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Addio del volontario
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Addio, mia bella, addio [circa 1848?]Canto nato durante il risorgimento, da alcuni attribuito a tale C.A.Bosi, che entrò a far parte della tradizione popolare venendo cantato in tutte guerre che sono seguite. Dal testo, risulta evidente la nascita non popolare di questo canto: nelle intenzioni degli autori, per i soldati di allora questa canzone doveva servire a comunicarsi con la patria alla quale si voleva bene “come alla mamma e alla fidanzata”. In realtà il testo si è sempre prestato a immediata ironia, con il massimo vertice nella terza strofa. Dal canto loro i riformati e gli imboscati avevano sostituito i versi della prima strofa nel modo più sotto citato.
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Addio, Venezia addio
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| El diciaòtto di novembre, una giornata scura montando in vaporèto i n’ha fatto ciapar paura. Col fischio della sirena, El marinèr de bordo Adio, Venesia, adio, Variante: Passando per Malamocco Siamo dal Cannareggio, E arrivati a Chioggia Dopo tre ore bone E a noi per colazione E da Rovigo a Ferrara Dopo quarantott’ore Addio, Venezia, addio |
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Ai preât la biele stele Friuli Ai preât la biele stele, Oh tu stele, biele stele, Je l'a dit Ç Ciol su la spade, Mi moros l'è lat in uére, |
Al Cjante el gjâl
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Aprite le porte Aprite le porte Come la marcia ben |
Canto della Resistenza - Trascr. L. Pigarelli
Canto della Resistenza di provenienza slava, trasferito nelle formazioni italiane attraverso i contatti operativi nella parte orientale dell'arco alpino. É caratteristìco, in questa melodia fiera e cadenzata dì tonalità minore, il passaggio transitorio al maggiore, per il successivo ritorno al minore.
Sul motivo della nota canzone partigiana russa Per colline e per montagne (parole di Piotr Parfenov rielaborate nel 1929 dal poeta Serghei Alimov, musi-ca di A. T. Alexandrov), la canzone era nota in Italia perché trasmessa ogni giorno da Radio Mosca. Essa fu ripresa dal fuoruscitismo antifascista negli anni '43-'44 ed era diffusa soprattutto tra i partigiani del Friuli-Venezia Giulia.
Attraverso valli e monti eroico avanza il partigian per scacciare l'invasore all'istante e non doman.
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E si arrossan le bandiere I tedeschi e i traditor Combattiam per vendicare Combattiam perché l'Italia |
For a time this was the official anthem of the Italian Socialist Party and also of the Communist Party. The melody also serves as a love song in the Veneto dialect of the Venetian language.
Version of the Italian communist party:
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Avanti o popolo, alla riscossa, Bandiera rossa la trionferà Degli sfruttati l’immensa schiera Bandiera rossa la trionferà Dai campi al mare, alla miniera, Bandiera rossa la trionferà Non più nemici, non più frontiere : Bandiera rossa la trionferà Blutrote Fahnen Voran, du Arbeitsvolk, du darfst nicht weichen, Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht, Im Schacht, im Werkstattsaal, wo jeder schaffe, Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht, Es wird die neue Zeit den Haß bezwingen, Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht, Bandiera Rossa Avanti populo, alla riscossa Bandiera rossa la trionferá Dans les usines et sur la terre Notre bannière triomphera Steht auf ihr Arbeiter, steht auf Genossen Die Rote Fahne erkamft die Macht Avante pueblo a la victoria Esta bandera brilia más que el sol Vooruit gij volkeren naar de verlossing Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd Non piü nemici, non piü frontière Bandiera rossa la trionferá |
Bevè, bevè compare se no ve mazzèghe Piuttost che me mazzèghe mi tuto 'l beverò. E 'ntant che l'beverà noi canterem la bum-ba-ba. Mi l'ho bevuto tuto e non m'ha fatto mal. L'acqua fa male il vino fa cantare: questa è la regola che insegnano gli sguisseri alzano il gomito e vuotano il bicchier. L'acqua fa male il vino fa cantare Bevevano i nostri padri? Si! bevevano le nostre madri? Si! e noi che figli siamo beviam beviam beviamo del bianco Moscatello del nero Marzemin. Se ne avessi un botticello ne vorrei veder la fin. |
Bombardano Cortina
Audio
"Canzone del 5° Raggruppamento alpini, in Valle Costeana, narra in semplici versi tutta la storia delle gloriose operazioni di guerra del Raggruppamento stesso." (Il file audio non riproduce l'intera canzone riportata sotto, in quanto quella che segue è l'originale, mentre quella cantata è la versione moderna e quindi elimina qualche particolare)
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Bombardano Cortina, oillì dicon che mandan fiori, oilà tedeschi traditori, è giunta l'ora, subito fora dovete andar!
E proseguendo poi, oillì
Non mancherà poi tanto, oillì
Son prese le Tre Dita, oillì
Fatta è la galleria, oillì
Giunti sul Canalone, oillì
Per Valle Travenanzes, oillì
Giunti da Cecco Peppo*, oillì |
*Emperor Franz Joseph
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Benia calastoria Tornà, son tornà, son tornà par
sempre,
Vardè, ma vardè, ma vardè la valle, |
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Campanaro della Valpadana, Tu, che inviti i valligiani Suona lieto il campanil del Redentore…
Rivedrà la sua casetta in fiore La montagna è il loro letto, il loro
altare… Suona piano... chè li puoi svegliare... |
Campane di Monte Nevoso
Audio
di Cherubini - Concina
Degli stessi autori della famosissima "Vola colomba", questa canzone è probabilmente dello stesso periodo (1951-1952?). Anche se non altrettanto nota, fu cantata da Luciano Tajoli, ed è legata all'immensa tragedia delle italianissime terre della Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, strappateci dall'infame Trattato di Parigi. Monte Nevoso si trova sulle Alpi Giulie, quasi sul crinale di quello che è il vero confine naturale d'Italia. La canzone è dedicata a coloro che difesero quelle terre e non sono più tornati, ma la speranza rimane...
