Recensioni
Letteratura

Hrvatski

Vladimiro Gagliardi (nom de plume: Miro Ivanin), Ricordi d'Infanzia / Sjećanja iy djetinjstva
[Scritto in istroveneto ed istroslavo]

Literarni klub "Uljanik" (Pola, 1999)
ISBN 953-96223-9-5

The book is available for purchase at Castropola, the bookstore/publisher in Pula. Alternate means may be available by contacting the author at:

Vladimir Gagliardi
Pjščana Uvala 2/24
HR-52100 Pula
Hrvastska

Tel: 00 385 (0)52-32-836


No se pol scampar de la propria ombra,
no se pol scampar de la propria memoria,
no se pol cancelar i ricordi
a volte bei,
a volte bruti.

La vita senza ricordi
xe come un deserto a prima vista,
basta smover la superfice
per discoverser
un mondo indimenticabile.

Miro Gagliardi

IL VIAGGIO A RITROSO NEL MONDO DELL'INFANZIA ALLA RICERCA DI SE'

I brani raccontati sul filo della memoria, le schegge a carattere squisitamente autobiografico con le quali Gagliardi si presenta nella veste di narratore, s 'inseriscono nell'ambito di quel cospicuo numero di opere che, seppur con esiti letterari diversi, mirano ad essere testimonianza di uno spaccato di vita che appartiene al vissuto dell'autore ma nel quale i lettori si riconoscono: il discorso privato si fa corale, gli eventi personali diventano voce colletiva perche' espressione di una comune esperienza. Gagliardi ci parla di vicende soggettive, attraverso le quali possiamo pero' leggere, per cosi' dire in trasparenza, gli accadimenti che hanno investito un'intera collettivita'.

Ogni persona che scrive lo fa per motivazioni diverse: il piu' delle volte scrivere significa rispondere ad un'esigenza incontenibile, vuol dire dare ascolto ad un impulso immediato di far partecipi gli altri dei nostri umori e delle nostre vicende, vuol dire obbedire ad un'urgenza interiore che preme e alla quale non si puo' rimanere sordi. Quando Gagliardi scrive i suoi leggeri raconti, lo fa donado ascolto a questa voce interiore: la stesura di questi brani e' per l'autore un modo con cui rimpossessarsi del proprio passato per pacificarsi con esso dopo aver recuperato, in quel contenitore chiamato memoria, sentimenti e risentimenti a lungo trattenuti e mai rimossi: la scrittura, quindi, come atto liberatorio e come testimonianza di una generazione.

L'opera presenta squarci di vita polesana nell'immediato secondo dopoguerra. La citta' e' colta negli anni in cui cambio' quasi radicalmente il suo tessuto umano con traumi vissuti sia da coloro che rimasero come da coloro che scelsero la via dell'esodo. Una verita' storica e' resa attraverso un patrimonio di memorie personali: il recupero dell'oro memoriale consente all'autore di fare partecipe il lettore di quel sentimento di vuoto che egli, allora appena bambino, senti' quando si vide in un momento privato di una lingua, una cultura, uno spirito generale, un complesso di usi, credenze, stili di vita, di una visione del mondo che fino ad allora avevano costituito il suo piccolo universo. Gagliardi racconta lo smarrimento provato da bambino per il crollo di tutto un mondo che d'improvviso non c'era piu', per quello stravolgimento di contenuti e valori. Gli anni della fanciullezza l'autore li trascorre in una Pola semivuota, abbandonata, dove altra gente arrivava a sostituire quella andata: i nuovi arrivati portavano con se un bagaglio culturale che i polesani si sforzavano di accettare superando un naturale senso di timore e estraneita' verso quel nuovo che ai loro occhi appriva tanto diverso da quello che fino ad allora era stato il loro modo d'essere e di sentire. Gagliardi scandaglia nei meandri della memoria per dire il suo sentimento nei confronti di avvenimenti ormai lontani nel tempo, ma sempre vivi nella memoria, ricompone la stagione che ha ospitato la sua infanzia, un mondo di ieri non privo di privazioni e stenti, ma nostro di tradizioni e costumi, narra momenti di vita quotidiana consumata in modo semplice e probo. L'autore racconta un'esperienza comune, dura nella sua verita', ricostruisce un clima umano e un luogo cui molti sentono di appartenere.

