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Italic
Lyrics
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Index  |  A-G  |  I-L  M-V

Addio del volontario / Addio, mia bella, addio
 MP3

[circa 1848?]

Canto nato durante il risorgimento, da alcuni attribuito a tale C.A.Bosi, che entrò a far parte della tradizione popolare venendo cantato in tutte guerre che sono seguite. Dal testo, risulta evidente la nascita non popolare di questo canto: nelle intenzioni degli autori, per i soldati di allora questa canzone doveva servire a comunicarsi con la patria alla quale si voleva bene “come alla mamma e alla fidanzata”. In realtà il testo si è sempre prestato a immediata ironia, con il massimo vertice nella terza strofa.

Dal canto loro i riformati e gli imboscati avevano sostituito i versi della prima strofa nel modo più sotto citato.

Addio, mia bella, addio,
che l'armata se ne va,
e se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.
E se non partissi anch'io
sarebbe una viltà.

La spada e le pistole,
lo schioppo l'ho con me,
ed allo spuntar del sole
io partirò da te.
Ed allo spuntar del sole
io partirò da te.

Il sacco è preparato,
e sull'omero mio sta.
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!
Sono uomo e son soldato,
viva la libertà!

Ma non ti lascio sola,
ma ti lascio un figlio ancor:
sarà quel che ti consola,
il figlio dell'amor.
Sarà quei che ti consola,
il figlio dell'amor.


Addio la caserma

Addio la caserma,
con tutti gli ufficiali,
sergent' e caporali,
soldat e caporali,
addio la caserma,
con tutti gli ufficiali,
sergent e caporali,
Non ci vedremo più.

[: E chi sarà che piange,
saranno le ragazze.
dalle finestre basse :]
col fazoletto in man

[: Col fazoletto in mano
s'asciugheranno gli occhi.
vedendo i giovinotti :]
Andare a fa il soldà

[: Vederli andà al soldato,
andare al guerra,
vederli cascar per terra,:]
Colla ferita al cor

[: Con la ferita al core,
colla ferita in vita;
ohi, mamma son tradita,:]
Tradita nell'amor

[: Dirà che son tradita,
tradita nell'amore,
ed a me mi piange'l cuore,:]
e sempre piangerà.


Addio Venezia addio
 (Il Diciotto di Novembre)
wav

[ca. 1916]

Canto popolare veneziano, sull'aria di °Addio mia bella addio°. Dall'album di Gruppo Pane e Guerra, autoprodotto "Canti di lavoro, emigrazione, guerra...ed altre storie" [registrazioni 2000 e 2001]. Vedi: http://www.prato.linux.it/~lmasetti/canzonicontrolaguerra/canzone.php?id=2409&lang=en#lyrics_song

El diciaòtto di novembre,
una giornata scura
montando in vaporèto
i n’ha fatto ciapar paura.

Col fischio della sirena,
col rombo del cannone,
noialtri pòvari profughi
il dì dell'incursione.
Variante: "messi in confusione".

El marinèr de bordo
diceva: Andate a basso,
ché qualche mitragliatrice
potrebbe farvi addosso.

Adio, Venesia, adio,
noi ce ne andiamo,
addio, Venezia, addio,
Venezia salutiamo.

Variante:
Cessato il pericolo
Venessia salutiamo:
Adio Venessia adio
noi se ne andiamo.

Passando per Malamocco
ghe x’era de le donète,
e tutte ci dimandavano:
ma da che parte siete?

Siamo dal Cannareggio,
San Giacomo e Castèlo,
siamo fuggiti via
col nostro fagotèlo.

E arrivati a Chioggia
si misero campati
come fossimo stati
i pòvari soldati.

Dopo tre ore bone
'rivada la tradòta,
ai pòvari bambini
un poco de acqua sporca.

E a noi per colazione
la carne congelada,
e dentro ghe conteneva
qualche bona pissada.

E da Rovigo a Ferrara
una lunga fermada,
durante tutta la notte
fino alla matinada.

Dopo quarantott’ore
nostro penoso viaggio,
siamo arrivati a Pesaro,
uso pellegrinaggio.

Addio, Venezia, addio
noi ce ne andiamo
Addio, Venezia, addio
Venezia salutiamo.


Amici miei
midi

Quando ti prende la malinconia
Pensa che c’è qualcuno accanto a te.
Vivere non è sempre poesia,
Quante domande senza un perché !

Ma l’amicizia, sai, è una ricchezza,
è un tesoro che non finirà.
Metti da parte questa tua tristezza.
Canta con noi, la tristezza passerà.

[Ritornello:

Amici miei
Sempre pronti a dar la mano
Da vicino e da lontano:
Questi son gli amici miei.

Amici miei,
Pochi e veri amici miei.
Mai da soli in mezzo ai guai:
Questi son gli amici miei.]

Quando ritorna la malinconia
Questa canzone canta insieme a noi.
La tua tristezza poi se ne andrà via
E scoprirai in noi gli amici tuoi.

A volte basta solo una parola
Detta ad un amico che è un po’ giù,
Fare un sorriso che in alto vola.
Torna la vita, di nuovo si va su.

[Ritornello]

  • Testo: Piero Montanaro
  • Musica: Remigio Passarino

Amor dammi quel fazzoletino
(Il tuo fazzolettino)

Amor dammi quel fazzolettino. 
Amor dammi quel fazzolettino.
Amor dammi quel fazzolettino...
vado alla fonte, lo voglio lavar.

Te lo lavo con acqua e sapone.
Te lo lavo con acqua e sapone.
Te lo lavo con acqua e sapone... 
ogni macchietta un bacino d'amor. 

Te lo stendo su un ramo di rose. 
Te lo stendo su un ramo di rose.
Tel lo stendo su un ramo di rose... 
il vento d'amore lo deve asciugar. 

Te lo stiro col ferro a vapore.
Te lo stiro col ferro a vapore.
Te lo stiro col ferro a vapore... 
per comparire una palma di fior. 

Te lo porto di Sabato sera.
Te lo porto di Sabato sera.
Te lo porto di Sabato sera... 
di nascosto di mamma e papà. 


Amore mio non piangere
(La mondina)

Amore mio non piangere
se me ne vado via,
io lascio la risaia,
ritorno a casa mia.

Vedo laggiù tra gli alberi
la bianca mia casetta,
vedo laggiù sull'uscio
la mamma che mi aspetta.

Mamma, papà non piangere,
non sono più mondina,
son ritornata a casa
a far la signorina.

