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mercoledì 27 dicembre 2000


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Le masserizie degli esuli spostate in un altro magazzino del Porto Vecchio

Trasloca la memoria istriana:
l’hangar 26 serve all’Authority 


Non c’è pace per le masserizie degli esuli, da cinquant'anni custodite in alcuni magazzini del Porto Vecchio. Oltre 1500 metri cubi di mobilio, suppellettili, utensili e attrezzi agricoli, che dal 1988 sono sistemati nel magazzino 26, ora devono essere trasferiti con urgenza. Un fax in questo senso è stato inviato qualche settimana fa dall’Autorità portuale all’Irci (Istituto regionale per la cultura istriana), «proprietario» delle masserizie, in vista della ristrutturazione del magazzino che dovrebbe partire entro gennaio.

L’Authority ha dato la sua disponibilità a trovare una collocazione alternativa. Sono stati così fatti alcuni sopralluoghi in altri hangar del Porto Vecchio. Una settimana fa il Comitato portuale ha deliberato la concessine all’Irci di spazi adeguati nel magazzino 10.

Il problema è dunque temporaneamente risolto, ma resta il fatto che l’Irci è stata messa di fronte al fatto compiuto, dopo che per anni tutti si erano dimenticati di queste masserizie. In ogni caso il trasloco verrà a costare circa 70 milioni a un Istituto il cui bilancio annuale non supera i 200.

In attesa che sia pronto il Museo della cultura istriana, al quale da tempo Comune e Irci stanno lavorando – è stato individuato lo stabile di via Torino e il progetto dovrebbe essere scelto a primavera – quello che inizierà a breve sarà il secondo trasloco delle masserizie.

Dall’inizio dell’Esodo, nel 1947, migliaia e migliaia di mobili, oggetti e attrezzi – le poche cose che gli esuli riuscirono a portare con sé – si accumularono nel magazzino 22 del Porto Vecchio, dove rimasero fino al 1988, quando quell’edificio venne demolito – e una parte delle masserizie andò perduta con l’entrata in funzione delle ruspe – per realizzare l’Adriaterminal. Durante lo sgombero del magazzino, un incendio distrusse poi un’altra quantità, consistente, di quelle povere cose.

Ciò che si riuscì a salvare (i 1500 metri cubi ricordati più sopra citati) venne trasferito al magazzino 26. E li è rimasto fino ad oggi. Adesso, come si diceva, il secondo trasloco. Ma cosa ne sarà di quelle masserizie, quando anche il magazzino 10 dovrà essere ristrutturato, posto che a febbraio sarà pronto il progetto per l’intera riconversione del Porto Vecchio?

gi. pa. 


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