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Alpine and Military Songs
Music

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Addio del volontario / Addio, mia bella, addio
 Audio

[circa 1848?]

Canto nato durante il risorgimento, da alcuni attribuito a tale C.A.Bosi, che entrò a far parte della tradizione popolare venendo cantato in tutte guerre che sono seguite. Dal testo, risulta evidente la nascita non popolare di questo canto: nelle intenzioni degli autori, per i soldati di allora questa canzone doveva servire a comunicarsi con la patria alla quale si voleva bene “come alla mamma e alla fidanzata”. In realtà il testo si è sempre prestato a immediata ironia, con il massimo vertice nella terza strofa.

Dal canto loro i riformati e gli imboscati avevano sostituito i versi della prima strofa nel modo più sotto citato.

 
Addio, mia bella, addio,
che l'armata se ne va,
e se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.
E se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.

La spada e le pistole,
lo schioppo l'ho con me,
ed allo spuntar del sole
io partirò da te.
Ed allo spuntar del sole
io partirò da te.

Il sacco è preparato,
e sull'omero mio sta.
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!

Ma non ti lascio sola,
ma ti lascio un figlio ancor:
sarà quel che ti consola,
il figlio dell'amor.
Sarà quei che ti consola,
il figlio dell'amor.


Addio la caserma

Addio la caserma,
con tutti gli ufficiali,
sergent' e caporali,
soldat e caporali,
addio la caserma,
con tutti gli ufficiali,
sergent e caporali,
Non ci vedremo più.

[: E chi sarà che piange,
saranno le ragazze.
dalle finestre basse :]
col fazoletto in man

[: Col fazoletto in mano
s'asciugheranno gli occhi.
vedendo i giovinotti :]
Andare a fa il soldà

[: Vederli andà al soldato,
andare al guerra,
vederli cascar per terra,:]
Colla ferita al cor

[: Con la ferita al core,
colla ferita in vita;
ohi, mamma son tradita,:]
Tradita nell'amor

[: Dirà che son tradita,
tradita nell'amore,
ed a me mi piange'l cuore,:]
e sempre piangerà.


Addio, Venezia addio
 (Il Diciotto di Novembre)
wav

[ca. 1916]

Canto popolare veneziano, sull'aria di °Addio, mia bella addio°. Dall'album di Gruppo Pane e Guerra, autoprodotto "Canti di lavoro, emigrazione, guerra...ed altre storie" [registrazioni 2000 e 2001]. Vedi: http://www.prato.linux.it/~lmasetti/canzonicontrolaguerra/canzone.php?id=2409&lang=en#lyrics_song

El diciaòtto di novembre,
una giornata scura
montando in vaporèto
i n’ha fatto ciapar paura.

Col fischio della sirena,
col rombo del cannone,
noialtri pòvari profughi
il dì dell'incursione.
Variante: "messi in confusione".

El marinèr de bordo
diceva: Andate a basso,
ché qualche mitragliatrice
potrebbe farvi addosso.

Adio, Venesia, adio,
noi ce ne andiamo,
addio, Venezia, addio,
Venezia salutiamo.

Variante:
Cessato il pericolo
Venessia salutiamo:
Adio Venessia adio
noi se ne andiamo.

Passando per Malamocco
ghe x’era de le donète,
e tutte ci dimandavano:
ma da che parte siete?

Siamo dal Cannareggio,
San Giacomo e Castèlo,
siamo fuggiti via
col nostro fagotèlo.

E arrivati a Chioggia
si misero campati
come fossimo stati
i pòvari soldati.

Dopo tre ore bone
'rivada la tradòta,
ai pòvari bambini
un poco de acqua sporca.

E a noi per colazione
la carne congelada,
e dentro ghe conteneva
qualche bona pissada.

E da Rovigo a Ferrara
una lunga fermada,
durante tutta la notte
fino alla matinada.

Dopo quarantott’ore
nostro penoso viaggio,
siamo arrivati a Pesaro,
uso pellegrinaggio.

Addio, Venezia, addio
noi ce ne andiamo
Addio, Venezia, addio
Venezia salutiamo.


Ai preât la biele stele
Audio

Friuli

Ai preât la biele stele,
duch li Sants del Paradis:
che il Signor fermi la uére,
che il mio' ben torni al pais.

Oh tu stele, biele stele,
fa' palese il mio destin,
va' daur di che' montagne,
la ch'­ l'è il mio curisin

Je l'a dit Ç Ciol su la spade,
se tu tornis valoros
ti darai une bussade
tu sarai il mio moros.

Mi moros l'è lat in uére,
a combati par l'onor
prearai matine e sere
par ch'el torni vincitor.


Al Cjante el gjâl
Audio

Friulan

Al cjante el gjâl,
al criche el dì,
mandi ninine me
mandi ninine me

Al cjan te el gjâl,
al criche el dì,
mandi ninine me
mi tocje partì.

E jo partis doman voi vie
consolimi
consolimi,
e jo partis doman voi vie
consolimi a fa l'amôr.

Cûr gnò
no sta vaì
al cjante el gjâl
mi tocje partì.

Cûr gnò
no sta vaì
al cjante el gjâl
mi tocje partì.


Alpino della Julia

Alpino della Julia
prendi le scarpe nuove,
quelle che porti ai piedi
nessuno più le vuole.

Mancan le stringhe,
non ci son più le suole.
Chi le ha rubate?
Il fango dell'Albania.

Oh veci che si morti
sui sassi de le Tofane,
ve par che semo staj
'n gamba anca noi altri?

I ne ciamava i santi dell'Albania
ma no xe vero, semo soltanto
i fioli vostri, i fioli
de le montagne dell'Italia.

Alpino della Julia
mostraci le tue mani,
una la sembra sana
ma l'altra marca visita.

Mancan le unghie,
non ci son più due dita.
Chi le ha rubate?
Il ghiaccio della Russia.

Oh veci ....
La vostra strada scambiata
con la nostra strada de casa,
semo per sempre i fioli vostri,
i fioli de le montagne de l'Italia.

Alpino della Julia,
tua madre aspetta ancora,
dicevi di tornare,
non sei tornato più!

Lunga è la strada
che porta fin quassù,
chi ti ha rubato?
Il ghiaccio della steppa.


Aprite le porte
Score

Aprite le porte
che passano
che passano
aprite le porte
che passano i baldi Alpin.

Come la marcia ben
la banda, la banda,
come la marcia ben
la banda, la banda,
come la marcia ben
la banda, la bancla,
come la marcia ben
la banda degli Alpin.


Attraverso valli e monti

Canto della Resistenza - Trascr. L. Pigarelli

Canto della Resistenza di provenienza slava, trasferito nelle formazioni italiane attraverso i contatti operativi nella parte orientale dell'arco alpino. É caratteristìco, in questa melodia fiera e cadenzata dì tonalità minore, il passaggio transitorio al maggiore, per il successivo ritorno al minore.

Sul motivo della nota canzone partigiana russa Per colline e per montagne (parole di Piotr Parfenov rielaborate nel 1929 dal poeta Serghei Alimov, musi-ca di A. T. Alexandrov), la canzone era nota in Italia perché trasmessa ogni giorno da Radio Mosca. Essa fu ripresa dal fuoruscitismo antifascista negli anni '43-'44 ed era diffusa soprattutto tra i partigiani del Friuli-Venezia Giulia.

Attraverso valli e monti eroico avanza il partigian per scacciare l'invasore all'istante e non doman.

E si arrossan le bandiere
tinte nel sangue del partigian
giù dai monti a balde schiere
sotto il fuoco avanti van.

I tedeschi e i traditor
saran scacciati con l'acciar
e il clamor della vittoria
varcherà le Alpi e il mar.

Combattiam per vendicare
tanta infamia e atrocità
combattiam perché l'Italia
viva in pace e in libertà.

Combattiam perché l'Italia
viva in pace e in libertà.


Bandiera rossa
MIDI & MP3

For a time this was the official anthem of the Italian Socialist Party and also of the Communist Party. The melody also serves as a love song in the Veneto dialect of the Venetian language.

Version of the Italian communist party: 

Avanti o popolo, alla riscossa, 
Bandiera rossa, Bandiera rossa
Avanti o popolo, alla riscossa, 
Bandiera rossa trionferà. 

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Evviva il comunismo e la libertà. 

Degli sfruttati l’immensa schiera 
La pura innalzi, rossa bandiera. 
O proletari, alla riscossa 
Bandiera rossa trionferà.

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Il frutto del lavoro a chi lavora andrà.

Dai campi al mare, alla miniera, 
All’officina, chi soffre e spera, 
Sia pronto, è l’ora della riscossa. 
Bandiera rossa trionferà. 

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Soltanto il comunismo è vera libertà.

Non più nemici, non più frontiere : 
Sono i confini rosse bandiere. 
O comunisti, alla riscossa, 
Bandiera rossa trionferà.

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Evviva Lenin, la pace e la libertà.

Blutrote Fahnen
(German version)

Voran, du Arbeitsvolk, du darfst nicht weichen,
die rote Fahne, das ist dein Zeichen!
Voran mit frischem Mut auf neuen Bahnen,
die roten Fahnen wehn dir voran!

Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht,
blutrote Fahnen rufen zum Gericht!
Blutrote Fahnen werden Sieger sein,
sie tragen neue Hoffnung in die Welt hinein.

Im Schacht, im Werkstattsaal, wo jeder schaffe,
die rote Fahne sei eure Waffe!
Der Zukunft reiches Glück, ihr könnt es ahnen,
die roten Fahnen wehn euch voran!

Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht,
blutrote Fahnen rufen zum Gericht!
Blutrote Fahnen werden Sieger sein,
sie tragen neue Hoffnung in die Welt hinein.

Es wird die neue Zeit den Haß bezwingen,
die rote Fahne wird Frieden bringen.
Zu freien Menschen formt sie Untertanen,
die roten Fahnen wehn euch voran!

Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht,
blutrote Fahnen rufen zum Gericht!
Blutrote Fahnen werden Sieger sein,
sie tragen neue Hoffnung in die Welt hinein.

Bandiera Rossa
(Multi-language version)

Avanti populo, alla riscossa
Bandiera rossa, bandiera rossa
Avanti populo, alla riscossa
Bandiera rossa la trionferá

Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Eviva il comunismo e la libertá

Dans les usines et sur la terre
Sont ceux qui peinent et qui espèrent
Allons, c'est I'heure á la rescousse
Notre bannière triomphera

Notre bannière triomphera
Notre bannière triomphera
Notre bannière triomphera
Et Ie communisme nous libérera

Steht auf ihr Arbeiter, steht auf Genossen
Die Rote Fahne werht siegentschlossen
Steht auf ihr Arbeiter, steht auf Genossen
Die Rote Fahne erkamft die Macht

Die Rote Fahne erkamft die Macht
Die Rote Fahne erkamft die Macht
Die Rote Fahne erkamft die Macht
Vorwärts Kommunisten zur
Freiheitsschacht

Avante pueblo a la victoria
Con su querida bandera roja
Elia es mi estrella, alla es mi guia
Elia valiante y triunfara
Esta bandera brilia más que el sol

Esta bandera brilia más que el sol
Esta bandera brilia más que el sol
Esta bandera brilia más que el sol
Que viva ei comunismo y la libertad

Vooruit gij volkeren naar de verlossing
De rode scharen, de rode scharen 
Vooruit gij volkeren naar de verlossing
De rode scharen winnen de strijd 
Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd

Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd
Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd
Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd
En door de revolutie worden wij bevrijd

Non piü nemici, non piü frontière
Solo ai confini, rosse bandiera
0 proletari, alla riscossa
Bandiera rossa la trionferá

Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Eviva il comunismo e la libertá


Bevè, bevè compare

Bevè, bevè compare
se no ve mazzèghe
Piuttost che me mazzèghe
mi tuto 'l beverò.
E 'ntant che l'beverà
noi canterem la bum-ba-ba.
Mi l'ho bevuto tuto
e non m'ha fatto mal.
L'acqua fa male
il vino fa cantare:
questa è la regola
che insegnano gli sguisseri
alzano il gomito e vuotano il bicchier.
L'acqua fa male
il vino fa cantare
Bevevano i nostri padri?  Si!
bevevano le nostre madri?  Si!
e noi che figli siamo
beviam beviam beviamo
del bianco Moscatello
del nero Marzemin.
Se ne avessi un botticello
ne vorrei veder la fin.

Bombardano Cortina
Audio

"Canzone del 5° Raggruppamento alpini, in Valle Costeana, narra in semplici versi tutta la storia delle gloriose operazioni di guerra del Raggruppamento stesso." (Il file audio non riproduce l'intera canzone riportata sotto, in quanto quella che segue è l'originale, mentre quella cantata è la versione moderna e quindi elimina qualche particolare)

 
Bombardano Cortina, oillì
dicon che mandan fiori, oilà
tedeschi traditori,
è giunta l'ora, subito fora
dovete andar!

