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UMAGO Il Capo dello Stato croato ha visitato la nuova sede della Comunità intitolata a Tomizza Mesic
«esalta» le minoranze
Gli italiani sono una ricchezza per il Paese e un collante con l’Europa |
UMAGO - All'insegna dello slogan «Prendiamo un caffè con il presidente» la visita di ieri in Istria del Capo dello Stato croato Stipe Mesic.
Più di una semplice chiacchierata, meno di un incontro «gessato», la mattinata a Umago, trascorsa con il sindaco, Floriana Bassanese Radin, e la Giunta municipale al completo. «Sviluppate il comparto nautico, stimolate gli investimenti nelle zone doganali franche, aprite nuovi casinò e campi di golf»: alcuni dei suggerimenti di Mesic alle autorità locali. Poi, accompagnato dal presidente della Regione Istria, Ivan Nino Jakovcic, il Capo dello Stato ha raggiunto il bar della rinnovata sede della Comunità degli Italiani, intitolata a Fulvio Tomizza, per prendere un caffè con gli umaghesi. Una visita con la quale Mesic ha voluto «rimediare» alla mancata partecipazione all’inaugurazione della sede, avvenuta in occasione delle visita del presidente italiano Ciampi. L’agenda troppo fitta aveva infatti impedito ai due Capi di Stato di arrivare a Umago.
Oltre che a soffermarsi sul futuro della coalizione di governo, attraversata da attriti interni, Mesic ha parlato della necessità di una maggiore tutela delle minoranze nazionali. «Quella italiana rappresenta per il nostro Paese una grande ricchezza - ha detto -. I gruppi nazionali sono il ponte fra gli Stati e il collante per la costruzione della nuova Europa». Nell'incontro con i cittadini è stato toccato anche il tema del trattato sui confini tra Croazia e Slovenia, non ancora ratificato dal Parlamento di Zagabria. «Bisogna mettere in campo tutti gli sforzi per proseguire il dialogo», ha spiegato Mesic. Per quanto riguarda il contenzioso sulla definizione del confine marittimo nel golfo di Pirano ha riproposto il mantenimento della sovranità croata sul mare e l'accesso della Slovenia al corridoio internazionale. Il presidente della Giunta istriana Jakovcic si è soffermato invece sulla vertenza dei pescatori istriani, in rivolta contro l'applicazione dell'accordo croato-sloveno sul piccolo traffico di frontiera, che consente a 25 pescherecci sloveni di calare le proprie reti in acque istriane fino ad Orsera. In tal proposito, ieri è arrivato l'appoggio del Comparto pesca della Camera dell'artigianato di Zagabria al massiccio meeting di protesta organizzato dai pescatori croati martedì scorso a Cittanova. Jakovcic ha difeso gli interessi della categoria, affermando altresì che l'accordo con la Slovenia, frutto di un compromesso, è di vitale importanza per la Croazia.
Dopo Umago, il presidente Mesic |