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| Ma l’esponente politico si è
soffermato anche sui danni ambientali procurati dalla raffineria
ora sotto controllo
«Fianona III non verrà
realizzata»
Sembra così tramontare l’ipotesi della costruzione di
una nuova termocentrale
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FIUME. La termocentrale
Fianona III non s’ha da fare. Parola di ministro. La rassicurante ma anche
impegnativa dichiarazione è stata formulata nel corso di una tribuna
pubblica ad Albona, promossa dal Partito liberale, di cui Bozo Kovacevic,
ministro dell’ambiente, è l’unico rappresentante in sede di governo.
Il ministro ha fatto tappa in questo fine settimana, oltre che ad Albona,
anche a Fiume, per (ri)stabilire un contatto più diretto con gli
elettori, come spiegato da esponenti liberali.
Dopo aver visitato
il Cementificio di Valmazzinghi e le centrali termoelettriche di Fianona
Porto, il ministro ha precisato che quest’ultime sono «in regola
con le leggi» per quanto concerne il suo dicastero (vedi possesso
delle licenze edili richieste in materia). Kovaceciv si è detto
soddisfatto dei risultati riportati dalle misurazioni sull’emissione di
gas e sostanze inquinanti da parte delle termocentrali, trattandosi di
valori che non superano i normativi di legge. Invece il discorso diventa
più complesso quando si tocca la costruzione dello scalo traghetti
e il dragaggio del fango nel golfo. La ricerca sull’impatto ambientale
del progetto è stata «bocciata» da un esperto indipendente,
dopo che era stata già approvata dal ministero, il quale aveva di
seguito provveduto al rilascio delle licenze edili e dato il via libera
alla conclusione dei lavori. La questione ha sollevato una burrasca e il
ministro Kovacevic ha promesso un nuovo terzo controllo, constatando che
il suo dipartimento non poteva agire diversamente, viste le conclusioni
della commissione che ha vagliato la suddetta ricerca.
A Fiume si è
discusso soprattutto sui danni provocati dalla Raffineria, di cui risentono
in primo luogo gli abitanti del rione di Torretta, bussando anche alle
porte degli inquilini di un grattacielo di via Giuseppe Duello. Anche in
questo caso il ministro ha voluto confortare la cittadinanza, rilevando
che il suo ministero farà il possibile per impedire gli inquinamenti
dell’aria dovuti alle emissioni degli impianti di Mlacca, che nell’estate
scorsa hanno raggiunto i limiti della sopportabilità umana. Un’ispezione
nel mese di settembre ha accertato una serie di irregolarità, imposto
alla direzione alcuni provvedimenti e sporto denuncia contro i responsabili.
Il ministero dell’ambiente ha disposto un controllo permanente. «È
ora che la Raffineria inizi a funzionare nel rispetto delle norme di legge»
ha sentenziato Kovacevic.
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