| [Dietro ai monti e ai valichi tramonta il
sole, mentre suona il vespro lontano, mormora ogni labbro la preghiera del Signore.] Campane di Monte Nevoso Lasciarono il bianco paesello Ritorneremo ancor sui nostri monti Campane di Monte Nevoso Tutto fu distrutto, ma tu torni a rintoccar
[La primavera è tornata, Ritorneremo ancor sui nostri monti Campane col suono giocondo La pace, la fede |
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Chiesetta alpina C'è una chiesa alpina dove già rintocca una
campana, S'ode un suono ma non è più la campana della
chiesetta Rosellina che col gregge vai sui monti di
buon mattino, Ed un giorno assai più forte suona a festa
la campanella, |
Di qua, di là del Piave
audio
"Questa canzone è nata al fuoco di un bivacco: mentre alcuni "veci" cantano, altri giocano a morra. Ecco la ragione dell'intercalato giuoco della morra."
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Di qua, di là del Piave |
Di qua, di là del Piave |
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Di qua, di là dal ponte |
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E dopo aver mangiato, |
E dopo aver mangiato, |
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- Mi sì ghe vegneria |
- Mi sì ghe vegneria |
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- S'eri da maridare |
- S'eri da maridare |
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E dopo alquanti mesi |
E dopo nove mesi |
Dove sei stato mio bel alpino
Audio
"Il titolo di questa canzone indica nettamente il suo carattere "montagnino"; pure ora la cantano tutti, anche i marinai, forse per la bellezza espressiva del verso: "che ti ha cambià colore!..."
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- Dove sè stato, mio bell'Alpino? Dove sè stato, mio bell'Alpino, Che ti ga cambià colore?
- L'è stata l'aria del Trentino,
- L'è stata l'aria dell'Ortigara,
Sul Monte Nero c'è una tormenta,
La sul Pasubio c'è un barilotto.
Sul Monte Grappa c'è una bombarda
È stato il fumo della mitraglia
- Ma i tuoi colori ritorneranno, |
E Cadorna manda a dire
Audio
"Questa a tutta prima sembra una canzona un po' di parte; ma poi a sentirla cantare e cantandola, mostra la sua semplicità nel voler far rilevare lo spirito di corpo"
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E Cadorna manda a dire La Fanteria è troppo debole Novantotto fatti coraggio |
| E le stellette che noi portiamo son disciplina, son disciplina; e le stellette che noi portiamo son disciplina per noi soldà. Ritornello: E le scarpette che noi portiamo [Ritornello] E le giberne che noi portiamo [Ritornello] E la gavetta che noi portiamo [Ritornello] E la borraccia che noi portiamo [Ritornello] Ed il cappello che noi portiamo [Ritornello] |
Trentino - Arm. A. Benedetti Michelangeli
Vecchie reminiscenze dell'antico focolare, profumo di casa, di ceppi che scoppiettano allegri. Ondate di ricordi e di rimpianti in attesa del minestrone sul fuoco:
"Intorno al fuoco si canta, si guarda si parla, si dice come va... Si pensa alla morosa, alla nostra povera mamma... Dalla finestre/la si vedono un paio di casette e le montagne aspre e dirute... ". La registrazione di questo brano è stata effettuata durante un concerto tenuto dal Coro della SAT all'Aula Magna dell'Università dì Roma davanti a 3000 spettatori.
| Entorno al fòch se canta, entorno al fòch se varda, entorno al fòch se parla, se dis come la va. Boia de 'na minestra; bòi, bòi, bòi! Se smorza 'na fiamèla, Boia de 'na minestra; bòi, bòi, bòi! Su per la capa nera |
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Era una notte che pioveva Era una notte che pioveva A mezzanotte arriva il cambio Quando fui stato nella mia tenda Mentre dormivo sotto la tenda |
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Vos tu venir con me
Fila, fila ortanela, Vos tu venir con me Vos tu venir con me, Vos tu venir sul monte, |
Fischia il vento, urla la bufera
melody ("Katjusha") - MP3 1
& 2
(Gufi),
WAV
The most famous Italian partisan song after "Bella ciao", 1945.
Divenne la canzone di tutte le Brigate partigiane che la cantavano in ogni angolo dell'Italia resistente. La musica è del poeta sovietico Michail Isakovski, il testo è del comandante partigiano Felice Cascione della 2^ Divisione Garibaldi operante in Liguria nella zona di Imperia. La canzone Fischia il vento venne utilizzata da Pier Paolo Pasolini nel film "Uccellacci e uccellini" come sottofondo ad alcune immagini che mostravano i funerali di Togliatti. Esecutori: Gruppo Padano di Piadena
| Fischia
il vento, urla la bufera Scarpe rotte eppur bisogna andar A conquistare la rossa primavera Dove brilla il sol dell'avvenir.
Ogni contrada è patria del ribelle,
Se non ci
coglie la cattiva sorte,
Cessa il
vento, calma è la bufera |
Giù il cappello davanti agli alpini
"Motto ormai storico, perchè dettov dal generale austriaco Shalek nel giugno 1915, dopo la presa del Monte Nero da parte degli Alpini del 3°"
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Salve dei nostri Alpini sacro vessillo Lieto ricordo di un passato fiero Sicura speme d’avvenir tranquillo Di Patrio Amore simbolo sincero!
