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Poetry
Literature
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INCONTRO PROMOSSO DAL CENACOLO DEGLI OPERATORI CULTURALI DELLA CNI

Fiume, poeti senza tempo e frontiere per una nuova identità europea

30 settembre 2006

FIUME – Una serata indimenticabile, incantata, senza tempo e frontiere, quella di giovedì, nel Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume, che ha ospitato il Recital internazionale di Poesia. Promosso e fortemente voluto dal Cenacolo degli operatori culturali della CNI, l'appuntamento poetico ha visto la presenza di una decina di poeti italiani, sloveni e croati di questa e dell'altra parte dei confini. Dopo gli incontri di Gorizia – Nova Gorica, Trieste, Monfalcone anche Fiume ha offerto al proprio pubblico un incontro con la creatività poetica di Claudio Grisancich e Marina Moretti di Trieste, Giovanni Fierro di Gorizia, Gian Mario Villalta di Pordenone, Diana Rosandić di Fiume, Daniel Načinović di Pola e dei poeti connazionali dell'Istria e di Fiume: Gianna Dallemulle Ausenak e Umberto Matteoni di Pola, Mario Schiavato di Fiume, Libero Benussi di Rovigno e Maurizio Tremul di Capodistria, in duplice veste di poeta e presidente della Giunta Esecutiva dell'UI. L'evento letterario ha visto inoltre la presenza di Orietta Marot, presidente del Consiglio regionale per la minoranza italiana, oltre che direttore amministrativo dell'Unione Italiana, dello scrittore tedesco, residente a Trieste, Julius Franzot e della signora Prenz, in rappresentanza del noto poeta e scrittore di origini istriane ma argentino di nascita Juan Octavio Prenz, presidente del PEN Club di Trieste.

Avvicinare gli autori al pubblico e ai giovani

A salutare il numeroso pubblico è stata la presidente della CI Agnese Superina, soffermandosi sull'importanza di organizzare frequentemente degli incontri letterari con lo scopo di cancellare i confini fisici e mentali. All'inizio ed a conclusione del recital si è esibita la Mandolinistica della SAC “Fratellanza” con alcuni pezzi di repertorio, mentre la lettura delle liriche in dialetto friulano, istrioto, fiumano, sloveno, italiano e croato è stata accompagnata al pianoforte da Silvio Donati di Trieste. I singoli poeti sono stati presentati da Giacomo Scotti, presidente del Cenacolo e dalla professoressa Irene Visintini, ribadendo che quest'iniziativa è volta ad avvicinare i poeti a un più vasto pubblico, soprattutto ai giovani, e approfondire con ciò la conoscenza e la cooperazione delle e fra le rispettive comunità di appartenenza nello spirito della convivenza nei territori di confine.

I poeti, veri protagonisti della serata, si sono susseguiti a declamare le proprie liriche. Il pubblico ha così potuto assaporare e valorizzare i versi in vernacolo rovignese di Libero Benussi e in quello polesano di Gianna Dallemulle Ausenak e Umberto Matteoni. Liriche nostalgiche e mature che offrono tutto il sapore della terra d'Istria. Marina Moretti si è presentata con tre sue liriche inedite, intime e delicate. Il grande Claudio Grisancich e le sue poesie nel dolce idioma triestino, si stringono al lettore come in un abbraccio, ha fatto sognare ad occhi aperti. Giovanni Fierro, giovane poeta goriziano, con i suoi versi attuali, a volte crudeli, ma rispecchianti la realtà odierna delle terre di confine. Vibranti, profonde e piene di passione le poesie di Maurizio Tremul che rimangono nell'aria come qualcosa di magico. Brioso e scherzoso il poema offerto da Daniel Načinović che ha fatto divertire il pubblico con l'intreccio, voluto, dei vari idiomi istro-quarnerino-veneto, tedesco, italiano, croato e inglese tanto da non aver bisogno di traduzioni. Intramontabili e sempreverdi le liriche di Mario Schiavato, legate ai luoghi amati, Dignano e Fiume. Un esempio di tenacia e attaccamento profondo a questo piccolo mondo italiano di uomini e donne legati alle proprie radici. Diana Rosandić ha offerto una poesia pura, una poesia che rimane a veleggiare magica nell'aria e che invita ad una rilettura anche dopo aver chiuso le pagine del libro. Osserva, descrive, e con malinconica vibrazione, il poeta Gian Mario Villalta, esprime la sua visione del mondo, degli affetti e di tutto quello che lo circonda.

Il dialogo che supera tutti i confini

Attraverso la creatività poetica ed il dialogo tra poeti di questa e dell'altra parte dei confini l'evento ha dimostrato tutta l'intenzione di costruire una nuova identità europea, plurilingue e multiculturale per migliorare la conoscenza e la comunicazione tra le rispettive maggioranze e minoranze e superare i conflitti storici, le intolleranze nazionali presenti nelle zone confinanti, valorizzando la collaborazione attraverso eventi culturali di questo tipo per attraversare i confini imposti. Ed i poeti connazionali, i poeti di Croazia e Slovenia, e i poeti del Friuli Venezia Giulia hanno dimostrato che ciò è possibile e realizzabile. A tale fine, l'indimenticabile incontro fiumano è stato sostenuto e patrocinato dall'Unione Italiana e dall'Università Popolare di Trieste, in collaborazione con l'Associazione culturale “Iniziativa Europea” , il PEN Club di Trieste e locale Comunità degli Italiani.

Viviana Car

Tratto da:

  • http://www.edit.hr/lavoce/060930/cultura.htm


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Created: Sunday, September 30, 2006; Updated Sunday, August 09, 2015
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