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Le
masserizie degli esuli spostate in un altro magazzino del Porto Vecchio
Trasloca
la memoria istriana:
l’hangar 26 serve all’Authority
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Non c’è pace per le masserizie degli
esuli, da cinquant'anni custodite in alcuni magazzini del Porto Vecchio. Oltre
1500 metri cubi di mobilio, suppellettili, utensili e attrezzi agricoli, che dal
1988 sono sistemati nel magazzino 26, ora devono essere trasferiti con urgenza.
Un fax in questo senso è stato inviato qualche settimana fa dall’Autorità
portuale all’Irci (Istituto regionale per la cultura istriana),
«proprietario» delle masserizie, in vista della ristrutturazione del magazzino
che dovrebbe partire entro gennaio.
L’Authority ha dato la sua disponibilità a trovare una
collocazione alternativa. Sono stati così fatti alcuni sopralluoghi in altri
hangar del Porto Vecchio. Una settimana fa il Comitato portuale ha deliberato la
concessine all’Irci di spazi adeguati nel magazzino 10.
Il problema è dunque temporaneamente risolto,
ma resta il fatto che l’Irci è stata messa di fronte al fatto compiuto, dopo
che per anni tutti si erano dimenticati di queste masserizie. In ogni caso il
trasloco verrà a costare circa 70 milioni a un Istituto il cui bilancio annuale
non supera i 200.
In attesa che sia pronto il Museo della cultura
istriana, al quale da tempo Comune e Irci stanno lavorando – è stato
individuato lo stabile di via Torino e il progetto dovrebbe essere scelto a
primavera – quello che inizierà a breve sarà il secondo trasloco delle
masserizie.
Dall’inizio dell’Esodo, nel 1947, migliaia e
migliaia di mobili, oggetti e attrezzi – le poche cose che gli esuli
riuscirono a portare con sé – si accumularono nel magazzino 22 del Porto
Vecchio, dove rimasero fino al 1988, quando quell’edificio venne demolito –
e una parte delle masserizie andò perduta con l’entrata in funzione delle
ruspe – per realizzare l’Adriaterminal. Durante lo sgombero del magazzino,
un incendio distrusse poi un’altra quantità, consistente, di quelle povere
cose.
Ciò che si riuscì a salvare (i 1500 metri cubi
ricordati più sopra citati) venne trasferito al magazzino 26. E li è rimasto
fino ad oggi. Adesso, come si diceva, il secondo trasloco. Ma cosa ne sarà di
quelle masserizie, quando anche il magazzino 10 dovrà essere ristrutturato,
posto che a febbraio sarà pronto il progetto per l’intera riconversione del
Porto Vecchio?
gi. pa.
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