Church Bells and Steeples
Architecture



 

Antiche campane istriane
di Fulvio Di Gregorio

Oscurate dalla tragedia della seconda guerra mondiale che ha sconvolto la popolazione dell' Istria, le vicende di alcuni beni antichi di quella terra sono ben poco conosciute.

Già nella guerra del 1915-18 l' Esercito austroungarico requisì una parte delle campane del Litorale Adriatico (quelle più moderne e di scarso valore) destinandole alla fusione per ricavare i metalli destinati all' industria militare.

Parimenti il Governo italiano nella guerra del 1940-1945 attinse alla riserva metallica dei sacri bronzi per le necessità belliche. Il Ministero dell' Educazione Nazionale si premurò però di salvare dalla fusione quelle campane che avevano valore storico ed artistico, con incarico affidato a Carlo Someda De Marco (e poi, in una seconda cernita, che confermò la prima, allo stesso, coadiuvato da Nicolò Rota), e che erano state trasportate presso le ditte fonditrici Francesco Broili e G.B. De Poli, entrambe di Udine. Di fronte a 1349 campane per un totale di 467.994 tonnellate (soprattutto provenienti dalle Diocesi di Trieste, Capodistria, Fiume, Parenzo, Pola e Gorizia) fu posto il fermo a 67 pezzi per un totale di kg. 5.055.300. Durante l'occupazione germanica del 1943 da parte delle suddette ditte vennero nascoste, per non dare ai tedeschi ulteriore preda bellica.

Dopo la fine della guerra le 86 campane risparmiate dalla fusione (qualcuna nel frattempo era stata rintracciata e ricuperata dal relativo parroco) furono trasportate al Museo di Udine. Nel 1962 la Jugoslavia ne chiese la restituzione. Ne ottenne 44, depositate al Museo di Pola; oltre ad un risarcimento offerto dal Governo italiano per il rifacimento di quelle distrutte, pari a 120 milioni di Lire, importo però finito nelle casse di Belgrado. Nel 1964 dodici sacri bronzi, appartenenti agli attuali territori sloveni sono stati prelevati dal Museo di Lubiana, e quattro di questi tornati ai luoghi di origine, gli altri "spariti". Quelle appartenenti all'Istria croata vengono trasferite al Museo della Città di Pisino, nominate beni culturali e annotate nel registro dei beni culturali mobili (rjesenje Konzervatorskog odjela Rijeka, broj 01-144/1-62 od 28.V.1962. godine), dove si trovano tuttora, esclusa quella di S. Lorenzo (Sv. Lovrec) frazione di Pinguente (Buzet), che nel 1995, grazie soprattutto all'intervento di Emil Zonta fu trasportata al suo luogo originario, con grande festeggiamento popolare.

Di seguito ci occuperemo di due esemplari antichi già appartenenti a due chiese della Parrocchia di Valdarsa/Susnjevica:

 1 - CHIESA DI SANTO SPIRITO - VILLANOVA 

(No.rif.: C.S.De Marco: 718b- Mus.Pis. 1988) - vedi nota
Peso: Kg. 23; diametro: m.0,30; altezza: m. 0,38.

Campana del secolo XIV, con corona a sei maniglie, delle quali due rotte ed una mancante. Due cordoni girano sopra il collare, altri due nella parte inferiore, al centro una S sormontata da una croce, simbolo del maestro fonditore, che si ritiene un collaboratore del maestro Marco, figlio di Vendramo che operò a Venezia alla fine del 1300 - inizio del 1400 (sue anche le campane di S.Lorenzo al Pasenatico, Antignana, Arbe, ecc.).

Foto della campana

1-A

1-B

Particolare del campanile a vela
1-C

  2 - CHIESA DI SAN QUIRINO - SUCODRU 

(No.rif.: C.S.De Marco: 701b - Mus.Pis. 2000)
Peso: Kg. 27.5; diametro: m. 0,35; altezza: m. 0,43.

Campana del secolo XVII ritenuta fusa dal maestro Domenico Macarini di Venezia, manca della corona originale, sostituita da quattro maniglie di ferro. Sopra il collare, tra quattro cordoni, si trova la data di fusione: MDCIIII. Sopra la parte centrale del fianco ha le figurazioni: Crocifisso, S.Nicolò di Bari, la Madonna seduta col Bimbo in braccio, S.Giovanni Battista (figure e lettere di iscrizioni uguali alle campane delle chiese di S.Stefano di Bersezio, della Natività di Maria di Piemonte e del cimitero di Moschiena); ha tre cordoni nella parte inferiore del fianco e due cordoni sopra l'anello di percussione.

Un piccolo "giallo" riguarda a quale chiesa dovesse appartenere questo manufatto. Il libro sottocitato di Carlo Someda De Marco infatti riporta: SUCODRU, chiesa di Santa Domenica, Comune di Valdarsa; e nell'inventario originale del Museo di Pisino si legge: "Crkva S.Nedjelje - Suhodrin- Pazin?". Nella lista attuale è stato corretto come qui indicato (Sv.Kvirina u Jasenoviku). D'altronde alla Parrocchia di Valdarsa (Diocesi di Parenzo e Pola, Decanato di Albona - Comune di Chersano) appartengono le seguenti chiese: Valdarsa: Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista; Letai: Chiesa di San Giorgio; Villanova: Chiesa dello Spirito Santo; Jessenovik (Sucodru): Chiesa di San Quirino; nel cimitero: San Silvestro.

Foto della campana

2-A

2-B

Campanile e vela della chiesa di S. Quirino

2-C

Nota: i numeri di riferimento sono quelli del libro Campane antiche della Venezia Giulia di Cario Someda De Marco (C.S.De Marco) e del Museo della Città di Pisino (Mus.Pis.)

Fonti bibliografiche:

  • Carlo Someda De Marco: Campane antiche della Venezia Giulia - Edizioni Doretti (Udine, 1961);
  • David M. Flstrovic: "Da zvpmoc (opet) progovore", in Glas Istre, 19.1.1991 (pag.ll);
  • Alberto Cernaz: "E si salvarono 44 campane", in Il Piccolo di Trieste, 31.8.1995 (pag.ll).

Fotografie:

  • 1-A, 2-A (campane, in bianco-nero) tratte dal libro di C.S.De Marco
  • 1-B, 2-B (campane - a colori) originali per il Museo della Città di Pisino, di David Ivic, Gologoriza (fair use granted by copyrights holder)
  • 1-C, 2-C (campanile, a colori) originali di F. Di Gregorio

Un particolare grande ringraziamento alla Prof. Marija Ivetic, consulente del Museo della Città di Pisino, che con cortesia e professionalità mi ha fornito molti dati di tale ricerca.

Grazie anche alle signore Lidija Nlkocevic e Ana Montan del Museo Etnografico dell'Istria di Pisino, che mi hanno fornito preziosi consigli} a mia figlia Elide Di Gregorio in Soldatic, che ha curato la corrispondenza da e in Croato; nonché al sig. David Ivic di Gologorica di Pisino, che ha scattato le fotografie delle campane e ne ha autorizzato la pubblicazione.

Tratto da:

  • Fulvio Di Gregorio, Antiche campane istriane (PDF)


Main Menu


This page compliments of Marisa Ciceran and Fulvio Di Gregorio

Created: Sunday, May 23, 2010; Last updated: Thursday, June 17, 2010
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA