Franca & Mario Lorenzutti


Franca and Mario Lorenzutti at a picnic in 2004.

IL RESOCONTO DI MARIO LORENZUTTI DAL RADUNO DI CHATHAM [2007]
Ierimo, semo e saremo

Ciao Giuliani, Istriani Fiumani e Dalmati; siamo da poco tornati dalla ridente cittadina di Chatham. L’occasione era di celebrare i 50 anni dell’arrivo delle nostre genti Giuliane in questa parte del Canada. Tutto è stato organizzato a puntino, l’entusiasmo era grande. Il venerdì sera era stata allestita una mostra sull’arrivo della nostra gente in Canada. Ricordi, tanti ricordi, tante fotografie sbiadite nel tempo, ma che hanno un posto particolare nel cuore di tutti. Direttamente da Trieste era presente la nostra Viviana Facchinetti, che dopo aver pubblicato la storia della nostra gente in Australia, ha voluto dedicare anche un libro su di noi istriani in Canada. Emozioni e ancora emozioni.. Naturalmente pensando anche a quelli che non sono più con noi ma che con il loro lavoro hanno contribuito al portare alto il buon nome della nostra gente. Dobbiamo dire anche che è stato pubblicato un libro ricordo per l’occasione che è stato poi distribuito a tutti i presenti: quasi un riassunto di tutto quello che è successo in questi 50 anni. E non è stato poco: tante belle foto e tanti traguardi raggiunti con tanto sudore.
Sabato mattina ci siamo ritrovati tutti davanti al municipio di Chatham per l’alza bandiera. La nostra "Capretta istriana" veniva issata sul pennone del municipio. È stato un grande onore e una grande emozione vedere la bandiera della nostra piccola Istria sventolare accanto alla bandiera canadese. Grazie Canada per questa opportunità, noi e i nostri figli ve ne saremo sempre grati. Gli onori di casa son stati fatti dal sindaco della cittadina, in presenza di una "Giubba Rossa "in alta uniforme. Il tutto accompagnato dall'Inno dell’Istria. Neanche a dirlo eravamo numerosi. Ho notato tanta emozione tra tutti. Presenti anche tutti gli ospiti invitati per l’occasione: da Trieste: DarioLocchi, Presidente dei Giuliani nel Mondo, il nostro cappellano onorario don Giovanni Gasperutti, esule capodistiano, la giornalista Viviana Facchinetti e altri. Il principale oratore è stato il nostro “commissioner” Julian Fantino, venuto apposta da Toronto per l’occasione. Elemento di spicco che gode di una grande reputazione e che conosce molto bene la nostra storia essendo un emigrante anche lui dal vicino Friuli.

Dopo la cerimonia dell’alza bandiera ci siamo recati tutti assieme nella vicina chiesa di St. Joseph, dove il nostro cappellano onorario, don Giovanni Gasperutti, ha celebrato la Santa Messa. Grazie Don Giovanni, per aver fatto vibrare i nostri cuori, con parole d’amore e fratellanza.

Ho notato molti occhi lucidi, si sa, quando si parla della nostra terra, si ritorna di colpo a casa. In un attimo si vedono i nostri paesi, le nostre chiese, i nostri cimiteri, i nostri ricordi di vita, lontani sì ,ma mai dimenticati.

Un vicino di banco mi ha detto: “Sai, 50 anni fa mi trovavo proprio in questa chiesa assieme ai miei genitori e a mio fratello. Eravamo appena arrivati da Trisete, in questo paese straniero,senza soldi , senza lavoro, senza parlare la lingua. E ci chiedavamo: come faremo? Mia madre non si perse d`animo e disse: “Andiamo in chiesa e pregheremo la Madonna: Lei non abbandona mai nessuno”.

Cinquant’anni dopo questo signore è diventato un uomo di successo, lavorando duro, senza avere mai dimenticato le proprie origini e gli insegnamenti ricevuti in famiglia. Questa è la nostra gente: gente tenace, seria e con tanta voglia di lavorare. Nessuno ha chiesto niente a nessuno, tutti si sono dati da fare onestamente, tutti si sono sistemati. Dobbiamo dire tante grazie a questo Grande Paese per averci dato l’opportunità di risorgere.

La sera al Gran Gala eravamo quasi 400 persone venute per l’occasione da diverse parti del Canada. Commovente l’entrata delle nostre bandiere, alle note dell’Inno canadese e italiano. Da notare anche i vari attestati di stima e telegrammi ricevuti dal Primo Ministro canadese Steven Harper, dall’ambasciatore italiano Gabrielle Sardo, dal vescovo di Trieste Eugenio Ravignani, dal Premier dell’Ontario, Dalton McGuinty e altri ancora. E per finire il nostro immancabile “Va pensiero”, che fa sempre venire i brividi alla nostra gente. Poi i saluti di circostanza delle autorità presenti, la benedizione del cibo da parte del nostro don Giovanni, una cena sontuosa, divertimento e ballo con tanta musica istriana e, tanto ma tanto ciacolar nel nostro bel dialetto. Son passati 50, anni molte cose sono cambiate, ma il cuore di tutti è rimasto sempre istriano. Un ringraziamento particolare va a tutto il Comitato della Lega Istriana di Chatham e al suo presidente Antonio Perini, che si sono prodigati per mesi per far sì che questo Raduno diventi un successo. E così è stato. Ierimo, semo e saremo.

Mario Lorenzutti, canadese, esule istriano.

Tratto da:

  • "istria-talks" discussion forum
  • republished September 8, 2007 in La Voce del Popolo, Esuli e Rimasti
  • Phograph courtesy of Franca and Mario Lorenzutti


Mario with Fulvio Tomizza, Niagara Falls

Acknowledgements