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Lo spiffero o gaietta

Nella seconda metà degli anni trenta ha trovato diffusione un nuovo tipo di peschereccio caratterizzato dall'abbandono delle tradizionali forme a fondo piatto e dell'adozione della carena arrotondata. Un'imbarcazione del tutto nuova, che si presentava con l'estetica della funzionalità, prua inclinata in avanti e, spesso, svasata, poppa a specchio alto, tonda, a cucchiaio, capaci tughe e picchi di carico. Imbarcazione capace di battere meglio il mare aperto, più adatta al motore, che rispondeva alla necessità di eliminare al massimo i tempi morti richiesti da percorsi sempre più lunghi e della sempre maggiore competitivita. Non ultimo motivo anche delle grandi reti "saccaléve". non adatte agli scafi tradizionali. Nel giro di pochi anni, questo nuovo tipo, che veniva riprodotto in esemplari di diverse grandezze, eclissava i vecchi tipi relegandoli alla pesca costiera. Un ulteriore passo in avanti è avvenuto a partire dagli anni 50 con l'adozione, ormai imprescindibile, delle apparecchiature elettroniche, con l'aumento della potenza dei motori, con l'aumento delle dimensioni di stazza che hanno fatto del peschereccio una macchina costosa e altamente specializzata, senza confronti col passato anche più recente e con l'abbandono di ogni tradizione storica, che è di ieri ma che, nel convulso vivere d'oggi sembra essersi fatta assai lontana. Delle nostre vecchie barche tradizionali non resta più che il ricordo perpetuato, fortunatamente, oltre che dalle tele dei pittori, dai modelli raccolti nei musei di Trieste e di Venezia. A partire dal 1984, va segnalato quell'impareggiabile museo natante di Cesenatico dove, unico esempio in Italia, sono stati raccolti, restaurati e ripristinati con somma cura una decina di esemplari originali salvandoli dalla demolizione, monumento galleggiante di tutta un'epoca storica in memoria anche degli uomini che ne sono stati umili ma valorosi protagonisti.

Tratto da:

  • Aldo Cherini & Paolo Valenti, Il mare di Trieste e dell'Istria, Associazione Marinara "Aldebaran", Edizioni Luglio (Trieste, 2004), p. 118-119. All rights reserved.

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This page compliments of Aldo Cherini, Marisa Ciceran & Pietro Valente

Created Thursday, January 20, 2005; Last updated: Monday, August 10, 2015
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