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a cura di Roberto Palisca
L'INIZIATIVA
Perché esuli on line?
Con questa pagina, che inizialmente proporremo una volta alla settimana,
"La Voce del Popolo" intende offrire ai nostri lettori almeno un assaggio,
una minuscola parte dell'intenso scambio di informazioni che quotidianamente
avviene via Internet tra gli esuli fiumani, istriani e dalmati sparsi su
tutti i continenti del globo. Di settimana in settimana riporteremo dal
Canada, dagli Stati Uniti, dal Sudamerica, dall'Australia, dalla Nuova
Zelanda ecc. notizie, informazioni, inviti, appelli, ricordi, episodi,
fotografie di ieri e di oggi, comunicati e quant'altro la nostra diaspora
fa circolare quotidianamente nell'immensa rete di Internet. Sarà
un lavoro impegnativo per la redazione proprio perché difficile
sarà selezionare il materiale a disposizione nei vari siti. Riteniamo
comunque di far cosa gradita ai nostri lettori, specialmente a quelli che
ancora non navigano in rete: forse riconosceranno amici, parenti, conoscenti
e, tramite "La Voce", potranno anche comunicare inviando loro messaggi
o semplicemente chiedendo informazioni su fatti, avvenimenti, amici comuni
o su altro. Basterà telefonare a "La Voce" e i nostri addetti trasmetteranno
immediatamente, gratis, i vostri messaggi in rete. Ai più esperti
che già navigano, forniremo, di volta in volta, nuovi indirizzi
e siti. Speriamo che l'iniziativa, già sostenuta da molti esuli
che abbiamo conosciuto in rete, possa trovare col passare del tempo buona
accoglienza e crescente gradimento.
IN QUESTA PRIMA PUNTATA DI «ESULI
ON LINE» PARLIAMO DI ISTRIANET
No. L'Istria non è spazio
virtuale
È lo strillo dei suoi
gabbiani sparsi per il mondo
Uno dei siti indubbiamente più interessanti e più aggiornati
in rete, estremamente ricco di notizie e di tantissime curiosità
riguardanti soprattutto l’Istria e gli istriani sparsi un po’ per tutto
il mondo, è quello di Istrianet, all’indirizzo www.istrianet.org.
Quasi un’enciclopedia virtuale in cui tutti i navigatori interessati a
conoscere l’Istria e gli istriani, la mentalità delle nostre genti,
le tradizioni, la cultura, la storia, le canzoni ma soprattutto le persone,
potranno trattenersi per ore ed ore. Sull’importanza e sul significato
che la terra d’Istria ha per quell’immenso numero dei suoi figli che l’hanno
lasciata, una splendida poesia scritta [nell'introduzione]
dall’esule Franco
Aitala, nato a
Draguccio nel Comune di Pisino, oggi residente a Filadelfia negli Stati
Uniti, dice tutto. La pubblichiamo integralmente.
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| No! Istria non e` uno spazio
virtuale!
Istria e` lo strillo del gabbiano nel tramonto,
il sussurro del vento tra la fragranza dei pini torreggianti,
lo sciacquio ironico dell’Adriatico sugli
scogli ruvidi delle insenature nascoste.
Istria e` la luce verdognola che filtra
attraverso le foglie dei vigneti,
la spinta crudele della bora del nord che scompiglia
le batane nel porto,
la pesantezza dormigliosa di un bruciante pomeriggio
estivo riscossa dalla freschezza della brezza marina di ogni sera.
Istria e' il carminio della terra rossigna che
sanguina la sua eterna richiesta di PACE.
Istria era la mia CASA.....Possano coloro che ancora
vivono li` godere la sua bellezza e la sua intrinseca realta`. |
Il merito del bellissimo sito è ovviamente di un più che
consistente numero di entusiasti: di tante persone che oggi vivono in tutti
i continenti che sentono forte il richiamo della propria terra natia e
inevitabilmente hanno dell’Istria anche tanta, tanta nostalgia: ma c'è
anche l'impegno dei loro discendenti, figli e nipoti, molti dei quali nati
all’estero, consapevoli dell’importanza che ha mantenere vivo il contatto
con la terra d’origine dei loro padri, delle loro madri, dei loro nonni
o bisnonni.
