Myths and Legends


Gli Argonauti

[Tratto da Giuseppe Brancale e Lauro Decarli, Istria - dialetti e preistoria, Edizione Italo Svevo (Trieste, 1997), p. 30-32.]

Stando a Callimaco (IV. 11 PI) una parte dei Colchi inseguitori di Giasone, stanchi per il lungo viaggio e imbarazzati dall'esito negativo della loro missione ormai -dopo la morte del loro capo Absirto- divenuto evidente (fr. 10 Pf), si sarebbero fermati in ìlliria presso la tomba della bionda Armonia consorte di Cadmo e lì avrebbero fondato un àstyron da loro detto "Pòlai" in quanto «città degli esuli».

Altri gruppi colchici, sempre a detta di Callimaco (fr. 12 Pt), si sarebbero stanziati più a sud, a Oricum (cfr. Plinio, n.h. UT, 144; Apollonio Rodio, IV 1208 ss.; Scho! Ap.Rh. IV 12l2-4a; Timeo, fr. 53 Müller; per la fondazione di Olcinìum, ante Colchinium, v. Plinio, III, 145) e a Scheria, l'omerica isola dei Feaci di Alcinoo, dove più lardi un principe corinzio avrebbe fondato Corcyra.

La collocazione della città di Pòlai presso la tomba di Armonia tradita da Callimaco, quindi ncH'Illiria propriamente detta, è confennata dalla ripresa diretta del fr. 11 Pf. in Apollonio Rodio IV 514-518, ma si trova in palese disaccordo con le più tarde interpretazioni geografiche di questo passo callimacheo, specie ad opera di Strabone, unico testimone del frammento (I 2, 39 e V 1, 9), il quale a quanto pare sì fece promotore di un conguaglio tra la Pola illirica di Callimaco e quella istriana. Quest'ultima (evidentemente partendo dal medesimo conguaglio) è detta di deduzione colca ancora da Plinio, n.h. III 19,129 e da Pomponio Mela II 3, 57, oltre che da tutti coloro che, dal Rinascimento a oggi, si sono occupati del problema; ma è forse possibile che il conguaglio sopradelineato esistesse già prima di Strabone, dato che lo si ritrova, con ampliamenti consequenziali, in Pompco Trogo presso Giustino, epit. XXXII 3, 13.

Circa l'origine della variante occidentale -e quindi adriatica- del mito degli Argonauti, dalla Zanco 1957 considerato un ricordo delle migrazioni indoeuropee (cfr. Ferri 1956; 1957; 1957a; 1977), il Capovìlla 1957 ritenne di poter avanzare l'ipotesi che la narrazione così come ripresa da Apollonio Rodio IV 303 ss. potesse derivare da una primitiva "Argonautica" redatta da Eumelo di Corinto nelI'VIII secolo a.C. ampliando un nucleo mitologico originariamente non greco e limitato a una ambientazione balcanica. L'ampliamento sarebbe stato effettuato allo scopo di fondare su argomenti mitologici la supremazia allora goduta da Corinto nell'espansione greca verso Occidente.

Dalla narrazione di Eumelo, sempre secondo il Capovilla 1957, sarebbero derivate le versioni di Corinna, Bacchilide ed Ellanico di Lesbo, ma evidentemente pure quella di Esìodo fr. 162, 209 West che la Stella 1977, 35 considera il più antico frammento di una narrazione che veda gli Argonauti imboccare TEridano per giungere al Rodano e quindi al mare Tirreno (cfr. Diodoro Siculo V 23). La prima ambientazione occidentale del mito degli Argonauti quindi risale all'ambiente corinzio dell "VIlI secolo: è da osservare che proprio alla fine di quel secolo l'Eradide Chersicrale di Corinto conquistò Corcyra contemporaneamente alla deduzione in Sicilia di Siracusa, sempre a opera di Corinto. Non è chiaro quale via seguissero gli Argonauti in queste antiche versioni per giungere all'Eridano, ma sappiamo che per Apollonio Rodio il viaggio si svolse lungo il corso dell'Istroedel mitico suo braccio adriaiico (cfr. Zosimo V 29,1-3 ed Hermes Sozomeno I 6,4, su cui Grilli 1979b). Il Corbato 1955, 18 s. (cfr. stesso 1976, 14 ss.), interpretando in maniera nuova Schol. Ap. Rh. IV 303, ha però dimostrato che il viaggio lungo l'Istro immaginato da Apollonio Rodio non è altro che una innovazione apportata da questi con intenti «polemici» nei riguardi della versione (più antica?) offerta da Callimaco, dove la fuga si sarebbe svolta attraverso il Mediterraneo e risalendo l'Adriatico.