Mamma, papà non piangere
se sono consumata,
è stata la risaia
che mi ha rovinata.

Mamma, papà non piangere
se sono consumata,
è stata la risaia
che mi ha rovinata.

È stata la risaia
che mi ha rovinata.
È stata la risaia
che mi ha rovinata.


Ancora un litro de quel bon 
[No go le ciave del porton]
audio

Ancora un litro de quel bon,
Ancora un litro de quel bon,
Ancora un litro de quel bon,
po' vado [ndemo] a casa.

No go le ciave del porton
No go le ciave del porton
No go le ciave del porton 
pe'ndar a casa. 

Le go lassade in un cantòn
Le go lassade in un cantòn 
Le go lassade in un cantòn 
de la scarsela. 

No voio cafè nero, no,
No voio cafè nero, no,
No voio cafè nero, no,
ma deme trapa! 

Marieta, buta zo 'l paiòn,
Marieta, buta zo 'l paiòn,
Marieta, buta zo 'l paiòn,
che dormo in strada!


Angiolina

O Angiolina, bela Angiolina.
O Angiolina, bela Angiolina.
innamorato io son di te
innamorato da l'altra sera
quando venni ballar con te.
Innamorato da l'altra sera
quando venni a ballar con te.

E la gaveva 'na vesta rossa
E la gaveva 'na vesta rossa
E le scarpete co' le rosete
fate aposta per ben ballar
E le scarpete co' le rosete
fate aposta per ben ballar.


Aveva gli occhi neri

Aveva gli occhi neri, neri, neri, 
la faccia di un bambino appena nato, 
l'ho vista ieri sera e l'ho baciata, 
l'ho vista ieri sera e l'ho baciata.

La va, la va in filanda a lavorare, 
per guadagnarsi il pane col sudore 
l'ho vista ieri sera a far l'amore, 
l'ho vista ieri sera a far l'amore.

La ga la bicicietta stretta stretta, 
che passa l'ortolan con la carretta, 
l'ho vista ieri sera e l'ho baciata, 
l'ho vista ieri sera e l'ho baciata.

Aveva i capelli d'oro fino, fino, 
il labbro d'un bel rosso porporino, 
l'ho vista ieri sera in giardino, 
l'ho vista ieri sera a far l'amor.


Babbo non vuole

Bella ragazza dalla treccia bionda,
i giovani per voi fanno la ronda
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor?
Babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor?

Venir se voi volete nel giardino,
vi troverete o bella un gelsomino.
Babbo non vuole, mamma nemmeno,
come faremo a fare l'amor?
Babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor.

Un gelsomino a voi v'ho regalare
in pegno del mio vero e grande amore.
Babbo non vuole, mamma nemmeno,
come faremo a fare l'amor?
Babbo non vuole, mamma nemmeno,
come faremo a fare l'amor?

Poi vi diro che rosa a primavera
non e quanto voi siete tanto cara.
Babbo non vuole, mamma nemmeno,
come faremo a fare l'amor?
Babbo non vuole, mamma nemmeno,
come faremo a fare l'amor?

  • Elaborazione Lumni 
  • Ed. Midem/Karma It.
  • Cantata da Orietta Berti, "Così come le canto°
  • Polydor - 2448 032 A

Balocchi e profumi

Tutta sfolgorante è la vetrina
piena di balocchi e profumi.
Entra con la mamma la bambina
tra lo sfolgorio di quei lumi…
"Comanda signora?"
"Cipria e colonia Coty…"

"Mamma!
-mormora la bambina
mentre, pieni di pianto ha gli occhi-
per la tua piccolina
non compri mai balocchi
mamma, tu compri soltanto i profumi per te!"

Ella, nel salotto profumato
ricco di cuscini di seta,
porge il labbro tumido al peccato,
mentre la bambina, indiscreta,
dischiude quel nido
pieno d'odor di Coty…

"Mamma…

Esile, agonizza la bambina..
Or la mamma non è più ingrata:
corre a vuotar tutta la vetrina
per la sua figlia malata..
"Amore mio bello,
ecco i balocchi per te…"

"Grazie!
-mormora la bambina,
vuole toccare quei balocchi…
Ma il capo già reclina,
e già socchiude gli occhi..
Piange la mamma, pentita,
stringendola al cuor!


Bandiera rossa
MIDI & MP3

For a time this was the official anthem of the Italian Socialist Party and also of the Communist Party. The melody also serves as a love song in the Veneto dialect of the Venetian language.

Version of the Italian communist party: 

Avanti o popolo, alla riscossa, 
Bandiera rossa, Bandiera rossa
Avanti o popolo, alla riscossa, 
Bandiera rossa trionferà. 

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Evviva il comunismo e la libertà. 

Degli sfruttati l’immensa schiera 
La pura innalzi, rossa bandiera. 
O proletari, alla riscossa 
Bandiera rossa trionferà.

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Il frutto del lavoro a chi lavora andrà.

Dai campi al mare, alla miniera, 
All’officina, chi soffre e spera, 
Sia pronto, è l’ora della riscossa. 
Bandiera rossa trionferà. 

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Soltanto il comunismo è vera libertà.

Non più nemici, non più frontiere : 
Sono i confini rosse bandiere. 
O comunisti, alla riscossa, 
Bandiera rossa trionferà.

Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Evviva Lenin, la pace e la libertà.

Blutrote Fahnen
(German version)

Voran, du Arbeitsvolk, du darfst nicht weichen,
die rote Fahne, das ist dein Zeichen!
Voran mit frischem Mut auf neuen Bahnen,
die roten Fahnen wehn dir voran!

Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht,
blutrote Fahnen rufen zum Gericht!
Blutrote Fahnen werden Sieger sein,
sie tragen neue Hoffnung in die Welt hinein.

Im Schacht, im Werkstattsaal, wo jeder schaffe,
die rote Fahne sei eure Waffe!
Der Zukunft reiches Glück, ihr könnt es ahnen,
die roten Fahnen wehn euch voran!

Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht,
blutrote Fahnen rufen zum Gericht!
Blutrote Fahnen werden Sieger sein,
sie tragen neue Hoffnung in die Welt hinein.

Es wird die neue Zeit den Haß bezwingen,
die rote Fahne wird Frieden bringen.
Zu freien Menschen formt sie Untertanen,
die roten Fahnen wehn euch voran!

Blutrote Fahnen grüßt das Sonnenlicht,
blutrote Fahnen rufen zum Gericht!
Blutrote Fahnen werden Sieger sein,
sie tragen neue Hoffnung in die Welt hinein.

