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martedì 16 gennaio 2001


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Quasi tutti i giornali d’oltreconfine hanno riportato la notizia su Mesic. Anche questo è un segno del mutato clima politico 
Le aperture di Mesic sulle Foibe, è un coro di «sì»
Fra i contrari all’iniziativa di esuli e «rimasti», solo lo storico Strcic e i partigiani locali 


Vasta eco hanno ottenuto sui giornali croati le aperture del presidente Stipe Mesic sulle Foibe. La scorsa settimana, il deputato al Sabor Furio Radin, dalla tradizionale conferenza mensile al caffé Tommaseo ha confermato il sostegno del leader di Zagabria all’iniziativa di esuli e «rimasti». Si prevede infatti di innalzare un monumento in Istria che ricordi la tragedia che colpì la gente istriana durante e dopo la seconda guerra mondiale. Al contrario di quanto ci si sarebbe potuto attendere, non c’è stata oltreconfine la consueta generale levata di scudi sull’argomento. Solo poche, isolate voci di dissenso. Segno evidente dei tempi che cambiano. Fra i contrari, lo storico fiumano Petar Strcic che ha paragonato (evidentemente a causa di un equivoco) l’iniziativa di Radin con quella del defunto Tudjman, che nello spirito della riconciliazione croata intendeva commemorare insieme gli ustascia e gli antifascisti. «Ciò significherebbe mescolare le ossa» ha dichiarato a un giornale lo studioso croato. Un malinteso subito chiarito il giorno dopo dallo stesso Radin il quale, interpellato da quasi tutti i giornali croati (ad eccezione della Voce del Popolo di Fiume), ha spiegato che «l'iniziativa non prevede di fare un monumento comune per fascisti e antifascisti. Ma solamente una commemorazione a entrambe le vittime della guerra. Come ha fatto anche Ciampi, che a Trieste ha visitato sia la Risiera che la Foiba di Basovizza». In altre parole, Mesic e Ciampi (questa l'idea lanciata a Trieste da Radin), potrebbero dapprima inchinarsi davanti a un luogo-simbolo come la Foiba di Vines (nell’Albonese, dove nel ’43 vennero recuperati 84 corpi di italiani). E successivamente ricordare le vittime del fascismo, in un altro sito in Istria.

Tra i contrari all’iniziativa, oltre a Strcic, figura anche il rappresentante dei partigiani istriani Miho Valic. «Spero che cambierà idea» ha commentato Radin.

E se Vecernji list, Jutarnji list, Republika e Slobodna Dalmacija hanno dedicato un considerevole spazio alla vicenda, il Novi list-Glas Istre è andato oltre, con un reportage dalla zona di Vines.
Una curiosità: gli abitanti della piccola località hanno protestato, ma non per l’annunciata iniziativa del monumento agli infoibati, quanto piuttosto per la sua collocazione. La voragine, come confermato anche da testimoni locali, si troverebbe a Blaskovici e non a Vines. 

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