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Le strade della Furlana Dal 2 ottobre al 18 dicembre 1999 ha avuto luogo lo svolgimento di quell'interessante progetto culturale intitolato Le strade della Furlana, promosso dall Associazione "Sipario" di Fagagna (Udine) col patrocinio della Regione Friuli-Venezia Giulia e del Comune di Fagagna, e con la partecipazione di enti e singoli studiosi, di musicisti, coreografi e gruppi folclorici. Un progetto importante che ha messo in luce la storia della danza FURLANA come identità culturale da tramandare quale patrimonio etnomusicale di tradizione popolare esteso in una area europea. Il CRS di Rovigno è stato presente con un contributo (relazione, diapositive, videoregistrazione) sulla danza tradizionale tipica del folclore dignanese e gallesanese sia per la sua "pregnanza" semiotica che per la vitalità che la portano ad essere uno degli elementi caratteristici delle danze popolari italico-mediterranee fiorite in Istria fin dal XVI-XVII secolo. Il Convegno, grazie al contributo di numerosi esperti presenti, ha avvalorato l'ipotesi di un incontro tra le varie danze veloci ritmate da strumenti a corda ("leròn") o a percussione ("simbolo"), danze rispondenti ad una coreografia più o meno simile dislocate sul territorio in un ambito storico-geografico e socioculturale chiaramente identificabile e quindi rappresentativo delle tradizioni giunte fino al nostro tempo. Ed appunto la Furlana, come danza che ha saputo coin- volgere le generazioni del passato, va oggi attentamente studiata e documentata nelle sue numerose varianti che vanno dall'antica danza popolare della vita quotidiana, alla "Furlana di corte" del XVIII secolo, accomunate nella stessa vasta tipologia for- male del ritmo (6/8). Nascita ed evoluzione della Furlana (il cui nome nasce dopo il suo essere) va studiata anche sul campo al fine di rintracciare i tratti identitari di una cultura e di reprimerne la memoria e le pratiche vive in una vasta area, dove il materiale demologico è soggetto a un alto grado di dispersione. Sollecitata quindi la necessità di filmare e documentare tutti gli esempi che si svolgono anche fuori dal loro ambito territoriale attuale, l'organizzatore del Convegno di Fagagna si è proposto la continuazione della ricerca storico-scientifica sui percorsi della Furlana, con la partecipazione degli esecutori attivi (musica e danza), da studiare a livello europeo attraverso Centri di ricerca che dovrebbero raccogliere il materiale dalle fonti (pubblicazioni, partiture, iconografie, registrazioni). Trovandoci oggi in un' epoca di grande evoluzione dello spettacolo in se, usato non più solo ai fini del divertimento, ma soprattutto a quelli commerciabili del turismo e dell'intrattenimento, c'è il pericolo della trasformazione con nuove figurazioni e stilizzazioni elaborative degli spettacoli. Perciò è preziosa l'opera di fedele trasmissione generazionale dei gruppi folcloristici "storici" come quelli istriani che andranno tutelati e protetti, ma soprattutto adeguatamente documentati. Lodevole in questo senso, il contributo della televisio- ne di Capodistria. Danze popolari della CNI autoctona dell'Istria* A Dignano, soprattutto in occasione di feste nuziali, fino a pochi decenni fa, era immancabile I' esecuzione di una furlana o di una villotta, quasi in omaggio alle profonde secolari radici, con un innato senso del ritmo e della melodia. Oggi il gruppo folkloristico della C.I. di Dignano presenta per lo più canti e danze della sua gente in occasione di rassegne o manifestazioni locali e regionali, e le danze eseguite sono sempre la furlana, la villotta, la bersagliera, e la monferrina. Le prime due sono state accuratamente studiate e descritte da coreografi, storici, etnografi ed esperti già del secolo scorso.
La Furlana si presenta come danza figurativa di 6/8 composta da tre parti e viene eseguita sempre in numero pari da due danzatori e quattro danzatrici, divisi in terzetti. In preparazione, due gruppi di tre persone (uomo al centro, due donne ai lati) si pongono frontalmente alla distanza di circa tre metri, con le braccia al fianco fino all'inizio della danza. I danzatori iniziano le movenze sollevando le spalle e prendendo per mano le due dame che rimangono con un braccio al fianco durante i primi passi di avvicinamento (approccio). Con la seconda figurazione che è la più vivace, ognuno fa la sua danza individualmente: le donne girando sul posto a piccoli passetti di mezza punta con un braccio al fianco ed uno alla gonna, gli uomini con ambedue le braccia al fianco avanzando al centro e retrocedendo con giochi di gambe e battute sincronizzate del piede (in questa parte emerge l'abilità del ballerino, capace di eseguire particolari passi di danza veloce - i fioretti). Nella terza parte tutti si prendono per mano con braccia sollevate all'altezza delle spalle e girano in cerchio chiuso, a destra e a sinistra, ripetendo per tre o quattro volte la danza con una forte battuta del piede sinistro nel saltino finale del ballerino.
Durante la danza, i suonatori di violino e "leron" sono di fianco, generalmente vicino al cantante accompagnatore. È una danza colorita e vivace che si esegue talvolta in due-tre gruppi (in simmetria). La Villotta è una specie di furlana che si danza a coppie; I' esecuzione è abbastanza differente da quella gallesanese. A Gallesano la danza viene accompagnata da uno strumento a fiato (piva o zampogna) e da uno a percussione (simbolo o cembalo ), che danno un' aria più villereccia della danza stessa, eseguita in tempo di 4/4 da un numedi coppie dalla C.I. di Gallesano variante da cinque a sette. Anche questa danza si esegue in tre figure che nella prima parte "tre volte i se ciapa e tre volte i se lasa". I ballerini girano m coppIa in senso antiorario: gli uomini sono internamente al cerchio e le donne alla loro destra, esternamente. Si tengono con le mani abbassate e un braccio al fianco con il pollice rivolto in avanti e la mano indietro. È una danza ritmata da una forte battuta del piede e da piccoli passetti delle donne, rimanendo in cerchio per tutta la danza, accompagnata dai due suonatori che rimangono fermi a circa due metri dal gruppo. Pur essendo le due località di Dignano e Gallesano distanti appena tre chilometri, l'esecuzione, la melodia, gli strumenti ed i costumi sono abbastanza differenti. (...) Le danze dei due gruppi citati si differenziano sostanzialmente dalle altre danze istriane che riproducono più o meno ugualmente il melos slavo dei canti istriani. Sono importanti le danze dei due gruppi succitati, in quanto rappresentative del GNI, la cui popolazione autoctona conserva gelosamente i contrassegni delle proprie antiche radici culturali. Essendo nati dalla tradizione e non creati ad hoc, i gruppi dignanese e gallesanese tramandano con le loro esecuzioni abitudini gelosamente custodite anche nella schietta allegria delle danze, nella vivace armoniosità dei canti e dei discanti che le accompagnano. * *Vengono pubblicati alcuni passi dell'intervento presentato dalla prof.ssa Anita Forlani al convegno il 17 dicembre 1999. Tratti da:
Fotografie a colori di:
Vedere anche: |
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This page compliments of Marisa Ciceran
Created: Saturday, October 07, 2000; Last Updated: Monday, November 13, 2006
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