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lunedì 25 settembre 2000


Il presidente dei regionalisti è intervenuto all’anniversario dell’annessione della penisola all’ex Jugoslavia 
Dieta: «Statuto speciale per l’Istria»
Il ministro Jakovcic agli ex partigiani annuncia: «Saremo una regione bilingue» 

E in sala ricompare la foto di Josip Broz Tito. «A ruba» anche le figurine del defunto Maresciallo, in vendita a 5 mila lire 



PISINO. L’Istria è destinata a diventare una regione a statuto speciale e tra breve anche bilingue. Non ha dubbi il ministro delle Integrazioni europee Ivan Jakovcic (foto a sinistra) a proposito di questa intima aspirazione del popolo istriano, storica come lo fu quella del 25 settembre 1943, quando gli antifascisti riuniti a Pisino chiesero l’annessione della penisola alla «madre patria» croata. Una ricorrenza da commemorare dedicandole la Giornata della Contea d’Istria, come proposto ai vertici statali in occasione delle celebrazioni per il 57.esimo anniversario delle deliberazioni pisinesi, ricordato nel corso di una solenne seduta del consiglio regionale dell’Istria, presso la Casa delle Rimembranze di Pisino, alla presenza di autorità regionali e rappresentanti dell’Unione dei combattenti antifascisti.

Il presidente della Contea, Stevo Zufic (foto a destra), ha promesso la continuità delle tradizioni antifasciste istriane e la fiducia nella prospettiva di cambiamenti che, senza grossi sconvolgimenti, perseverino la stabilità economica e politica del territorio, nonché le sue specificità, come ad esempio la multietnicità e il plurilinguismo.

Si è tornato a parlare di «convivenza e fratellanza» per bocca del presidente del consiglio regionale Damir Kajin («assieme con il concetto di giustizia sociale sono valori duraturi dell’area istriana») e del rappresentante degli antifascisti italiani Ferruccio Pastrovicchio. Quest’ultimo ha espresso orgoglio per l’alto livello raggiunto in Istria dalla società civile e ha rivolto un appello alle autorità italiane perché non permettano lo svolgimento del raduno della destra di «Forza Nuova» a Trieste, annunciato a novembre.

Di fronte a continue rivisitazioni del passato di oltre mezzo secolo fa – a fare da corollario, è ricomparsa alla cerimonia un’iconografia d’altri tempi, con una imponente immagine di Josip Broz Tito (in vendita anche «figurine» del defunto maresciallo al prezzo di circa 5 mila lire) e applausi alla menzione della sua figura – non sono mancati riferimenti ad argomenti politici attuali. «I reparti istriani dell’Esercito croato non hanno commesso crimini di guerra, né si sono macchiati di altri reati» è stato il commento del presidente dei veterani della guerra patriottica 

Branko Bosniak

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