Reprinted from:  http://www.ilpiccolo.kataweb.it/ilpiccolo/arch_04/trieste/co01/conv.html


giovedì 4 gennaio 2001


Copyright Editoriale Il Piccolo S.p.A

Congresso mondiale degli istriani: spazio alla cultura e all’economia


POLA - Che sia un congresso senza contrapposizioni politiche e più rivolto a contenuti economici e culturali. È quanto auspicano gli organizzatori del Secondo congresso mondiale degli istriani, che si svolgerà dal 12 al 15 aprile prossimo a Portorose. Secondo il presidente del comitato organizzatore del convegno, Egidio Krajcar, si lavorerà in cinque sezioni: economica, politica, culturale, ecologica e quella dedicata ai giovani. «Ed è da questi che ci attendiamo di più – osserva Krajcar – perché i giovani sono il nostro futuro». All’appuntamento primaverile a Portorose parteciperanno circa 400 persone, provenienti un po’ da tutte le parti del mondo. «Verranno ufficialmente invitati i sindaci dell’Istria croata, di quella slovena, di sei municipalità dell’area triestina, come pure i sindaci di Villa del Nevoso e di Cosina. Attendiamo anche l’arrivo di numerosi emigrati istriani che arriveranno dall’Italia, dai Paesi europei, nonché dagli altri continenti». Krajcar ha voluto però specificare che gli inviti a partecipare verranno diramati solo ai presidenti delle varie associazioni di esuli ed emigrati. Come ben noto, il primo Congresso mondiale degli istriani a Pola fu contraddistinto da feroci polemiche politiche, anche perché si era nel 1995 e dunque in pieno regime accadizetiano. La dichiarazione finale fu accolta da un misto di battimani, fischi e urla disapprovazione, con gli esponenti dell’Hdz e del Partito social-liberale che si dissociarono dal documento, ritenendolo anticroato, formulando una propria dichiarazione. Ricordando che l’idea di tenere un simile appuntamento venne tenuta a battesimo sei anni fa e recò la firma della Regione Istria. Dopo lo svolgimento del congresso, gli strascichi polemici continuarono a infiammare ancora per molto tempo gli ambienti politici istriani e croati ed è questo che gli organizzatori si augurano di non avere nella località di villeggiatura slovena. 

Copyright Editoriale Il Piccolo S.p.A