E proseguendo poi, oillì
per valle Costeana, oillà
giunti sulla Tofana
su quella vetta, la baionetta
scintillerà.

Non mancherà poi tanto, oillì
che anche il Lagazuol, oillà
conquisteremo noi,
quando l'artiglieria
Sasso di Stria
battuto avrà!

Son prese le Tre Dita, oillì
il Masarè è già nostro, oillà
l'aquila ha perso il rostro
e già s'invola
spennata e sola
là sul Caval.

Fatta è la galleria, oillì
messa la gelatina, oillà
anche il Gigetto
col Castelletto
per l'aria andò

Giunti sul Canalone, oillì
schierati i suoi soldati, oillà
tiri bene aggiustati
gli fecer tutta
la pasta asciutta
lasciare lì!

Per Valle Travenanzes, oillì
e strada Dolomiti, oillà
v'inseguiremo arditi,
e voi scappate
fin che arrivate
dal vostro Re.

Giunti da Cecco Peppo*, oillì
stringetegli le mani, oillà
dite che gl'Italiani,
vi fann la guerra:
su questa terra
vi voglion più!

*Emperor Franz Joseph


Benia calastoria
Audio

Tornà, son tornà, son tornà par sempre,
Tornà nella valle dove gera me popà.

Vardè, ma vardè, ma vardè la valle,
Vardè le montagne dove gera le contrà.


Campanaro

Campanaro della Valpadana,
per chi suoni la campana?

Tu, che inviti i valligiani
al vespro e alla preghiera mattutina,
oggi suoni, ma, nel cielo, implora
la tua voce arcana
benedici la mia Nina
che si sposa e se ne va lontana....
Din! Don! Dan!

Suona lieto il campanil del Redentore…
Din! Don! Dan!
Sei felice... eppur ti piange il cuore...
Campanaro del Gran San Bernardo,
per chi suoni la campana?
Nella notte di bufera,
un'ombra, in mezzo al turbine cammina:
l'emigrante che espatriò,
sognando una ricchezza vana,
sulla neve si trascina...
Il tuo squillo è la salvezza umana!
Din! Don! Dan!

Rivedrà la sua casetta in fiore
Din! Don! Dan!
Tornerà dove ha lasciato il cuore...
Campanaro delle "Sette Croci"
per chi suoni la campana?
Tra i ghiacciai dell'Adamello,
avvolti in una bianca mantellina,
hai veduto riapparir gli eroi
d'un'epopea lontana:
hanno il volto ancor fanciullo
e il cappello con la penna alpina...
Din! Don! Dan!

La montagna è il loro letto, il loro altare…
Din! Don! Dan!

Suona piano... chè li puoi svegliare...
Campanaro delle penne nere
non si possono scordare
din, don, dan.


Campane di Monte Nevoso
Audio

di Cherubini - Concina

Degli stessi autori della famosissima "Vola colomba", questa canzone è probabilmente dello stesso periodo (1951-1952?). Anche se non altrettanto nota, fu cantata da Luciano Tajoli, ed è legata all'immensa tragedia delle italianissime terre della Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, strappateci dall'infame Trattato di Parigi. Monte Nevoso si trova sulle Alpi Giulie, quasi sul crinale di quello che è il vero confine naturale d'Italia. La canzone è dedicata a coloro che difesero quelle terre e non sono più tornati, ma la speranza rimane...

[Dietro ai monti e ai valichi tramonta il sole,
mentre suona il vespro lontano,
mormora ogni labbro la preghiera del Signore.]

Campane di Monte Nevoso
Che suonate nel vespro divin
Quel suono in un giorno radioso
Salutò cento giovani alpin.

Lasciarono il bianco paesello
Cento mamme altrettanti tesor
Un fior tra la piuma e il cappello
E una dolce canzone nel cuor.

Ritorneremo ancor sui nostri monti
E falceremo il grano al sole
Berremo l'acqua viva delle fonti
Che è pura come il nostro amor.

Campane di Monte Nevoso
Quei rintocchi nel cielo divin
Sembravano un grido angoscioso:
Proteggete i miei giovani alpin.

Tutto fu distrutto, ma tu torni a rintoccar
Campanil di Monte Nevoso
Tra le mure lacere c'è sempre un focolar
Cento cuori sempre ad aspettar.

[La primavera è tornata,
ha infiorato le valli e i sentieri,
che videro gli alpini partire,
e non li han visti più ritornare,
ma ogni cuore aspetta,
ancora ogni sera la valle riporta
l'eco di una canzone lontana]
quella dolce canzone d'amor.

Ritorneremo ancor sui nostri monti
E falceremo il grano al sole
Berremo l'acqua viva delle fonti
Che è pura come il nostro amor.

Campane col suono giocondo
Invocate la pace e l'amor
Non quella che predica il mondo
Ma la pace che vuole ogni cuor.

La pace, la fede
La pace, l'amor.


Chiesetta alpina
Audio

C'è una chiesa alpina dove già rintocca una campana,
nel vederla così in alto pare in cielo, e più lontana...
Col suono par che dica a un cuor,
nel dolce vespro mattutin,
alla chiesetta tutta in fior,
ritornerai mio bell'alpin...

S'ode un suono ma non è più la campana della chiesetta
è il silenzio della sera che pian pian suona la trombetta...
Più piano come in un sospir,
fra breve non si sente più,
ma al bruno alpin par d'udir,
la campanella sua di laggiù...

Rosellina che col gregge vai sui monti di buon mattino,
e con ansia e fede aspetti che ritorni il tuo bell'alpino...
Se pur lontano il bruno alpin,
a te soltanto penserà
e un dì vedrai che a te vicin,
felice ancor ritornerà...

Ed un giorno assai più forte suona a festa la campanella,
è tornato il bruno alpino e Rosellina si fa più bella.
È bianca e pura come in fior,
che il sol di maggio sboccerà,
e la campana con amor.


Cimitero di rose

Sotto le cime di quegli alti monti
La mamma mia riposa tra i fior
I fiori più belli e più profumati
Di quelle montagne dove io sono na.

Quando, piccino, su un letto di foglie
Sempre dormivo accanto a lei
Diceva: "ricordati, e portami un fiore
Quando sarò anch'io vicino al tuo papà."

La mamma è morta e devo partire
Devo partire e andar a lavorar
E devo lasciare i miei cari monti
Come faremo a portarle quei bei fior.

Ho seminato un campo di rose
Nel cimitero abbandonà
La neve tra i monti sciogliendosi al sole
Di quel cimiteri i fiori bagnerà.


Di qua, di là del Piave
audio

"Questa canzone è nata al fuoco di un bivacco: mentre alcuni "veci" cantano, altri giocano a morra.  Ecco la ragione dell'intercalato giuoco della morra."

 

 

Di qua, di là del Piave
ci sta un'osterìa,
di qua, di là del Piave
ci sta un'osterìa.
là c'è da bere e da mangiare (cis, ses, morra)
ed un buon letto da riposar.

Di qua, di là del Piave 
ci sta un'osterìa, 
di qua, di là del Piave 
ci sta un'osterìa. 
là c'è da bere e da mangiare 
ed un buon letto da riposar.

 

 

 

Di qua, di là dal ponte 
ci sta una bella mora, 
tutte le sere resta sola, 
la resta sola a far l'amor. 

 

 

E dopo aver mangiato,
mangiato e ben bevuto,
e dopo aver mangiato,
mangiato e ben bevuto:
Oh vien da basso – mia bella mora (cis, ses, morra)
Che quest’è l’ora di far l’amor!

E dopo aver mangiato, 
mangiato e ben bevuto, 
e dopo aver mangiato, 
mangiato e ben bevuto: 
- Oh, dimmi o bella, se vuoi venire, 
questa è l'ora d'andar dormire.

 

 

- Mi sì ghe vegneria
per una volta sola,
mi sì ghe vegneria
per una volta sola,
solo vi prego lasciarmi stare, (cis, ses, morra)
che son figlia da maridar.

- Mi sì ghe vegneria
per una volta sola,
mi sì ghe vegneria
per una volta sola,
solo vi prego lasciarmi stare,
che son figlia da maridar.

 

 

- S'eri da maridare
dovevi dirlo prima,
s'eri da maridare
dovevi dirlo prima,
sei sempre stata coi vecchi alpini, (cis, ses, morra)
non sei più figlia da maridar.

- S'eri da maridare
dovevi dirlo prima,
s'eri da maridare
dovevi dirlo prima,
sei sempre stata coi vecchi alpini,
non sei più figlia da maridar.

 

 

E dopo alquanti mesi
è nato un bel bambino,
E sul cappello che lui portava, (cis, ses, morra)
C’era la penna del vecchio alpin!

E dopo nove mesi 
è nato un bel bambino, 
non beve il latte ma ciuccia il vino, 
perchè è figlio del vecchio alpin.]


Dove sei stato mio bel alpino
Audio

"Il titolo di questa canzone indica nettamente il suo carattere "montagnino"; pure ora la cantano tutti, anche i marinai, forse per la bellezza espressiva del verso: "che ti ha cambià colore!..."

 
- Dove sè stato, mio bell'Alpino?
Dove sè stato, mio bell'Alpino,
Che ti ga cambià colore?

- L'è stata l'aria del Trentino,
L'è stata l'aria del Trentino,
Che m'ha fat cambià color!

- L'è stata l'aria dell'Ortigara,
L'è stata l'aria dell'Ortigara,
Che m'ha fat cambià color! 

Sul Monte Nero c'è una tormenta,
Sul Monte Nero c'è una tormenta
Che m'ha fat cambià color!

La sul Pasubio c'è un barilotto.
Che m'ha fat cambià color!

Sul Monte Grappa c'è una bombarda
Sul Monte Grappa c'è una bombarda
Che m'ha fat cambià color!

È stato il fumo della mitraglia
È stato il fumo della mitraglia
Che m'ha fat cambià color!

- Ma i tuoi colori ritorneranno,
Ma i tuoi colori ritorneranno
Questa sera a far l'amor.


E Cadorna manda a dire
Audio

"Questa a tutta prima sembra una canzona un po' di parte; ma poi a sentirla cantare e cantandola, mostra la sua semplicità nel voler far rilevare lo spirito di corpo"

 

E Cadorna manda a dire
Che si trova là sul confine
E ha bisogno degli Alpini
Per potersi avanzar.

La Fanteria è troppo debole
I bersaglieri son po' maffiosi
Ma gli Alpini son valorosi
Su pei monti a guerreggiar

Novantotto fatti coraggio
Che le porte son bombardate
Fra fucili e cannonate
Anche l'Austria cederà.


E le stellette
Score

E le stellette che noi portiamo
son disciplina, son disciplina;
e le stellette che noi portiamo
son disciplina per noi soldà.

Ritornello:
E tu biondina capricciosa
garibaldina trullallà,
tu sei la stella, tu sei la stella;
e tu biondina capricciosa
garibaldina trullallà,
tu sei la stella di noi soldà.

E le scarpette che noi portiamo
son le barchette, son le barchette;
e le scarpette che noi portiamo
son le barchette di noi soldà.

[Ritornello]

E le giberne che noi portiamo
son portacicche, son portacicche;
e le giberne che noi portiamo
son portacicche di noi soldà.

[Ritornello]

E la gavetta che noi portiamo
è la cucina, è la cucina;
e la gavetta che noi portiamo
è la cucina di noi soldà.

[Ritornello]

E la borraccia che noi portiamo
è la cantina, è la cantina;
e la borraccia che noi portiamo
è la cantina di noi soldà.

[Ritornello]

Ed il cappello che noi portiamo
sì, è l'ombrello, sì, è l'ombrello;
ed il cappello che noi portiamo
sì, è l'ombrello di noi soldà.

[Ritornello]


È morto un alpino

È morto un alpin, sulla montagna.
ritornava dal confin dopo la guerra:
ma quando l'alpin l'è cascà in terra
fu lì un angel del Trentin
che ghe diseva:
"O bell'alpino, alla tua casetta
manda un saluto: io'l porterò"

Allora l'alpin l'ha verti i oci:
ghe parea che l'angiol fosse lì vicino.
"Angel del cielo, l'ultimo mio baso
portemel caldo al mio tesor.
portemel caldo al mio amore"

E' morto un alpino!


Entorno al foch

Trentino - Arm. A. Benedetti Michelangeli

Vecchie reminiscenze dell'antico focolare, profumo di casa, di ceppi che scoppiettano allegri. Ondate di ricordi e di rimpianti in attesa del minestrone sul fuoco:

"Intorno al fuoco si canta, si guarda si parla, si dice come va... Si pensa alla morosa, alla nostra povera mamma... Dalla finestre/la si vedono un paio di casette e le montagne aspre e dirute... ". La registrazione di questo brano è stata effettuata durante un concerto tenuto dal Coro della SAT all'Aula Magna dell'Università dì Roma davanti a 3000 spettatori.