Suscita ognora in noi di gioia un trillo
E conscia dell’Alpino eroico dramma, |
Gran Dio del Cielo, s'io fossi una rondinella. Gran Dio del Cielo, s'io fossi una rondinella. Vorrei volare, vorrei volare, vorrei volare in braccio alla mia bella. Prendi la secchia e vattene alla fontana. Prendi la secchia e vattene alla fontana. là c'è il tuo amore, là c'è il tuo amore, là c'è il tuo amore che alla fontana aspetta. Prendi il fucile e vattene alla frontiera. Prendi il fucile e vattene alla frontiera. là c'è il nemico, là c'è il nemico, là c'è il nemico che alla frontiera aspetta. Guarda la luna, la luna come cammina. Guarda la luna, la luna come cammina. la và sui monti, la và sui mari, la và sui mari e non si stanca mai. |
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Il bersagliere ha cento penne / Il partigiano Bersagliere ha cento penne, Quando scende la notte buia Su pei montl vien glú la neve |
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Il capitan della compagnia Il capitan della compagnia I suoi alpini mandano a dire Cosa comanda sior Capitano I lprimo pezzo alla mia patria Il terzo pezzo alla mia mamma L'ultimo pezzo alle montagne |
Il povero soldato è condannato a morte lontan da la consorte vicino al colonnel. Quando al mattin si sveglia per esser fucilato su butta per malato e dice che non può. Ma il polso glielo attasta il militar dottore e dice: Il tuo malore son tutte falsità. Arrivano i soldati in fila e derelitti e i lor fucili dritti facevano penar. L'onesto condannato domanda di parlare, la legge militare gli vieta di tacer. Il colonnel vestito impugna la sua spada e dice che si vada con morte a fucillar. Gli schioppi fan lo sparo il militar si cade e tutto il sangue invade la tunica e il cheppì. Ma ecco la grazia arriva a dargli salvamento torna al quartier contento a far il suo dover. |
Il testamento
del capitano
Audio
"Questa è forse la più poetica canzone degli Alpini, venne subito imparata dai soldati di ogni arma e specialità e naturalmente modificata ed adattata secondo gusti e tradizioni: pur tuttavia resta e resterà sempre alpina! Nel file audio, i pezzi del corpo sono solo 5 e non 7 e naturalmente il primo pezzo è dedicato all'Italia e non al Re; abbiamo però inserito la versione scritta originale della canzone."
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Il comandante la compagnia l'è ferito e sta per morir. e manda a dire ai suoi alpini che lo vengano a ritrovar.
I suoi alpini gli mandan a dire
Cosa comanda sior capitano
Il primo pezzo al Re d'Italia
Il terzo pezzo al battaglione
Il quinto pezzo alla mia bella |
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Joska, la rossa
El muro bianco, drio de la to casa
Te stavi lì, co le to scarpe rote
Joska, Joska, Joska,
Ti te portavi el sole ogni matina,
Xe tanto e tanto nù, ca te zerchèmo.
Joska, Joska, Joska,
Busa con crose. Sarà sta i putèi?
Joska, Joska, Joska, Fermate là |
"Durante la guerra, nel 1918, ai primi di ottobre, venne cantato sui ghiaccai dell'Adamello, di notte, splendendo una magnifica luna, dal Battaglione schiatori "Corno di Cavento" del 5°, mentre dal passo della Lobbia (3100 m.) partiva per dare il cambio ad altri alpini in linea proprio sul "Corno del Cavento" (3401 m.)"
Sui lucenti e
tersi campi Per chine rapide, vertiginose Quando il sol splende radioso Per chine ripide, vertiginose Se un nemico corra all'armi Per chine ripide, vertiginose (Cap. C. Venini, 1916, Battaglione "Monte Suello") |
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La bella la va al fosso ravanei e remulaz barbabietole spinas tre palanche al mass, la bella la va al fosso al fosso a resentar. la va al fosso a resentar. O bell'alpin che passi, Per un bacin d'amore, |
La campana di San Giusto
Audio
(Enrico Caruso)
Il 4 novembre 1918 segna la fine della prima guerra mondiale che vede finalmente il ritorno all’Italia delle terre irredente di Trento e Trieste, città sacre alla Patria. In questi versi l'autore eternizza il tripudio di italianità, di amore e di dolore del popolo Triestino.
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Per le spiaggie, per le rive di Trieste suona e chiama di San Giusto la Campana, l'ora suona, l'ora suona non lontana che è più schiava non sarà.
Le ragazze di Trieste
Avrà baci, fiori e rose la marina,
Le ragazze di Trieste |
After the monarchy was replaced with a republic, the popular and patriotic song "Canzone del Piave" (Song of the Piave) was used for one year on a provisional basis as an anthem before the adoption of the current anthem. Written by Giovanni Gaeta (a.k.a. E.A. Mario), it was originally titled "La Leggenda del Piave" ("The Legend of the Piave"). It was composed in 1918 to celebrate the Italian resistance on the river Piave against the Austro-Hungarian Soldiers.
Currently this song is played by military and civic bands especially during the Military Parade held in Rome every June 2th (Anniversary of the Founding of the Italian Republic). It was also the anthem used by the Free Territory of Trieste from 1947-1954 on an unofficial basis because Trieste was mentioned in the lyrics of the anthem. (The Free Territory did not have an official anthem.)