"Siamo un 'piccolo’ gruppo di gente entusiasta sparsa per il mondo
che ama l’Istria - dicono con molta modestia nell’introduzione del sito
i promotori della bella iniziativa avviata nel 1998 "Tanti di noi sono
nati là, tanti altri sono discendenti di istriani". [da About
Us] Non possiamo non elencare in quest’occasione i nomi di quanti hanno
contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Sono [dal Parcipants
List] Julian Ardas, il già
citato Franco Aitala
[Pennsylvania, USA, scomparso in 2005], John Babich [New York, USA], Dean Banko [Istria],
Marija Banko (generazione 1935,
nata a Jakovici, nei pressi di Tignano, espatriata in Australia nel lontano
1961 e ritornata a vivere nella sua Istria nel 1975), Bogdan
Banu [Washington, DC], Martin
Floro Bassani (di Vines, oggi in [Colorado]), Paolo
Benoli [Italia], Gordon Bevanda [Sweden],
Laura Blagoni Plass (nata a Pola, oggi residente in Germania), Loredana
Bogliun [Istria], Guido Braini (69 anni, nato a Capodistria, emigrato nel 1955 in
Canada, oggi presidente del Club Giuliano Dalmata di Toronto), Silvana
Brkaric-Krculic (poetessa di Jesenovik - Iessenoviza; oggi a New York, USA), il professor Edward
Brumgnach (docente di computeristica del "Queensborough Community College"
dell’Università di New York), i fiumani Alberto Giuseppe
Ciceran,
(oggi esule a St. Catharines, in Ontario, Canada), Maria Luisa
(Marisa) Ciceran
[nata a Fiume, oggi di Manhattan, New York, USA] e Giovanna Iurman-Ciceran
[di Villlanova/Nòselo, oggi a Manhattan, New York, USA], il poeta ed esule rovignese
Gianclaudio De Angelini (autore tra l’altro, insieme allo zaratino Marino
Micich di "Poesia dell’esodo a due voci"; oggi a Roma), Ottavio de
Manzini [Italia], Mario
Demetlica [Australia],
Bruno Dobric [Istria], Caterina Edwards [Ontario, Canada], Sergio Fermeglia [New York, USA], Sanja
Floricic (adesso a New York, USA), Mirko Gabler [New York, USA], Vladimiro
Gagliardi [Istria], il pittore
Mario Gasperini (rovignese - generazione 1932, che oggi vive tra Londra
e Milano), Roberta Belulovich-Germaine [New York, USA], Elsa Gregori [Italia], Piero
Grimalda [Arizona, USA], Jim Hilby [USA], Doroteo Honovich [New York, USA], Alida Gasperini
Iaccarino [Italia], Mario
Jelcic [New York, USA], Cecilia Jugalay [USA], Ivan Kalcic [Ontario,
Canada], Paul Kenul [Germany e Istria], Ivan Kos [New York], Lucio Krbavac
[Australia], Karlo Kuhar [Istria],
Hrvoje Latkovic [New Jersey, USA], Fabio Leonessa [Washington, DC], Ondina
Lusa [Slovenia], Alberto Martinuzzi [Germania], Daniela Liubicich-Massa [New
York, USA], Wanda
Mezzulli-Scattaro [Istria], Walter
Milani [New Jersey, USA], l’albonese Marijan
Milevoj, Davor Miskovic [Istria], Bruno Nacinelli [Ontario, Canada], Petru
Neiescu [Romania], Franko Pavicevac
(nato a Pisino, ora a New York, USA), Pia Pelaschier Zustovich [New York, USA], Steve
Peras [New York, USA e Zurich, Switzerland],
Michael Plass [Germania], Giuseppe Radossi [Istria], Romano
Ruzic [New York, USA], Guido Ruzzier [Italia], Amedeo Sala
(purtroppo scomparso di recente in Australia) Sandro
Sambi [Slovenia], Antony Sankovic
[Ohio, USA], Louis Santalesa [New York, USA],
Milan Saric [Ontario, Canada], Paul Sergovic [California, USA], Etty
Simicich [Washington State, USA], Roberto Sirola [Istria], Davor
Sisovic [Istria],
Nevio Smilovic [Istria], Vlado Smilovic [New Jersey, USA], Ferruccio Staffetta
[Italia], Frank Tercovich [New Jersey, USA], Nevio Terdoslavich [New York, USA],
Alex ed Elizabeth Touberoff [London, England], Vito e Avelina
Teric [New York, USA], Luigi Valenta [New York, USA], Guido
Villa [Australia], Boris Zgomba [Ontario, Canada] ed Alex Zlatic
[California, USA]. Rileveremo ancora che alcuni dei fondatori
e dei tanti collaboratori di Istrianet.org il 30 luglio del 2000 si erano
dati appuntamento in Istria per incontrarsi e conoscersi a vicenda proprio
là dove molti di loro sono nati o nelle località natali dei
genitori o dei nonni dei più giovani, nati all’estero.
BREVI E SITI INTERESSANTI
Il sito http://utenti.lycos.it/militaria/ ha inserito di recente sulla
sua pagina principale l'articolo scritto alcuni mesi fa dalla nostra corrispondente
di Parenzo, Lara Musizza, intitolato "L'Istria dodici anni dopo: il bilinguismo
è una realtà" ed inerente a un intervento fatto dal presidente
della Regione Istriana alcuni mesi fa a Cittanova. L'autore del sito ha
tra l'altro reso anche possibile ai visitatori della sua pagina l'accesso
alle pagine web dell'EDIT e del nostro quotidiano.
