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martedì 9 gennaio 2001


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ll’apertura di due nuovi impianti 
Cherso punta sulla maricoltura 
 


CHERSO - Luce verde del Consiglio cittadino di Cherso all’ubicazione nell’insenatura di Smergo di un impianto per la maricoltura. L’insenatura chersina presenta condizioni particolarmente adatte e insieme alla baia di Vallone dovrebbe costituire uno dei quindici siti nella regione quarnerina per l’allevamento di orate e branzini e per la mitilicoltura.

L’iniziativa si deve alla Contea litoraneo-montana, preposta alla gestione del demanio marittimo, e dovrebbe prendere corpo nei prossimi mesi, previo concorso per l'assegnazione delle concessioni. Per quanto attiene all’insenatura di Smergo, dove ha sede pure lo scalo traghetti (la Valbisca-Smergo collega Veglia e Cherso), l’impianto si estenderebbe su una superficie di circa 300 ettari, con una produzione annua di 200 tonnellate di pesci e di 300 tonnellate di frutti di mare, ossia «pedoci» e ostriche. Nel corso della discussione, i consiglieri municipali hanno espresso scetticismo sugli anzidetti «piani di produzione», evidenziando comunque che la maricoltura porterebbe in dote anche diversi posti di lavoro a Cherso, in un periodo in cui la disoccupazione è preoccupante.

Nonostante il beneplacito, il parlamentino di Cherso ha fatto presente che le strutture per l’allevamento debbono trovarsi ad almeno 500 metri dalla costa. Da Smergo a Caisole (Beli) infatti tutta l’area è una riserva ornitologica per la presenza del grifone, l’avvoltoio dalla testa bianca, che è specie tutelata dalle leggi croate. Se per Smergo non sono state avanzate obiezioni, o quasi, non così è stato per Vallon, dove si prevede un impianto per 150 ettari di superficie e una produzione annuale di 100 tonnellate di pesci e 200 tonnellate di mitili e ostriche. In questo caso è stato invece rilevato che la baia di Vallon è una specie di circuito chiuso, dove la maricoltura potrebbe arrecare danni all’ambiente. 

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