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martedì 21 novembre 2000


 

A margine dell’udienza con il Capo dello Stato in occasione della conferenza dei parlamentari italiani nel mondo

«Con Mesic parlo sempre degli istriani»

Ciampi conferma al deputato Radin l’interesse del Quirinale per la minoranza


ROMA. «Quando incontro il presidente croato Mesic parlo sempre di voi, della minoranza italiana». Lo ha confidato Carlo Azeglio Ciampi al deputato Furio Radin, presente ieri insieme ad altri 200 colleghi alla conferenza dei parlamentari di origine italiana nel mondo. L’iniziativa, promossa dalla Camera e dal Senato, precede il primo congresso degli italiani nel mondo, in programma a dicembre.

Ieri Ciampi (che nell’ottobre del 2001 sarà in visita ufficiale in Croazia) ha ricevuto in udienza gli oltre 200 parlamentari di origine italiana, presenti in assemblee elettive di 27 paesi diversi. Per Croazia e Slovenia erano presenti, oltre a Radin, anche Aldo Skira, Roberto Battelli e Aurelio Juri.

Nel corso della cerimonia il Presidente italiano ha espresso parole di elogio ai presenti, fra cui vi sono anche rappresentanti di origine italiana come Rymond Forni, presidente dell'assemblea nazionale francese, oppure Marianella Monsalve, vicepresidente del Congresso della Repubblica peruviana. «Il vostro successo fa onore all’Italia» ha sottolineato l’inquilino del Quirinale. Gli ha fatto eco il presidente della Camera Luciano Violante, rilevando che per valorizzare questa risorsa rappresentata dagli italiani nel mondo, è necessario sfruttare i nuovi mezzi forniti dalla società dell’informazione. Lo scopo è quello di consentire ai cittadini di origine italiana che vivono all’estero (60 milioni secondo Violante) di conoscere l’Italia «non solo attraverso i ricordi dell’emigrazione, ma anche per quello che è stato qui costruito negli ultimi anni».

Nella prima sessione della conferenza, svoltasi ieri pomeriggio a Montecitorio e intitolata «Parlamenti e globalizzazione», il deputato Radin ha ricordato che la minoranza di Slovenia e Croazia «è un caso specifico, in quanto si tratta di italiani diventati ”italiani nel mondo” restando a casa propria». Non si tratta insomma di emigranti, ma dell’unica minoranza autoctona che l’Italia possiede al di fuori dei propri confini.

Alessio Radossi



A Roma sono intervenuti anche Battelli, Skira e Juri, insieme ad altri 200 colleghi di origine italiana presenti nelle assemblee elettive di 27 Paesi

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