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L'Istria e` lontana, in questa sera.
La serpe dorme tra le ginestre:
a Colmo, chiusa tra le sue mura
deserte, stridono le civette.
La mia terra rossa, polverosa,
mi s'ingroppa nel cuore.
Nacqui sull'altra sponda
dove, calmo,
si frange sugli scogli il mare.
Terra di vini e profumi forti,
di sangue, di passioni,
di vita dura, come un grumo
della sua terra secca e rossa.
Poco amaro questo mare:
sabbia, paludi e canne.
Non è questa la patria
che avevo creduto la mia.
La mia pietra del Carso, bianca,
qui in pianura sta diventando grigia,
come la vita, e muffe
verdastre la insidiano.
Qui non c'è sole che scaldi
o bora che asciughi.
Qui i suoi fori scuri
come occhiaie di teschio
ricordano soltanto la Tragedia. |