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Quasi
tutti i giornali d’oltreconfine hanno riportato la notizia su Mesic. Anche
questo è un segno del mutato clima politico
Le aperture
di Mesic sulle Foibe, è un coro di «sì»
Fra i contrari
all’iniziativa di esuli e «rimasti», solo lo storico Strcic
e i partigiani locali |
Vasta eco hanno
ottenuto sui giornali croati le aperture del presidente Stipe Mesic sulle
Foibe. La scorsa settimana, il deputato al Sabor Furio Radin, dalla tradizionale
conferenza mensile al caffé Tommaseo ha confermato il sostegno del
leader di Zagabria all’iniziativa di esuli e «rimasti». Si
prevede infatti di innalzare un monumento in Istria che ricordi la tragedia
che colpì la gente istriana durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Al contrario di quanto ci si sarebbe potuto attendere, non c’è stata
oltreconfine la consueta generale levata di scudi sull’argomento. Solo
poche, isolate voci di dissenso. Segno evidente dei tempi che cambiano.
Fra i contrari, lo storico fiumano Petar Strcic che ha paragonato (evidentemente
a causa di un equivoco) l’iniziativa di Radin con quella del defunto Tudjman,
che nello spirito della riconciliazione croata intendeva commemorare insieme
gli ustascia e gli antifascisti. «Ciò significherebbe mescolare
le ossa» ha dichiarato a un giornale lo studioso croato. Un malinteso
subito chiarito il giorno dopo dallo stesso Radin il quale, interpellato
da quasi tutti i giornali croati (ad eccezione della Voce del Popolo di
Fiume), ha spiegato che «l'iniziativa non prevede di fare un monumento
comune per fascisti e antifascisti. Ma solamente una commemorazione a entrambe
le vittime della guerra. Come ha fatto anche Ciampi, che a Trieste ha visitato
sia la Risiera che la Foiba di Basovizza». In altre parole, Mesic
e Ciampi (questa l'idea lanciata a Trieste da Radin), potrebbero dapprima
inchinarsi davanti a un luogo-simbolo come la Foiba di Vines (nell’Albonese,
dove nel ’43 vennero recuperati 84 corpi di italiani). E successivamente
ricordare le vittime del fascismo, in un altro sito in Istria.
Tra i contrari
all’iniziativa, oltre a Strcic, figura anche il rappresentante dei partigiani
istriani Miho Valic. «Spero che cambierà idea» ha commentato
Radin.
E se Vecernji
list, Jutarnji list, Republika e Slobodna Dalmacija hanno dedicato un considerevole
spazio alla vicenda, il Novi list-Glas Istre è andato oltre, con
un reportage dalla zona di Vines.
Una curiosità:
gli abitanti della piccola località hanno protestato, ma non per
l’annunciata iniziativa del monumento agli infoibati, quanto piuttosto
per la sua collocazione. La voragine, come confermato anche da testimoni
locali, si troverebbe a Blaskovici e non a Vines.
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