The Piave whispered calm and placid under the crossing of the first Infantrymen on May 24; the Army was marching to the frontier, to make a wall against the enemy... Silently the Infantrymen crossed that night; they had to be silent and go forward! From the beloved riverbanks it was heard light and low the exultation of the waves. It was a sweet and propitious omen, the Piave whispered: "the foreigner not pass!" But a sad night it was heard of a gloomy event and the Piave felt the ire and the dismay Ah, how many people it saw coming, leaving their homes; because the enemy irrupted at Caporetto. Refugees everywhere, from far mountains, they came to crowd all its bridges. It was heard from the violated riverbanks light and sad the murmur of the waves Like a sob in that black Autumn the Piave whispered: "the foreigner returns!" And the enemy returned: he wished to wreak his desires because of his pride and his hunger, he saw the fertile plains from the upper ground, he wanted to feed and to exult again! "NO!" said the Piave, "NO!" said the Infantrymen, the enemy will never advance again! It was seen the Piave raising his waves and with the Infantrymen were fighting the waves. Red of the blood of the haughty enemy, the Piave ordered: "go back, foreigner!" The enemy flinched back to Trieste, to Trento and the victory spreaded her wings to the Wind! It was sacred the ancient pact: among the ranks they've seen to arise Oberdan, Sauro and Battisti! In the end the Italian valour broke the gallows tree and the weapons of the hanger! Secured the Alps, free the shores and the Piave was silent: the waves calmed. On Motherland's soil, once the grim Empires were won, the peace didn't left any oppressed neither any foreigner. On Motherland's soil, once the grim Empires were won, the peace didn't left any oppressed neither any foreigner. |
Il Piave mormorava calmo
e placido al passaggio dei primi fanti il ventiquattro maggio: l'esercito marciava per raggiunger la frontiera e far contro il nemico una barriera! Muti passaron quella notte i fanti, tacere bisognava e andare avanti. S'udiva intanto dalle amate sponde sommesso e lieve il tripudiar dell'onde. Era un presagio dolce e lusinghiero. Il Piave mormorò: «Non passa lo straniero!».
Ma in una notte triste si parlò di tradimento E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la
fame Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino
a Trento |
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La leggenda della Grigna Alla guerriera bella e senza
amore Disse alla sentinella Il cavaliere cadde fulminato, Anche la sentinella, Noi pur t'amiamo d'un amor
fedele Noi ti vogliamo bella, |
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Trenta mesi che faccio il soldato
A rapporto signor Capitano
Glielo giuro signor Capitano
Quando fui vicino alla chiesa
Portantina che porti quel morto
L'ho baciata che l'era ancor calda
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Of all Trentino songs, La Montanara is perhaps the most legendary. It is the unofficial anthem of Trentino and remains a classic today. Its origin is a matter of legend. In 1927, during an excursion in the mountains, Toni Ortelli felt the words and melody come spontaneously to his mind. Set to music by Luigi Pigarelli, the song attained instant popularity that has lasted until today.
German translation "Das Lied der Berge" by R.M. Siegel.
É per eccellenza il canto che esalta i monti. Nato assieme al Coro della SAT, che lo fece conoscere in tutto il mondo, oggi la «Montanara» è considerata come l'Inno della Montagna.
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La su per le montagne,
"La montanara, ohè!"
Là su frai monti |
Up there in the mountains Among woods and valleys of gold Among the rugged cliffs there echoes A canticle of love. La Montanara, ohe'! Up there in the mountains among banks of silver The daughter of the Sun. |
Hörst du La Montanara
Blau strahlt das Firmament
Weit sind die Schwalben |
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Variation:
Là su per le montagne,
"La montanara, ohè!"
Là su sui monti dai rivi d'argento "La montanara, ohè!" |
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La nella valle La nella valle c'è un'osteria, E se son pallida Là sul Cervino c'è una colonna, E se son pallida... ecc. |
Trentino { P. Padulli - L. Pigarelli) Assieme a «La Montanara» questo è un omaggio a Nonno Pigarelli scomparso alcuni anni fa. I «Canti della Montagna» ebbero in lui un vero e colto apostolo al quale dobbiamo una preziosa eredità di autentico folklore, inteso nel senso più puro e genuino dell'anima popolare. Seppe trasfondere questo spirito anche nelle sue creazioni, che come «La Paganella» conquistarono una meritata popolarità. Essa venne presentata per la prima volta a Trento nel 1925 in un concorso di canti dialettali.
| Voria veder el Trentino Da 'na vista propri bella. No 'sto a perder massa tempo E va' su la Paganella. Paganella, Paganella, va la su, va la su, va la su, ma fa priè non perder temp. Cosa èl sta Paganella? Tote 'nsema
'na putela
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La penna nera 1915
Sul cappello, sul cappello che noi portiamo
Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Su pei monti, su pei monti che noi andremo,
Evviva evviva il Reggimento
Evviva evviva il Reggimento
“I Battaglioni Veneti dopo la ritirata di
Caporetto,
Su per i monti, su pei monti noi andremo |
"Questa "rivista", che forse proviene dalla Fanteria, naturalmente, da moltissimi anni è passata in forza agli Alpini, che, a lor titolo d'onore, sono gli unici che ora portano lo zaino."
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E il cappello che noi portiamo, quello é l'ombrello, di noi Alpin.
Ritornello:
E le giberne [Ritornello]
E lo zaino [Ritornello]
E la gavetta [Ritornello]
E la borraccia [Ritornello]
E le scarpette [Ritornello]
E il fucile [Ritornello]
E le stellette [Ritornello]
La penna nera [Ritornello]
E il pistocco |
Piemonte - Arm. A. Pedrotti
Questo canto piemontese ha raggiunto una rara elevatezza tra le spontanee espressioni dei canti popolari. Un ampio ritmo funebre accompagnato dal rintocco delle campane accoglie il ritorno del montanaro emigrato che si avvicina al suo paese. Egli è colto da un triste presentimento: quel lugubre suono di campane non gli da pace. Raggiunta la casa, vi trova la spieiata conferma: la sua sposa è morta. La nenia continua quasi perdendosi dietro al mesto corteo.