Bandiera Rossa
(Multi-language version)

Avanti populo, alla riscossa
Bandiera rossa, bandiera rossa
Avanti populo, alla riscossa
Bandiera rossa la trionferá

Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Eviva il comunismo e la libertá

Dans les usines et sur la terre
Sont ceux qui peinent et qui espèrent
Allons, c'est I'heure á la rescousse
Notre bannière triomphera

Notre bannière triomphera
Notre bannière triomphera
Notre bannière triomphera
Et Ie communisme nous libérera

Steht auf ihr Arbeiter, steht auf Genossen
Die Rote Fahne werht siegentschlossen
Steht auf ihr Arbeiter, steht auf Genossen
Die Rote Fahne erkamft die Macht

Die Rote Fahne erkamft die Macht
Die Rote Fahne erkamft die Macht
Die Rote Fahne erkamft die Macht
Vorwärts Kommunisten zur
Freiheitsschacht

Avante pueblo a la victoria
Con su querida bandera roja
Elia es mi estrella, alla es mi guia
Elia valiante y triunfara
Esta bandera brilia más que el sol

Esta bandera brilia más que el sol
Esta bandera brilia más que el sol
Esta bandera brilia más que el sol
Que viva ei comunismo y la libertad

Vooruit gij volkeren naar de verlossing
De rode scharen, de rode scharen 
Vooruit gij volkeren naar de verlossing
De rode scharen winnen de strijd 
Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd

Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd
Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd
Bloedrood vaandel voert het volk ten strijd
En door de revolutie worden wij bevrijd

Non piü nemici, non piü frontière
Solo ai confini, rosse bandiera
0 proletari, alla riscossa
Bandiera rossa la trionferá

Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Bandiera rossa la trionferá
Eviva il comunismo e la libertá


Bati, bati le manine
audio

Una delle poche filastrocche rimaste vive. La si canta al  bambinello per invogliarlo a sorridere e a battere le manine.

Bati, bati le manine 
Che vignirà papà:
porterà i bomboni
e (N.) li magnerà.

Batti, batti le manine
che arriverà il papà:
porterà le caramelle
e (N.) le mangerà.


Bella bimba [La villanella]
MIDI (1 & 2) + score

Canzone dal Veneto

Guarda che passa, la villanella*,
Agile snella* saben danzar,
O come balli bene bella bimba,
Bella bimba, bella bimba. 
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Guarda che passa, la villanella,
Agile snella saben danzar,
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Danza al mattina, danza alla sera, 
sempre leggera, sembra volar.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Danza al mattina, danza alla sera, 
sempre leggera, sembra volar.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Guarda quel merlo su quella pianta,
Come ben canta, seza passion.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Guarda quel merlo su quella pianta,
Come ben canta, seza passion.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Variation:

Guarda quel merlo su quella pianta,
Come ben canta, seza passion.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Guarda quel merlo su quella pianta,
Come ben canta, seza passion.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba
Bella bimba, balli ben.

Varda che passa la villanella:
Os-ce* che bela, fa inamorar!
O come bali ben, bella bimba
Bella bimba, bali ben.

Varda quel vecio sotto la scala,
Os-ce che bala ch'el ga ciapà* !
O come balli bene bella bimba,
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba.
Bella bimba, balli ben.

Varda quel merlo* dentro la gabbia*,
Os-ce che rabbia ch'el ga ciapà!
O come balli bene bella bimba,
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba,
Bella bimba, balli ben.

Varda quel merlo* dentro la gabbia*,
Os-ce che rabbia ch'el ga ciapà !
O come balli bene bella bimba,
Bella bimba, bella bimba.
O come balli bene bella bimba,
Bella bimba, balli ben.

* nella = junge Bäuerin | * snello = schlank
* os­ce (Hostie) = Hei! Donnerwetter | 
* achiappare = fangen, bekommen

* merlo = Amsel | * gabbia = Käfig


Bella istriana mia

L'estate mi porterà,
oltre la nostra frontiera,
tra gente calda e ospitale,
in una bella riviera,

Da Capodistria ad Isola,
Da Portorose a Pirano,
Chi vuole l'estate d'amore,
Del dolce incanto istriano.

Nei occhi tuoi c'è il mare,
Bella istriana mia,
E nelle tue parole,
C'è tanta poesia.

La nostra bella rosa,
Su l'onda sta lontana,
Ed io ti stringo al cuore,
Mia bella istriana.

L'estate mi porterà,
Oltre la nostra frontiera.
Tra gente calda e ospitale,
In una bella riviera.

Da Capodistria ad Isola,
da Portorose a Pirano.
Chi vuole l'estate d'amore,
del dolce incanto istriano.

Nei occhi tuoi c'è il mare,
Bella istriana mia.
E nelle tue parole,
C'è tanta poesia.

La nostra bella rosa,
Sull'onda sta lontana.
Ed io ti stringo al cuore,
Mia bella istriana.

Ti stringo al cuor,
Mia bella istriana.
Per tanto amor,
Mia bella istriana.

  • Cantante: Lidija Percan (Lidia Persan)

Bella ragazza dalla treccia bionda / Babbo non vuole / Son'nnamorata di Pepin, io voglio

The lyrics of this old classic has many variations. It also became the primary musical theme in Tchaikovsky's Capriccio Italien. We present here the 1938 Carlo Buti version, also given below in Spanish translation, and also the Orieta Berti version.

Carlo Buti rendition:

Bella ragazza dalla treccia bionda,
Per nome vi chiamate Veneranda
Li giovani per voi fanno la ronda

Papà non vuole, Mamma nemmeno
Come faremo Per far l'amor?

Venir se voi volete nel giardino,
voi troverete, o bella, un tulipano
Che fatto par pel vostro canestrino.

Papà non vuole, Mamma nemmeno
Come faremo Per far l'amor?

E se mi date un sguardo rubacore,
Io, bella, proprio a voi lo voglio dare
Quel fior che tengo e che m'ha dato amore.

Papà non vuole, Mamma nemmeno
Come faremo Per far l'amor?

Poi vi dirò che rosa in primavera
Non è tanto voi siete tanto cara,
E voi ci avrete gusto...e buona sera.

Papà non vuole, Mamma nemmeno
Così faremo per far l'amor.

Spanish translation:

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.
Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Bela garota com as tranças loiras,
de nome te chamas Veneranda,
os jovens por ti fazem a ronda.

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.
Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Se pois queres vir em Paraíso,
encontrarás, o bela, um girassol
que parece feito para beijar-te o rosto.

