Reprinted from: http://www.edit.hr/lavoce/050928/cistriana.htm

28 settembre 2005

"Liburna", una riserva
floro-faunistica dietro l'angolo

Il paradiso degli asinelli

ARSIA - Lontre, pesci, farfalle, ranocchi e una vasta gamma di piante e fiori mediterranei. Sono gli “abitanti” della Riserva Liburna, una fetta di terra fertile che appartiene al Comune di Arsia situata in Val d’Arsa, lungo la strada che da Pola porta ad Albona. I padroni indiscussi di questo territorio sono gli asinelli, animali autoctoni, di cui si occupa da oltre dieci anni il coordinatore delle riserva Ivan Perko.

“La riserva attualmente ospita 21 somari autoctoni, tipici del litorale istriano e dalmato, ma in tutto disponiamo di oltre 70 asini. Alcuni si trovano a Beli dell’isola di Cherso, altri sono stati accolti da alcune famiglie istriane che prestano servizi di agriturismo” specifica Perko, che è inoltre presidente dell’associazione che porta il nome della riserva.

L’allevamento della razza autoctona degli asinelli è, a sua detta, una forma di turismo selettivo, al cui sviluppo né la Regione né la comunità locale sembrano essere interessate. Nonostante ciò, Perko e la consorte Čeda non rinunciano al loro progetto: continuano ad occuparsi degli asini e della diversità biologica di cui la riserva abbonda. Per i due entusiasti, promotori e difensori della natura, il guadagno non è importante. Non chiedono, per il lavoro che fanno, nessun ricompensa, sono contenti se riescono a coprire le spese. A tal proposito saranno utili le 40 mila kune con cui il Ministero comunicazioni, mare, turismo, sviluppo ha premiato quest’estate il loro progetto sulla protezione della diversità biologica dal titolo “Ritorno ai valori della natura”.

“Questa donazione dimostra la disposizione della Croazia ad appoggiare il progetto che ha per scopo la promozione della cultura del Mediterraneo e il ritorno alla natura”, sostiene Perko. E simbolo di tale Mediterraneo sarebbe proprio l’asino. Oggi, sul territorio che una volta era la sua casa, l’asino è quasi in via d’estinzione. “L’anno scorso non è nato nemmeno un asino” conferma, deluso, Perko.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, l’allevamento di questi animali non sarebbe, dice il nostro esperto, tanto complesso. “Per quanto riguarda gli asini, io posso stare tranquillo. Non succede niente anche se non mi faccio vivo nella riserva un intero giorno. Loro fanno tutto da soli, non devo dar loro da mangiare, mangiano da soli e vanno a dormire da soli. A differenza delle capre che chiedono una certa attenzione e, in ogni caso, maggiore impegno” dice. “Tuttavia, se necessario, ci vengo volentieri, anche più volte al giorno, mattina, pomeriggio e sera. Non mi è difficile investire né tempo né un paio di litri di benzina extra. Dopo tutto quello che dovevano sopportare nel passato, questi animali meritano anche di più”, è convinto il nostro interlocutore il cui desiderio è che l’asino istriano, quello nord Adriatico e del litorale-dinarico vengono riconosciuti quali razze specifiche.

Come reagiscono gli asinelli della Liburna a tali gesti d’attenzione? Ricambiano allo stesso modo e si rendono utili. Dal 1997 partecipano a ogni edizione della Rassegna degli asinelli “Tovarifest”, una specie di festival a cui partecipano gli esemplari provenienti dal territorio dell’Istria e Quarnero. Il festival è stato inaugurato quest’anno, a metà agosto e, a differenza delle altre feste nell’Albonese, è continuato le settimane successivi. In dicembre Perko porterà i suoi beniamini a Zagabria, dove avrà luogo “Magarijada”, un’olimpiade a livello nazionale a cui saranno presenti pure asini di Francia e Gran Bretagna.

Tanja Škopac

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