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Gentil galant su l’aute montagne L’a sentì le ciòche sunè: "Sarato forse la mia spuseta ch’a ì la porta sutere?" Gentil galant l’è rivà a casa |
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La tradotta La tradotta che parte da Torino Siam partiti, siam partiti in ventinove, Cara suora, cara suora son ferito: A Nervasa, a Nervasa c'è una croce: |
La Valsugana
Quando saremo fora |
Trentino, Vai di Sole - Arm. A. Pedrotti
In questo tipico canto trentino, che non trova riscontro altrove, la ragazza che scende dalla montagna si e aggiornata e veste alla francese: però respinge il giovane cittadino, decisa com'è a restare fedele al suo montanaro. E il giovanotto respinto la rimanda ai suoi monti, fra castagni e pastori.
| La vien giù, la vien giù da le montagne con le se, con se sècie su le spale e la gira par ste contrade la ghe dise, la ghe dise che l'è bon.
Pachetìn, La va ca' Mi son sta |
Informatori: Benedetti Maria ( Illasi 1923)
Val d'Aosta -Arm. A. Benedetti Michelangeli
La popolarità di questo canto valdostano, ben noto anche oltralpe, si estende a tutta l'Italia settentrionale. La bella melodia, seguita da un ritornello a tempo di danza, si avvale di una stupenda veste armonica. Particolarmente poetico il testo: "Ecco giungere la notte, laggiù, nella campagna, e il sole fugge attraverso la montagna. E si sentono i montanari cantare nella prateria un ritornello gaio e dolce. . La campana del villaggio risuona in lontananza... Il suono del flauto ci invita alla danza. Ecco la fine del giorno... Le pastorelle pensano ai loro amori dicendo le preghiere".
| Voici venir la nuit là-bas dans la campagne et le soleil s'en fuit à travers la montagne. Et l'on entend et l'on entend La cloche du hameau Et l'on entend et l'on entend... Et l'on entend et l'on entend... |
Montagne addio
Unsere Heimat - unsere Lieder (Coro Cortina)
Audio
Il profilo triste e melanconico del tessuto poetico e melodico di questo canto, induce a pensare che l'autore avesse avuto il presagio della sua immatura scomparsa. Giancarlo Bregani, lombardo di origine, ma bellunese di adozione, tempo fa, aveva messo in musica un suo testo che è diventato famoso come messaggio d'amore verso le sue montagne con espressioni di nostalgia, di dolore per l'abbandono ed infine di rassegnazione e di addio.
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Cade lenta già la sera Montagne addio, |
Val d'Aosta - Trascr. elab. T. Usuelli
II popolare inno valdostano è qui presentato nella versione in «minore», neIla suggestiva armonizzazione che Usuelli fece per la colonna sonora del film «ITALIA K.2» incisa dal Coro della SAT. Nel film la solenne melodia accompagnava il funerale della guida Puchoz calato dai compagni lungo le vertiginose pareti del K.2.
| Montagnes Valdotaines Vous ètes mes amours Hameaux, clochers, fontaines. Vous me plairez toujours. Montagnes Valdotaines Vous ètes mes amours Laisse là tes montagnes! Oilà, oilà, oilà! Variation # 1:Montagnes de ma vallée,
Halte là halte là halte là
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Written around 1915.the lyrics below are both in Italian and English translation (not necessarily the best of such).
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Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
Dopo tre giorni di strada ferrata,
Se avete fame guardate lontano. |
You do to remember that month of
April,
After three days of railroad,
If you are hungry then look far |
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Monte Cauriol Tra le rocce, il vento e la
neve
Il suo sangue l'ha dato all'Italia, Genitori piangete
piangete, |
"Le prime quattro strofe furono improvvisate e cantate sul luogo dell'azione il 16 giugno 1915 dagli Alpini dei Battaglioni Exilles e Susa. Le altre vennero aggiunte molto più tardi.
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Spunta l'alba del 16 giugno, comincia il fuoco l'artiglieria, il Terzo Alpini è sulla via Monte Nero a conquistar.
Monte Nero, Monte Nero,
Per venirti a conquistare
Arrivati a trenta metri
Ma Francesco l'Imperatore
Chi gli porta un prigioniero
Ma l'alpino non è un vile,
Bell'Italia devi esser fiera
O Italia vai gloriosa |
Monte Pasubio
Audio
Inno nostalgico degli Alpini impegnati sul fronte, ormai lontani dalla propria casa che si stanno sacrificando per la Patria.
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Sulla strada del Monte Pasubio Bom borombom. Lenta sale una lunga colonna Bom borombom. L'è la marcia di chi non torna di chi si ferma a morir lassù.
Ma gli Alpini non hanno paura
Sulla cima del Monte Pasubio
Ma gli Alpini non hanno paura
Sulla strada del Monte Pasubio
Ma gli Alpini non tornano indietro |
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O Angiolina, bell'Angiolina O Angiolina, bell'Angiollna, E la s'ha messo la veste rossa |
O bella ciao
MIDI
1
& 2, MP3 (
1,
2, &
4);
Score
Italian Partisan song, 1943
È il canto partigiano più conosciuto e di cui esistono diverse versioni. Le origini si perdono nella tradizione popolare dell'Italia centro-settentrionale Nel dopoguerra fu cantato per la prima volta nel 1948 al Festival della gioventù di Berlino e nel 1964 al Festival di Spoleto. L'autore di questa canzone non è conosciuto. Esecutori (# 4): Coro dallo spettacolo "Bella ciao".
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Questa mattina mi son
svegliato,* O partigiano portami via, E so io muoio
da partigiano, Seppellire
lassù in montagna E tutti quelli che passeranno È
bello il fiore del partigiano |
*Variation: Una mattina mi sono alzata
Una canzone veramente nostalgica, alpina, ma ora viene cantata, con passione, da soldati di tutte le armi; essa insieme riunisce amore e ...guerra!
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O Dio del cielo, se fossi una rondinella, O Dio del cielo, se fossi una rondinella, vorrei volare, vorrei volare vorrei volare in braccio alla mia bella !
