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Letteratura


Gianluca Petroni, Gli Ebrei a Campagna durante il secondo conflitto mondiale

Edizione Comitato "Giovanni Palatucci (Campagna, 2001)

Tesi di laura - Università di Salerno, Facoltà di Scienze Politiche, Tesi in Storia contemporanea, anno accademico 1997/98.

Testo del libro

(Clicca la copertina per ingrandire la fotografia)

Il Prof. A. Graziani del Dipartimento di Economia Pubblica "La Sapienza" di  Roma, così esordisce nella Prefazione del libro: «Esso (il libro ndr), infatti, è il primo lavoro che tratta il tema delle persecuzioni razziali perpetrate dai governi fascisti e nazisti, viste dal punto di vista del Mezziogiorno d'Italia.» 

Onore al dr. G. Petroni, quindi, che ha avuto il merito di portare alla luce un aspetto della comunità campagnese - vale a dire quello dei campi di internamento campagnesi - poco documentato e, di conseguenza, conosciuto dalle ultime generazioni solo per "sentiro dire".

Lo studio esegetico del dr. Petroni ha il merito, secondo il sottoscritto, di far ripercorere le tappe che hanno contraddistinto gli anni della II guerra mondiale a Campagna, dall'ottica degli ebrei ivi internati, con un filo logico degno di nota, nonché di aver dato un'anima a quei luoghi (vedi foto in copertina) che ciascun campagnese conosce a menadito, ma che solo in pochi riuscivano ad intravedere. Questo libro - sponsorizzato, tra l'altro, dal Comitato "Giovanni Palatucci" di Campagna, istituito recentemente per onorare e commemorare la figura di G. Palatucci ampiamente trattato nel capitolo IV - aggiunge un altro tassello al puzzle della Cultura, nella speranza che iniziative di questo calibro possano risvegliare la comunità campagnese dal letargo e dalla carenza di valori in cui sta vivendo purtroppo da qualche decennio. 

Campagna, 03 marzo 2001 - F. Nicoletti


Lo scopo di questa pubblicazione è quello di tratteggiare le vicissitudini degli ebrei che, dal giugno 1940 al settembre 1943, in seguito alle leggi razziali fasciste, furono internati a Campagna, un paese dell’entroterra salernitano che, secondo le autorità competenti, offriva condizioni ideali per l’internamento.

Visita del vescovo Giuseppe Maria Palatucci agli internati di Campagna. Alla sua destra il dott. De Paoli, direttore del campo, accanto al quale c'è Bogdan Zins, musicista ed interprete del campo. Alla sua sinistra, in basso, Davide Wachsberger, officiante della Sinagoga di Fiume.

Nel primo periodo furono addirittura due i campi di concentramento funzionanti nel piccolo centro. L'autore, il dott. Gianluca Petroni, grazie ai numerosi documenti reperiti presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma e ad alcune preziose testimonianze dirette, nonché a quelle reperite presso il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, ha ricostruito in maniera abbastanza precisa quello che è accaduto agli ebrei durante la loro permanenza a Campagna e, consequenzialmente, il diverso trattamento loro riservato, soprattutto in confronto agli sfortunati correligionari in preda, come sappiamo, alle orrende persecuzioni naziste.

Di rilievo anche la figura di Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume che salvò la vita a oltre 5000 ebrei instaurando anche una fattiva collaborazione con lo zio Giuseppe Maria Palatucci, allora Vescovo di Campagna.

L'autore, inoltre, ha ritenuto opportuno analizzare le varie tappe percorse dall’antisemitismo italiano nei confronti degli ebrei e non solo relativamente al periodo delle leggi razziali fasciste del 1938, ma anche al periodo antecedente; tuttavia, per non rendere dispersiva tale analisi, ha scelto come punto di partenza obbligato un periodo estremamente importante per il nostro Paese, vale a dire l’Unità d’Italia.

