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martedì 22 novembre 2000


 

 

Intervento a Montecitorio del deputato al Sabor croato Radin 
«L’esodo degli italiani fu una pulizia etnica» 

Il rappresentante della minoranza ha parlato di fronte ai colleghi di 27 Paesi, in occasione della conferenza sui connazionali nel mondo 



ROMA
«Se gli italiani d'Istria sono una piccola comunità autoctona di trentamila persone, è perchè hanno subito quella che oggi sarebbe definita "pulizia etnica", ma che all'epoca delle grandi ideologie totalitarie veniva descritta in altri termini». Nel suo intervento alla conferenza dei parlamentari di origine italiana nel mondo, che si è conclusa ieri a Roma, il deputato della minoranza italiana al parlamento croato Furio Radin ha voluto ricordare uno degli episodi più tragici della storia di queste terre di confine, l'esodo. «Spesso anche i nostri profughi - ha aggiunto Radin parlando alla platea di Montecitorio - si sentono italiani nel mondo, perchè staccati da quella che era la loro patria-regione, l'Istria appunto». Nonostante questo dramma la minoranza italiana in Croazia e Slovenia ha saputo costruire, ha aggiunto Radin, un alto grado di convivenza con la popolazione di maggioranza. Nel suo intervento, il deputato al Sabor croato ha sottolineato inoltre l'importanza di poter comunicare, sfruttando anche i mezzi delle tecnologia digitale, con gli altri italiani nel mondo. «Siamo una comunità piccola - ha concluso Radin il suo discorso - che si trova confortata dall'immagine dell'Italia nel mondo, ma anche dall'esistenza di una grande famiglia come quella degli italiani nel mondo».

Ai presenti, oltre 200 colleghi di 27 Paesi, si sono rivolti anche i deputati del parlamento sloveno Aurelio Juri e Roberto Battelli. «Alla base della rivendicazione dei nostri diritti - ha ricordato Battelli in merito alla specificità della minoranza italiana in Istria - è il fatto che la lingua, la civiltà e la cultura italiana erano lì fin da prima della costituzione della nazione». Questa comunità, ha aggiunto Battelli, non essendo una comunità di immigrati, ha la responsabilità di perpetuare una presenza civile, linguistica e culturale italiana. La minoranza ha insomma il compito di promuovere e contribuire a creare gli strumenti e i valori dell'integrazione europea. 

Alessio Radossi

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