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Il pielego

Navigava un tempo un grande numero di pieleghi (o pielaghi), navicelle molto simili ai trabaccoli e come questi mostranti uno scafo panciuto con prua e poppa di forme piene, con due alberi muniti ciascuno di una grande vela al terzo, talvolta con alberetto portante una o due gabiole poi abbandonate, e lunga asta di prua con polaccone.

Il pielego si differenziava talvolta dal trabaccolo nel piano di coperta, che a poppa si presentava sopraelevato a gradino, ultimo resto del "paradisus", parte nobile di una struttura assai antica e comune in quasi tutti i tipi dei navigliPielego medioevali. Navicella di evoluzione, che nell'ultimo periodo di attività si è presentato in forma ibrida, una specie di incrocio tra il crabaccolo e la goletta: con la parte a proravia della mezzana propria del primo, compresa la vela al terzo; con la parte a poppavia mutuata dalla seconda, con poppa a specchio ora quadro ora arrotondato, e con la vela aurica.

Un tentativo, si direbbe, di sopravvivenza che non è valso a fermare il declino del tipo, scomparso negli anni venti o poco dopo.

Tratto da:

  • Aldo Cherini & Paolo Valenti, Il mare di Trieste e dell'Istria, Associazione Marinara "Aldebaran", Edizioni Luglio (Trieste, 2004), p. 103-4. All rights reserved.

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Created Thursday, January 20, 2005; Last updated: Monday, August 10, 2015
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