Witches and Vampires
Myths and Legends 


 

Il Chialchiut

Dai Friulani l’incubo o pesantola è chiamato Chialchiut (Cialciut, Vencul, More), nell’Italia settentrionale Monacella e dagli Sloveni Vedomec, Vešca e Mora.

Tuttora moltissimi credono nella sua esistenza ed esso è il terrore di intere famiglie che ne traggono un’oscura visione della vita e a cui procura anche evidenti manie di persecuzione. Il Chialchiut, si dice, scaturisce dal forte odio e dalla forte inclinazione alla vendetta. Esso è la volonta materializzata di voler nuocere al prossimo e si presenta sotto l’aspetto di un omino ingobbito con gli occhi sbarrati e le dita ad artiglio. Di notte, usando una scala, entra attraverso la finestra nella camera della persona odiata e rapidamente si siede sul petto della vittima premendolo con quei suoi artigli, procurando incubi dolorosi e torturanti. Chi è visitato così sogna talvolta di essere scaraventato per terra da una vecchia che lo comprime a tal punto da permettergli a stento di respirare. Talvolta la vittima sogna di trovarsi in un’enorme chiesa od in un altro vano sproporzionato dove un uomo lungo e scarno lo fa cadere e quasi lo soffoca.

Per lo più l’incubo appare sopra la coperte del letto e preme e preme, finché il torturato non si sveglia urlando e riesce finalmente a tirare il fiato.

A Trieste l’incubo, chiamato Matrizza, è raffigurato con lunghi piedi e un corpo di animale. Esso grava sullo stomaco della vittima e spesso le ficca i piedi nel collo. Se il malcapitato riesce a svegliarsi tempestivamente e a rovesciare la coperta sul demone, questi si trasforma in un chicco di avena, in un fiammifero, in un rubino o in un altro oggetto minuscolo. Se poi la vittima è tanto abile da catturarlo e gli grida: "Ora ti ucciderò" l’incubo comincia a piangere ed a chiedere grazia. A questo punto gli si ordina: "Per ora va bene così, ma domani devi venire a chiedermi la scopa o la pala per la spazzatura". Quando poi qualcuno si fa vivo per chiedere queste cose, lo si accoglie a bastonate, perché è stato certamente il Chialchiut a mandarlo.
Se invece si getta nel fuoco l’oggetto sospetto ritrovato sulla coperta e poi si raffredda nell’acqua il pezzetto carbonizzato, colui che ha mandato il Chialchiut muore immediatamente.

Talvolta l’incubo assume l’aspetto di una gallina nel pollaio. Poiché è quasi impossibile individuarlo, per sicurezza si dovranno uccidere tutti i pennuti che vi si trovano.

A Trieste si cerca di scoprire il portatore di malanni da alcuni particolari. Al primo gatto nero che si incontra per strada si tira un sasso, in modo da colpirlo e ferirlo proprio nell’occhio. Se il giorno seguente si incontra un conoscente con un occhio bendato, si sa che è il malfattore.

In Friuli la gente crede di sapere già fin dalla nascita se un bambino verrà perseguitato dall’incubo. Quest’ultimo assale di norma solo i bambini malaticci. Per proteggere i piccoli, i Friulani, quando li portano al battesimo, li fanno passare per la finestra. Un altro modo per proteggerli consiste nelle preghiere che vanno recitate al settimo giorno dalla nascita, al compimento della settima settimana di vita e del settimo anno di età. Un ulteriore rimedio consiste nel muovere l’alluce.

Nelle valli dell’Isonzo e di Idria è uso disegnare sulla porta una testa di porco. In Friuli il pagliericcio viene vuotato su un prato e poi bruciato; il primo gatto che si fa vedere nei pressi di questo "processo alle streghe" dovrà essere bastonato e ucciso.

Un rimedio sicuro contro gli incubi sono orinare o, se si ha sete, di bere dell’acqua.

Gli Sloveni ritengono che l’incubo succhi il sangue dei neonati in modo da farli morire. Perciò i contadini tappano i fori delle serrature delle camere da letto.

Tratto da:

  • http://www.bdp.it/~tsmm0001/cielotrieste/

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Created: Tuesday, November 22, 2011; Last updated: Sunday, August 09, 2015
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