Entorno al fòch se canta,
entorno al fòch se varda,
entorno al fòch se parla,
se dis come la va.
Boia de 'na minestra; bòi, bòi, bòi!

Se smorza 'na fiamèla,
se 'n piza 'n tòch de zoca,
se tira 'n qua la boza,
e sa sta lì a vardar.

Boia de 'na minestra; bòi, bòi, bòi!
Se pensa a la morosa,
a nossa pòra mama,
e 'n piza n'altra fiama
che la va drita al cor.
Boia de 'na minestra; bòi, bòi, boi!

Su per la capa nera
'na fila de comete;
per tute 'ste lumete
se se pòl desmentegar.
La bòie!!!


Era una notte che pioveva
Score

Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento;
immaginatevi che grande tormento
per un alpino che sta a vegliar.

A mezzanotte arriva il cambio
accompagnato dal capoposto
"oh sentinella torna al tuo posto
sotto la tenda a ri-, a riposar".

Quando fui stato nella mia tenda
sentii un rumore giù per la valle
sentivo l'acqua giù per le spalle
sentivo i sassi a ro-, a rotolar.

Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d'esser con la mia bella
e invece ero di sentinella
a far lòa guardia allo' allo stranier.


Fila, fila

Vos tu venir con me
su la montagna,
dove gh’è l’erba suta
e no la bagna?

[Ritornello:

Fila, fila ortanela,
fin che gira la molinela,
fila, fila ortanela,
fin che 'l fuso l’è termina'.
Fila ortanela
fin che gira la molinela,
fila, gira, gira, fila,
finche 'l fuso l'è termina'.]

Vos tu venir con me
laggiù in campagna,
dove che nasse 'l zaldo
e l’erba spagna?

[Ritornello]

Vos tu venir con me,
bella, stanotte,
col mosto ti darò
castagne cotte.

[Ritornello]

Vos tu venir sul monte,
o bimba bella?
Risplendere vedrem
la nostra stella.

[Ritornello]

Fischia il vento, urla la bufera
melody ("Katjusha") - MP3 1 & 2 (Gufi), WAV

The most famous Italian partisan song after "Bella ciao", 1945.

Divenne la canzone di tutte le Brigate partigiane che la cantavano in ogni angolo dell'Italia resistente. La musica è del poeta sovietico Michail Isakovski, il testo è del comandante partigiano Felice Cascione della 2^ Divisione Garibaldi operante in Liguria nella zona di Imperia. La canzone Fischia il vento venne utilizzata da Pier Paolo Pasolini nel film "Uccellacci e uccellini" come sottofondo ad alcune immagini che mostravano i funerali di Togliatti. Esecutori: Gruppo Padano di Piadena 

Fischia il vento, urla la bufera
Scarpe rotte eppur bisogna andar
A conquistare la rossa primavera
Dove brilla il sol dell'avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle,
Ogni donna a lui donò un sospir
Nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se non ci coglie la cattiva sorte,
dura vendetta verrà dal partigian,
ormai sicura è già la triste sorte
del fascista vile traditor.

Cessa il vento, calma è la bufera
Torna a casa il fiero partigan
Sventolano la rossa sua bandiera
Vittoriosi e alfin liberi siam.


Giù il cappello davanti agli alpini

"Motto ormai storico, perchè dettov dal generale austriaco Shalek nel giugno 1915, dopo la presa del Monte Nero da parte degli Alpini del 3°"

Salve dei nostri Alpini sacro vessillo
Lieto ricordo di un passato fiero
Sicura speme d’avvenir tranquillo
Di Patrio Amore simbolo sincero!

Suscita ognora in noi di gioia un trillo
Di cittadina pace sii foriero:
Delle nemiche trombe al primo squillo
Ridesta in tutti noi l’ardor primiero.

E conscia dell’Alpino eroico dramma,
Vera epopea di gloria e non orpello,
D’ogni bimbo italian dica la mamma,
Al tuo apparir: fanciullo mio, su snello
Ecco dei nostri Alpin la Verde Fiamma
Riverente t’inchina e giù il cappello!  


Gran Dio del cielo

Gran Dio del Cielo, s'io fossi una rondinella.
Gran Dio del Cielo, s'io fossi una rondinella.
Vorrei volare, vorrei volare,
vorrei volare in braccio alla mia bella.
Prendi la secchia e vattene alla fontana.
Prendi la secchia e vattene alla fontana.
là c'è il tuo amore,  là c'è il tuo amore, 
là c'è il tuo amore che alla fontana aspetta.
Prendi il fucile e vattene alla frontiera.
Prendi il fucile e vattene alla frontiera.
là c'è il nemico, là c'è il nemico, 
là c'è il nemico che alla frontiera aspetta.
Guarda la luna, la luna come cammina.
Guarda la luna, la luna come cammina.
la và sui monti, la và sui mari,
la và sui mari e non si stanca mai.

Il bersagliere ha cento penne / Il partigiano
MP3 & WAV

Bersagliere ha cento penne,
ma l'alpino ne ha una sola;
un pó piú lunga,
un pó piú mora
sol l'alpino la puó portare

Quando scende la notte buia
tutti dormon laggú alla Pieve
ma con la faccia
giú nella neve
sol l'alpin la puó dorrnir

Su pei montl vien glú la neve
la tormenta dell'inverno
ma se venisse
anche l'lnferno
sol l'alpin ci stá lassú.


Il capitan della compagnia
Score

Il capitan della compagnia
egli è ferito e sta per morir
e manda a dire ai suoi alpini
che lo rivengano a ritrovar.

I suoi alpini mandano a dire
che non han scarpe per camminar
"O con le scarpe o senza scarpe
i miei alpini li voglio qua".

Cosa comanda sior Capitano
i suoi alpini eccoli qua!
"Io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià".

I lprimo pezzo alla mia patria
che si ricordi del suo alpin.
I lsecondo pezzo al battaglione
che si ricordi del suo capitan.

Il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol.
Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor.

L'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior.
L'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior!


Il povero soldato

Il povero soldato
è condannato a morte
lontan da la consorte
vicino al colonnel.
Quando al mattin si sveglia
per esser fucilato
su butta per malato
e dice che non può.
Ma il polso glielo attasta
il militar dottore
e dice: Il tuo malore
son tutte falsità.
Arrivano i soldati
in fila e derelitti
e i lor fucili dritti
facevano penar.
L'onesto condannato
domanda di parlare,
la legge militare
gli vieta di tacer.
Il colonnel vestito
impugna la sua spada
e dice che si vada
con morte a fucillar.
Gli schioppi fan lo sparo
il militar si cade
e tutto il sangue invade
la tunica e il cheppì.
Ma ecco la grazia arriva
a dargli salvamento 
torna al quartier contento
a far il suo dover.

Il testamento del capitano
Audio

"Questa è forse la più poetica canzone degli Alpini, venne subito imparata dai soldati di ogni arma e specialità e naturalmente modificata ed adattata secondo gusti e tradizioni: pur tuttavia resta e resterà sempre alpina!  Nel file audio, i pezzi del corpo sono solo 5 e non 7 e naturalmente il primo pezzo è dedicato all'Italia e non al Re; abbiamo però inserito la versione scritta originale della canzone."

Il comandante la compagnia
l'è ferito e sta per morir.
e manda a dire ai suoi alpini
che lo vengano a ritrovar.

I suoi alpini gli mandan a dire
che non hanno scarpe per camminar.
"O con le scarpe, o senza scarpe
i miei alpini li voglio qua".

Cosa comanda sior capitano
i suoi alpini sono rivà?
"E io comando che il mio corpo
in sette pezzi sia taglià"

Il primo pezzo al Re d'Italia
che si ricordi dei suoi alpin.
Il secondo pezzo al reggimento
che si ricordi dei suoi soldà.

Il terzo pezzo al battaglione
che si ricordi del cuo capitan.
Il quarto pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figlio alpin.

Il quinto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor.
Il sesto pezzo alla montagna
ché fiorisca di rose e fior.
Il settimo pezzo alle frontiere
che si ricordino dei bravi alpin.


Il ventinove luglio

Anonymous

Il ventinove luglio
quando che matura il grano
è nata una bambina
con una rosa in mano.

Non era paesana
e nemmeno cittadina
è nata in un boschetto
vicino alla marina.

Vicino alla marina
dov'è più bello stare
si vede i bastimenti
a navigar sul mare.

Per navigar sul mare
ci vuole le barchette
per far l'amore di sera
ci vuole le ragazzette.

Le ragazzette belle
l'amor non lo san fare
noialtri baldi Alpini
ce la farem provare.


Joska, la rossa
Audio

El muro bianco, drio de la to casa
Ti te saltavi come un oseleto,
Joska la rossa, pèle de bombasa,
Tute le sere prima de 'nà in leto.

Te stavi lì, co le to scarpe rote
Te ne vardavi drio da j' oci mori
E te balavi alegra tuta note
E i baldi alpini te cantava i cori. Oh.

Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Balla con mi! Oh. (2 volte)

Ti te portavi el sole ogni matina,
E de j 'Alpin te geri la morosa,
Sorela, mama, boca canterina,
Oci del sol, meravigliosa rosa.

Xe tanto e tanto nù, ca te zerchèmo.
Joska la rossa, amor, rosa spanja.
Ma dove sito andà? Ma dove andemo?
Semo ramenghi. O morti. E così sia. Oh.

Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Balla con mi! Oh. (2 volte)

Busa con crose. Sarà sta i putèi?
La par 'na bara e invece xe 'na cuna.
E dentro dorme tuti i to fradei,
Fermi, impalà, co i oci ne la luna. Oh.

Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fermate là! Oh.
(3 volte accelerando)

Fermate là


L'ha taglià i suoi biondi capelli

L'ha taglià i suoi biondi capelli,
la si veste da militar,
lè la monta sul cavallo,
verso il Piave se ne va.

quan' fu giunta in riva 'l Piave
d' un tenente si l' ha incontrà:
"rasomigli a una donzella
fidanzata d' un mio soldà".

"'na donzella io non sono,
nè l' amante di un suo soldà;
sono un povero coscritto,
dal governo son sta richiamà".

Il tenente le prese la mano,
la condusse in mezzo ai fior:
"E se lei sarà una donna,
la mi coglierà i miglior".

"I soldati che vanno a la guerra,
no racoglie mai de' fior,
han soltanto la bajonetta,
per combatter l' imperator".

Il tenente la prese per mano,
la condusse in riva 'l mar:
"E se lei sarà una donna,
la si laverà le man".

"I soldati che va' a la guerra,
non si lava mai le man,
ma soltanto qualche volta,
con il sangue dei cristian".

Il tenente la prese per mano,
la condusse a dormir:
"Ma se lei sarà una donna,
la dirà che non può venir"

"I soldati che va' a la guerra,
lori non va' mai a dormir,
ma sta sempre su l' attenti,
se qualche attacco lo vedon venir".

Suo papà l'era a la porta,
la sua mamma era al balcon,
per vedere la sua figlia,
che ritorna col battaglion.

"Verginella ero prima,
verginella son' io ancor
ed ho fatto 7 anni a la guerra,
sempre al fianco del mio primo amor".


L'inno degli alpini skiatori

"Durante la guerra, nel 1918, ai primi di ottobre, venne cantato sui ghiaccai dell'Adamello, di notte, splendendo una magnifica luna, dal Battaglione schiatori "Corno di Cavento" del 5°, mentre dal passo della Lobbia (3100 m.) partiva per dare il cambio ad altri alpini in linea proprio sul "Corno del Cavento" (3401 m.)"

Sui lucenti e tersi campi
Del nevaio sconfinato,
Sorridenti al nostro fato
Noi corriam senza timor...
Conosciamo ogni periglio
Dell'altezze conquistate
E fra nembi e nevicate
Raddoppiamo il nostro ardor.

Per chine rapide, vertiginose
Cantando scivola lo skiator...
(come un' eco: "bravo skiator, bravo skiator)
Dei pini il fremito
L'azzurro del cielo
A lui riempiono di gioia il cor.

Quando il sol splende radioso
Su per l'erta faticata
O con luce delicata
A noi l'astro bianco appar...
Allor squilla il nostro riso
Come squilla una fanfara:
Che dei forti è una virtù.

Per chine ripide, vertiginose
Agile scivola lo skiator....
(come un' eco: bravo skiator, bravo skiator)
Nella purissima
Brezza montana
Ritempra l'anima, serena il cor.

Se un nemico corra all'armi
Per violare il patrio suolo
Fiero vigile lo stuolo
Di noi tutti accorrerà,
Se morrem, morrem da prodi
Su là in alto, fra la neve
E la morte sarà lieve
Perchè Italia lo vorrà.

