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20 maggio 2005
SINTETIZZATI NELLA GUIDA AL
MONUMENTO GLI ASPETTI SALIENTI DEL PASSATO ISOLANO
Una Torre, la storia di
Lussingrande
LUSSINGRANDE – Come tutto il mondo anche
Lussingrande ha ricordato la Giornata internazionale dei musei con la
presenza delle massime autorità cittadine nella locale Torre-museo.
Jasminka Ćus-Rukonić, direttrice del museo ha inaugurato di fronte a
un folto pubblico la prima guida del museo galleria, edito
dall’Università Popolare di Lussinpiccolo, diretta da Jagoda Mužić.
Una guida particolarmente curata, esaustiva sotto l'aspetto
tecnico-culturale. È sorta per espresso desiderio di Jasminka
Ćus-Rukonić, direttrice anche degli enti museali di Cherso ed Ossero,
autrice dei testi, mentre la giovanissima e brillante Dunja Janković,
pittrice accademica, ha curato la parte grafica e le illustrazioni
(ottime le fotografie di Tomislav Križić, Sandro Volarić, Dunja
Janković e Jasminka Ćus-Rukonić).
La Torre circolare
isolata – costruita a scopi difensivi dai Veneziani, per la protezione
della città dagli attacchi degli uscocchi di Segna e degli altri
pirati del mare Adriatico – quest’anno compie 550 anni di vita. È una
fortificazione militare tipica del Rinascimento, con le mura forti e
piuttosto bassa, a soli quattro piani, per poter resistere più
facilmente al fuoco dei cannoni, mentre le parti superiori delle sue
mura sono sporgenti, per bersagliare meglio l’aggressore. I parapetti
della Torre sono muniti di due apici a forma di "emme".
Il ruolo originale
della Torre era esclusivamente militare, ma questa serviva anche per
la guardia, oltre quale abitazione del corpo militare. Abbandonata e
lasciata andare in rovina, restaurata nel 1774, il suo degrado
continuò fino al 1911, quando dietro disposizione delle autorità
austriache fu conservata con il restauro delle sole mura. Negli ulrimi
anni la tutela della Torre è affidata alla Direzione per la protezione
dei beni culturali e naturali. Nell’anno 1992 è iniziata la
realizzazione del progetto di restauro della Torre, nel 1997
iniziarono i lavori archeologici, restaurate le mura, ricostruito il
tetto ed il solaio a travi di legno. Lavori finanziati dalla Città di
Lussinpiccolo, dalla Regione Veneto e dal Ministero della cultura
croato.
Dopo questa grande
impresa di recupero, la Torre di Lussingrande è stata arredata e
trasormata in museo-galleria dalla Città di Lussinpiccolo, sotto
l’alto protettorato del sindaco Dragan Balija. Aperta al pubblico
nell’anno 2000, vanta un museo con la sua collezione permanente sulla
storia della Torre e della città, con accento sullo sviluppo
urbanistico ed architettonico e sulla ricca storia marittima, navale e
turistica di Lussingrande.
Non solo una guida
della Torre, ma una guida storico-culturale di Lussingrande, dovuta al
coinvolgimento dei lussingrandesi di ieri e di oggi, in patria ed
all’estero, in quest'iniziativa. Un desiderio anche di mantere e far
crescere l’interesse storico-culturale isolano per lo sviluppo della
marineria e delle costruzioni navali di Lussingrande, che nel XVIII e
XIX secolo permisero ai marittimi del luogo di costruirsi magnifiche
ville e case, con giardini e parchi. Contemporaneamente, furono
costruiti i moli di attracco, strade e altre infrastrutture.
Lussino si affaccia al
XX secolo con una piccola flotta a vapore e con gli ultimi grandi
velieri di pregio: il bark “Contessa Hilda” di 1646 tonnellate fu
venduto nel 1908. A quella nave è legato il nome di uno dei più famosi
capitani marittimi lussignani, Aldebrando Petrina, l’ultimo grande
lupo di mare.
Nel suo ultimo viaggio, dopo mezzo secolo
di navigazione, quaranta anni al comando di velieri, dopo aver passato
cinquantacinque volte l’Equatore, il Petrina percorse oltre 19000
miglia marine all’età di 64 anni. Da Trieste a Taltal in Cile
doppiando il Capo di Buona Speranza, in 94 giorni, guidò la “Contessa
Hilda” nell’ultima corsa sugli oceani sotto bandiera lussignana.
Mariano L. Cherubini |