Guarda la Luna
Prendi quel secchio
Prendi il fucile |
Oeih!...capoposto... schiera la guardia
Vecchia canzone da caserma, gioia dei congedanti. Nei primi mesi del 1915, con altre strofe "interventiste", a Pavia, durante le dimostrazioni contro il neutralismo vigliacco, fu uno degli inni di battaglia degli studenti universitari, molti dei quali vennero arrestati e sottoposti a giudizio (maggio 1915) con l'imputazione di "oltraggio agli Imperi centrali".
Oeih! capoposto, schiera la guardia Vecchi soldati, bravi
guerrieri Brutta cappella, vieni a
pied'armi Quando saremo alla
stazione Oh! macchinista, forza il
diretto Quando saremo a casa
nostra |
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Oi cara mamma i baldi
Alpin van via; Guarda la luna come la
cammina, Guarda le stelle come sono
belle; Guarda il sole come
splende in cielo; |
Lombardia, Val Camonica - Arm. A. Pedrotti
É quasi incredibile come sulle quattro parole di questa poesia possa essere nata una musica così bella. Nel trentino è considerato affettuosamente un canto di casa, e si usa di cantarlo abbinato ad un secondo canto, per ovviare alla sua brevità.
| Oi della val Camonica noi soneremo l'armonica e balleremo un po'. E su e giù per la val Camonica Ricordi Ninetta, quel mese d'April: Le donne e i fiori son traditori E su e giù per la val Camonica Ricordi i baci che ci siam dati |
Oih! Barcarol del Brenta
Audio
Questa canzone ha trovato nel Trentino dei cantori troppo appassionati, che, pur di tirare l'acqua al loro mulino, hanno perfino cambiato la regione d'appartenenza del barcarol...che invece di essere del Brenta, per poter andare "su la riva del mar...." è stato fatto diventare "di Trento", dove, fino a prova contraria, il mare non esiste. In tutti i modi questa canzone, adattata e cantata in magnifici cori dagli Alpini del 6° e 7°, è ormai un pezzo forte di tutti gli Alpini d'Italia.
| Oi barcarol del Brenta presteme la barcheta per andare in gondoletta su la riva del mar.
Mi si che ve la presto, [ Mi se che te la impresto,] La barca è
preparata, Del Settimo Alpini Ci rivedremo
ancora, La barca è
preparata, [La barca è ritornata,] Del Settimo Alpini, Ci rivedremo ancora La barca è ritornata |
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Pellegrin
che vien da Roma (in Milanese) Pellegrin che vien da Roma - e va 'l biroc - Non appena fu arrivato - e va 'l biroc
- Buonasera signor oste - e va 'l biroc - Camere ce n'è una sola - e va 'l biroc
- Per maggiore sicurezza - e va 'l biroc - Mezzanote era suonata - e va 'l biroc - Sporcaccion d'on pellegrino - e va 'l biroc - Go fa niente, signor oste - e va 'l biroc Se campassi anche cent'anni - e va 'l biroc
- Source: http://www.missioni.ch/frit/canzoniere/P.html Variation # 2: Pellegrin, che vien da Roma - A va l'birosch, A va l'birosch. Non appena fu arrivato, - A va l'birosch, A va l'birosch. Buona sera, signor oste - A va l'birosch, A va l'birosch. Camera c'è ne una sola - A va l'birosch, A va l'birosch. Per maggiore siccurezza - A va l'birosch, A va l'birosch. Mezzanotte era suonata - A far a birosch, a far a birosch. Spurcaccion' del pellegrino - A va l'birosch, A va l'birosch. Se campassi anche cent'anni - A far a birosch, a far a birosch. Variation # 4: Bersaglier, che vien da Roma Bersaglieri comic marching song Bersaglier, che vien da Roma -
parapaponzipò Camminando per la via, -
parapaponzipò Signor oste, per piacere, -
parapaponzipò Una camera l'avrei, -
parapaponzipò Per maggiore siccurezza -
parapaponzipò Mezzanotte era suonata, -
parapaponzipò Maledetto d'un bersagliere, -
parapaponzipò L'ho scopata e riscopata -
parapaponzipò |
Pietà l’é morta
Audio -
1 and
2 (Gruppo Corale FIAP di Cuneo)
1944
Questa è un'altra delle più conosciute canzoni della Resistenza. L'aria è quella del Ponte di Perati, altra celebre canzone che racconta il dramma degli alpini della Julia in Grecia.
Il testo è del comandante partigiano Nuto
Revelli (21/7/1919 - 5/2/2004) la musica ricalca tipiche musicalità di
canzoni alpine; "Pietà l'è morta" è il motto inserito nello stemma della
34^ Compagnia Alpini. La canzone era nota nelle Brigate partigiane Valle
Vermenagna e Valle Stura “Carlo Rosselli” e poi si diffuse nelle altre
brigate di "Giustizia e Libertà".
Lassù sulla montagna bandiera nera
Laggiù sotto terra trova un alpino Ma prima di morire ha
ancor pregato Tedeschi traditori
l'alpino è morto Combatte il partigiano
la sua battaglia
E` morto un partigiano nel far la guerra
E` morto un partigiano nel far la guerra
Un altro italiano va sotto terra.
Caduto nella Russia con il "Cervino''
E` morto nella steppa assiderato
Ferito o da amputare congelato.
Che Dio maledica quell'alleato
Che Dio maledica chi ci ha tradito
Lasciandoci sul Don e poi è fuggito.
Ma un altro combattente oggi è risorto
Combatte la sua guerra da vecchio alpino
Fatiche, freddo e fame gli son compagne.
Tedeschi e fascisti fuori d'Italia
Tedeschi e fascisti fuori d'Italia
Gridiamo a tutta forza Pietà l'è morta.