All'indirizzo http://digilander.iol.it/santaeufemia/manifestazioni/notiziedolorose/sala.htm
si dà notizia della scomparsa a Perth, in Australia, l'1 aprile
scorso, di Amedeo
Sala, nato a Trieste il 16 maggio del 1927, di origini
ragusee, vissuto in seguito a Zara fino all'esilio. Giunto a Melbourne
nel '50, trovò impiego presso la stazione di rilevamento spaziale
di Carnavon della NASA. Un esule che si fregiava anche della nomina a Membro
dell'Ordine d'Australia. Si dedicò nel tempo libero alla stesura
di un manoscritto sul bark austro-ungarico "Stefano" naufragato il dí
27 Ottobre del 1875 quando, diretto ad Hong Kong, affondò al largo
del Capo Nord Ovest a circa 900 chilometri a nord di Perth. Dell'equipaggio
di 17 uomini soltanto 10 riuscirono a sfuggire al mare in tempesta. I naufraghi
alla ricerca di cibo e acqua, perirono tutti salvo due che, sopravvissuti
trascorsero tre mesi con gli aborigeni prima di essere salvati. Ritornati
a Ragusa riferirono le loro vicissitudini al padre gesuita Stefano Scurla,
che pubblicò la loro storia assieme ad un glossario di parole aborigene
che i due avevano appreso nei sei mesi trascorsi al Capo. Difficilmente
l'abate sarebbe riuscito ad immaginare il valore che il suo manoscritto
avrebbe assunto più di un secolo dopo la sua pubblicazione, avvenuta
nel 1876. Il triestino Amedeo Sala ha trascritto e tradotto in inglese
il manoscritto italiano per poi proporlo al Dott. Alan Dench, docente del
Centro Linguistico, noto studioso e autore di diversi lavori riguardanti
gli aborigeni del Nord-Ovest. "Con l'obiettivo - come teneva a rilevare
in vita Sal - di raccogliere documentazioni storiche riguardanti le terre
adriatiche e di tradurle in inglese, allo scopo di contribuire alla salvaguardia
del nostro patrimonio culturale per le generazioni future di australiani
di origini istrovenete che probabilmente non parleranno l'italiano". All'indirizzo http://istrianet.org/istria/index1.html
compaiono la prima
e la seconda parte di uno studio scritto dall'albonese
Tomaso Luciani e
pubblicato a Pola nel 1869 presso la Tipografia "G. Seraschin", che tratta
di vari aspetti della vita del riformatore Mattia Flacio
Illirico, nipote
e seguace di Fra Baldo Lupetina. L'autore rivendica alla città di
Albona l'onore di aver dato i natali al teologo riformatore, e ne tratteggia
brevemente l'opera. Nello scritto Tomaso Luciani si congratula con Ermanno
Nacinovich nell'occasione "che s'addottora in ambe le leggi", e gli dedica
il proprio studio. Dai capitoli conclusivi appare evidente quanto la città
di Albona fosse interessata, in passato, a fare studiare i suoi figli migliori.
L'opuscolo é stato trovato dal pronipote dell'illustre Giuseppina
Martinuzzi, Alberto, tra le carte della sua nota bisnonna [correzzione:
sorella del nonno] albonese.
Per chi ha molta nostalgia della musica istriana e delle nostre canzoni
di ieri e di oggi, sempre su http://istrianet.org/istria/index1.html [a http://istrianet.org/istria/music]
troverete
tanti brani molto celebri da scaricare al computer. Da quelli intitolati
"bakalaj mix",
"malvasia mix",
"polenta mix", che sono dei poutpourrì
di canzoni di casa nostra, alle istrovenete "No go le ciave del porton",
"Bionda, bella bionda", "Chi che toca la mia morosa", "El tram de Opcina",
"Fioi come noi", "La mula de Parenzo", "Val piu un bicier de dalmato",
"Da Trieste fino a Zara". Per nonni e nonne c'è anche l'alternativa
di trovare il testo e la musica della nota filastrocca "Bati bati le manine".
C'è poi, in calce, tutto un elenco di canzoni più recenti
presentate alle ultime edizioni del Festival delle Melodie dell'Istria
e del Quarnero. A prendersi cura dell'allestimento della pagina musicale
di istrianet.org sono Dean Banko dall'Istria e Marisa Ciceran e Denis Sankovic
dagli Stati Uniti d'America, che hanno potuto fornire ai visitatori del
sito questa ricca e variegata scelta di canzoni grazie alla collaborazione
con la società culturale "Capris" di Capodistria, "Istrophonia",
"Trieste Mia", il "Fogolar furlan" di Roma, Croatia.net e con altri collaboratori.
Roberto Palisca
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