Per chine ripide, vertiginose
Ardito scivola lo skiator...
(come un'eco: bravo skiator, bravo skiator)
Ei muove impavido
Verso la metà
E mai non dubita del suo valor

(Cap. C. Venini, 1916, Battaglione "Monte Suello")


La bella al fosso

La bella la va al fosso
ravanei e remulaz
barbabietole spinas
tre palanche al mass,
la bella la va al fosso
al fosso a resentar.
la va al fosso a resentar.

O bell'alpin che passi,
ravanei e remulaz ...
o bell'alpin che passi
sù vienme accumpagna
sù vienme accumpagna.
Mi si che vegnarìa,
ravanei, remulaz ...
Mi si che vegnarìa
per un bacin d'amor
per un bacin d'amor.

Per un bacin d'amore,
ravanei e remulaz ...
per un bacin d'amore,
ma poi ti dame el core
ma poi ti dame el core.


La campana di San Giusto
Audio (Enrico Caruso)

Il 4 novembre 1918 segna la fine della prima guerra mondiale che vede finalmente il ritorno all’Italia delle terre irredente di Trento e Trieste, città sacre alla Patria. In questi versi l'autore eternizza il tripudio di italianità, di amore e di dolore del popolo Triestino.

Per le spiaggie, per le rive di Trieste
suona e chiama di San Giusto la Campana,
l'ora suona, l'ora suona non lontana
che è più schiava non sarà.

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore:
- O Italia, o Italia del mio cuore,
tu ci vieni a liberar!

Avrà baci, fiori e rose la marina,
la campana perderà la nota mesta,
su San Giusto sventolar vedremo a festa
il vessillo tricolor.

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore:
- O Italia, o Italia del mio cuore,
tu ci vieni a liberar! 


La canzone del Piave / La leggenda del Piave
Audio

After the monarchy was replaced with a republic, the popular and patriotic song "Canzone del Piave" (Song of the Piave) was used for one year on a provisional basis as an anthem before the adoption of the current anthem. Written by Giovanni Gaeta (a.k.a. E.A. Mario), it was originally titled "La Leggenda del Piave" ("The Legend of the Piave"). It was composed in 1918 to celebrate the Italian resistance on the river Piave against the Austro-Hungarian Soldiers.

Currently this song is played by military and civic bands especially during the Military Parade held in Rome every June 2th (Anniversary of the Founding of the Italian Republic). It was also the anthem used by the Free Territory of Trieste from 1947-1954 on an unofficial basis because Trieste was mentioned in the lyrics of the anthem. (The Free Territory did not have an official anthem.)

The Piave whispered calm and placid under the crossing  
of the first Infantrymen on May 24;  
the Army was marching to the frontier,
to make a wall against the enemy...
Silently the Infantrymen crossed that night;
they had to be silent and go forward!
From the beloved riverbanks it was heard  
light and low the exultation of the waves.  
It was a sweet and propitious omen,  
the Piave whispered: "the foreigner not pass!"  
But a sad night it was heard of a gloomy event  
and the Piave felt the ire and the dismay  
Ah, how many people it saw coming, leaving their homes;  
because the enemy irrupted at Caporetto.  
Refugees everywhere, from far mountains,  
they came to crowd all its bridges.  
It was heard from the violated riverbanks  
light and sad the murmur of the waves  
Like a sob in that black Autumn  
the Piave whispered: "the foreigner returns!"
And the enemy returned: he wished to wreak his desires  
because of his pride and his hunger,  
he saw the fertile plains from the upper ground,  
he wanted to feed and to exult again!  
"NO!" said the Piave, "NO!" said the Infantrymen,  
the enemy will never advance again!  
It was seen the Piave raising his waves  
and with the Infantrymen were fighting the waves.  
Red of the blood of the haughty enemy,  
the Piave ordered: "go back, foreigner!"
The enemy flinched back to Trieste, to Trento  
and the victory spreaded her wings to the Wind!  
It was sacred the ancient pact: among the ranks they've seen  
to arise Oberdan, Sauro and Battisti!  
In the end the Italian valour broke the  
gallows tree and the weapons of the hanger!  
Secured the Alps, free the shores  
and the Piave was silent: the waves calmed.  
On Motherland's soil, once the grim Empires were won,
the peace didn't left any oppressed neither any foreigner.
On Motherland's soil, once the grim Empires were won,
the peace didn't left any oppressed neither any foreigner.  
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio:
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
e far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: «Non passa lo straniero!».

Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciar il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto!
Profughi ovunque dal lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: «Ritorna lo straniero!»

E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedea il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Sul patrio suolo del nemico altero,
il Piave mormorò: «Indietro va, straniero!»

Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
e La Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, fra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde
e tacque il Piave si placaron l'onde.
Sul Patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la pace non trovò né oppressi, né stranieri.


La leggenda della Grigna
Score

Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore,
cantava: "Avere te voglio, o morire!"
Lei dalla torre lo vedea salire.

Disse alla sentinella
che stava sopra il ponte:
"Tira una freccia in fronte
a quello che vien su".

Il cavaliere cadde fulminato,
ma Iddio punì l'orribile peccato
e la guerriera diventò la Grigna,
una montagna ripida e ferigna.

Anche la sentinella,
che stava sopra il ponte,
fu trasformata in monte
e la Grignetta fu.

Noi pur t'amiamo d'un amor fedele
montagna che sei bella e sei crudele.
E salendo ascoltiamo la campana,
d'una chiesetta che a pregare chiama.

Noi ti vogliamo bella,
che diventasti un monte
facciam la croce in fronte:
non ci farai morir.


La licenza

Trenta mesi che faccio il soldato
'na letterina mi vedo arrivar.  
Sarà forse la mia morosa
che si trova sul letto ammalà!  

A rapporto signor Capitano
se in licenza mi vuole mandà.  
La licenza l'hai bell'è firmata
basta che torni da bravo soldà!  

Glielo giuro signor Capitano
che mi ritorno da bravo soldà!
Quando arrivo vicino al paese
campane a morto sentivo sonar.

Quando fui vicino alla chiesa
un funerale vedevo passar! 
Sarà forse la mia morosa
che ho lasciata sul letto ammalà.

Portantina che porti quel morto
per favore fermatevi un pò.  
Se da viva non l'ho mai baciata
ora ch'è morta la voglio baciar.

L'ho baciata che l'era ancor calda
la sapeva di rose e di fior!


La mia bela la mi aspeta

La mia bela la mi aspeta
la mia bela la mi aspeta
Ma io devo andare a la guera
chi sa quando che tornerò
ma io devo andare a la guera
chi sa quando che tornerò.

L'ò ardada a la finestra
L'ò ardada a la finestra
Ma io devo andare a la guera
la mia bela aspeterà
ma io devo andare a la guera
la mia bela aspeterà.

Il nemico è là in vedetta:
Il nemico è là in vedetta
O montagne tutte bele
Valcamonica del mio cuor.
o montagne tutte bele
Valcamonica del mio cuor.


La montanara
MID, MP3; Score

Of all Trentino songs, La Montanara is perhaps the most legendary. It is the unofficial anthem of Trentino and remains a classic today. Its origin is a matter of legend. In 1927, during an excursion in the mountains, Toni Ortelli felt the words and melody come spontaneously to his mind. Set to music by Luigi Pigarelli, the song attained instant popularity that has lasted until today.

German translation "Das Lied der Berge" by R.M. Siegel.

É per eccellenza il canto che esalta i monti. Nato assieme al Coro della SAT, che lo fece conoscere in tutto il mondo, oggi la «Montanara» è considerata come l'Inno della Montagna.

     

La su per le montagne,
[t]fra boschi e valli d´or,
[f]tra l´aspre rupi echeggia
un cantico d´amor.
La su per le montagne
fra boschi e validor,
Tra l'aspre rupi echeggia
un cantico d'amor.

"La montanara, ohè!"
si sente cantare,
cantiam la montanara
e chi non la sa?
La montanara ohe
si sente cantare.
Cantiam la montanara
e chi non la sa.

Là su frai monti
dai rivi d´argento
una capanna cosparsa di fior.
Era la piccola
dolce dimora
di Soreghina,
la figlia del Sol,
la figlia del Sol.

Up there in the mountains
Among woods and valleys of gold
Among the rugged cliffs there echoes
A canticle of love.

La Montanara, ohe'!
You can hear sing,
We sing the Montanara
And who does not know it?

Up there in the mountains among banks of silver
A hut covered with flowers,
It was the sweet little dwelling-place
Of Soreghina, the daughter of the Sun.

The daughter of the Sun.

Hörst du La Montanara
Die Berge sie grüßen dich
Hörst du mein Echo schallen
Und leise verhallen
Dort wo in blauer Ferne
Die Welten entschwinden
Möcht' ich dich wieder finden
Mein unvergessenes Glück

Blau strahlt das Firmament
Von Ferne rauscht ein Wasserfall
Und durch die grünen Tannen
Bricht silbern das Licht
Doch meine Sehnsucht brennt
Im Klang alter Lieder
Laut hallt mein Echo wieder
Nur du hörst es nicht

Weit sind die Schwalben
Nach Süden geflogen
Über die ewigen Berge und Täler
Und eine Wolke
Kam einsam gezogen
Doch wart' ich immer
Vergeblich auf dich

Variation:

Là su per le montagne, 
tra boschi e valli d'or, 
fra l'aspre rupi echeggia 
un cantico d'amor: (2x)

"La montanara, ohè!" 
si sente cantare, 
"cantiam la montanara 
e chi non la sa?"  (2x)

Là su sui monti dai rivi d'argento 
una capanna cosparsa di fior 
era la piccola, dolce dimora 
di Soreghina, la figlia del sol.

"La montanara, ohè!" 
si sente cantare, 
"cantiam la montanara 
e chi non la sa?"


La nella valle
Score

La nella valle c'è un'osteria,
è l'allegria, è l'allegria:
là nella valle c'è un'osteria
è l'allegria di noi alpin.

E se son pallida
nei miei colori
non voglio dottori,
e se son pallida
come 'na strassa,
vinassa, vinassa
e fiaschi de vin.

Là sul Cervino c'è una colonna,
è la Madonna, è la MAdonna,
là sul Cervino c'è una colonna,
è la Madonna di noi alpin.

E se son pallida... ecc.


La paganella

Trentino { P. Padulli - L. Pigarelli) Assieme a «La Montanara» questo è un omaggio a Nonno Pigarelli scomparso alcuni anni fa. I «Canti della Montagna» ebbero in lui un vero e colto apostolo al quale dobbiamo una preziosa eredità di autentico folklore, inteso nel senso più puro e genuino dell'anima popolare. Seppe trasfondere questo spirito anche nelle sue creazioni, che come «La Paganella» conquistarono una meritata popolarità. Essa venne presentata per la prima volta a Trento nel 1925 in un concorso di canti dialettali.

Voria veder el Trentino
Da 'na vista propri bella.
No 'sto a perder massa tempo
E va' su la Paganella.
Paganella, Paganella,
va la su, va la su, va la su,
ma fa priè non perder temp.

Cosa èl sta Paganella?
che no sò cossa che l'è?
No che sai cossa che l'è
No che sai cossa che l'è
L'è la zima la più bella,
de più belle no ghe n'è.
L'è la zima la più bella,
de più belle no ghe n'è.
No ghe n'è, no ghe n'è,
no ghe n'è, no ghe n'è, no ghe n'è,
po, po, po.

Tote 'nsema 'na putela
e 'na bozza, 'na bozza de bon vin,
per goder, per goder la Paganella
e la vista, e la vista del trentin, del trentin.
Tote 'nsema 'na putela
e 'na bozza de bon vin,
per goder la Paganella
e la vista del trentin,
per goder la Paganella
e la vista del trentin.
Paganella, Paganella,
o montagna tutta bella.
Paganella, Paganella,
de più belle no ghe n'è.
No ghe n'è, no ghe n'è,
no ghe n'è, no ghe n'è, no ghe n'è.

Da là su se vede 'l ziel,
i torrenti e le vedrette,
va l'ociada, va 'l pensier
dal confin fino a le strette.
Paganella, Paganella,
va l'ociada, va 'l pensier
da le strette fien 'l confin.

Da 'na banda trenta laghi
e d'Asiago l'altipian,
e d'Asiago l'altipian,
e d'Asiago l'altipian.
Da 'na banda trenta laghi
e d'Asiago l'altipiano,
e da l'altra San Martino
e zò zò fin a Milan.
a Milan, a Milan,
a Milan, a Milan, a Milan,
po, po, po.


La penna nera
Audio

1915

Sul cappello, sul cappello che noi portiamo
c'è una lunga, c'è una lunga penna nera,
che a noi serve, che a noi serve di bandiera
su pei monti, su pei monti a guerreggiar.
  Oilalà!

