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Il
presidente dei regionalisti è intervenuto all’anniversario dell’annessione
della penisola all’ex Jugoslavia
Dieta: «Statuto
speciale per l’Istria»
Il ministro
Jakovcic agli ex partigiani annuncia: «Saremo una regione bilingue»
E in sala ricompare
la foto di Josip Broz Tito. «A ruba» anche le figurine del
defunto Maresciallo, in vendita a 5 mila lire
PISINO. L’Istria
è destinata a diventare una regione a statuto speciale e tra breve
anche bilingue. Non ha dubbi il ministro delle Integrazioni europee Ivan
Jakovcic (foto a sinistra) a proposito di questa intima aspirazione del
popolo istriano, storica come lo fu quella del 25 settembre 1943, quando
gli antifascisti riuniti a Pisino chiesero l’annessione della penisola
alla «madre patria» croata. Una ricorrenza da commemorare dedicandole
la Giornata della Contea d’Istria, come proposto ai vertici statali in
occasione delle celebrazioni per il 57.esimo anniversario delle deliberazioni
pisinesi, ricordato nel corso di una solenne seduta del consiglio regionale
dell’Istria, presso la Casa delle Rimembranze di Pisino, alla presenza
di autorità regionali e rappresentanti dell’Unione dei combattenti
antifascisti.
Il presidente
della Contea, Stevo Zufic (foto a destra), ha promesso la continuità
delle tradizioni antifasciste istriane e la fiducia nella prospettiva di
cambiamenti che, senza grossi sconvolgimenti, perseverino la stabilità
economica e politica del territorio, nonché le sue specificità,
come ad esempio la multietnicità e il plurilinguismo.
Si è
tornato a parlare di «convivenza e fratellanza» per bocca del
presidente del consiglio regionale Damir Kajin («assieme con il concetto
di giustizia sociale sono valori duraturi dell’area istriana») e
del rappresentante degli antifascisti italiani Ferruccio Pastrovicchio.
Quest’ultimo ha espresso orgoglio per l’alto livello raggiunto in Istria
dalla società civile e ha rivolto un appello alle autorità
italiane perché non permettano lo svolgimento del raduno della destra
di «Forza Nuova» a Trieste, annunciato a novembre.
Di fronte a
continue rivisitazioni del passato di oltre mezzo secolo fa – a fare da
corollario, è ricomparsa alla cerimonia un’iconografia d’altri tempi,
con una imponente immagine di Josip Broz Tito (in vendita anche «figurine»
del defunto maresciallo al prezzo di circa 5 mila lire) e applausi alla
menzione della sua figura – non sono mancati riferimenti ad argomenti politici
attuali. «I reparti istriani dell’Esercito croato non hanno commesso
crimini di guerra, né si sono macchiati di altri reati» è
stato il commento del presidente dei veterani della guerra patriottica
Branko Bosniak
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