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

E se me dás um trevo de quatro folhas,
eu, bela, mesmo a ti a quero dar
aquela flor que tenho e que me deu amor.

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Pois te direi que rosa em primavera
não é tão querida como és tu,
e depois tu tomas gosto e....boa noite!

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Papai não quer, mamãe também,
como faremos a namorar.

Source

Orietta Berti (from the album "Cosi' come le canto"):

Babbo non vuole

Bella ragazza dalla treccia bionda
i giovani per voi fanno la ronda
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor.

Venir se voi volete nel giardino
vi troverete o bella un gelsomino
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor.

Un gelsomino a voi v'ho regalare
in pegno del mio vero e grande amore
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor.

Poi vi dirò che rosa a primavera
non è quanto voi siete tanto cara
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor
babbo non vuole, mamma nemmeno
come faremo a fare l'amor

Elaborazione Lumni
Ed. Midem/Karma It.


Bigoli co' le luganighe

This snippet of song is sometimes used as a "ritornello" for "La mula de Parenzo / Polenta e Bacalà°. .

Me piase i bigoli co' le luganeghe
Marieta damele sul canapè
Marieta damele per carità
Marieta damele per carità.

Me piase i bigoli su le luganeghe
Marieta damele sul canapè
Marieta damele per carità
Per carità.


Bionda, bella biondaaa
melody

E mi son chi in filanda,
Speti che'l vegna sera,
Che'l me moros al vegna,
Per compagnarmi a casa.
Per compagnarmi a casa,
Per compagnarmi a letto,
Farem un bel sognetto,
Un sognettin d'amor.

Refrain:

Bionda bella bionda,
O biondinella d'amor.
Bionda o bella bionda
O biondinella d'amor.

E ti colla barchetta,
E mi col timonello,
Andrem pian, pian, bel, bello,
Andrem pian, pian, bel, bello.
E ti colla barchetta,
E mi col timonello,
Andrem pian, pian, bel, bello,
In sulla riva del mare.

(Refrain)

Quando ero piccina piccina
Mio papà mi portava a giocar,
Mi diceva Marietta vien grande,
Mi diceva Marietta vien grande.
Quando ero piccina piccina
Mio papà mi portava a giocar,
Mi diceva Marietta vien grande
Che ti voglio maritar.

(Refrain)

Grandicella io sono venuta,
All'età di sedici anni,
Ho una figlia che chiama già mamma,
Ho una figlia che chiama già mamma,
Grandicella io sono venuta,
All'età di sedici anni,
Ho una figlia che chiama già mamma,
Ma non ha mai conosciuto 'l pappà.

(Refrain)


Bombardano Cortina
MP3

"Canzone del 5° Raggruppamento alpini, in Valle Costeana, narra in semplici versi tutta la storia delle gloriose operazioni di guerra del Raggruppamento stesso.  (Il file audio non riproduce l'intera canzone riportata sotto, in quanto quella che segue è l'originale, mentre quella cantata è la versione moderna e quindi elimina qualche particolare)

Bombardano Cortina, oillì
dicon che mandan fiori, oilà
tedeschi traditori,
è giunta l'ora, subito fora
dovete andar!

E proseguendo poi, oillì
per valle Costeana, oillà
giunti sulla Tofana
su quella vetta, la baionetta
scintillerà.

Non mancherà poi tanto, oillì
che anche il Lagazuol, oillà
conquisteremo noi, 
quando l'artiglieria
Sasso di Stria
battuto avrà!

Son prese le Tre Dita, oillì
il Masarè è già nostro, oillà
l'aquila ha perso il rostro
e già s'invola
spennata e sola
là sul Caval.

Fatta è la galleria, oillì
messa la gelatina, oillà
anche il Gigetto 
col Castelletto
per l'aria andò

Giunti sul Canalone, oillì
schierati i suoi soldati, oillà
tiri bene aggiustati
gli fecer tutta 
la pasta asciutta
lasciare lì!

Per Valle Travenanzes, oillì
e strada Dolomiti, oillà
v'inseguiremo arditi, 
e voi scappate
fin che arrivate
dal vostro Re.

Giunti da Cecco Peppo*, oillì
stringetegli le mani, oillà
dite che gl'Italiani,
vi fann la guerra:
su questa terra
vi voglion più!

*Emperor Franz Joseph


Campana di San Giusto, La
Audio (Enrico Caruso)

Per le spiagge, per le vie di Trieste
suona e chiama di San Giusto la campana.
L'ora suona, l'ora suona non lontana
che più schiava non sarà.

Le ragazze di Trieste
cantan tutte con ardore
o ltalia, o ltalia del mio cuore
tu ci vieni a liberar.

Avrà baci, ficri e rose la marina
la campana perderà la nota mesta.
Su San Giusto sventolar vedremo a festa
il vessillo tricolor.


Campane di Monte Nevoso
Audio

di Cherubini - Concina

Degli stessi autori della famosissima "Vola colomba", questa canzone è probabilmente dello stesso periodo (1951 - 1952 ?). Anche se non altrettanto nota, fu cantata da Luciano Tajoli, ed è legata all'immensa tragedia delle italianissime terre della Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, strappateci dall'infame Trattato di Parigi. Monte Nevoso si trova sulle Alpi Giulie, quasi sul crinale di quello che è il vero confine naturale d'Italia. La canzone è dedicata a coloro che difesero quelle terre e non sono più tornati, ma la speranza rimane...

[Dietro ai monti e ai valichi tramonta il sole,
mentre suona il vespro lontano,
mormora ogni labbro la preghiera del Signore.]

Campane di Monte Nevoso
Che suonate nel vespro divin
Quel suono in un giorno radioso
Salutò cento giovani alpin.

Lasciarono il bianco paesello
Cento mamme altrettanti tesor
Un fior tra la piuma e il cappello
E una dolce canzone nel cuor.

Ritorneremo ancor sui nostri monti
E falceremo il grano al sole
Berremo l'acqua viva delle fonti
Che è pura come il nostro amor.

Campane di Monte Nevoso
Quei rintocchi nel cielo divin
Sembravano un grido angoscioso:
Proteggete i miei giovani alpin.

Tutto fu distrutto, ma tu torni a rintoccar
Campanil di Monte Nevoso
Tra le mure lacere c'è sempre un focolar
Cento cuori sempre ad aspettar.

