Gian Mauro Siercovich
Poetry


Tratta dal libro Nel Centenario della fondazione dell'Istituto tecnico-nautico Nazario Sauro di Lussimpiccolo.

Bora

Leggero mi sento per via
Come un uccello
Al primo volo, o Bora!

Mai cosė impetuosa sei venuta
A salutarmi tra questi
Monti d'esilio.

Troppo tempo ti son stato lontano,
E tu m'abbracci
Ardente nel tuo gelo

Come amante fedele abbandonata;
La tua danza sfrenata
Mi fa cantare il cuore.

Sei venuta a cercarmi
Schiumando su l'onde,
Urlando su schiere di monti,

E m'hai ritrovato. Son tuo,
Bora, respiro immenso
Della mia terra!

Canto di tempo passato
E' il tuo sibilare
Giocondo sopra il mio capo;

Sei venuta da tanto lontano,
Come me, o Bora,
Per pių non tornare alla culla

Della tua forza, della mia vita,
Alla culla di roccia
Che tu fai vibrare d'amore.

E passi violenta sulla strada
D'asfalto; risvegli nei gorghi
La polvere asciutta

Che morde la pelle; tu ora
Mi mordi, Bora,
Amica che t'abbatti inaspettata

Dall'alto d'un albero gemente,
Dal Muro sgretolato
D'un orto nascosto, e mi porti

Il pulviscolo che si posava sulle cose
Quando nell'aria ferma
Brillava il sole invernale.

Quella luce che inondava l'etere
Gelida e sovrana,
L'hai spodestata, o Bora!

Sei tutto ormai: il ramo
Che freme a lungo,
La polvere che turbina

Nell'angolo della strada lucente
D'asfalto assolato;
E il soffio passa rabbioso

Quasi volesse scavare la terra.
Ma per me tu sei solo
La grande, canora ala del ricordo.

1954


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This page compliments of Mario Majarich

Created: Sunday, October 12, 2003; Last Updated: Wednesday, August 01, 2007
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