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
coglieremo, coglieremo stelle alpine,
per donarle, per donarle alle bambine
farle piangere, farle piangere e sospirar
  Oilalà!

Su pei monti, su pei monti che noi andremo,
pianteremo, pianteremo l'accampamento,
brinderemo, brinderemo al reggimento,
viva il Corpo, viva il Corpo degli alpin!
  Oilalà!

Evviva evviva il Reggimento
Evviva evviva il Corpo degli Alpin

Evviva evviva il Reggimento
Evviva evviva il Corpo degli Alpin

I Battaglioni Veneti dopo la ritirata di Caporetto,
avevano aggiunta la seguente strofa”:

Su per i monti, su pei monti noi andremo
Pianteremo, pianteremo il tricolore,
O Friuli, o Cadore del mio cuore
Vi verremo, vi verremo a liberar!

   Oilalà!


La rivista dell'armamento

"Questa "rivista", che forse proviene dalla Fanteria, naturalmente, da moltissimi anni è passata in forza agli Alpini, che, a lor titolo d'onore, sono gli unici che ora portano lo zaino."

E il cappello
che noi portiamo,
quello é l'ombrello, di noi Alpin.

Ritornello:
Cara biondina capricciosa,
garibaldina, trullallà;
tu sei la stella di noi soldà.

E le giberne
che noi portiamo,
son porta cicche di noi Alpin.

[Ritornello]

E lo zaino
che noi portiamo,
quello è l'armadio di noi Alpin.

[Ritornello]

E la gavetta
che noi portiamo,
è la cucina, di noi Alpin.

[Ritornello]

E la borraccia
che noi portiamo,
è la cantina di noi Alpin.

[Ritornello]

E le scarpette
che noi portiamo,
son le barchette di noi Alpin.

[Ritornello]

E il fucile
che noi portiamo,
è la difesa di noi Alpin.

[Ritornello]

E le stellette
che noi portiamo,
son disciplina di noi Alpin.

[Ritornello]

La penna nera
che noi portiamo,
è la bandiera di noi Alpin.

[Ritornello]

E il pistocco
che noi portiamo,
è il paga-debit di noi Alpin.


La sposa morta

Piemonte - Arm. A. Pedrotti

Questo canto piemontese ha raggiunto una rara elevatezza tra le spontanee espressioni dei canti popolari. Un ampio ritmo funebre accompagnato dal rintocco delle campane accoglie il ritorno del montanaro emigrato che si avvicina al suo paese. Egli è colto da un triste presentimento: quel lugubre suono di campane non gli da pace. Raggiunta la casa, vi trova la spieiata conferma: la sua sposa è morta. La nenia continua quasi perdendosi dietro al mesto corteo.

Gentil galant su l’aute montagne
L’a sentì le ciòche sunè:
"Sarato forse la mia spuseta
ch’a ì la porta sutere?"

Gentil galant l’è rivà a casa
L’ha truvà la porta sarà:
l’ha dumandà a le sue visine:
"la mia spuseta dove l’è andà?"


La tradotta
Score

La tradotta che parte da Torino
a MIlano non si ferma più,
ma la va diretta al Piave,
ma la va diretta al Piave.
La tradotta che parte da Torino
aMilano non si ferma pioù,
ma la va diretta al Piave,
cimitero della gioventù.

Siam partiti, siam partiti in ventinove,
solo in sette siam tornati qua:
e gli altri ventidue...
sono morti a San Donà.

Cara suora, cara suora son ferito:
a domani non ci arrivo più.
Se non c'è la mamma mia...
un bel fiore me lo porti tu!

A Nervasa, a Nervasa c'è una croce:
mio fratello è sepolto là.
Io ci ho scritto su Ninetto...
e la mamma lo ritroverà.


La Valsugana
Score

Quando saremo fora
fora de la Valsugana,
noi andrem trovar la mamma
per veder come la sta.

La mamma la sta bene
il papà l'é ammalato
il mio bel partì soldato
chi sa quando ritornerà.

Tutti me dis che lu 'l se gà
trovà n'altra morosa,
l'é 'na storia dolorosa
che mi credere non so.

Mi no la credaria ma
se'l fosse proprio vera,
biondo o moro ancor stasera
n'altro merlo troverò.


La vien giù da le montagne
Audio

Trentino, Vai di Sole - Arm. A. Pedrotti

In questo tipico canto trentino, che non trova riscontro altrove, la ragazza che scende dalla montagna si e aggiornata e veste alla francese: però respinge il giovane cittadino, decisa com'è a restare fedele al suo montanaro. E il giovanotto respinto la rimanda ai suoi monti, fra castagni e pastori.

La vien giù,
la vien giù da le montagne
con le se,
con se sècie su le spale
e la gira
par ste contrade
la ghe dise,
la ghe dise che l'è bon.

Pachetìn,
pachetìn de ciocolata
metarem,
metaremo in raminèta
in tuta furia
in fretta in fretta
te prepari,
tu prepari un bon cafè.

La va ca'
la va casa da la mama
e le tu,
e le tuta spetinata
figlia mia
dove sei stata
te si tuta,
te si tuta spetinà.

Mi son sta
mi son stata a l'osterìa
e a be,
e a bevare de chel bianco
e col mio
moreto a fianco
se parlava,
se parlava de l'amor. 

Informatori: Benedetti Maria ( Illasi 1923)


Le soir a' la montagne
Score

Val d'Aosta -Arm. A. Benedetti Michelangeli

La popolarità di questo canto valdostano, ben noto anche oltralpe, si estende a tutta l'Italia settentrionale. La bella melodia, seguita da un ritornello a tempo di danza, si avvale di una stupenda veste armonica. Particolarmente poetico il testo: "Ecco giungere la notte, laggiù, nella campagna, e il sole fugge attraverso la montagna. E si sentono i montanari cantare nella prateria un ritornello gaio e dolce. . La campana del villaggio risuona in lontananza... Il suono del flauto ci invita alla danza. Ecco la fine del giorno... Le pastorelle pensano ai loro amori dicendo le preghiere".

Voici venir la nuit
là-bas dans la campagne
et le soleil s'en fuit
à travers la montagne.

Et l'on entend et l'on entend
les montagnards les montagnards
chanter dans la prairie
un refrain joyeux et doux
qui charme son amie.

La cloche du hameau
resonne en distance
le son du chalumeau
nous invite à la dance.

Et l'on entend et l'on entend...
Voici la fin du jour
et les jeunes bergères
repensent à leur amour
en disant leurs prières.

Et l'on entend et l'on entend...


Mamma mia mi voi marieme

Mamma mia mi veui marieime
mi veui marieime col quar/t'alpino
mamma mia mi veui/ marieime.

Figlia mia dimmi chi è
l' è un caporal, caporal maggiore,
sergentino del quar/to alpino.

Figlia mia ti tradiranno
son tutti e tre di una sol compagnia
figlia mia ti tre/diranno.


Montagne addio
Unsere Heimat - unsere Lieder (Coro Cortina)
Audio

Il profilo triste e melanconico del tessuto poetico e melodico di questo canto, induce a pensare che l'autore avesse avuto il presagio della sua immatura scomparsa. Giancarlo Bregani, lombardo di origine, ma bellunese di adozione, tempo fa, aveva messo in musica un suo testo che è diventato famoso come messaggio d'amore verso le sue montagne con espressioni di nostalgia, di dolore per l'abbandono ed infine di rassegnazione e di addio.

Cade lenta già la sera
sulle cime incantate ed or lassù
solo il vento può cantare,
sol la luna può arrampicar.

Montagne addio,
addio vallate,
io parto, addio,
non so se tornerò,
qui lascio la mia vita,
montagne addio,
non vi scorderò.


Montagnes Valdôtaines
Audio

Val d'Aosta - Trascr. elab. T. Usuelli

II popolare inno valdostano è qui presentato nella versione in «minore», neIla suggestiva armonizzazione che Usuelli fece per la colonna sonora del film «ITALIA K.2» incisa dal Coro della SAT. Nel film la solenne melodia accompagnava il funerale della guida Puchoz calato dai compagni lungo le vertiginose pareti del K.2.

Montagnes Valdotaines
Vous ètes mes amours
Hameaux, clochers, fontaines.
Vous me plairez toujours.
Montagnes Valdotaines
Vous ètes mes amours

Laisse là tes montagnes!
Me dit un ètranger;
Suis-moi dans mes campagnes,
Viens, ne sois plus Berger.
Laisse là tes montagnes!
Me dit un èntranger.

Oilà, oilà, oilà!
Le montagnards sont là!

Variation # 1:

Montagnes de ma vallée,
vous êtes mes amours.
Cabanes fortunées,
vous me plairez toujours.
Rien n’est si beau que ma patrie,
rien n’est si doux que mon amie.
Oh montagnards, oh montagnards
chantez en coeur, chantez en coeur
de mon pays, de mon pays
la paix et le bonnheur.

Halte là halte là halte là
les montagnards les montagnards
halte là halte là halte là
les montagnards sont là
les montagnards, les montagnards sont là.

Laisse là tes montagnes
me dit un étranger,
suis-moi dans mes campagnes,
viens, ne sois plus berger.
Jamais, jamais cette folie!
Je suis hereux de cette vie!
J’ai ma ceinture, j’ai ma ceinture
et mon béret, et mon béret,
mes chants joyeux, mes chants joyeux,
mon amie et mon châlet.

Halte là…etc.

Sur la cime argentée
de ces pic orageux
la nature domptée
favorise nos jeux.
Vers les glaciers, d'un plomb rapide
j'atteins souvent l'ours intrépide!
Et sur les monts, et sur les monts
plus d'une fois, plus d'une fois
j'ai devancé, j'ai devancé
la course du chamois!
J'ai devancé, j'ai devancé
la course du chamois!

Halte là…etc.

Déjà dans la vallée
tout est silencieux;
la montagne vo lée
se dérobe à nos yeux...
On n'endend plus dans la nuit sombre
Oh montagnards, oh montagnards
chantez plus bax, chantez plus bas.
Thérèse dorm.  Thérèse dorm. 
ne la rèveillons pas!
Thérèse dorm.  Thérèse dorm. 
ne la rèveillons pas!

Halte là…etc.


Monte Canino
Audio; Score

Written around 1915.the lyrics below are both in Italian and English translation (not necessarily the best of such). 

   

Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
quel lungo treno che andava al confine.
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!

Dopo tre giorni di strada ferrata,
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...

Se avete fame guardate lontano.
Se avete sete la tazza alla mano
se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.
Se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà.

You do to remember that month of April,
that long train heading to the front.
That carried thousands of Alpini:
let's go let's go, it's time to leave!
It carried thousands of Alpini:
let's go let's go, it's time to leave!

After three days of railroad,
and two more long on foot,
we arrived to Mt. Canino
and we had to rest under the cloudless sky...
we arrived to Mt. Canino
and we had to rest under the cloudless sky...

If you are hungry then look far
if you are thirsty take you cup in hand
if you are thirsty take you cup in hand
the snow will quench our thirst.
if you are thirsty take you cup in hand
the snow will quench our thirst.


Monte Cauriol
Audio

Tra le rocce, il vento e la neve
siam costretti la notte a vegliar,

il nemico crudele e rabbioso,
lui tenta sempre il mio petto a colpi.

Il suo sangue l'ha dato all'Italia,
il suo spirito ai faischi del vin.
Faremo fare un gran passaporto

o vivo o morto dovrà ritornar.

Genitori piangete piangete,
se vostro figlio non dovesse tornar.

Vostro figlio è morto da eroe
sull'alte cime del Monte Cauriol.


Monte Nero
Audio; Score

"Le prime quattro strofe furono improvvisate e cantate sul luogo dell'azione il 16 giugno 1915 dagli Alpini dei Battaglioni Exilles e Susa.   Le altre vennero aggiunte molto più tardi.

 
Spunta l'alba del 16 giugno,
comincia il fuoco l'artiglieria,
il Terzo Alpini è sulla via 
Monte Nero a conquistar.

Monte Nero, Monte Nero,
traditor della Patria mia,
ho lasciato la casa mia
per venirti a conquistar.

Per venirti a conquistare
abbiam perduti tanti compagni
tutti giovani sui vent'anni
La sua vita non torna più.

Arrivati a trenta metri
dal costone trincerato
con assalto disperato
Settecento prigionier.

Ma Francesco l'Imperatore
sugli Alpini mise la taglia:
egli premia con la medaglia 
e trecento corone d'or.

Chi gli porta un prigioniero
di quest'arma valorosa
che non forza baldanzosa
fa sgomenti i suoi soldà.

Ma l'alpino non è un vile,
tal da darsi prigioniero,
preferisce di morire
che di darsi allo straniero.