[La primavera è tornata,
ha infiorato le valli e i sentieri,
che videro gli alpini partire,
e non li han visti più ritornare,
ma ogni cuore aspetta,
ancora ogni sera la valle riporta
l'eco di una canzone lontana]
quella dolce canzone d'amor.

Ritorneremo ancor sui nostri monti
E falceremo il grano al sole
Berremo l'acqua viva delle fonti
Che è pura come il nostro amor.

Campane col suono giocondo
Invocate la pace e l'amor
Non quella che predica il mondo
Ma la pace che vuole ogni cuor.

La pace, la fede
La pace, l'amor.


Cara Clorinda, me mari l'e bon

Cara Clorinda io sono peppino
Dammi un bacino piu bellino che tu puoi
Se me neghi con tanto prego
In mezze ai guai tu mi metterai

Sta zitto non parlare
A me di queste cose
Son troppo vergognosa
Per far I'amor con tè

Sta zitto non parlare
A mè di queste cose
Son troppo vergognosa
Per far I'amor con tè.

E me mari l'e bon
L'e bon l'e tantu bon
Soltanto la Domenica
Soltanto la Domenica
E me marì l'e bon
L'e bon l'e tantu bon
Soltanto la Domenica
Mi unge col baston.

  • Cantato da Valtaro, 
    "New Sing Along in Italian, Vol 5" - LP 792
  • Copyright Miserlou Publishing Co. Inc.
    (New York City, 1962)
  • Standard-Colonial Records, Inc.

Cativo custode (e la fia del paesan)
melody

E la fia del paesan,
tuti dì che la xe bela.
Tanto bela non la xe,
la faremo rimirare.

La faremo rimirar,
da un do, tre soldati armati.
El più`bel de questi tre,
el se la pota via.

L`ha portata sai lontan,
L`ha portata in 'un castelo.
L`ha condana`per sete ani,
se ga scoprì na finestrela.

La guardava de lontan,
la guardava i bastimenti.
O papà, mio bel papà,
cossa mai dira la gente?

Tuti parla mal di te,
Che sei figlia disgraziata.
Disgraziata io non son
io son dona maritata.

  • Musica Emil-Zonta con strumenti
  • Armonica Triestina, bais sopele,clarino, meh,
    flauto in canna, violino mandola, flauto dolce.
  • Capodistria, 1908, rilevato da Leone Volpis
  • Raccolta: Giuseppe Vidossi, canta coro Villotta.

Che bel che iera

Sta vecia fotografia,
fata cinquant'anni fa,
la guardo, la volto, la giro,
cusì tanto tempo xe za pasà!

Un caro de muleria,
tira` da un sgaio museto,
e ogni tanto anche un baseto,
un goto de vin e tanto morbin.

Che bel che iera - co'ierimo giovani,
co' ierimo poveri - el sol ne scaldava,
quel po' ne bastava, l'amor che naseva...
per esser contenti - che bel che iera,
Che bel che iera - che bel che iera...

El tempo svola in un lampo,
e presto te riva el momento,
te toca tirà i remi in barca,
e lasarte portar da la corente.

Quanta fadiga fradei,
per gaver un po' de più da la vita
ma poi ti faria anche 'l boia,
per poder tornar indrio e no ti pol più.
Che bel che iera.

  • Musica di Piero Soffici
  • Versi di Luciano Beretta
  • Canta Italia Vaniglio
  • Durata: 3 min. 

Chiesetta alpina

C'è una chiesa fino a dove
già rintocca una campana.
Nel vederla così in alto
pare in cielo e più lontana.
Col suono par che dica ancor,
nel dolce vespro mattutin,
alla chiesetta tutta in fior
ritornerai mio bel alpin.

Si ode un suono ma non è più
la campana della chiesetta,
è il silenzio della sera
che pian pian suona la trombetta,
più piano come in un sospir,
tra breve non si sente più,
ma "bruno alpino" par di udir
la campanella suonar giù.

Ed un giorno assai più forte
suona a festa la campanella.
È tornato il bruno alpino
e Rosellina si fa più bella.
È bianca e pura come un fior
che il sol di maggio sboccerá,
e la campana con amor
per quelle nozze suonerà.


Ciribiribin paghé 'na bira

Ciribiribin, paghè 'na bira, 
Ciribiribin, no go moneda, 
Ciribiribin, doman de sera, 
Ciribiribin, la pagherò! 

Sei bella, sei cara, 
bella, non piangere! 
bella, non piangere! 
Sei bella, sei cara, 
bella, non piangere 
nè sospirar! 

Ciribiribin, ghe vol persuto, 
Ciribiribin, e mortadela, 
Ciribiribin, la mula bela 
Ciribiribin per far l'amor. 

Sei bella, sei cara, 
bella, non piangere! 
bella, non piangere! 
Sei bella, sei cara, 
bella, non piangere 
nè sospirar! 


Come porti i capelli bella bionda

Come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda, tu li porti come l'onda
ma come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda, come l'onda in mezzo al mar.

Ah guardi, io non ho una regola fissa
perchè io nasco castano chiaro
perchè i miei capelli sono castani chiari,
però sotto le ascelle sono testa di moro
e più giù sono rossa,
io preferirei diversamente cioè preferirei,
sotto le ascelle rossa
e più giù la testa del moro.

Là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
saran della mia bella che si consumano.

Ah sì guardi, come prodotti, come prodotti,
come si chiama quello per accendere il gas,
come si chiama, o santo cielo,
non mi ricordo più come si chiama,
ah sì zolfo, io prendo lo zolfo
poi vado dal mio parrucchiere, dal Gino e
mi faccio massaggiare tutta la cute e anche sotto.

Come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda, tu li porti come l'onda
ma come porti i capelli bella bionda
tu li porti come l'onda, come l'onda in mezzo al mar.

Ah guardi, cioè, dipende molto anche delle serate,
dall'abito che ne so, per esempio,
che ne so, io cosa ne so, scusi perchè continua
a farmi tutte queste domande,
io cosa ne so, poi guardi allora io vado
dal mio coiffeur e poi mi faccio tante...

Là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
saran della mia bella che si consumano.

Beh, guardi, cioè come prodotti
io faccio un giorno sì e un giorno no
faccio i colpi di sole e le mechès,
ogni nove mesi faccio la placenta
e poi bevo un bicchierino di balsamo
così mi si gonfiano tutte le scapole.

Come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda, tu li porti come l'onda
ma come porti i capelli bella bionda
tu li porti come l'onda, come l'onda in mezzo al mar.

