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Sarà un
menù tipico quello offerto ai Capi di Stato e di governo presenti al
vertice del Patto di Stabilità nei Balcani
Zagabria,
tartufi istriani per il summit
Al vertice di venerdì
anche pesci e carne d’agnello preparati dallo chef Cosattini |
ZAGABRIA - Gli assenti hanno
sempre torto. Se il detto corrisponde al vero, anche il presidente sloveno Milan
Kucan sarà nel torto non partecipando al summit zagabrese di venerdì prossimo,
presenti l’Unione europea e i Paesi del Patto di Stabilità. In effetti, il
torto non ha risvolti politici bensì è inteso in senso gastronomico visto che
all’albergo Intercontinental, sede del vertice, agli alti ospiti verranno
servite le pietanze «in» della cucina croata. Al posto di Kucan sarà presente
Lojze Peterle e dunque il ministro degli Esteri sloveno potrà gustare, assieme
agli altri 85 Capi di Stato o di governo e ministri, tartufo e agnello istriani,
prosciutto dalmata, specialità dello Zagorje. E non mancheranno alcuni tra i
pesci più pregiati dell’Adriatico, in primis orate, branzini e pesci «san
piero». A prendere per la gola gli ospiti europei, nonché i massimi
rappresentanti dei cinque Paesi del Sud-Est del continente, ci penseranno 27 tra
cuochi, panettieri e pasticceri, tutti impegnatissimi a lasciare un ottimo
ricordo dell’albergo zagabrese e del Paese ospitante.
È stato confermato che nelle 40
ore di summit (durerà soltanto un giorno e mezzo) il pranzo di gala verrà
offerto il 24, venerdì. Tra le altre cose, i palati del Vecchio Continente (fra
cui l’italiano Giuliano Amato, il francese Jacques Chirac e il tedesco Gerhard
Schroeder) avranno l’opportunità di gustare fettine di vitello in salsa di
tartufo e agnello all’istriana. Il menù comprenderà anche risotto al nero di
seppia e una torta preparata proprio in onore del vertice. L’«inventore» è
il capocuoco dell’Intercontinental, lo chef italiano Stefano Cosattini. E le
persone che hanno avuto la fortuna di assaggiarne un pezzetto l’hanno definita
eccezionale.
Annunciata la presenza, tra gli
altri, di Giuliano Amato, Gerhard Schröder e Jacques Chirac. Sono stati
coinvolti 27 tra cuochi, panettieri e pasticcieri
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