Bell'Italia devi esser fiera 
Dei tuoi baldi e forti Alpini
che ti danno i tuoi confini
ricacciando lo stranier

O Italia vai gloriosa
di quest'arma valorosa
che combatte senza posa
per la gloria e la libertà


Monte Pasubio
Audio

Inno nostalgico degli Alpini impegnati sul fronte, ormai lontani dalla propria casa che si stanno sacrificando per la Patria.

 
Sulla strada del Monte Pasubio
Bom borombom.
Lenta sale una lunga colonna
Bom borombom.
L'è la marcia di chi non torna
di chi si ferma a morir lassù.

Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom.

Sulla cima del Monte Pasubio
Bom borombom
Soto i enti che ze 'na miniera
Bom borombom.
Son gli Alpini che scava e che spera
di tornare a trovar l'amor.

Ma gli Alpini non hanno paura
Bom borombom.

Sulla strada del Monte Pasubio
Bom borombom
è rimasta soltanto una croce
Bom borombom.
Non si sente mai più una voce,
ma solo il vento che bacia i fior.

Ma gli Alpini non tornano indietro
Bom borombom, bom borombom,
bomborombà.


O Angiolina, bell'Angiolina
Score

O Angiolina, bell'Angiollna,
innamorato io son di te,
innamorato da l'altra sera
quando venni a balar con te.

E la s'ha messo la veste rossa
e la bustina di raso blu
e le scarpete co' le rosete,
fate a posta per ben balar.


O bella ciao
MIDI 1 & 2, MP3 ( 1, 2, & 4); Score

Italian Partisan song, 1943

È il canto partigiano più conosciuto e di cui esistono diverse versioni. Le origini si perdono nella tradizione popolare dell'Italia centro-settentrionale Nel dopoguerra fu cantato per la prima volta nel 1948 al Festival della gioventù di Berlino e nel 1964 al Festival di Spoleto. L'autore di questa canzone non è conosciuto. Esecutori (#  4): Coro dallo spettacolo "Bella ciao".

Questa mattina mi son svegliato,*
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Questa mattina mi son svegliato,
E ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
O partigiano portami via,
Che mi sento di morir.

E so io muoio da partigiano,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E so io muoio da partigiano,
Tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Seppellire lassù in montagna
Sott l'ombra di un bel fior.

E tutti quelli che passeranno
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E tutti quelli che passeranno
Diranno «guarda che bel fior».

È bello il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
È bello il fiore del partigiano
Morto per la libertà!

*Variation: Una mattina mi sono alzata


O dio del cielo!

Una canzone veramente nostalgica, alpina, ma ora viene cantata, con passione, da soldati di tutte le armi; essa insieme riunisce amore e ...guerra!

 
O Dio del cielo,
se fossi una rondinella,
O Dio del cielo,
se fossi una rondinella,
vorrei volare,
vorrei volare
vorrei volare
in braccio alla mia bella !

Guarda la Luna
Come la cammina
La và sui monti
La và sui monti
La và sui monti
E non si stanca mai !

Prendi quel secchio
e portalo alla fontana,
là c'è il tuo amore
là c'è il tuo amore
là c'è il tuo amore
che alla fontana aspetta!

Prendi il fucile
e vattene alla frontiera,
prendi il fucile
e vattene alla frontiera,
là c'è il nemico
là c'è il nemico
là c'è il nemico
che alla frontiera aspetta!


Oeih!...capoposto... schiera la guardia

Vecchia canzone da caserma, gioia dei congedanti. Nei primi mesi del 1915, con altre strofe "interventiste", a Pavia, durante le dimostrazioni contro il neutralismo vigliacco, fu uno degli inni di battaglia degli studenti universitari, molti dei quali vennero arrestati e sottoposti a giudizio (maggio 1915) con l'imputazione di "oltraggio agli Imperi centrali".

 

Oeih! capoposto, schiera la guardia
rendi gli onori ai vecchi soldaa...
Oeih! là - a casa si va...
Oeih! capoposto, schiera la guardia
rendi gli onori ai vecchi soldaa....

Vecchi soldati, bravi guerrieri
ch'hanno terminato de fà 'l soldaa!...
Vecchi soldati, bravi guerrieri
ch'hanno terminato de fà 'l soldaa!...

Brutta cappella, vieni a pied'armi
presentat'armi non lo sai far...
Oeih! là - a casa si va...
Non lo sai fare come è prescritto
brutto coscritto vatti a copar...

Quando saremo alla stazione
l'artiglieria spara il cannon
Oeih! là - a casa si va...
L'è l'allegria dei vecchi soldati
malinconia dei cappellon...

Oh! macchinista, forza il diretto
che il distretto ci hai da portar...
Oeih! là - a casa si va...
Chè non c'è la firma nè firmamento
Questo è il momento, a casa si va....

Quando saremo a casa nostra
la mamma nostra cosa dirà?
Oeih! là - a casa si va....
La dirà certo: Oh! caro figlio
Hai terminato di fare il soldà...


Oi cara mamma

Oi cara mamma i baldi Alpin van via;
i baldi Alpin van via e non ritornan più;
oi si si cara mamma no 
senza Alpini come farò? 

Guarda la luna come la cammina, 
e la scavalca i monti come noialtri Alpin;
oi si si cara mamma no 
senza Alpini come farò?

Guarda le stelle come sono belle; 
son come le sorelle di noialtri Alpin; 
oi si si cara mamma no 
senza Alpini come farò? 

Guarda il sole come splende in cielo; 
la lunga penna nera la si riscalderà; 
oi si si cara mamma no 
senza Alpini come farò?


Oi de la val Camonica

Lombardia, Val Camonica - Arm. A. Pedrotti

É quasi incredibile come sulle quattro parole di questa poesia possa essere nata una musica così bella. Nel trentino è considerato affettuosamente un canto di casa, e si usa di cantarlo abbinato ad un secondo canto, per ovviare alla sua brevità.

Oi della val Camonica
noi soneremo l'armonica
e balleremo un po'.

E su e giù per la val Camonica
non si sente cantar.

Ricordi Ninetta, quel mese d'April:
la luna, le stelle parlavan d'amor.
Oh che bel fior!

Le donne e i fiori son traditori
son fatti per amare;
cara morosa, ti farò sposa
quando ritornerò.

E su e giù per la val Camonica
non si sente cantar.

Ricordi i baci che ci siam dati
alla stagion dei fior;
cara morosa, ti farò sposa
se mi ritornerò.


Oih! Barcarol del Brenta
Audio

Questa canzone ha trovato nel Trentino dei cantori troppo appassionati, che, pur di tirare l'acqua al loro mulino, hanno perfino cambiato la regione d'appartenenza del barcarol...che invece di essere del Brenta, per poter andare "su la riva del mar...." è stato fatto diventare "di Trento", dove, fino a prova contraria, il mare non esiste.  In tutti i modi questa canzone, adattata e cantata in magnifici cori dagli Alpini del 6° e 7°, è ormai un pezzo forte di tutti gli Alpini d'Italia.

Oi barcarol del Brenta
presteme la barcheta
per andare in gondoletta
su la riva del mar.

Mi si che ve la presto, [ Mi se che te la impresto,]
basta che la ritorna;
se la barca se sprofonda [se la barce la se fonda]
no ve [te] la presto più. [non te la impresto più.]

La barca è preparata,
cinta di rose e fiori,
ci son dentro i Cacciatori
del Settimo Alpin.

Del Settimo Alpini
del Battaglion Cadore,
vi saluto belle more,
non vi vedrò mai più.

Ci rivedremo ancora,
forse da richiamati
con gli zaini affardellati
non ci vedremo più.

La barca è preparata, [La barca è ritornata,]
cinta di rose e fiori,
e con dentro i cacciatori [ci sono dentro i cacciatori]
del Settimo Alpin.

Del Settimo Alpini,
del battaglion Cadore,
addio mie belle more
non ci vedrem mai più.

Ci rivedremo ancora
forse da richiamati,
coi zaini affardellati
ci rivedrem ancor.

La barca è ritornata
cinta di rose e fiori
e con dentro i cacciatori
del Settimo Alpin.


Passa la ronda

Appena giunti sul Monte Grappa,
là si sentivano le cannonate.
I nostri alpini son lì che battono
battaglione per battaglion.

Passa la ronda dei veci alpin:
e la risponde "fiaschi de vin"!

Nella notte nera nera, 
soffia il vento e la bufera!
soffia il vento e la bufera:
passa la ronda a vigilar
passa la ronda a vigilar.

Piano, piano, mio bell'alpino:
devi usare precauzione.
scendi abbasso nel burrone
che il nemico sta ad aspettar.

Spettiam, cantiam da baldi alpini,
un sol grido, un sol pensier:
prendi la mia borraccia, bevi nel mio bicchiere
insieme dobbiamo bere, insieme dobbiam morir!

Soffrir, morir, dovete voi nemici!
questa è l'ultima vostra ora:
dalle man dei veci alpini è difficile scappar!
dalle man dei veci alpini è difficile scappar!
è difficile scappar!


Pellegrin che vien da Roma
(derived from Pellegrin che vien a Pola - Audio)

(in Milanese)

Pellegrin che vien da Roma - e va 'l biroc
con le scarpe rotte ai pie' - e va 'l biroc, biroc el va
pellegrin che vien da Roma con le scarpe rotte ai pie'.

Non appena fu arrivato - e va 'l biroc
all'osteria se ne andò; - e va 'l biroc, biroc el va 
non appena fu arrivato all'osteria se ne andò.

Buonasera signor oste - e va 'l biroc -
c'è una camera per me?- E va 'l biroc, biroc el va
Buonasera signor oste, c'è una camera per me?

Camere ce n'è una sola - e va 'l biroc
ma ghè dent la mia miee, - e va 'l biroc, biroc el va
camere ce n'è una sola, ma gh'è dent la mia miee.

Per maggiore sicurezza - e va 'l biroc
mettaremm on campaneil.- e va 'l biroc, biroc el va
per maggiore sicurezza mettaremm on campanell.

Mezzanote era suonata - e va 'l biroc - 
campanel sentì a suonar; - e va 'l biroc, biroc el va
mezzanotte era suonata, campanel sentì a suonar.

Sporcaccion d'on pellegrino - e va 'l biroc
's te ghe fa a mia miee'?. - E va 'l biroc, biroc el va 
Sporcaccion d'on pellegrino, 's te ghe fa a mia miee?

Go fa niente, signor oste - e va 'l biroc 
go fa nient, l'è stada le; - e va 'l biroc, biroc el va
go fa niente, signor oste go fa nient, l'è stada le.

Se campassi anche cent'anni - e va 'l biroc
pellegrin ne voli pu;- e va 'l biroc, biroc el va -
se campassi anche cent'anni pellegrin ne voli pu.

Source: http://www.missioni.ch/frit/canzoniere/P.html

Variation # 2:

Pellegrin, che vien da Roma - A va l'birosch, A va l'birosch.
Cun le scarpe rott' in pè. - birosch el va, birosch el va,
Pellegrin, che vien da Roma cun le scarpe rott' in pè.

Non appena fu arrivato, - A va l'birosch, A va l'birosch.
All'osteria se ne andò. - birosch el va, birosch el va,
Non appena fu arrivato, all'osteria se ne andò.

Buona sera, signor oste - A va l'birosch, A va l'birosch.
C'è una camera per me. - birosch el va, birosch el va,
Buona sera, signor oste c'è una camera per me.

Camera c'è ne una sola - A va l'birosch, A va l'birosch.
Dove dorme me mujer. - birosch el va, birosch el va,
Camera c'è ne una sola dove dorme me mujer.

Per maggiore siccurezza - A va l'birosch, A va l'birosch.
Metterem' un campanell'. - birosch el va, birosch el va,
Per maggiore siccurezza metterem' un campanell'.

Mezzanotte era suonata - A far a birosch, a far a birosch.
Campanell' sentì a suonar; - irosch el va, birosch el va,
Mezzanotte era suonata campanell' sentì a suonar.

Spurcaccion' del pellegrino - A va l'birosch, A va l'birosch.
Sa ghe fatt' a me mujer? - birosch el va, birosch el va,
Spurcaccion' del pellegrino sa ghe fatt' al me mujer?

Se campassi anche cent'anni - A far a birosch, a far a birosch.
Del pellegrin ne teni pè - birosch el va, birosch el va,
Se campassi anche cent'anni del pellegrin ne teni pè.