O guardi, senta, scusi, un giorno il Gino
il mio parrucchiere Gino,
mi aveva appena fatto la permanente, io
lo chiamo il Gino, però lo chiamo coiffeur
perchè lui è di Punta Raisi, sono uscita
è venuto un monsone ho preso
tanta di quell'acqua che ho pianto,
la mia portinaia mi ha preso a schiaffi.

Là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
saran della mia bella che si consumano

Ah senta, no guardi allora io faccio delle
applicazioni di ortiche, no,
poi così per stimolare il bulbo,
a me non è successo niente ma al Gino
gli si è gonfiato il bulbo,
pensi gli han dovuto cambiare la lampo.

Come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda, tu li porti come l'onda
ma come porti i capelli bella bionda
tu li porti alla bella marinara
tu li porti come l'onda
come l'onda in mezzo al mar.

Là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
là in mezzo al mar ci stan camin che fumano
saran della mia bella che si consumano

Ah senta, scusi signor marinaio, ma signor
marinaio mi scusi, ma cosa fa,
ma adesso se ne va, mi fa un sacco di
domande e poi se ne va, signor marinaio,
mezzo marinaio, venga marinaio,
le faccio vedere il bulbo, marinaio, senta,
senta, signor marinaio, ciao, ciao, ciao...


'Coreva andar pel mondo . . .?

Co' la fiaca strassinando i pie',
un giorno in bosco Siana tornerò,
de ciclamini un masseto ingrumerò
e a casa in un bicer li meterò,
per ricordar con tanto amor,
la` dove un giorno go lassado el cuor.

'Coreva andar pel mondo?
e tanto tribolar,
per capir che tuto il mondo,
lo gavevimo qua!

A xe cosi la vita,
ghe vol ciorla come che la vien,
bastava un toco de sofita,
e volerse un po de ben.

Gente bona, gente cativa,
dapertuto ti pol trovar,
ma la tua tera no' te ga mai inganà,
ti vedi la xe ancora qua:

Le bianche sponde, i verdi oliveti,
el sol che mori sui veci teti.
. . . . . . . . .

Coreva andar pel mondo?
e tanto tribolar,
per capir che tuto il mondo,
lo gavevimo qua!

  • Parole e musica di Pietro Soffici
  • Canta Ines Budicin
  • Durata 2 min. 40 sec.

Cosa me fa sofrir

Son vecio de otant'ani,
crigo de malani,
el mondo xe cambiado,
el bel per mi pasado.

In fondo al cuor no`sento,
tristesa nè spavento,
al pensier de la morte,
comune xe la sorte.

Cosa me fa sofrir?

No' poderò morir,
la dove che son nato,
e son vissù,
e son vissù beato.

  • Versi di Mario Davanzo
  • Musica di Piero Soffici
  • Canta Piero soffici
  • Durata: 2 min.20 sec.

Da Trieste fin a Zara
melody

De Trieste fin a Zara 
go impegnà la mia chitara, 
Amor, amor, amor! 
Amor, amor, amor! 
De Trieste fin a Zara 
go impegnà la mia chitara, 
Amor, amor, amor! 
Chè Trieste xe un bel fior!

Iero in campagna col primo amore, 
oh, che bel fior! 
Oh, che bel fior! Oh, che bel fiore! 
Iero in campagna col primo amore, 
oh, che bel fior! Oh, che bel fior! 
Viva l'amor!

De Trieste fin Duino 
go impegnado el mandolino, 
Amor, amor, amor!
Amor, amor, amor!
De Trieste fin Duino 
go impegnado el mandolino, 
Amor, amor, amor!
Chè Trieste xe un bel fior!

Iero in campagna col primo amore, 
Oh, che bel fior! Oh, che bel fiore! 
Iero in campagna col primo amore, 
oh, che bel fior! Oh, che bel fior! 
Viva l'amor!

De Trieste fin a Pola 
go impegnà la mia zivola, 
Amor, amor, amor!
Amor, amor, amor!
De Trieste fin a Pola 
go impegnà la mia zivola, 
Amor, amor, amor! 
Chè Trieste xe un bel fior.

Iero in campagna col primo amore, 
Oh, che bel fior! Oh, che bel fior! 
Iero in campagna col primo amore, 
oh, che bel fior! Oh, che bel fior! 
Viva l'amor (sul paion)! 


Dove sei stato, mio bell'alpino

"Il titolo di questa canzone indica nettamente il suo carattere "montagnino"; pure ora la cantano tutti, anche i marinai, forse per la bellezza espressiva del verso: "che ti ha cambià colore!..."

- Dove sè stato, mio bell'Alpino? 
Dove sè stato, mio bell'Alpino,
Che ti ga cambià colore? 

- L'è stata l'aria del Trentino, 
L'è stata l'aria del Trentino, 
Che m'ha fat cambià color!

- L'è stata l'aria dell'Ortigara, 
L'è stata l'aria dell'Ortigara, 
Che m'ha fat cambià color! 

Sul Monte Nero c'è una tormenta, 
Sul Monte Nero c'è una tormenta 
Che m'ha fat cambià color!
La sul Pasubio c'è un barilotto. 
Che m'ha fat cambià color! 

Sul Monte Grappa c'è una bombarda 
Sul Monte Grappa c'è una bombarda 
Che m'ha fat cambià color! 

E' stato il fumo della mitraglia 
E' stato il fumo della mitraglia 
Che m'ha fat cambià color! 

- Ma i tuoi colori ritorneranno, 
Ma i tuoi colori ritorneranno
Questa sera a far l'amor.


E le stellette

E le stellette che noi portiamo 
son disciplina, son disciplina
e le stellette che noi portiamo 
son disciplina di noi soldà.

E tu biondina capricciosa 
gari - baldina trullaillà
tu sei la stella, tu sei la stella
e tu biondina capricciosa 
gari - baldina trullaillà,
tu sei la stella di noi soldà.

E le giberne che noi portiamo
son portacicche, son portacicche
e le giberne che noi portiamo
son portacicche di noi soldà.

E la gavetta che noi portiamo
è la cucina, è la cucina
e la gavetta che noi portiamo
è la cucina di noi soldà.

E la borraccia che noi portiamo
è la cantina, è la cantina
e la borraccia che noi portiamo
è la cantina di noi soldà.

E le scarpette che noi portiamo
son le barchette, son le barchette
e le scarpette che noi portiamo
son le barchette di noi soldà.

Ed il cappello che noi portiamo
sì è l'ombrello, sì è l'ombrello
ed il cappello che noi portiamo
sì è l'ombrello di noi soldà.


