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Ioan Maiorescu, Itinerario in Istria e vocabolario istriano-romeno
Traduzione di Elena Pantazescu della seconda edizione dell'Itinerar in Istria ş vocabular istriano-romăn pubblicatada Titu Maiorescu, Bucarest 1900  Pp 158. A cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Romena DECEBAL - Trieste

Edizioni Parnaso (Trieste, 1996)


Introduzione
L'Associazione di amicizia italo-romena Decebal ha voluto con questa traduzione offrire ad un pubblico più vasto una testimonianza originale della vita in Istria nella metà del 1800. La descrizione del primo viaggio in Lstria di uno studioso romeno quale Ioan Maiorescu, rappresenta infatti sicuramente per gli uomini di studio e per il pubblico interessato una novità.

Il periodo in cui si colloca l'opera è caratterizzato da una Romania ancora divisa in due Principati, quando iniziava in maniera sempre più forte a realizzarsi la coscienza dell'unità nazionale formatasi nell'ambito delle correnti intellettuali dei romeni che si erano recati in Francia ed in Italia, e perciò si avverte molto presente lo stato d'animo dell'autore legato alla situazione politica e culturale del momento.

D'altra parte anche la successiva edizione dell'Itinerario in Istria, apparsa a Bucarest nel 1900 e la cui traduzione viene presentata in questo libro, si deve porre in un altro momento della storia romena, antecedente alla primna guerra mondiale, dove alto era il sentimento patriottico di unificazione della Transilvania e delle altre regioni romene alla madre patria.

Dal punto di vista tecnico il libro è stato scritto in un romeno arcaico anche con termini completamente in disuso e con alcune articolate parti di trattazione della linguistica che possono apparire meno scorrevoli ma che rivestono una notevole importanza documentale.

Si sono voluti mantenere anche i testi in lingua romena e quelli in istroromeno nei dialoghi, alfine di consentire una più completa analisi linguistica comparativa.

Una nota di sicuro interesse è anche la traduzione del vocabolario istroromeno-romeno-tedesco in italiano, che rappresenta uno strumento per ulteriori studi ed approfondimenti.

La particolarità delle descrizioni degli usi e costumi, la poetica descrizione dei paesaggi, la minuziosa trascrizione dei dialoghi ed i diversi riferimenti storici e linguistici fanno di quest'opera una occasione di lettura piacevole ed interessante che trasporta il lettore in un mondo che sembra lontano ma che in realtà si trova ancora oggi vicino a noi.

Un ringraziamento va doverosamente dato ai soci dell'Associazione Decebal, agli sponsors, alla Provincia di Trieste, alla Camera di Commercio di Trieste ed al Comune di Trieste, ma particolarmente alla Commissione delle Comunità Europee, Direzione Generale XXII, Istruzione, Formazione e Gioventù, che ha accolto il progetto presentato sulla lingua istroromena ed ha sovvenzionato l'iniziativa.

Associazione di amicizia italo-romena DECEBAL II Presidente Ervino Curtis
Trieste, novembre 1996


breve nota biografica
Ioan Maiorescu è nato a Burdacea Grinoasa (corri. Craciunelu de Jos - Provincia Alba) il 29 agosto 1811, deceduto a Bucarest il 5 settembre 1864. Uomo politico e pubblicista. Compie gli studi superiori teologici in Romania, frequenta il seminario di Pest (Ungheria), fa studi di dottorato a Vienna seguendo corsi di storia e filologia. In seguito si dedica all'insegnamento e dopo l'unificazione dei Principati romeni (1859) diventa professore alla Scuola Superiore di lettere cii Bucarest che sarà il nucleo della futura Università. Segui con molta attenzione gli inizi della linguistica romena che, nella prima metà del sec. XIX, essendo ritornata anche nella forma scritta alla latinità (fino a quel momento il romeno era stato scritto con caratteri cirillici) aveva una serie di difficoltà nel campo grammaticale, nella unificazione dello scritto alla pronuncia e nella povertà del vocabolario. Scrisse una delle prime opere romene sull'ortografia. Studiò, con l'aiuto del metodo storico-comparativo, il rapporto tra il latino e le lingue romanze, che lui considerava fasi evolutive della lingua latina popolare. Fu il primo filologo romeno che affrontò il problema della linguistica indo-europea. La sua opera: "Itinerario in ìstria e vocabolario istroromeno" verrà pubblicata per la prima volta nel 1874 dal figlio Titu Maiorescu, e contiene una serie di interessanti osservazioni di carattere etnografico e linguistico, costituendo il primo rilevante studio del dialetto romeno. (Tratto da "Dictionar de linguistvişti şi filologi români" - Bucarest 1978) — Prefazione dell'editore.