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Addio bei giorni passati,
Lontano andrò
Non ti potrò scordare
Ricordi quelle sere
Totina, il tuo allegro studente,
Ricordi quelle sere |
Quel mazzolin di fiori
Stelle alpine;
Audio;
Score
1904
"Questa è una di quelle canzoni che, nate sui monti, si sono fulmineamente divulgate per tutta la Penisola. Essa è certo ora, una delle "beniamine" di tutte le brigate, montanare o no, desiderose di stare allegre anche....quando cantano una storia triste."
Canto degli alpini - Arm. A. Pedrotti Più che popolare, questo canto, si potrebbe definire universale. Nel solo Trentino sono note tre versioni assai vecchie. Versioni più musicali che poetiche, poiché il testo é pressoché identico. Meravigliosa la musica a tempo di marcia.
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Quel mazzolin di fiori che vien dalla montagna bada ben che non si bagna chè lo voglio regalar, bada ben che non si bagna chè lo voglio regalar.
Lo voglio regalare
Stasera quando vien
Non l'è vegnù da me,
Mi fa piangere e sospirare
Diran che son tradita,
Abbandonato il primo, |
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Rifugio bianco Pena passà la valle la-oh De not la par 'na stela la-oh Pena passà la valle la-oh |
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San Matio Co la regina de San Matio Ma'l capitano ga za l'amore, Le serenate del capitano El capitano el ga paura, El se dispera el capitano, Co' l'erba menta, co' l'erba amara, Col primo sole, la prima onda, Col primo sole, la prima onda, Ma la regina no' ze contenta: Lilano Belo dal campo tondo La ze la storia del capitano, Ma'l capitano la porta via, |
Signore delle cime
Audio,
Video
"Canzone a cui non serve introduzione, un inno sacro ormai per ricordare tutti gli Alpini che sono caduti su per le montagne."
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Dio del cielo Signore delle cime un nostro amico hai chiesto alla montagna Ma ti preghiamo su nel paradiso lascialo andare per le Tue montagne
Santa Maria |
Questa canzone serviva per dare il benvenuto all'ufficiale che arrivava novizio (anche se era già anziano) e fresco fresco, al Battaglione "Monte Mandrone" del 5° Alpini. La prima strofa veniva cantata, a solo, con voce profonda, dall'ufficiale officiante, che alla fine di essa, segnando con un dito il novizio già impressionato dal lugubre canto, e seguito nel gesto e nel canto dal coro, cantava con mestizia la 2° strofa, nella quale naturalmente si metteva il nome del novizio stesso.
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Son l'undici di notte, e l'aria oscura: Tutto è silenzio e dormono gli augelli!... Del cimitero io varco le mura, e guardo introno a questi muti avelli!...
Povero Giulio, dovrai morire anche tu... |
Alto Adige, Val Badia - Aladar Janes Da una antica leggenda delle Dolomiti di Val Badìa è stato ispirato questo canto. Narra la vicenda della splendente Soreghina che ì vecchi ravvisano tra i bagliori dei ghiacciai. Una melodìa di un fervore quasi religioso. Sul motivo di un breve antico verso latino, Aladar Janes costruì un corale divenuto popolare. La composizione risale al 1948.
[missing lyrics]
Stelutis alpinis A. Zardini - Arm. A. Pedrotti
(1921) Ad un popolare poeta-musicista, Arturo Zardini, si deve questo bellissimo
canto friulano pubblicato nel 1921 che si è meritatamente conquistata la
popolarità fra tutta la gente della montagna ed entrata nel repertorio
popolare. É l'ode funebre al caduto in montagna. La musica è pari alla forza
poetica del testo. Questa è uno fra i più celebri brani corali della tradizione
italiana, composto dal poeta-musicista
Arturo Zardini (Pontebba, 9 novembre 1869 – Udine, 4 gennaio 1923). Scritto in friulano è per gli abitanti di questa regione, e non solo, un
vero e proprio inno. Composto da Zardini quando era profugo a Firenze
durante la prima guerra mondiale, non è un brano popolare ove per popolare
si intenda di provenienza orale e quindi di valenza assoluta per gli
appassionati di etnomusicologia, ma si tratta di un brano d'autore sia nel
testo che nella musica. Si richiama vagamente nella forma alla
villotta
friulana in cui due parti superiori (tenori primi e secondi) procedono per
moto parallelo e una o due parti inferioni (bassi e baritoni)
"contrappuntano" sui
gradi fondamentali della scala, in questo caso di Re maggiore. È un caposaldo indiscusso della
musica corale che gli estimatori del settore trattano come "una
reliquia" proprio per la sacralità di un testo che, pur non facendo
riferimenti espliciti a scritti religiosi o liturgici, è considerato la
vera preghiera dell'alpino, e spesso è cantato durante le celebrazioni
liturgiche a cui partecipano i militari di montagna. La bellezza e la dolcezza del brano è stata avvalorata da esecuzioni
splendide da parte di grandissimi cori come i Philippines Madrigal
Singers di Manila o il coro Tone Tomsic di Lubiana. Numerosi anche i compositori che hanno tenuto in considerazione il melos
del brano per una propria rivisitazione. L'interpretazione migliore per questo brano è da intendersi "sottovoce"
con alcuni piccoli crescendo per l'enfatizzazione di qualche parola. Un
vero e proprio madrigale moderno di valore inestimabile narra di un alpino
morto nella grande guerra, il quale si rivolge alla propria sposa,
dicendole che lui e la
stella alpina le saranno sempre accanto. Friulano Se tu vens cassù tas
cretis
Par segnâl, une crosute Ciòl su ciòl une stelute Quand che a ciase tu sès sole Italiano Se tu vieni quassù fra le rocce Per segnale una piccola croce Prendi, su prendi una piccola stella alpina Quando (che) a casa tu sei sola
Audio - 1
2,
3,
&
Coro
Montasio
Là che lôr mi àn soterât,
A l'è un splàz plen di stelutis
Dal mio sanc l'è stât bagnât.