E mi la donna bionda

E mi la donna bionda la voio no. (2x)
tutti i veci ghe fan la ronda
e mi la donna bionda (2x)
tutti i veci ghe fan la ronda 
e mi la donna bionda la voio no.

E mi la donna mora la voio no. (2x)
donna mora l'è traditora
e mi la donna mora (2x)
donna mora l'è traditora
e mi la donna mora la voio no.

E mi la donna rossa la voio no (2x)
all'inverno le vien la giossa
e mi la donna rossa (2x)
all'inverno le vien la giossa
e mi la donna rossa la voio no.

E mi la donna riccia la voio no. (2x)
sotto i ricci la ga i capricci,
e mi la donna riccia (2x)
sotto i ricci la ga i capricci
e mi la donna riccia la voio no.

E mi la donna grassa la voio no. (2x)
tutta quanta la te sconquassa,
e mi la donna grassa (2x)
tutta quanta la te sconquassa
e mi la donna grassa la voio no.

E mi la donna secca la voio no. (2x)
pesa come una bistecca
e mi la donna secca (2x)
pesa come una bistecca
e mi la donna secca la voio no.

E mi la donna bella la voio sì. (2x)
la ga i oci che par na stella,
e mi la donna bella (2x)
la gh'ha i oci che par na stella,
e mi la donna bella la voio sì.


E picchia picchia la porticella

E pichia pichia la porticela
che la mia bella la mi vien d'aprir
e picchia picchia la porticella
che la mia bela la mi vien d'aprir.

Con una mano aprè la porta
e con la boca la mi da un bacin
con una mano apre la porta
e con la boca la mi da un bacin.

E quel bacino fu tanto forte
che la mia mamma la mi gà senti
e quel bacino fu tanto forte
che la mia mama la mi gà senti.

Che cosa hai fato figliola mia
che tutto il mondo parla mal di te
La che cosa hai fato figliola mia
che tutto il mondo parla mal di te.

E lascia pure che il mondo dica
io voglio amare chi mi ama me
e lascia pure che il mondo dica
io voglio amare chi mi ama me.

Io voglio amare quel giovanoto
ch'ha fat set'ani di prigion per me
io voglio amare quel giovanoto
ch'ha fat set'ani di prigion per me.

Dopo set'ani e sete mesi
e sete giorni di prigion per me
dopo set'anni e sete mesi
e sete giorni di prigion per me.

E la prigione gli è tanto scura
mi fa paura la mi fa morir
e la prigione gli e tanto scura
mi fa paura la mi fa morir.
la la la la la la

  • P.D.
  • Cantata da Orietta Berti, "Così come le canto"
  • Polydor # 2448-032-A

El spazzacamin
MP3

(Dal Dialetto milanese)

Su e giù per le contrade
Di qua e di là si sente
‘na voce allegramente
‘riva el spazzacamin!
Su e giù per le contrade
Di qua e di là si sente
‘na voce allegramente
‘riva el spazzacamin!

S’affaccia a la finestra
La bella signorina
Con voce graziosina
Ciama el spazzacamin
S’affaccia a la finestra
La bella signorina
Con voce graziosina
Ciama el spazzacamin

Prima lo fa entrare
E poi lo fa sedere
Gli dà mangiare e bere
Per poi spazzà el camin
Prima lo fa entrare
E poi lo fa sedere
Gli dà mangiare e bere
Per poi spazzà el camin

E dopo aver mangiato
Mangiato e ben bevuto
Gli fa vedere il buco
Il buco del camin
E dopo aver mangiato
Mangiato e ben bevuto
Gli fa vedere il buco
Il buco del camin

E quel che mi rincresce
O caro giovinetto
Che il mio camin l’è stretto
Com’ el farà a passar?
E quel che mi rincresce
O caro giovinetto
Che il mio camin l’è stretto
Com’ el farà a passar?

Non dubitar signora
Son vecchio del mestiere
So fare il mio dovere
Su e giù per il camin
Non dubitar signora
Son vecchio del mestiere
So fare il mio dovere
Su e giù per il camin

E dopo quattro mesi
La luna va crescendo
La gente va dicendo
L’è lo spazzacamin
E dopo quattro mesi
La luna va crescendo
La gente va dicendo
L’è lo spazzacamin

E dopo nove mesi
È nato un bel bambino
Che somigliava tutto
A lo spazzacamin
E dopo nove mesi
È nato un bel bambino
Che somigliava tutto
A lo spazzacamin.

Segnalato da Testo e musica di Nanni Svampa


El tram de Opcina
[La nova bora]
melody

Tre date - 10 ottobre 1902, carnevale 1911, 14 luglio 1916 – hanno concorso a creare l’enigma della canzonetta del "Tram de Opcina". La prima è quella del famoso incidente occorso alla trenovia, la  seconda segnò la comparsa della canzonetta "Le cotole strete"  di Ettore Generini e Giorgio Ballig, la terza è quella della pubblicazione – da parte dell’editore Carlo Schmidl di Trieste – della marcia "Die neue Bora" ("La nuova Bora") del M.° Franz Zitta. Tutto sarebbe stato semplice ed ovvio qualora fosse dapprima apparsa la canzonetta "Le cotole strette" e se questa avesse fatto seguito la rielaborazione popolare ispirata all’incidente del "tran de Opcina".

Accadde invece che quest’ultimo venne revocato a nove anni di distanza, ciò costituì un caso più unico che raro. Fino ad allora, infatti, tutti gli anonimi cantastorie di Trieste avevano cantato con immediatezza i fatti di cronaca utilizzando comunissime melodie  popolari: si pensi ad "Antonio Freno". [continua sotto]

E anche il tram de Opcina 
xe nato disgrazià: 
vignindo [vignudo] zo per Scorcola 
'na casa [el] ga ribaltà. 
Bona de Dio 
che iera giorno de lavor 
e drento no ghe iera 
che 'l povero frenador! 

Ritornello:
E come la bora che vien e che va, 
i disi che 'l mondo se ga ribaltà! 
E come la bora che vien e che va, 
i disi che 'l mondo se ga ribaltà! 

E anche il tram de Servola 
xe nato disgrazià. 
Corendo in Galeria 
in piazza el xe sbrissà. 
Drento ghe iera 
diverso personal 
che se ga ribaltado 
e se ga fato mal!

(Ritornello)

E anche 'ste mulete 
tute mate pe' l' capèl, 
le zerca de compagnarse 
da qualche bel putel; 
ma co le 'riva a casa 
se senti un gran bordel, 
e pare, mare e fia 
copa i zimisi col martel! 

