Instruments
Music


  ...Mi ha sposato la "triestina"
di Renato Pernić

"Triestina"! Com'è melodioso il suono di questa piccola fisarmonica diatonica senza la quale non si possono immaginare da più di un secolo le feste paesane, le fiere e le nozze in Istria, nel Litorale Croato, in Slovenia, e, naturalmente, nell'Italia settentrionale. Con i suoi venticinque magici bottoncini essa ha fatto fremere molti cuori, ha risvegliato infiniti ricordi nostalgici di giovinezza e d'amore, rievocato tempi lontani, tempi pregni di speranze e di gioia di vivere. Quando nelle piazze, durante il crepuscolo estivo o accanto ai caminetti nelle lunghe notti invernali, echeggia la sua musica, è come se dalla profondità del passato risuonasse quel vecchio campanellino che ad ogni prima battuta dava un ritmo particolare alla melodia. Si alternano polche, valzer, mazurche; s'intrecciano in sottofondo emozionanti destini umani...

I1 primo costruttore di questo piccolo, pittoresco strumento è Angelo Ploner, il quale, in qualità di membro dell'orchestra militare austroungarica, nella metà del secolo scorso venne a Trieste. Da questa città lo strumento prese il nome di "triestina". Altri membri della famiglia Ploner si occuparono di musica: il fratello maggiore, quello minore e i suoi tre figli. Il fratello maggiore fu compositore di marce e di melodie da ballo. Morì nel 1930. Quello minore, invece, Guido (1886-1945), aprì un negozio per la vendita e la riparazione delle "triestine", attività che i suoi tre figli continuarono: Angelo (1907-1960), Guido (1909-1948) e Giuseppe-Pino (1911-1942). I figli di Guido Il, Mario e Guido III, sin da giovani si occuparono di costruzione e riparazione di fisarmoniche, ma dopo la II guerra mondiale abbandonarono que. sta attività artigianale della famiglia. Ancora oggi le piccole "triestine" vengono dette popolarmente "Ploner". La "triestina" è stata da sempre uno strumento caro e ricercato ma colui che ne possiede una non la venderebbe per nessuna cifra al mondo.

Tra le due guerre, a Trieste c'erano diversi altri costruttori di fisarmoniche diatoniche, oltre al Ploner. Ricordiamo i più noti: Giusto Supancich, Giuseppe Ladich "Bepi Cicio", Giuseppe Miklavcic "Micali", Giovanni Quintavalle, Valentino Tominec, Luigi Richter.

In Istria la "triestina" apparve improvvisamente soltanto dopo la I guerra mondiale. La sua diffusione provocò la scomparsa degli strumenti musicali autoctoni dell'Istria: le roženice, la cornamusa (mih), le vidalice e le šurle. La "triestina" era accompagnata dal contrabbasso e più tardi dal clarinetto e da altri strumenti a fiato.

 Il suonatore di "triestina" era particolarmente apprezzato. Era solito venire il sabato mattina nella casa dello sposo, portando sulla spalla destra la sua piccola fisarmonica, Prima di iniziare a suonare toglieva l'umidità dallo strumento, lo asciugava, lo accarezzava come fosse una fanciulla, e solo allora intonava una vecchia marcia, una polca o un valzer, Molti suonatori di "triestina" potrebbero raccontarvi storie interessanti legate a questo strumento. Essi erano soliti percorrere chilometri e chilometri indipendentemente dalle condizioni del tempo, sotto il sole, sotto la pioggia e nella nebbia, suonando per ore in testa a cortei nuziali o a gruppi mascherati, La "triestina" era la loro fedele compagna e perciò non sentivano il peso delle fatiche, E se chiedete a qualcuno di questi suonatori come si sono sposati, vi risponderanno: Mi ha sposato la "triestina".

Molti suonatori possiedono più di uno strumento. Nadalin Bernobić di Pagubica nella sua stanza ne ha addirittura cinque, come pure Silvano Funčić di Pola, mentre Branko Pernić di Pola ne ha due.. Però se chiedessimo agli esperti di dirci chi tra i succitati suonatori istriani di "triestina" è il più allegro e il più popolare, ci risponderebbero unanimi: Nadalin Bernobić di Pagubica, sotto Grimalda. Egli non si mette mai in viaggio senza sistemare nella sua automobile la fisannonica, il violino e il contrabbasso. Per lo più suona in compagnia di Milos Pernić di Pisino che lo accompagna al contrabbasso.