Je scolpide lì tal cret:
Frà chês stelis nàs l'erbute,
Sot di lôr jo duàr cuièt.
Je a' ricuarde il nostri ben.
Tu i daràs 'ne bussadute
E po plâtile tal sen.
E di cûr tu preis par me
Il mio spirt atôr ti svole;
Jo e la stele sin cun te.
là dove loro mi hanno seppelito
li c'è uno spiazzo pieno di
stella alpine
(che) dal mio sangue è stato bagnato.
è scolpita li nella roccia
fra quelle stelle nasce l'erbetta
sotto di loro io dormo quieto.
essa ci ricorda il nostro amore
tu le darai un picco/o bacio
e poi nascondi/a sul seno.
e di cuore tu preghi per me
H mio spirito attorno ti vola
io e la stella siamo con te.
Trentino, Val Lagarina - Elabor. L. Pigarelli Versione trentina di una poesia comune nello arco alpino, di cui esistono diverse melodie. Questa, a forma di barcarola, venne trasmessa da Luigi Pigarelli a Riccardo Zandonai. La ritroviamo infatti nel primo atto dei «Cavalieri di Ekebù» (1925), dove un coro di fanciulle intona la bella melodia nata in Val Lagarina.
[missing text]
Trentino - Arm. L. Pigarelli
Vecchio canto popolare trentino passato in eredità agli alpini, che lo cantano per consolare la loro nostalgia di casa. Mentre fuori fiocca la neve, il soldato scrive alla «morosa» una lettera sgrammaticata ma piena di sentimento e... «con le parole d'oro».
| Sui monti fioccano, le nevi s'avvicinano; ti scriverò, Rosinano, le pene del mio cuor. Ti scriverò, Rosinano, le pene del mio cuor. Ti scriverò, Rosinano, le pene del mio cuor. Ti scriverò 'na lettera La vita dell'alpino Ma sì i ghe n'ha uno: |
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Sui Monti Scarpazi
Quando fui sui monti Scarpazi
O mio sposo eri andato soldato
Maledeta la sia questa guera
Io vorei scavarmi una fossa,
Quando
fui sui monti Scarpazi
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Sul cappello che noi portiamo Sul cappello, sul cappello che
noi portiamo,
Evviva, evviva il regimento Su pei
monti, su pei monti che noi saremo,
Evviva, evviva il regimento
Farle piangere, farle piangere e sospirare
Evviva, evviva il regimento
Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
Evviva, evviva il regimento |
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1916 (World War I) - Anonymous Eccole che le riva
Colori no ghe n'avemo
Sul ponte di Bassano
Per un bacin d'amore
Doverti abbandonare,
Che m'incatena il core
E mi farò il soldato
Che m'incatena il core! |
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Sul ponte di Perati
Sul ponte di Perati,
E' il lutto della Julia
Quelli che son partiti
Sui monti della Grecia
Da mille e mille tombe
Un coro di fantasmi
Ma tutti i nostri morti
E il dì della riscossa
Alpini della Julia |
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Sulle balze, sulle balze del Trentino Ritornello: è passata, è passata una barchetta.. O Trieste, o Trieste benedetta, Ti verremo, ti verremo a liberar! [Ritornello]
Colla corda, colla corda d'Oberdan |
Ta-pum
Audio
Il canto, derivato da un' antica canzone dei minatori, è uno dei più noti
della grande guerra. Descrive la tragica battaglia dell'Ortigara nella
quale gli alpini insieme alla
brigata Piemonte ed ai bersaglieri vennero massacrati inutilmente per
cercare di conquistare l'Ortigara, resistere ai furiosi contrattacchi
nemici, ed alla fine abbandonare le posizioni così duramente difese a
costo di tanto sangue.
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
E domani si va all'assalto
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Quando sei dietro a quel
muretto
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Con la testa pien de peoci,
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Quando portano la pagnotta
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Quando poi si discende a valle
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Battaglione di tutti i morti,
Ta-pum, ta-pum, ta-pum... Battaglione di
tutti i morti,
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Ho lasciato la mamma mia,
Ta-pum, ta-pum, ta-pum... Queste povere
vedovelle
Ta-pum, ta-pum, ta-pum... Con la gamba
ancora fasciata
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Nella valle c'è un cimitero
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Cimitero di noi soldati
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
Venti giorni sull'Ortigara
senza cambio per dismontà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
soldatino non farti ammazzar...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
soldatino non puoipiù parlà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
senza il rancio da consumà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
il cecchino comincia a sparar...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
battaglione non ha più soldà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
a Milano quanti imboscà!...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
noi giuriamo l'Italia salvar...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
l'ho lasciata per fare il soldà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
non si possono più consolà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
reggimento mi tocca tornà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
cimitero di noi soldà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
forse un giorno ti vengo a trovà...
Ta-pum, ta-pum, ta-pum...
|
Va l'alpino
Va l'alpin su l'alte cime
Tra le rocce e tra i burroni
Pensa sempre al suo destino
Pensa alpin la tua casetta |
| Dai fidi tetti del villaggioggio i bravi alpini son partiti. Mostran la forza ed il coraggio della lor salda gioventù. Sono dell'Alpe i bei cadetti, nella robusta giovinezza: dai loro baldi e forti petti spira un'indomita fierezza.
Oh valore alpin,
Là, tra le selve ed i burroni, e più benigno irradia il sol. |
Vecchio scarpone
|
Sources:
See also:
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Created: Sunday,
August 13, 2006; Last updated:
Monday, May 09, 2011
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