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Congresso
mondiale degli istriani: spazio alla cultura e all’economia |
POLA - Che sia un
congresso senza contrapposizioni politiche e più rivolto a contenuti economici
e culturali. È quanto auspicano gli organizzatori del Secondo congresso
mondiale degli istriani, che si svolgerà dal 12 al 15 aprile prossimo a
Portorose. Secondo il presidente del comitato organizzatore del convegno, Egidio
Krajcar, si lavorerà in cinque sezioni: economica, politica, culturale,
ecologica e quella dedicata ai giovani. «Ed è da questi che ci attendiamo di
più – osserva Krajcar – perché i giovani sono il nostro futuro». All’appuntamento
primaverile a Portorose parteciperanno circa 400 persone, provenienti un po’
da tutte le parti del mondo. «Verranno ufficialmente invitati i sindaci dell’Istria
croata, di quella slovena, di sei municipalità dell’area triestina, come pure
i sindaci di Villa del Nevoso e di Cosina. Attendiamo anche l’arrivo di
numerosi emigrati istriani che arriveranno dall’Italia, dai Paesi europei,
nonché dagli altri continenti». Krajcar ha voluto però specificare che gli
inviti a partecipare verranno diramati solo ai presidenti delle varie
associazioni di esuli ed emigrati. Come ben noto, il primo Congresso mondiale
degli istriani a Pola fu contraddistinto da feroci polemiche politiche, anche
perché si era nel 1995 e dunque in pieno regime accadizetiano. La dichiarazione
finale fu accolta da un misto di battimani, fischi e urla disapprovazione, con
gli esponenti dell’Hdz e del Partito social-liberale che si dissociarono dal
documento, ritenendolo anticroato, formulando una propria dichiarazione.
Ricordando che l’idea di tenere un simile appuntamento venne tenuta a
battesimo sei anni fa e recò la firma della Regione Istria. Dopo lo svolgimento
del congresso, gli strascichi polemici continuarono a infiammare ancora per
molto tempo gli ambienti politici istriani e croati ed è questo che gli
organizzatori si augurano di non avere nella località di villeggiatura
slovena.
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