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Endangered Languages


L'IMPORTANTE DOCUMENTO PROSSIMAMENTE AL VAGLIO DEL SABOR

Lingua delle minoranze: tante le garanzie, ma...

La Voce del Popolo
24 aprile 1992

ZAGABRIA - Ai sensi della Proposta di legge sull'uso ufficiale della lingua o dell'alfabeto delle Comunità etniche e nazionali, in tutti i comuni e le città dove gli appartenenti alle minoranze sono in maggioranza, si prevede che oltre alla lingua croata venga usata anche quella della rispettiva minoranza. Qual'è la situazione in Croazia o, altrimenti detto, quali condizioni devono venir rispettate perchè si applichi la legge in questione? Stando all'agenzia AUPON, la lingua e l'alfabeto delle minoranze viene garantita in tutti i documenti esistenti, dalla Costituzione alla Legge costituzionale sui diritti umani e su quelli della comunità nazionale. Appena adesso, peni, con la suindicata Proposta di legge si intende regolare nei dettagli la messa in alto di questi principi costituzionali cosa che interesserà l'attività di tutti gli organi statali, dall'amministrazinne ai Tribunali e fino alle persone guiridiche. Il documento in parola è pronto e il Governo lo ha inviato in prima lettura al Sabor. I deputati dovrebbero vagliarlo nella prossima sessione parlamentare.

La lingua delle minoranze, secondo la proposta, dovrebbe «vincolare» tutti gli organi esecutivi e consiliari (parlamentari), essere usata nelle unità dell'amministrazione locale, nei procedimenti al cospetto degli organi amministrativi locali e statali di prima istanza, nei Tribunali e altri organi giuridico-legali, sempre di prima istanza, nonché nei servizi pubblici. Va subito rilevato che dove la lingua delle minoranze sarà usata quale ufficiale, non va assolutamente escluso l'uso della lingua croata e dell'alfabeto latino.

Comunità etniche e nazionali o minoranze in Croazia
(base: censimento della popolazione del 1991)

N.ro
ordine
Com. etnica e nazionale o minoranza Numero complessivo di apprtenentii Percentuale di popolazione
1. Albanesi 12.032 0.25
2. Austriaci 214 0.00
J. Bulgari 458 0.01
4. Montenegrini 9.724 0.20
5. Chechi 13.086 0.27
6. Greci 281 0.01
7. Ungheresi 22.351 0.47
8. Macedoni 6.280 0.13
9. Musulmani 43.369 0,91
10. Tedeschi 2.635 0.06
11. Polacchi 679 0.01
12. Rom 6.695 0.14
13. Romeni 810 11.02
14. Russi 706 0.01
15. Russini 1.253 0.07
16. Slovacchi 5.606 0.12
17. Sloveni 22.376 0.47
18. Serbi 581.663 12.16
19. Italiani 21.303 0.45
20. Turchi 320 0.01
21. Ucraini 2.494 0.05
22. Morlacchi 22 0.00
23. Ebrel 600 0.01
   Totale 757.1151 15.82

Stando alla Proposta, l'uso ufficiale della lingua della minoranza sarà obbligatorio in tutto il comprensorio comunale o cittadino dove gli appartenenti alle comunità etnica o nazionale costituirono la maggioranza del numero globale di abitanti del rispettivo territorio. Esistono, comunque, particolari disposizioni che, a seconda della specificità della zona, consentono l'uso della lingua delle minoranze anche dove gli abitanti della minoranza non superino il 99 per cento della popolazione locale. In questo caso, vengono presi in considerazione «gli interessi particolari e la tutela della data minoranza». Gli Statuti comunali devono precisare nei minimi dettagli tutti i campi nei quali sarà garantito l'uso della lingua della minoranza.

La Proposta specifica ancora che «hanno diritto all'uso della lingua delle minoranze» quelle etnie che godevano del medesimo diritto ai sensi delle leggi precedenti o previste da Convenzioni internazionali. Va altresì sottolineato che il diritto all'uso della lingua delle minoranze non può subire «tagli» di alcun genere. Anzi, in alcuni casi può venire ulteriormente ampliato.

Nei comuni e nella città dove la lingua delle minoranze sia considerata ufficiale, gli appartenenti alle Comunità etniche o nazionali avranno il diritto di usare la lingua materna in tutti gli organi delle Giunte comunali o cittadine. Ai consiglieri sarà garantito il materiale delle riunioni nella propria lingua come pure la traduzione simultanea. Nei medesimi comuni o città, tutti i documenti dovranno essere bilingui o plurilingui allorché dovesse venir presentata specifica richiesta dell'interessato.

Al cospetto degli organi dell'amministrazione statale, dei Tribunali e dei servizi pubblici, in tutte le istanze di primo grado, le parti potranno usare la lingua materna. In seconda istanza, invece, le parti avranno diritto al traduttore, considerato che il dibattimento viene sempre svolto in lingua croata.

Gli organi comunali o cittadini, a legge approvata, avranno tempo tre mesi per coordinare tutte le norme statutarie e, in un tempo massimo di sei mesi, dovranno garantire l'attuazione delle altre condizioni previste dalla legge.

In base al censimento del 1991, in Croazia c'erano 757.061 appartenenti a 23 comunità nazionali o etniche che rappresentano il 15.82 per cento dei cittadini della Repubblica di Croazia. Al primo posto troviamo i serbi con 581.663 abitanti (12,16 per cento) seguiti dai musulmani con 43.369 abitanti (0.91 per cento). Gli italiani erano 21.303 ossia lo 0.45 per cento.

Tratto da:

  • La Voce del Popolo, 24 aprile 1992.

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Created: Monday, October 04, 2010; Last updated: Monday, October 04, 2010
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