La polemica poetica tra Callimaco e Apollonio Rodio ci è nota ormai nei particolari (bibliografia in Corbato 1955 e 1976; cfr. Pfeiffer 1973, 234 ss.) e la possibilità che la prima formulazione del percorso argonautico lungo l'Istro (contrariamente al parere di Capovilla 1957) risalga alla narrazione di Apollonio Rodio quale espediente «polemico» contro quella di Callimaco, concorre a fornire maggior consistenza all'idea della Stella 1977, 33 s. che il collegamento Istri/Colchi/Traci non possa venir datalo ad epoche anteriori al IV secolo (così pure Peretti 1963,58 n.105).

In questo senso va pure aggiunto quanto Pfeiffer 1973, 312 nota sull'interesse di poeti filologi quali Callimaco e Apollonio Rodio per le "lèxei" e quindi per le etimologie, così da collegare il fr. 11 Pf di Callimaco proprio con questo campo di studi, esteso pare anche a parole straniere (già di tradizione sofistica, v. Pfeiffer l.c, con bibliografia).

Ma il IV secolo è l'epoca in cui Dionigi di Siracusa, a seguito dell'esito favorevole alla sua alleata Sparta della guerra del Peloponneso, da vita a una politica di espansione nei mari italiani con chiari intenti egemonici sia a danno di Etruschi e Cartaginesi (i primi alleati degli Ateniesi durante lo sfortunato assedio di Siracusa nel 414-13; per le fonti, anche etrusche, e la bibliografia v.Torelli 1975, 59 ss.), sia delle potenze marinare orientali che in qualche modo avrehbero potuto (e voluto) recare intralcio alle sue mire ambiziose: tra queste, Dell'Adriatico ci saranno sicuramente state la nazione liburnica oltre a quella daunia ed illirica.

È altamente significativo a questo punto che proprio in quest'epoca si pervenga in ambiente greco a teorizzare conguagli come lstri/Colchi/Traci oppure mìtiche origini colche per città dalmate, e ancora che si elaborino, con sostanziose aggiunte di particolari, miti quali l'arrivo di Antenore troiano presso i Veneti (per l'interpretazione politica del tradimento di Antenore v. Scuderi in Sordi 1976, 28 ss., forse in senso filoromano e antiveneto; Braccesi 1978, 61 ss.; Cassola 1979, 99 s.): si tratta sempre, com'è facile osservare, di narrazioni aventi per oggetto eroi o popolazioni non greci ma classificabili, per molti aspetti, come nettamente antigreci. Si potrebbe allora supporre che la prima teorizzazione di "ktisei" colche nell'Adriatico, databile al IV secolo più o meno, avesse quale ambiente di elaborazione la Sicilia di Dionigi di Siracusa, quale veicolo di diffusione la storiografia siciliana (Timeo?) e quale ultimo fine l'evidenziazione in chiave mitologica dei motivi dell'antisiracusanità delle popolazioni illiriche (e non solo tali) dell'Adriatico, sentita come atteggiamento endemico più genericamente antigreco, data per dimostrata l'origine anellenica - ma già in nuce antigreca - di queste popolazioni.


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Created: Tuesday, July 25, 2006; Last Updated: Tuesday, April 14, 2015
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