Source

Variation # 4:

Bersaglier, che vien da Roma

Bersaglieri comic marching song

Bersaglier, che vien da Roma - parapaponzipò
Con le scarpe rotte ai piè. - parapaponzipò
Bersaglier, che vien da Roma con le scarpe rotte ai piè.
parapaponzipò

Camminando per la via, - parapaponzipò
È arrivato a un'osteria. - parapaponzipò
Camminando per la via, è arrivato a un'osteria.
parapaponzipò

Signor oste, per piacere, - parapaponzipò
Ha una camera per me? - parapaponzipò
Signor oste, per piacere, ha una camera per me?
parapaponzipò

Una camera l'avrei, - parapaponzipò
Ma ci dorme mia mugliera. - parapaponzipò
Una camera l'avrei, ma ci dorme mia mugliera.
parapaponzipò

Per maggiore siccurezza - parapaponzipò
Metteremo un campanello, - parapaponzipò
Metteremo un campanello sulla punta dell'uccello.
parapaponzipò

Mezzanotte era suonata, - parapaponzipò
'l campanello già suonava! - parapaponzipò
Mezzanotte era suonata, 'l campanello già suonava!
parapaponzipò

Maledetto d'un bersagliere, - parapaponzipò
Cosa hai fato alla mia mugliera?! - Parapaponzipò
Maledetto d'un bersagliere, cosa hai fatto alla mia mugliera?!
parapaponzipò

L'ho scopata e riscopata - parapaponzipò
Come fanno i Bersaglieri! - parapaponzipò
L'ho scopata e riscopata come fanno i Bersaglieri!
parapaponzipò

Source


Pietà l’é morta
Audio - 1 and 2 (Gruppo Corale FIAP di Cuneo)

1944

Questa è un'altra delle più conosciute canzoni della Resistenza. L'aria è quella del Ponte di Perati, altra celebre canzone che racconta il dramma degli alpini della Julia in Grecia.

Il testo è del comandante partigiano Nuto Revelli (21/7/1919 - 5/2/2004) la musica ricalca tipiche musicalità di canzoni alpine; "Pietà l'è morta" è il motto inserito nello stemma della 34^ Compagnia Alpini. La canzone era nota nelle Brigate partigiane Valle Vermenagna e Valle Stura “Carlo Rosselli” e poi si diffuse nelle altre brigate di "Giustizia e Libertà".

 

Lassù sulla montagna bandiera nera
E` morto un partigiano nel far la guerra
E` morto un partigiano nel far la guerra
Un altro italiano va sotto terra.

Laggiù sotto terra trova un alpino
Caduto nella Russia con il "Cervino''
E` morto nella steppa assiderato
Ferito o da amputare congelato.

Ma prima di morire ha ancor pregato
Che Dio maledica quell'alleato
Che Dio maledica chi ci ha tradito
Lasciandoci sul Don e poi è fuggito.

Tedeschi traditori l'alpino è morto
Ma un altro combattente oggi è risorto
Combatte la sua guerra da vecchio alpino
Fatiche, freddo e fame gli son compagne.

Combatte il partigiano la sua battaglia
Tedeschi e fascisti fuori d'Italia
Tedeschi e fascisti fuori d'Italia
Gridiamo a tutta forza Pietà l'è morta.


Piemontesina

Addio bei giorni passati, 
mia piccola amica ti devo lasciar, 
gli studi son già terminati 
abbiamo finito così di sognar.

Lontano andrò 
dove non so; 
parto col pianto nel cuor, 
dammi l'ultimo bacio d'amor. 

Non ti potrò scordare 
piemontesina bella, 
sarai la sola stella 
che brillerà per me. 

Ricordi quelle sere 
passate al Valentino, 
col biondo studentino 
che ti stringeva sul cuor? 

Totina, il tuo allegro studente, 
di un giorno lontano è adesso dottor, 
io curo la povera gente 
ma pure non riesco a guarire il muio cuor. 
La gioventù, 
non torna più. 
Quanti ricordi d'amor! 
A Torino ho lasciato il mio cuor. 

Ricordi quelle sere 
passate al Valentino, 
col biondo studentino 
che ti stringeva sul cuor? 


Quel mazzolin di fiori
Stelle alpine; Audio; Score

1904

"Questa è una di quelle canzoni che, nate sui monti, si sono fulmineamente divulgate per tutta la Penisola.  Essa è certo ora, una delle "beniamine" di tutte le brigate, montanare o no, desiderose di stare allegre anche....quando cantano una storia triste."

Canto degli alpini - Arm. A. Pedrotti Più che popolare, questo canto, si potrebbe definire universale. Nel solo Trentino sono note tre versioni assai vecchie. Versioni più musicali che poetiche, poiché il testo é pressoché identico. Meravigliosa la musica a tempo di marcia.

 
Quel mazzolin di fiori
che vien dalla montagna
bada ben che non si bagna
chè lo voglio regalar,
bada ben che non si bagna
chè lo voglio regalar.

Lo voglio regalare
perchè l'è un bel mazzetto,
lo voglio dare al mio moretto
stasera quando vien,
lo voglio dare al mio moretto
stasera quando vien.

Stasera quando vien
gli fo una brutta cera;
e perchè Sabato di sera
lui non è vegnù da me,
e perchè Sabato di sera
lui non è vegnù da me.

Non l'è vegnù da me,
l'è andà dalla Rosina...
Perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar,
perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar.

Mi fa piangere e sospirare
sul letto dei lamenti
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me,
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me.

Diran che son tradita,
tradita nell'amore
e a me mi piange il cuore
e per sempre piangerà,
e a me mi piange il cuore
e per sempre piangerà.

Abbandonato il primo,
abbandonà il secondo,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più.


Rifugio bianco
Audio

Pena passà la valle la-oh
E dopo on fià de bosco la-oh
Se slarga i prà nel cielo, la-oh la-oh,
Varda quanti fiori la-oh
Ecco lassù 'na casa, la-oh
En grande fiore bianco la-oh
Sbocià de primavera, la-oh la-oh,
profumà d'amore la-oh.

De not la par 'na stela la-oh
Che slus a chi camina la-oh
E quando vien matina la-oh
La splende più del sole la-oh.
Se slarga i prà nel cielo la-oh
Dal nos rifugio bianco la-oh
Che porta un nome caro, la-oh la-oh

Pena passà la valle la-oh


San Matio
Audio

Co la regina de San Matio
La vole l'acqua rento'l so castelo,
Ma che la porta el capitano,
Quel che comanda la cità de Giano.

Ma'l capitano ga za l'amore,
La ze la fiola de Lilano Belo;
El se la porta nel so castelo
E l'indormenza co' le serenate.

Le serenate del capitano
Le sveja tuta la cità de Giano.
Ma la regina no' ze contenta:
La vole l'acqua de la Valle Scura.

El capitano el ga paura,
El ga paura de la Busa Fonda.
La Busa Fonda, la Busa Nera,
El capitano belo el se dispera.

El se dispera el capitano,
Quel che comanda la cità de Giano.
Ma la regina no' ze contenta:
La vole l'acqua rento l'erba menta.

Co' l'erba menta, co' l'erba amara,
La Busa Fonda la diventa ciara,
Col primo sole de la matina,
La prima onda ze de l'acqua fina.

Col primo sole, la prima onda,
Co l'acqua fina la diventa bionda
Col primo sole de la matina
El capitano trova l'acqua fina.

Col primo sole, la prima onda,
Co l'erba menta la diventa bionda,
Col primo ciaro de la matina
El capitano beve l'acqua fina.

Ma la regina no' ze contenta:
La vole l'acqua rento'l so castelo;
Che ghe la porta, col capitano,
La vol la fiola de Lilano Belo.

Lilano Belo dal campo tondo
Ga tanti fiori che profuma'l mondo,
Ma'l capitano li porta via
Così la storia 'desso ze finìa.

La ze la storia del capitano,
Quel che comanda la cità de Giano.
La ze la storia de la regina
Che la voleva tuta l'acqua fina.

Ma'l capitano la porta via,
Così la storia la ze finìa.


Signore delle cime
Audio, Video

"Canzone a cui non serve introduzione, un inno sacro ormai per ricordare tutti gli Alpini che sono caduti su per le montagne."

 
Dio del cielo
Signore delle cime
un nostro amico
hai chiesto alla montagna
Ma ti preghiamo
su nel paradiso
lascialo andare
per le Tue montagne

Santa Maria
signora della neve
copri col bianco
soffice mantello
il nostro amico
il nostro fratello
Su nel paradiso
lascialo andare
per le Tue montagne


Son l'undici di notte...

Questa canzone serviva per dare il benvenuto all'ufficiale che arrivava novizio (anche se era già anziano) e fresco fresco, al Battaglione "Monte Mandrone" del 5° Alpini.  La prima strofa veniva cantata, a solo, con voce profonda, dall'ufficiale officiante, che alla fine di essa, segnando con un dito il novizio già impressionato dal lugubre canto, e seguito nel gesto e nel canto dal coro, cantava con mestizia la 2° strofa, nella quale naturalmente si metteva il nome del novizio stesso.

 
Son l'undici di notte, e l'aria oscura:
Tutto è silenzio e dormono gli augelli!...
Del cimitero io varco le mura,
e guardo introno a questi muti avelli!...

Povero Giulio, dovrai morire anche tu...
E allora i tuoi compagni ti porteranno a Temù...
Povero Giulio, dovrai morire anche tu...
E allora i tuoi compagni ti porteranno a Temù...


Soreghina

Alto Adige, Val Badia - Aladar Janes Da una antica leggenda delle Dolomiti di Val Badìa è stato ispirato questo canto. Narra la vicenda della splendente Soreghina che ì vecchi ravvisano tra i bagliori dei ghiacciai. Una melodìa di un fervore quasi religioso. Sul motivo di un breve antico verso latino, Aladar Janes costruì un corale divenuto popolare. La composizione risale al 1948.

[missing lyrics]


Stelutis alpinis
Audio - 1 2, 3, & Coro Montasio

A. Zardini - Arm. A. Pedrotti (1921)

Ad un popolare poeta-musicista, Arturo Zardini, si deve questo bellissimo canto friulano pubblicato nel 1921 che si è meritatamente conquistata la popolarità fra tutta la gente della montagna ed entrata nel repertorio popolare. É l'ode funebre al caduto in montagna. La musica è pari alla forza poetica del testo.

Questa è uno fra i più celebri brani corali della tradizione italiana, composto dal poeta-musicista Arturo Zardini (Pontebba, 9 novembre 1869 – Udine, 4 gennaio 1923).

Scritto in friulano è per gli abitanti di questa regione, e non solo, un vero e proprio inno. Composto da Zardini quando era profugo a Firenze durante la prima guerra mondiale, non è un brano popolare ove per popolare si intenda di provenienza orale e quindi di valenza assoluta per gli appassionati di etnomusicologia, ma si tratta di un brano d'autore sia nel testo che nella musica.

Si richiama vagamente nella forma alla villotta friulana in cui due parti superiori (tenori primi e secondi) procedono per moto parallelo e una o due parti inferioni (bassi e baritoni) "contrappuntano" sui gradi fondamentali della scala, in questo caso di Re maggiore.

È un caposaldo indiscusso della musica corale che gli estimatori del settore trattano come "una reliquia" proprio per la sacralità di un testo che, pur non facendo riferimenti espliciti a scritti religiosi o liturgici, è considerato la vera preghiera dell'alpino, e spesso è cantato durante le celebrazioni liturgiche a cui partecipano i militari di montagna.

La bellezza e la dolcezza del brano è stata avvalorata da esecuzioni splendide da parte di grandissimi cori come i Philippines Madrigal Singers di Manila o il coro Tone Tomsic di Lubiana.

Numerosi anche i compositori che hanno tenuto in considerazione il melos del brano per una propria rivisitazione. L'interpretazione migliore per questo brano è da intendersi "sottovoce" con alcuni piccoli crescendo per l'enfatizzazione di qualche parola. Un vero e proprio madrigale moderno di valore inestimabile narra di un alpino morto nella grande guerra, il quale si rivolge alla propria sposa, dicendole che lui e la stella alpina le saranno sempre accanto.

   

Friulano

Se tu vens cassù tas cretis
Là che lôr mi àn soterât,
A l'è un splàz plen di stelutis
Dal mio sanc l'è stât bagnât.

Par segnâl, une crosute
Je scolpide lì tal cret:
Frà chês stelis nàs l'erbute,
Sot di lôr jo duàr cuièt.

Ciòl su ciòl une stelute
Je a' ricuarde il nostri ben.
Tu i daràs 'ne bussadute
E po plâtile tal sen.

Quand che a ciase tu sès sole
E di cûr tu preis par me
Il mio spirt atôr ti svole;
Jo e la stele sin cun te.

Italiano

Se tu vieni quassù fra le rocce
là dove loro mi hanno seppelito
li c'è uno spiazzo pieno di stella alpine
(che) dal mio sangue è stato bagnato.

Per segnale una piccola croce
è scolpita li nella roccia
fra quelle stelle nasce l'erbetta
sotto di loro io dormo quieto.

Prendi, su prendi una piccola stella alpina
essa ci ricorda il nostro amore
tu le darai un picco/o bacio
e poi nascondi/a sul seno.

Quando (che) a casa tu sei sola
e di cuore tu preghi per me
H mio spirito attorno ti vola
io e la stella siamo con te.