I manoscritti rimasti da Ioan Maiorescu (morto il 5 settembre 1864) comprendono lavori non portati a termine. Qualche quaderno con passaggi copiati da Dogiel, altri con estratti dal Glossario di Du Cange, diverse pagine con la preparazione delle lezioni per il corso di Storia che teneva all'Università di Bucarest, ed infine tre libri di annotazioni relative ai Romeni Istriani.

Questi studi istriani, sebbene non portati a termine neanche loro, si possono lo stesso presentare al pubblico quasi come sono stati lasciati dal defunto autore. Fino alla pagina stampata nr. 77 proveniente dal manoscritto, sotto forma di Itinerario, il materiale era pronto per la pubblicazione. Nelle pagine successive (77-101) ho aggiunto, da un quadernetto, alcuni appunti che - come si vede — dovevano essere rielaborati sempre alla maniera dell'Itinerario. Il Vocabolario Istriano-Romeno, con il quale termina il volume, si trovava parte su schede disposte in ordine alfabetico, e parte in un terzo libro di annotazioni, dal quale è stato compilato il Vocabolario stesso.

Interrotta a causa della morte dell'autore e rimasta in una forma così poco preparata, questa opera merita di essere pubblicata sia per l'interesse dell'oggetto che per l'esattezza delle annotazioni. D'altronde ci si rivolge alla indulgenza del lettore.

Il vocabolario ha molte lacune; cosi per esempio mancano da esso le seguenti parole istriane presenti nell'Itinerario: abur, coale, comunà, din, crea, credinfà, escu, sum, " e tutta la sua coniugazione a parte la terza persona "e", ed ancora "frid, par, olà, stanca, vlach, vlaskf. Manca dall'ordine alfabetico anche "searà", presente nel vocabolario con la parola "amènaf.

L'ortografia del libro non è del suo autore, che non era arrivato ancora a mettere in lavoro i suoi progetti grafici. L'essenza della stessa era di introdurre lettere fuori dall'ordinario per i suoni "i" e 7" palatale. In mancanza dei nuovi caratteri tipografici, il sottoscritto ha dovuto attenersi alla ortografia usuale nella maggioranza dei libri e dei giornali della Romania.

La traduzione in tedesco delle parole del Vocabolario è stata aggiunta da me. Gli scritti relativi a noi, con i quali si era arricchita la letteratura di questo paese ( Diez, Miklosich, Schuchard, Mussafia, R. Roesler) richiedevano un passo di incontro anche da parte nostra.

Non posso citare tuttavia il signor Robert Roesler senza correggere anche qui, così come ho fatto anche nel Augsb. AHgemeine Zeitung, un errore del suo libro Romànische Studien. In molti passaggi di tale studio il signor Roesler critica in modo abbastanza vivace l'articolo relativo alla Romania sul Staatslexikon di Rottecke Welckere lo attribuisce a me. Declino questo onore. L'articolo è del mio defunto padre. Lui riassume, e non poteva fare altro per un lessico enciclopedico, la nostra conoscenza storica nell'anno in cui è stato scritto (1863)- Da quel momento in poi si è risvegliata la critica; "l'esaltazioni patriottiche" (Roesler pag. 69) non sono ammesse senza controllo, nella nostra propria letteratura si è prodotta una reazione a favore della ricerca, senza alcuna prevenzione, della verità. Le ricerche del signor Roesler, apparse più tardi, contribuiranno sicuramente anche loro, sia in maniera diretta che indiretta, alla chiarificazione di molti quesiti della Storia Romena. Per questo, ancora di più ci dispiace il tono passionale con il quale sono state scritte, e se ai primi autori di una letteratura in nascere poteva essere perdonata una esagerazione patriottica, dalla maturità della scienza occidentale eravamo nel giusto ad aspettare, assieme con la misura della verità, la dignità del giudizio.

Le righe suddette sono di prefazione a ciò che scrissi per la prima edizione, apparsa a Iasi nel 1874, dopo che l'Itinerario ed il Vocabolario furono pubblicati anche su "Convorbiri Literare" voi. VI e VII del 1872-1874. Ma non si trovano più da tempo nelle librerie quei vecchi volumi, e neppure il libricino stampato a parte. Con tutto ciò l'interesse per le ricerche istriane del defunto mio padre non pare sia stato perduto, e la prefazione del signor Weigand dell'annuario dell'Istituto per la lingua romena dell'Università di Lipsia del 1898-1899 presenta una rimostranza per la carenza di tale pubblicazione.

Ho creduto pertanto opportuna la pubblicazione di una seconda edizione, e i signori Socecù, sono stati anche questa volta pronti a porre il loro stabilimento, senza dimostrare alcun interesse materiale, al servizio della letteratura romena.

Bucarest, giugno 1900
Titu Maiorescu


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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Friday, January 13,  2006; Last updated: Saturday, December 15, 2012
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