(Ritornello)

L'Italia ga pan bianco,
la Francia ga bon vin,
Trieste ga putele, 
tute carighe de morbin,
carbon ga l'Inghiltera,
la Rusia ga cavial
e l'Austria ga capuzi
che no se pol magnar!

(Ritornello)

E anca el tran de Servola
xe nato disgrazià:
rivà fora del tunel
no 'l se ga più fermà.
Bona de Dio
vhe ghe iera el parador,
se no l'andava in piazza
e 'l finiva in pissador.

(Ritornello)

***

Vecchio testo della canzone originaria:

Le cotole strette

Xe tuto sforzi inutili,
Te ga cossa sufiar
Le cotole sto’ anno 
No ti le pol alzar.
Te zerchi el lato debole 
Fis’ciando in tuti i ton
Ma te fa fiasco, cocola:
Sbassa resta il tendon: 

Ritornello:

Con tuta la bora che gira qua e là
Le bele donete che streta la ga.
La moda’sta volta xe stada moral, 
po’ disi che’l mondo va sempre più mal!

***

La strofetta si riferisce ad un episodio vero:  nel 1918 l'imperatore Carlo I erede di Francesco Giuseppe, soprannominato Carlo Piria (imbuto), passando su un ponte dell'Isonzo scivolò e cadde in acqua.  Punta Sdobba è il punto dove il fiume Isonzo  sbocca nel mar Adriatico. 

E anca sior Carleto 
Xe nato disgrazià:
andando per l’Isonzo 
in acqua xe cascà.
Bona de Dio 
Che iera su’ cugnà 
Se no’l finiva a sdoda 
In boca al baccalà!


Eviva el mar!

In mezo al mare
xe un bastimento
che speta al vento
per navigar

Eviva el mar!
son marinaro, eviva l'amore!

In mezo al mare
son tre sorele
una di quele
vorei sposar!

In mezo al mare
xe un osteria
xe l'alegria del marinar!

  • "Cantata da Coro Illsberg: Nostalgia de Trieste"
  • Discografiche Lupi - RL 18942

Finchè la barca va

Il grillo disse un giorno alla formica:
"Il pane per l'inverno tu ce l'hai,
perché protesti sempre per il vino,
aspetta la vendemmia e ce l'avrai".

Mi sembra di sentire il mio fratello
che aveva un grattacielo nel Perù,
voleva arrivare fino in cielo
e il grattacielo adesso non l'ha più.

Fin che la barca va, lasciala andare
fin che la barca va, tu non remare
fin che la barca va, stai a guardare
quando l’amore viene il campanello suonerà
quando l'amore viene il campanello suonerà.

E tu che vivi sempre sotto il sole
tra file di ginestre e di lillà,
al tuo paese c'è chi ti vuol bene
perché sogni le donne di città?

Mi sembra di vedere mia sorella
che aveva un fidanzato di Cantù,
voleva averne uno anche in Cina
e il fidanzato adesso non l'ha più.

Fin che la barca va, lasciala andare
fin che la barca va, tu non remare
fin che la barca va, stai a guardare
quando l’amore viene il campanello suonerà
quando l'amore viene il campanello suonerà.

Stasera mi è suonato il campanello,
è strano, io l'amore ce l'ho già,
vorrei aprire in fretta il mio cancello
mi fa morire la curiosità.

Ma il grillo disse un giorno alla formica:
"Il pane per l'inverno tu ce l'hai",
vorrei aprire in fretta il mio cancello
ma quel cancello io non lo apro mai.

Fin che la barca va, lasciala andare
fin che la barca va, tu non remare
fin che la barca va, stai a guardare
quando l’amore viene il campanello suonerà
quando l'amore viene il campanello suonerà.

Fin che la barca va, lasciala andare
fin che la barca va, tu non remare
fin che la barca va, stai a guardare
quando l’amore viene il campanello suonerà
quando l'amore viene il campanello suonerà.

Fin che la barca va
lasciala andare....


Fioi come noi
melody

Fioi come noi la mama non li fa piu'
La mama noi li fa pui'
Se ga roto la machineta
Se ga roto la machineta
Fioi come noi la mama non li fa piu'
Se ga roto la machineta
E non funziona piu'.


Fischia il vento urla la bufera
1945 
melody - MP3, WAV

The most famous Italian partisan song after "Bella ciao."

Divenne la canzone di tutte le Brigate partigiane che la cantavano in ogni angolo dell'Italia resistente. La musica è del poeta sovietico Michail Isakovski, il testo è del comandante partigiano Felice Cascione della 2^ Divisione Garibaldi operante in Liguria nella zona di Imperia. La canzone Fischia il vento venne utilizzata da Pier Paolo Pasolini nel film "Uccellacci e uccellini" come sottofondo ad alcune immagini che mostravano i funerali di Togliatti. Esecutori: Gruppo Padano di Piadena 

Fischia il vento, urla la bufera
Scarpe rotte eppur bisogna andar
A conquistare la rossa primavera
Dove brilla il sol dell'avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle,
Ogni donna a lui donò un sospir
Nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se non ci coglie la cattiva sorte,
dura vendetta verrà dal partigian,
ormai sicura è già la triste sorte
del fascista vile traditor.

Cessa il vento, calma è la bufera
Torna a casa il fiero partigan
Sventolano la rossa sua bandiera
Vittoriosi e alfin liberi siam.


Gli scariolanti

Song of the workers making the "bonifica" of Po valley (early 20th century).

A mezzanotte in punto
Si sente un gran rumor
Sono gli scariolanti
Che vanno a lavorar.

Gli scariolanti belli,
son tutti ingannator
ch'hanno ingannà la bionda,
con un bacin d'amor.

Ritornello:

Volta rivolta e torna a rivoltar
Sono gli scariolanti
Che vanno a lavorar.


Gondola gondola gondoli

Gondola, gondola, gondoli, 
Gondola, gondolà (2x)

Un'inglesina sul Canal Grande, 
guarda la luna, sorride e va . Gondola…

Un fornaretto sentimentale 
s'affaccia al ponte, sospira e va. Gondola…

Lei gli sorride, lui fa l'occhietto,
e tutt'a un tratto nasce l'amor. Gondola…

Ogni notte a Venezia sotto il chiaro di luna, 
scivola sulla laguna il più bel sogno d'amor ... 

Gondola…

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Tuesday, December 6, 1999; Last updated: Tuesday, October 21, 2008
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