Il lavoro di Gagliardi e' un modo per riempire le lacune della storia ufficiale, e' un modo per gettar luce sulla macro storia che puo' essere raccontata anche con scritti personali, con memorie volte a ricostruire una storia minima che non pretende di sostituirsi alla Storia, ma di cui certamente rappresenta l'alternativa. In quest'opera il sentimento della memoria e' dominante, una memoria che pretende il diritto d'essere fissata sulla pagina per consentirci d'essere ancora una volta come eravamo, magari solo per raccontarlo ai figli che sono nati e cresciuti in una realta' diversa. Per raccontare ai figli il proprio passato, esso viene rinvangato, riattivato, rivissuto: si scrive per ricordare, per impedire al tempo di cancellare i ricordi, per impedire l'amnesia, per il bisogno di veder rispettata, accettata e riscattata la propria identita' culturale, per pacificarsi con la propria dignita' troppe volte calpestata. La memoria, attraverso cui le cose filtrano e' concreta, assoluta e insieme favolosa: la voce narrante fa rivivere oggeti e figure, atmosfere e personaggi di un mondo intimo e amato, strade, costumanze, piccoli interni circonfusi da un alone un po' favoloso, ricostruisce scene e vicende comuni di un'umanita' misera, ma non vinta. La scrittura e' sostanziata dall'intima adesione ad una realta' rivissuta emotivamente nel filtro della memoria.

L'io narrante e memorante intinge nell'inchiostro nativo, spontaneo, rassicurante del dialetto polesano. La scelta del dialetto consente di raccontare una realta' circostante e circoscritta, riflette ambienti precisi e si configura come un mondo riconoscibile dalla societa' dei parlanti, esprime idee e sentimenti comuni, disegna situazioni e personaggi concreti, permette una rievocazione nostalgico-sentimentale di un'eta' e di un ambiente. Gagliardi scrive in dialetto, in un linguaggio che gli appare integro, ancora capace di significare le cose e i sentimenti come sono, un linguaggio indubbiamente confortante e protettivo con cui si puo' parlare di amicizia, di affetti famigliari, di decoro civile, di onore, di onesta', di solidarieta', di disponibilita' verso gli altri, di superamento dei pregiudizi, tutti valori espressi in una civilta' che parla il dialetto.

L'opera è un messaggio ai giovani affinche' conoscano, affinche' possono capire che, nonostante i capricci della storia abbiano mutato radicalmente l'ambiente, l'autore e con lui la sua generazione provata, ma mai sconfita, ha saputo adattarsi alle nuove circostanze, ha accettato con rispetto i nuovi arrivati, ha saputo intrecciare nuove solidarieta' umane per affermare la propria appartenenza ad un determinato tipo di cultura e civilta': la scrittura come testimonianza ma anche come testamento da lasciare a futura memoria.

Elis Deghenghi Olujić  

Indice

  • Ča će reći, cossa vol dir / Ča će reći, cossa vol dir
  • La banana / Banana
  • La sidela / Ricinusovo ulje
  • L'Albero de Nadal / Božićna jelka
  • Titola / Pletenica
  • La balena / Kit
  • Ovi de colomba / Golubova jaja
  • I primi giorni de scola / Prvi dani škole
    • El mio primo giorno de scola / Moj prvi dan škole
    • El secondo giorno de scola / Drugi dan škole
    • El terzo giorno de scola / Treći dan škole
    • El seconda ano de scola / Druga školska godina
    • El terzo ano de scola / Treća školska godina
    • El quarto ano de scola / Četvrta školska godina
    • El quinto ano de scola / Peta školska godina
    • El sesto ano de scola / Šesta školska godina
autore

Vladimiro Gagliardi e' nato nel 1947 a Pola, Istria, ora in Croazia. Di profession e' ingegnere e a tempo libero scrive poesie e prosa in dialetto istroveneto e ciacavo.

Fino a ora i sui testi sone stati pubblicati nei quotidiani Glas Istre, La Voce del Popolo, nei mensili Istranova, nelle raccolte di poesia "Via crucis Croatiae - Istarska motitva za lipu našu", "Per Molti Versi", "Svile su he vile", "Verši na šterni", nella raccolta di prosa "Priče iy Istre".

Ha participato a vari concorsi ed e' stato premiato a "Istria Nobilissima" con la menzione onorevole per la prosa dialettale nel 1997 e con il primo premio nel 1999. Fino ad ora ha pubblicato una raccolta di poesie "Vitri gromač naših" e i romanzi Peruškanka e Ursa i Mate scritti in ciacavo.


Main Menu


This page compliments of Vladimiro Gagliardi and Marisa Ciceran

Created: Wednesday, October 30, 2002; Last updated: Thursday, November 22, 2012
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA