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Piccola rassegna delle navicelle e delle barche locali

[Tratto da http://www.vecchiatrieste.it - Aldo Cherini & Paolo Valenti, Il mare di Trieste e dell'Istria, Associazione Marinara "Aldebaran", Edizioni Luglio (Trieste, 2004)]

Pochi anni sono bastati, a partire dalla seconda metÓ del secolo, per relegare nel dimenticatoio quasi tutta quella serie di piccoli bastimenti, di navicelle e di barche da trasporto e da pesca, che hanno rappresentato la spina dorsale delle attivitÓ minute lungo le coste adriatiche, con caratteristiche inconfondibili per l'occhio almeno un po' esercitato.

Strumenti di sudato lavoro a conduzione per lo pi¨ familiare, questi natanti hanno rivestito un ruolo di non scarsa importanza per le loro caratteristiche costruttive, per la capacita di essere presenti ovunque, per il ruolo economico modesto ma insostituibile rappresentato in seno alle popolazioni rivierasche, che dal mare hanno saputo trarre, sin da tempi immemorabili, i mezzi per vivere con una operositÓ e una fedeltÓ esemplari, oggi inconcepibili, non disgiunti da aspetti folcloristici e culturali di grande interesse, degni di quel ricupero conoscitivo al quale fortunatamente assistiamo giÓ da alcuni anni da parte di studiosi qualificari e di appassionati cultori della civiltÓ materiale marinara.

   
  1. Il trabaccolo
  2. Il pielego
  3. La brazzera
  4. Il bragozzo
  5. Il topo
  1. La battelle e la battana
  2. La gaeta, il leuto e il guzzo
  3. Lo z˛ppolo di Santa Croce
  4. Lo spiffero o gaietta
   
Trabaccolo Pielogo
Brazzera Brazzera a due alberi Bragozzo
Topo a due alberi Battella Gaeta
Leuto del Quarnero Guzzo del Quarnero
Z˛ppolo di Santa Croce Gaietta

Vedi anche:

  • Sito web di Aldo e Corrado Cherini - http://web.rossoalice.it/cherini/

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This page compliments of Aldo Cherini, Marisa Ciceran & Pietro Valente

Created Thursday, January 20, 2005; Last updated: Monday, January 28, 2013
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