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Il treno
Trieste-Parenzo
Storia La Parenzana detta anche istriana o in breve TPC (Trieste, Parenzo, Canfanaro), è la famosa ferrovia a scartamento ridotto, che andava da Trieste a Parenzo. All’Istria ha donato il collegamento con il "mondo". La linea era lunga 123,1 km. Sul suo cammino superava un notevole dislivello e cioè da 2 m sul livello del mare a Trieste e Capodistria, fino ai 293 vicino a Grisignana. Dapprimma usavano locomotive a vapore del tipo U, più tardi il tipo P, infine anche il tipo P italiana. I vagoni erano per passeggeri, merci e per bagaglio. Quelli di merci erano aperti o chiusi. Gli aperti avevano due o tre assi. Tutti i vagoni erano lunghi 8,5 metri. I passeggeri, avevano 30 sedili. L’illuminazione era a petrolio. Non avevano il WC. Avevano però i balconi. Nell'anno 1880 il ministero per il commercio, ha approvato il piano per la costruzione delle linee locali in Austria. Tra loro c'era anche la linea Trieste-Buje-Pinguente-Pisino. Nel 1888 il conte Peter Walderstein, a Berlino, ha fondato la ditta Sandrop & comp, che ha preso la progettazione e i lavori preparativi per questa ferrovia. Contemporaneamente a Trieste preparavano i loro piani sotto la guida dell'ingeniere Luigi Brizzi. La compagnia per la ferrovia locale Trieste-Parenzo-Canfanaro (TPC) è stata fondata nell'1900 a Vienna. Il presidente era il governatore dr. Ludovico Rizzi. Lo stesso anno sono iniziati i lavori edili dapprima fino a Buje, l'anno successivo fino a Parenzo. I costruttori erano diversi. Da Trieste a Portorose Butoraz e Zifer di Trieste, da Portorose a Buje costruiva la ditta di Filip Zupancic di Lubiana, Buje-Visinada Brunetti,List e Radl di Vienna e da Visinada a Parenzo Pellegrini e Strohmeier di Vienna. Il progetto non è mai stato portato a termine completamente, dato che la ferrovia era progettata fino a Canfanaro. I serbatoi d'acqua erano a Trieste, Buje e Sicciole. L'appertura della linea avvenì in dicembre 1902. Durante tutto il periodo di gestione, la ferrovia era in perdita e le perdite aumentavano di anno in anno. Dopo la prima guerra mondiale, hanno cominciato a concorrerle gli autobus, che erano più veloci e più a buon prezzo. In quel periodo ha cambiato anche i proprietari, la sede si è trasferita da Vienna a Pola, i ferrovieri sono stati sostituiti con maestranze italiane. Il suo contributo ha dato anche la costruzione della ferriera di Servola, che l’hanno costruita sulla linea. L'ultimo treno ha viaggiato il 31 agosto 1935. Lo smontaggio è stato effetuato da ditte private di tutta l’Italia. Volevano trasportare i binari in Abissinia in Africa, ma sono finiti assieme alla nave in fondo al Mediterraneo. I vagoni (nel 1935 erano 180) e le locomotive, sono stati venduti ad altre ferrovie in Italia (Val Gardena, Sicilia). I progettisti della ferrovia venivano dall’interno e non conoscevano le condizioni climatiche e l'azione del mare. Per questo diverse volte il treno ha deragliato. Nel 1916 per una raffica di bora ha deragliato vicino a Muggia. Più tardi hanno costruito diversi muri o recinti contro la bora.
Nel 1921 a Strugnano è successa una
tragedia. Dei fascisti triestini hanno sparato dal treno su un gruppo di
bambini, che giocavano sul prato vicino alla ferrovia. Ne hanno ucciso
due e feriti tre. Il poeta Bozžidar Tvrdy descrive questo avvenimento
nella sua fiaba "Ža Žentjanom je utonilo o sonce" (Dietro a San Giovanni
è tramontato il sole).
Zgodilo se je 19. Marca ob 18:20h
ZA ŠENTJANOM JE UTONILO SONCE
Nad Strunjan
Bil kraj je poln
Pod murvo,
Ta dan
Tedaj Renatu Brajku
Še troje otrok Curiosità: Su certe salite, per la bassa velocità, i passeggeri dovevano scendere e perfino spingere il treno. Tante volte i viaggiatori si "servivano" della frutta, che cresceva lungo i binari. C'erano molti "clandestini" sul treno. Il controllo dei biglietti era difficile – i giovani saltavano senza pericolo dal treno e di nuovo vi salivano. I bambini spesso ungevano i binari con i fichi. Il treno su questi binari scivolava. Tante volte si doveva fermare il treno e pulire i binari. Novità:
Ovo je poetska priča o nekadašnjoj uskotračnoj željezničkoj pruzi Trst-Poreč, popularno nazvanoj La Parenzana (Porečka ili Porečanka) izgrađenoj u austrijsko doba da u Trst i dalje diljem carevine odvozi istarsko grožđe i vino. Njezina izgradnja započela je 1900. godine, a 15 prosinca 1902. vlak je svečano dočekan u Poreču. Posljednja vožnja "Parenzane" zbila se 31. kolovoza 1935. Musollini je tu prugu dao skinuti, ukrcati na brod za Afriku kad je krenuo u rat za osvajanje Etiopije. Međutim, sudbina je htjela da brod s istarskom prugom potone na sredini Sredozemnog mora kao što je zla sudba ostavila kosti mnogih istarskih mladića, protiv vlastite volje u ulozi osvajačkih kolonističkih vojnika, na tlu Etiopije.
(ANSA) - ZAGABRIA, 12 GIU - La linea ferroviaria chiamata 'Parenzanà costruita cento anni fa per collegare Poreč (Parenzo, in Istria) con Trieste e smantellata nel 1935, verrà presto ricostruita. Lo hanno annunciato oggi, nel corso di una conferenza stampa a Zagabria, i rappresentanti di un'organizzazione che porta il nome dell'antica ferrovia e che raccoglie esperti ed entusiasti italiani, croati e sloveni. La ferrovia, è stato spiegato, non servirà soltanto a collegare la parte nord-occidentale dell'Istria con Trieste, ma avrà un valore turistico e culturale. La linea ferroviaria è prevista anche nel piano urbanistico della regione istriana e al più presto verrà fondata una società per azioni che ne finanzierà la ricostruzione. La Parenzana venne aperta al traffico nel 1902, voluta dai comuni croati, sloveni e italiani, all'epoca appartenenti all'Impero austro-ungarico, e per 33 anni ha collegato Porec (oggi in Croazia) e Capodistria (in Slovenia) con Trieste e l'Europa centrale. La ferrovia, a scartamento ridotto, lunga 123 km, è stata sopressa nel 1935 per le perdite causate dalla concorrenza degli autobus, più veloci e più a buon mercato. Il ricordo delle piccole locomotive a vapore che correvano lungo la costa trainando qualche vagone a terrazzini è però ancora vivo negli anziani del posto, e la notizia del ripristino della linea è stata accolta con favore. La nuova Parenzana sarà, comunque assai diversa, anche perchè di quella vecchia non rimane più nulla, nemmeno i binari che, smontati per essere trasportati in Abissinia, sono finiti assieme alla nave che li trasportava in fondo al Mediterraneo. (ANSA) COR*VD 12/06/2003 18:49>
Bibliografia:
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This page compliments of Marisa Ciceran, Pietro Valente and Guido Villa Created: Monday, June 16,
2003; Last updated:Friday September 07, 2007
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