"Me xe più facile sonar in dueto, - dice Nadalin. - In compagnia se va avanti più presto e il tempo pasa prima. Sono un poco la annonica, un poco el violin e dopo elcontrabaso, Quando che me stufo de sonar, canto "na tanko e debelo". EI mio defunto fradel Karlo sonava el contrabaso e Nadalin da Brižac el violin. Mi iero picio, ma li 'scoltavo sempre. Nel 1947 go sonà ala fiera de Pagubica, dove che go conossù mia moglie. Se gavemo sposà e de quela volta vivo a Pagubica. Eco, la "triestina" ne ga ligà anche noi."

Nadalin Bernobić tempo fa aveva anche una piccola orchestra familiare. Suonava la "triestina" accompagnato dalla figlia Elda alla chitarra e dal figlio Elio alla grancassa. Suonavano in molte fiere e alle nozze. Oggi, Nadalin è rimasto solo ma non si separa dalla sua "triestina", con la quale nel 1991 al campionato mondiale di suonatori di fisarmoniche diatoniche nella città italiana di Santa Maria Nuova, si è piazzato al terzo posto nella sua categoria.

Negli anni sessanta, con la comparsa di strumenti nuovi e più moderni, in Istria la "triestina" ha perduto parte della sua popolarità. Le è rimasto fedele un esiguo gruppo di suonatori perseveranti e legati a questa loro passione, fino a che, alla fine degli anni ottanta, la società artistico-culturale "Istarski zeljeznicar" di Rozzo ha dato inizio agli incontri di suonatori istriani di "triestine". Questi incontri, divenuti ormai tradizionali, si tengono a Rozzo già da alcuni anni, la seconda domenica del mese di maggio. Grazie a questa lodevole iniziativa si sono cominciate a tirar fuori dalle cantine e dalle soffitte polverose le vecchie buone "triestine".

Nel pittoresco ambiente della medioevale cittadina istriana di Rozzo, baciata dal dolce sole di maggio che penetra tra il lussureggiante verde delle meravigliose colline circostanti della Ciceria, si radunano alcune migliaia di innamorati del suono della "triestina, molti curiosi e turisti per sentire e vedere la maestria di una cinquantina di suonatori di questi piccoli gioielli, scelti tra i migliori. La festa è al suo culmine. Nella festosa Rozzo si diffonde la musica, i più interessati si accalcano verso il palcoscenico per tentare di scoprire da vicino qualcosa di quest'arte a loro sconosciuta. Una cosa, però, è certa: con la stessa attenzione e con lo stesso rispetto si ascolta sia l'esecuzione dei campioni mondiali che la maestria del più vecchio suonatore, il novantacinquenne Mario Grbac di Fiume. Anche se si sente qualche stonatura, essa è travolta dall'irrefrenabile potere di questo richiamo sentimentale che ci riporta i profumi della lontana giovinezza. Giovinezza che, in questo susseguirsi di bassi dai suoni armoniosi,non è possibile non riconoscere e rivivere intensamente.

A Rozzo si esibiscono ancora regolarmente, oltre al Grbac, il di lui poco più giovane Ivan Sloković-Zvanić di Dubravica presso Pisino, Franjo Grabar di Gimino, Mario Šterpin di Zajerci, Božo Bernobić-Nadalin di Pagubica, il miglior fabbro tra i suonatori e il miglior suonatore tra i fabbri, Frane Vodopija di Zarečje, Miro Belulović di Koromačno, Bino Bartolić di Gradigne, Slobodan Bernobić di Erkovčići, Atilio Bazjak di Lubijani, Liberat Žagrić di Krajcar Brijeg, Mario e Silvano Pavletić di Rozzo, Pjerin e Jušto Vežnaver di Zubini, Mario Kotiga di Kala, gli Sterpin di Pola e molti altri. Fortunatamente il numero di suonatori giovani va aumentando. Si possono citare Dario Srdoč di Novacchi di Montona, Dorijano Buždon di Podmerišće, Duško Andelini di Velanovo Brig, Jordan Krajcar di Jurići e il più giovane, Elvis Vivoda di Švikarija nel Buiese, di soli otto anni [nel '92].

 La "triestina" ha fatto ritorno. L'Istria ha riconosciuto nuovamente se stessa in una delle sue autentiche peculiarità culturologiche.

Tratto da:

  • Renato Pernić, "Mi ha sposato la "Triestina"", Jurina i Franina, rivista di varia cultura istriana, n. 52, inverno 1992, p. 62-65.


Main Menu


Created: Monday, September 18, 2000; Last Updated: Monday, August 10, 2015
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA