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lunedì 20 novembre 2000


Ma l’esponente politico si è soffermato anche sui danni ambientali procurati dalla raffineria ora sotto controllo

«Fianona III non verrà realizzata»
Sembra così tramontare l’ipotesi della costruzione di una nuova termocentrale 

FIUME. La termocentrale Fianona III non s’ha da fare. Parola di ministro. La rassicurante ma anche impegnativa dichiarazione è stata formulata nel corso di una tribuna pubblica ad Albona, promossa dal Partito liberale, di cui Bozo Kovacevic, ministro dell’ambiente, è l’unico rappresentante in sede di governo. Il ministro ha fatto tappa in questo fine settimana, oltre che ad Albona, anche a Fiume, per (ri)stabilire un contatto più diretto con gli elettori, come spiegato da esponenti liberali.

Dopo aver visitato il Cementificio di Valmazzinghi e le centrali termoelettriche di Fianona Porto, il ministro ha precisato che quest’ultime sono «in regola con le leggi» per quanto concerne il suo dicastero (vedi possesso delle licenze edili richieste in materia). Kovaceciv si è detto soddisfatto dei risultati riportati dalle misurazioni sull’emissione di gas e sostanze inquinanti da parte delle termocentrali, trattandosi di valori che non superano i normativi di legge. Invece il discorso diventa più complesso quando si tocca la costruzione dello scalo traghetti e il dragaggio del fango nel golfo. La ricerca sull’impatto ambientale del progetto è stata «bocciata» da un esperto indipendente, dopo che era stata già approvata dal ministero, il quale aveva di seguito provveduto al rilascio delle licenze edili e dato il via libera alla conclusione dei lavori. La questione ha sollevato una burrasca e il ministro Kovacevic ha promesso un nuovo terzo controllo, constatando che il suo dipartimento non poteva agire diversamente, viste le conclusioni della commissione che ha vagliato la suddetta ricerca.

A Fiume si è discusso soprattutto sui danni provocati dalla Raffineria, di cui risentono in primo luogo gli abitanti del rione di Torretta, bussando anche alle porte degli inquilini di un grattacielo di via Giuseppe Duello. Anche in questo caso il ministro ha voluto confortare la cittadinanza, rilevando che il suo ministero farà il possibile per impedire gli inquinamenti dell’aria dovuti alle emissioni degli impianti di Mlacca, che nell’estate scorsa hanno raggiunto i limiti della sopportabilità umana. Un’ispezione nel mese di settembre ha accertato una serie di irregolarità, imposto alla direzione alcuni provvedimenti e sporto denuncia contro i responsabili. Il ministero dell’ambiente ha disposto un controllo permanente. «È ora che la Raffineria inizi a funzionare nel rispetto delle norme di legge» ha sentenziato Kovacevic.

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