Su la più alta cima

Trentino, Val Lagarina - Elabor. L. Pigarelli Versione trentina di una poesia comune nello arco alpino, di cui esistono diverse melodie. Questa, a forma di barcarola, venne trasmessa da Luigi Pigarelli a Riccardo Zandonai. La ritroviamo infatti nel primo atto dei «Cavalieri di Ekebù» (1925), dove un coro di fanciulle intona la bella melodia nata in Val Lagarina.

[missing text]


Sui Monti Fioccano
Audio

Trentino - Arm. L. Pigarelli

Vecchio canto popolare trentino passato in eredità agli alpini, che lo cantano per consolare la loro nostalgia di casa. Mentre fuori fiocca la neve, il soldato scrive alla «morosa» una lettera sgrammaticata ma piena di sentimento e... «con le parole d'oro».

Sui monti fioccano,
le nevi s'avvicinano;
ti scriverò, Rosinano,
le pene del mio cuor.
Ti scriverò, Rosinano,
le pene del mio cuor.
Ti scriverò, Rosinano,
le pene del mio cuor.

Ti scriverò 'na lettera
co' le parole d'oro,
ti scriverò, tesoro,
la vita dell'alpin…

La vita dell'alpino
la xe 'na vita santa:
i magna, i beve, i canta,
pensieri no' i ghe n'ha…

Ma sì i ghe n'ha uno:
l'è quel de la morosa
e fin che non la sposa
contanti no' i sarà.


Sui Monti Scarpazi
Audio

Quando fui sui monti Scarpazi
"miserere" sentivo cantar.
T'o cercato fra 'l vento e i crepazi
Ma una croce soltanto 'o trovà.

O mio sposo eri andato soldato
per difendere l'imperator,
ma la morte quassù hai trovato
e mai più non potrai ritornar.

Maledeta la sia questa guera
Che mà dato si tanto dolor.
Il tuo sangue hai donato a la tera,
hai distrutto la tua gioventù.

Io vorei scavarmi una fossa,
sepelirmi vorei da me
per poter colocar le mie ossa
solo un palmo distante da te.

Quando fui sui monti Scarpazi
"miserere" sentivo cantar.


Sul cappello che noi portiamo
Audio, Score

Sul cappello, sul cappello che noi portiamo,
C'é una lunga, c'é una lunga penna nera,
Che a noi serve, che a noi serve di bandiera,
Su pei monti, su pei monti a guerreggiar, oi lå lå,

Evviva, evviva il regimento
Evviva, evviva il primo Alpin!

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Coglieremo, coglieremo le stelle alpine,
Per donarle, per donarle alle bambine,
Farle piangere, farle piangere e sospirar, oi lå lå,

Evviva, evviva il regimento
Evviva, evviva il primo Alpin!

Farle piangere, farle piangere e sospirare
Nel pensare, nel pensare ai belli Alpini,
Che tra i ghiacci, che tra i ghiacci e le slavine
Van sui monti, van sui monti a guerreggiar,

Evviva, evviva il regimento
Evviva, evviva il primo Alpin!

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Pianteremo, pianteremo l'accampamento,
Brinderemo, brinderemo al reggimento,
Viva il Capo, viva il Capo degli Alpin, oi lå lå,

Evviva, evviva il regimento
Evviva, evviva il primo Alpin!


Sul ponte di Bassano
Audio

1916 (World War I) - Anonymous

Eccole che le riva 
ste bele moscardine, 
son fresche verdoline, 
color non le ghe n'à.

Colori no ghe n'avemo 
e gnanca non ghe'n serchemo, 
ma un canto noi faremo 
al ponte di Bassan. 

Sul ponte di Bassano 
là ci darem la mano, 
noi ci darem la mano, 
ed un bacin d'amor.

Per un bacin d'amore 
successer tanti guai... 
Non lo credevo mai, 
doverti abbandonar. 

Doverti abbandonare, 
volerti tanto bene! 
E' un giro di catene, 
che m'incatena il cor! 

Che m'incatena il core 
sarà la mia morosa 
a Maggio la va sposa 
e mi vo fa el soldà. 

E mi farò il soldato 
nel mio reggimento. 
Non partirò contento 
se non t'avrò sposà. 

Che m'incatena il core! 
Che m'incatena a vita! 
Ohimè che son tradita 
per un bacin d'amor! 


Sul ponte di Perati
Audio

Sul ponte di Perati,
bandiera nera,
è il lutto degli Alpini
che fan la guerra.

E' il lutto della Julia
che va alla guerra,
la meglio gioventù
che va sottoterra.

Quelli che son partiti
non son tornati,
sui monti della Grecia
sono restati.

Sui monti della Grecia
c'è la Voiussa,
del sangue della Julia
s'è fatta rossa.

Da mille e mille tombe
s'alza un lamento,
sul sangue della Julia
c'è il tradimento.

Un coro di fantasmi
vien giù dai monti.
E' il canto degli alpini
che son sepolti.

Ma tutti i nostri morti
risorgeranno
e il dì della vittoria
ritorneranno.

E il dì della riscossa
non più tristezza
per canto di vittoria
c'è Giovinezza.

Alpini della Julia
in alto il cuore!
Sul Ponte di Perati c’è il tricolore.

Sul Ponte di Perati c’è il tricolore.

See also: http://www.collezioni-f.it/opinione/vita4.html


Sulle balze del Trentino

Sulle balze, sulle balze del Trentino
Hanno messo, hanno messo una bandiera:
L'hanno messa, l'hanno messa gialla e nera

Noi vogliamo, noi vogliamo il Tricolor

Ritornello:
Andiamo in gondola,
Andiamo in gondola,
Andiamo in gondola

A cospirar!

Sotto il ponte, sotto il ponte di Rialto
è passata, è passata una barchetta..
O Trieste, o Trieste benedetta,
Ti verremo, ti verremo a liberar!

[Ritornello]

Colla corda, colla corda d'Oberdan
Strozzare noi saprem l'impiccatore:
O Trieste, o Trieste del mio cuore,
Ti verremo, ti verremo a liberare

[Ritornello]

Ta-pum
Audio

Il canto, derivato da un' antica canzone dei minatori, è uno dei più noti della grande guerra. Descrive la tragica battaglia dell'Ortigara nella quale gli alpini insieme alla brigata Piemonte ed ai bersaglieri vennero massacrati inutilmente per cercare di conquistare l'Ortigara, resistere ai furiosi contrattacchi nemici, ed alla fine abbandonare le posizioni così duramente difese a costo di tanto sangue.

 
Venti giorni sull'Ortigara
senza cambio per dismontà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

E domani si va all'assalto
soldatino non farti ammazzar...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Quando sei dietro a quel muretto
soldatino non puoipiù parlà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Con la testa pien de peoci,
senza il rancio da consumà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Quando portano la pagnotta
il cecchino comincia a sparar...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Quando poi si discende a valle
battaglione non ha più soldà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Battaglione di tutti i morti,
a Milano quanti imboscà!...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Battaglione di tutti i morti,
noi giuriamo l'Italia salvar...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Ho lasciato la mamma mia,
l'ho lasciata per fare il soldà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Queste povere vedovelle
non si possono più consolà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Con la gamba ancora fasciata
reggimento mi tocca tornà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Nella valle c'è un cimitero
cimitero di noi soldà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

Cimitero di noi soldati
forse un giorno ti vengo a trovà...

Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...


Va l'alpino
Audio

Va l'alpin su l'alte cime
passa e vola lo sciator
dorme sempre sulle cime

sogna mamma e casolar.

Tra le rocce e tra i burroni
sempre lesto è il suo cammin

quando va per la montagna
pensa sempre al suo destin.

Pensa sempre al suo destino
c'è il ghiacciaio da passar:
mentre va col cuor tranquillo

la valanga può cascar.

Pensa alpin la tua casetta
che la rivedrai ancor
la tua bella che ti aspetta
orgogliosa del tuo amor.


Valore alpin
(Inno degli alpini / Trentatrè / Marcia d'ordinanza degli alpini)
MP3 - 1, 2 & instrumental
 
Dai fidi tetti del villaggioggio
i bravi alpini son partiti.
Mostran la forza ed il coraggio

della lor salda gioventù.
Sono dell'Alpe i bei cadetti,
nella robusta giovinezza:
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.

Oh valore alpin,
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano.
Dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

Là, tra le selve ed i burroni,
là, tra le nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i lor picconi,
ed il cammin sembra più lieve.
Risplenda il sole, o scenda l'ora
che reca in ciel l'oscurità
il bravo alpin vigila ognora,
pronto a lanciare il "chi va là?"
Oh valore alpin,
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano.
Dove amor sorride

e più benigno irradia il sol.


Vecchio scarpone
Audio

Lassù in un ripostiglio polveroso,
fra mille cose che non servon più,
ho visto, un poco logoro e deluso,
un caro amico della gioventù.
Qualche filo d'erba, col fango dissecato,
tra i chiodi ancor pareva conservar:
era uno scarpone militar.

Vecchio scarpone, quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni sul tuo passo ho cantato
che non scordo più.
Sopra le dune del deserto infinito,
lungo le sponde accarezzate dal mar,
per giorni e notti assieme a te ho camminato
senza riposar.

Lassù tra bianche cime di nevi eterne immacolate al sol,
cogliemmo le stelle alpine per farne dono ad un lontano amor!
Vecchio scarpone, come un tempo lontano,
in mezzo al fango, con la pioggia o col sol,
forse sapresti, se volesse il destino,
camminare ancor.

Vecchio scarpone, fai rivivere tu
la mia gioventù!

Variation:

Lassù in un ripostiglio polveroso,
Tra mille cose che non servon più,
Ho visto un poco logoro e deluso
Un caro amico della gioventù.
Qualche filo d'erba
Col fango disseccato
Tra i chiodi ancor pareva conservar.
Era uno scarpone militar.

Vecchio scarpone
Quanto tempo è passato
Quante illusioni
Fai rivivere tu
Quante canzoni
Sul tuo passo ho cantato
Che non scordo più

Sopra le dune
Del deserto infinito
Lungo le sponde
Accarezzate dal mar
Per giorni e notti
Insieme a te ho camminato
Senza riposar

Lassù tra le bianche cime
Di nevi eterne immacolate al sol
Cogliemmo le stelle alpine
Per farne dono ad un lontano amor

Vecchio scarpone
Come un tempo lontano
In mezzo al fango
Con la pioggia o col sol
Forse sapresti
Se volesse il destino
Camminare ancor.

Vecchio scarpone
Quanto tempo è passato
Quante illusioni
Fai rivivere tu
Quante canzoni
Sul tuo passo ho cantato
Che non scordo più

Lassù tra le bianche cime
Di nevi eterne immacolate al sol
Cogliemmo le stelle alpine
Per farne dono ad un lontano amor

Vecchio scarpone
Come un tempo lontano
In mezzo al fango
Con la pioggia o col sol
Forse sapresti
Se volesse il destino
Camminare ancor.

Vecchio scarpone
Fai rivivere tu
La mia gioventù.


Vinassa vinassa
(Là nella valle / E se son pallida)
(Trentino)

Là nella valle c'è un'osteria:
l'è l'allegria, l'è l'allegria;
là nella valle c'è un'osteria:
l'è l'allegria di noi alpin.

E se son pallida,
nei miei colori,
non voglio dottori,
non voglio dottori.
E se son pallida
come 'na strassa
vinassa, vinassa
e fiaschi de vin!

Là sul Cervino c'è una colonna:
l'è la Madonna, l'è la Madonna;
la sul Cervino c'è una colonna:
l'è la Madonna di noi alpin.

Là nella valle c'è un filo d'erba:
l'è la riserva, l'è la riserva;
là nella valle c'è un filo d'erba:
l'è la riserva di noi alpin.

Là sul monte c'è una lanterna
requiem æternam, requiem æternam;
là sul monte c'è una lanterna
requiem æternam per noi alpin.

Variation:

E se son pallida

E sul Cervino c'è una slavina
l'è la rovina, l'è la rovina;
e sul Cervino c'è una slavina
l'è la rovina di noi Alpin.

E se son pallida,
nei miei colori,
non voglio dottori,
non voglio dottori.
E se son pallida
come 'na strassa
vinassa, vinassa
e fiaschi de vin!

Sul Monte Rosa c'è una colonna
l'è la Madonna… di noi Alpin.

E in fondo valle c'è un'osteria
l'è l'allegria… di noi Alpin.

Là nella valle c'è una ragazza
che la va pazza… per noi Alpin.

Là nella valle c'è la Rosina
l'è la rovina… di noi Alpin.

La su quel monte c'è un buco nero
l'è il cimitero… di noi Alpin.

Là nella valle c'è una caserma
requiem æterna… per chi ci sta.

Sources:

See also:


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Created: Sunday, August 13, 2006; Last updated: Monday, May 09, 2011
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