto i pontefici Paolo III (lo convocò con bolla del 22 maggio 1542, Giulio III (lo sospese nel 1552), Marcello II, Paolo IV, Pio IV (lo riapre nel 1562 e lo chiude il 4 dicembre 1564)), in risposta alla Riforma protestante. Diede inizio alla riforma organizzativa della Chiesa cattolica, che pose fine alla secolarizzazione rinascimentale. Condannò le tesi di Lutero, Zwingli, Calvino. Sul piano teologico fissò principi dogmatici (giustificazione per fede e opere, validità del diritto canonico, autenticità dei sacramenti) che sancirono la divaricazione definitiva dalle chiese riformate. Tratto (modificato) da:
Vedi anche: |
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This page compliments of Marisa Ciceran and Guido Villa
Created: Wednesday, June 07, 2000; Last Updated:
Saturday, March 29, 2008
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