Il Globo - 2 aprile 2001
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Panorama del Veneto Club fotografato da Guido Villa

Durante la "serata culturale" proiettati due documentari ed esposto un grande pannello che illustra la storia e la cultura di un popolo.

Al Veneto Club: "Itinerari Istriani"

Si è discusso della situazione dei profughi che rimangono "stranieri" nella loro patria

Gli anni non sembrano attenuare il fervore nostalgico degli Istriani. E' chiaro che lo stesso si può dire di ogni altro gruppo regionale italiano emigrato ma, chiaramente per gli Istriani (come per tutti i Giuliano-Dalmati) la cosa è leggermente più patetica: loro infatti, cacciati o dovuti fuggire o comunque dovutisi allontanare dalle loro case e dalle loro terre, non possono farvi ritorno senza sentirsi forestieri, anche nelle scuole dove avevano studiato, nelle chiese dove avevano pregato, si erano sposati e fatto battezzare i loro figli... e nei cimiteri dove riposano i loro genitori e i loro antenati da molti secoli.

Mentre altri espatriati possono anche non trovarsi bene al loro rientro in Italia, i profughi trovano offensivo lo "status" di stranieri e il rigetto della loro identità storico-culturale oltre che ambientale.

Per quasi mille anni, infatti, dopo la presenza di Roma (e a parte il breve passaggio di qualche popolo in transito o in saccheggio o in breve occupazione) subentrava in tutte quelle terre la creativa e fastosa presenza veneziana la cui impronta architettonica e struttura civica è rimasta inalterata per secoli.

Questa situazione è stata illustrata dopo la proiezione di due documentari sull'Istria nel corso della "serata culturale" svoltasi nella sala Venezia del Veneto Club di Bulleen giovedì 22 marzo. Vi hanno partecipato le varie associazioni istriane e non pochi simpatizzanti di altre regioni. Il club ospita gruppi che non dispongono di sede propria e che presentano programmi culturali. Nel nostro caso, data la parentela "linguistica" fra le Regioni veneto-giuliano-dalmate, la manifestazione è stata presentata in dialetto, ed anche il dibattito, che ha fatto seguito ai documentari, è stato condotto in dialetto, con somma soddisfazione di tutti, compresi i giovani che hanno mostrato di apprezzare l'uso pubblico di un dialetto veneto.

Da sinistra: Dino Malusà, Renzo Zanella (Veneto Club), Renato Ferlin e Riccardo Lussetti

La serata è stata organizzata da "Coscienza Istriana" (Renato Ferlin,Riccardo Lussetti e Dino Malusà). Gli onori di casa e la presentazione è stato un compito assolto con premura da Renzo Zanella, membro del Comitato del Veneto Club e promotore delle "serate culturali". Dopo la lettura di una breve nota dalla signora Maria Biasioì Ramacciotti che sottolineava l'eredità culturale italica (sia romana che veneta) dell'Istria, è intervenuto lo scrittore Pino Bosi che ha ricordato che nessuno può distruggere nè le memorie personali della propria terra, nè le impronte storico-culturali di quelle regioni in cui la lingua italiana è ancora "di casa".

E siccome l'azione unificatrice del movimento europeo ha caratteristiche economiche, non è escluso che in un prossimo futuro i confini spariscano e i popoli stessi per un processo spontaneo (vedi i matrimoni misti) riescano dove i governanti hanno fallito.

Una signora triestina, in visita a parenti ed amici, ha concordato sul fatto che oggigiomo è molto più facile visitare l'Istria, la segnaletica è bilingue e il trattamento più familiare.

Gli organizzatori della "serata culturale" dedicata all'Istria si sono riproposti di preparare un incontro che avrà per tema "I musicisti istriani". Ricordiamo che il celebre Giuseppe Tartini era di Pirano e Antonio Smareglia (autore delle "Nozze Istriane") era di Pola. I canti popolari veneto-istriani sono conosciuti in tutto il mondo. 

Estratto da:

  • Coscienza Istriana.
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This page compliments of Renato Ferlin and Guido Villa

Created: Friday, April 6, 2001; Last updated: Monday September 17, 2007
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