Nota di autore
Grazie al Comitato Palatucci (di cui sono vice presidente) e sotto l'ALTO PATRONATO del PRESIDENTE della REPUBBLICA, "Gli ebrei a Campagna durante il secondo conflitto mondiale" è stato pubblicato divenendo un libro a tutti gli effetti. La presentazione è avvenuta il 10 febbraio 2001 in occasione di una solenne commemorazione in ricordo del Martire Giovanni Palatucci organizzata dal suddetto Comitato e dalla Questura di Salerno. Il libro gode, inoltre, del patrocinio morale dei seguenti enti: Ministero degli Interni, Regione Campania, Provincia di Salerno, Questura di Salerno, ANED di Milano (Associazione Nazionale Ex Deportati), Curia Arcivescovile di Salerno-Campagna-Acerno, Comune di Campagna, Pro Loco di Campagna, Comune di Contursi Terme, Fondazione "Guido e Roberto Cortese" di Napoli.

autore

Gianluca Petroni è nato e ancora residente a Campagna. Nel 1998 ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso l'università degli Studi di Salerno con una tesi in Storia Contemporanea dal titolo "Gli ebrei a Campagna durante il secondo conflitto mondiale" e dopo due anni ha realizzare il sito, Gli ebrei a Campagna.

L'autore scrive:

"...ho ritenuto opportuno realizzare questo sito per portare anche nel mondo della rete questo piccolo ma affascinante pezzo di storia che, inspiegabilmente, ancora oggi, non solo e' tenuto in scarsa considerazione dalla storiografia ufficiale, ma addirittura ignorato da buona parte della popolazione campagnese. 

E' chiaro che il campo di concentramento di Campagna a parte il nome, non ebbe nulla in comune con i campi nazisti. Se però consideriamo la differenza anche relativamente all'Italia stessa, la storia degli ebrei a Campagna non può non assumere un aspetto ancor più denso di significati; se infatti per questi ultimi - così come per quelli internati in altri luoghi del sud - proprio l'internamento in Italia rappresentò la via di accesso alla libertà, per molti internati al centro, o colà trasferitisi, esso costituì invece una vera e propria anticamera della morte: con l'estensione infatti - anche in Italia - della "soluzione finale" da parte dei nazisti, le milizie fasciste parteciparono su vasta scala alla caccia all'ebreo, macchiandosi così di una gravissima colpa dalla quale non potranno mai essere assolte: alla fine furono 6815 gli ebrei deportati dall'Italia, tra il 1943 e il 1945, nei campi di sterminio nazisti.

Campagna, invece, non volle macchiarsi di una simile crudeltà: il comandante, il corpo di guardia, il Vescovo si prodigarono in tutti i modi per salvare gli internati dall'imminente cattura dei tedeschi. Ecco perché la storia degli internati di Campagna non può far altro che renderci fieri e farci meglio misurare l'abisso in cui nazisti e fascisti avrebbero voluto precipitare il nostro paese.

Panorama dall'alto.

Nello stesso tempo però è opportuno sottolineare che se l'internamento a Campagna - così come quello in altri luoghi del meridione - offrì discrete condizioni di vita, è anche vero che fu proprio l'esistenza degli stessi campi ad offendere e a calpestare la dignità di migliaia di uomini privati della loro libertà. E' per questo che, anche senza considerare le violenze e le deportazioni perpetrate dal fascismo di Salò, il giudizio sull'internamento degli ebrei a Campagna dal 1940 al 1943, così come quello attuato negli atri campi di concentramento, non può che essere negativo e senza attenuanti."

Estratto da:

  • Commitato Commemorativo sulla figura dell'ultimo questore di Fiume, Dott. Giovanni Palatucci - bibliografia

  • Gli ebrei a Campagna - autore

  • Portale Campagna - Novità


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Created: Sunday, August 05, 2001; Last updated: Tuesday, August 07, 2007
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