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![]() Viaggio nel colore prediletto dal poeta triestino
Una connotazione cromatica, reale e insieme simbolica, è presente in tutto il Canzoniere di Umberto Saba, sia attraverso la precisa indicazione attributiva, sia attraverso i suoi sinonimi, sia attraverso l’ambientazione particolare: quella dell’azzurro. Specialmente nella sezione Mediterranea le concordanze sono numerose.
Si tratta di un azzurro particolare, fulgido, che è quello del cielo e del mare di Trieste, spazzati sempre da un’allegra e irruente folata di Bora:
Fin dalla prima lirica di Mediterranee, Entello, l’aggettivo ha dimensioni rievocative e visive:
La poesia è comunque personificata con un aggettivo grecizzante:
La carenza di “Bigiaretti e compagni” è stata proprio quella di non avere saputo discernere la tonalità:
Quell’azzurra luce può richiamare in antitesi l’amara luce per non vedere la quale
una delle interessanti poesie sul gioco del calcio, in cui l’autore aveva trovato finalmente occasione di umana solidarietà. Lo sguardo azzurro domina i sonetti dell’Autobiografia. Nel Terzo il padre è definito “assassino” (ma nel dialetto triestino l’epiteto ha uno spessore molto diverso e diventa quasi un intercalare) dalla madre che era stata abbandonata ancora incinta. Quando a vent’anni Saba conosce il padre, resta conquistato dal suo spirito fanciullesco, dalla sua giovialità, soprattutto dal fatto che “aveva in volto il mio sguardo azzurrino”. Certo non poteva non sfuggire di mano a sua madre, saggia e severa, “come un pallone”. Ne deriva in Saba la sensazione perenne di un conflitto interiore: "Eran due razze in antica tenzone”. Dal matrimonio con Lina nasce Linuccia:
Ancora in Ritratto della mia bambina, incluso in Cose leggere e vaganti, il poeta avverte che
può essere paragonata
Ma pure una ragazza
Sul colore degli occhi è costruita quella splendida metafora di Trieste inclusa in Trieste e una donna:
Non poteva trovare più felice similitudine l’autore per la città da lui amata non solo come natale, ma per se stessa, se non con uno dei numerosi ragazzi che la popolano, per esempio Il garzone con la carriola:
dove il blu è azzurro rinforzato.
Non può non fare sorridere il piccolo Berto che “calze portava di color celeste”, continua a vestire ancora “calze celesti” in Eroica, sogna l’angelo custode in “azzurri calzoncini” (Preghiera all’angelo custode) e, quando è ammalato, fantastica guardando
Quasi sempre il cielo è azzurro, con valenza sia allegorica sia realistica:
Nelle Fughe la tonalità azzurra fa da Leitmotiv. Nella Prima una voce enuncia:
Si tratta chiaramente del panorama offerto dal molo di Trieste. Nella Quarta Fuga uno dei due interlocutori esordisce:
E un altro nella Quinta asserisce.
Nella Sesta fuga, una scena di “cronaca azzurra”, come la definisce l’autore, fra le più complesse perché sottende implicazioni politiche e perché il dissidio interiore pare equilibrato da una terza voce, emblema forse della poesia, ricompare il topos dell’occhio azzurro:
Saba, con una delle sue insolvibili contraddizioni, sentiva la necessità
Ma d’altra parte era conscio della sua incapacità di realizzare pienamente la fusione, era consapevole dello spazio personale che involontariamente si lasciava e che definì sapientemente e ontologicamente “azzurro”:
Del resto in un’altra poesia dal titolo Il poeta, inclusa in Trieste e una donna, dice:
Moltissime altre potrebbero essere le citazioni: “azzurro mar natio”, “onde turchine”, “cielo azzurro”, “turchina è ancor la volta del cielo”, “il blu del cielo”, “acqua azzurra piovana”, “azzurro fonte”. Ma già in una delle prime Poesie dell’adolescenza e giovanili, il protagonista Glauco, appellativo per sé denso di significato, invita:
E’ un anticipo dei personaggi mitici rivisitati di Mediterranee: Ganimede, Narciso, Telemaco e soprattutto Ulisse. Intrisa di azzurro, anche se non esplicitamente dichiarato, è la conclusiva poesia Ulisse, in cui, in sintonia con l’eroe dantesco, Saba si sente risospinto al largo nella ricerca della verità dal doloroso amore per la vita:
Liana de Luca Estratto da:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created:
Sunday, December
10, 2000; Last updated: Sunday, August 05, 2007
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