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Serie: 33 IL QUESTORE DI FIUME E' dedicato a Giovanni Palatucci, il questore che riuscì a mettere in salvo oltre 5000 ebrei, lo "Speciale chi l'ha visto?" in onda sabato 22 aprile alle 23 su Raitre. Un ritratto-documento, costruito con testimonianze e racconti, per conoscere un uomo proclamato "Giusto tra le nazioni". |
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Quella di Giovanni Palatucci è la storia di uno Schindler italiano. A Fiume, prima come responsabile dell'Ufficio Stranieri, poi come Questore, dal 1939 al 1944 riuscì a trarre in salvo migliaia di ebrei destinati ai campi di sterminio. Pur potendosi mettere in salvo, Palatucci continuò la sua missione fino al sacrificio della propria vita. Arrestato dai nazisti, morì nel febbraio del 1945 nel campo di concentramento di Dachau. Fu proprio la Prima Conferenza Mondiale Ebraica, tenuta a Londra nel '45, a stabilire che il Questore di Fiume aveva salvato la vita a più di cinquemila ebrei. A questa straordinaria figura di italiano, un eroe sconosciuto ai più ma che per il suo impegno umano e civile è stato proclamato nel 1990 "Giusto tra le nazioni", Raitre dedica alla vigilia di Pasqua, uno Speciale "Chi l'ha visto?" di Pier Giuseppe Murgia, in onda sabato 22 aprile alle 23. "Il Questore di Fiume", questo il titolo dello Speciale, è un ritratto-documento inedito di Palatucci, realizzato con scrupoloso rigore di ricerca e grande tensione narrativa dal regista e autore Pino Rinaldi. Nel corso del programma, attraverso il racconto dei sopravvissuti all'Olocausto salvati proprio dal questore, le testimonianze di chi lo ha conosciuto, e la documentazione messa a disposizione dal Ministero dell'Interno, si delineano la generosità e l'integrità morale dell'uomo Palatucci. La sua figura è arricchita dai ricordi di chi con lui ha condiviso la scelta non facile di opporsi alle persecuzioni antiebraiche. Parla Americo Cucciniello, suo collaboratore nella Questura di Fiume, per spiegare la strategia adottata da Palatucci : smistare verso campi di internamento "protetti" ebrei altrimenti destinati ai campi di sterminio, anche con l'aiuto dello zio, Giuseppe Maria Palatucci, Vescovo di Campagna, una cittadina del salernitano. Tra le interviste realizzate in Israele, quella con lo storico Daniel Carpi, docente di Storia dell'Olocausto all'Università di Tel Aviv, e quella con il responsabile del Dipartimento "Giusti tra le nazioni", Paldiel. A seguito dello Speciale, "Chi l'ha visto?" dedicherà nella puntata del 2 maggio uno spazio al "Questore di Fiume", al fine di raccogliere, attraverso la capacità ricettiva del programma di Raitre, ulteriori testimonianze di chi si è salvato grazie al suo coraggio. |
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Per capire quale straordinario uomo sia stato Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume, bisogna riportarsi all'epoca barbara in cui Palatucci si e' trovato ad operare. In uno dei periodi più tragici della storia del mondo, nei primi anni '40 dominati dalla guerra, dal feroce razzismo e dallo sterminio di massa, un funzionario che, per incarico conferito avrebbe dovuto stare dalla parte dei carnefici, seppe scegliere di essere uomo prima che funzionario schierandosi con le vittime, senza curarsi che avrebbe potuto, cosi', mettere in gioco la propria carriera e la propria vita. Giovanni Palatucci non aveva un ruolo qualsiasi in un luogo defilato. Fiume era stata una città simbolo dell'irredentismo e della cultura deviante del superomismo. Era vissuta nella mitologia dannunziana e nazionalista, carica dei veleni e delle tensioni delle zone di confine contese. In particolare sul finire del '43 la zona di Fiume era diventata un crocevia tormentato, di fatto annesso al Reich (Fiume era incorporata nell'Adriatisches Küstenland con, alle porte i feroci ustascia di Ante Pavelic, crudelmente specializzati nella pulizia etnica in Croazia, a Zagabria e a Sarajevo). Per imporre il dominio nazista sul litorale Adriatico e quindi anche su Fiume, il comando era stato affidato al generale delle SS Odilo Globocnick, luogotenente di Adolf Eichmann, e, come tale, uno dei maggiori artefici della "soluzione finale", già responsabile dello sterminio degli ebrei in Polonia. In questo tremendo contesto si trovo' dunque ad agire Giovanni Palatucci in qualità di reggente della Questura di Fiume. Il suo codice morale era già rimasto profondamente scosso quando nel 1938 il regime fascista aveva promulgato le vergognose leggi razziali. Ma quando si trovo' al centro dell'orribile odissea delle persecuzioni antiebraiche, quando vide che il mondo si stava rovesciando nella follia e nei massacri, volle a tutti i costi restare uomo in mezzo ai lupi. Una scelta profondamente etica che gli costo' la vita. Pur potendo mettersi in salvo decise di rimanere al suo posto a Fiume per proteggere la popolazione. Il 13 Settembre 1944 le SS lo arrestarono. Dopo alcuni mesi di sevizie in carcere e in campo di concentramento, morì a Dachau poche settimane prima della fine del conflitto. Per il suo straordinario esempio Giovanni Palatucci e' stato eletto "Giusto tra le Nazioni". In un momento in cui è così importante sottolineare i micidiali pericoli di ogni forma di xenofobia e di razzismo "Speciale chi l'ha visto?" dedica a Palatucci un ritratto-documento realizzato con scrupoloso rigore di ricerca e con efficace resa narrativa dal regista Pino Rinaldi. "Speciale chi l'ha visto?" si propone di cercare testimonianze di chi ha conosciuto Palatucci, di chi e' stato da lui aiutato, salvato dal suo intervento e dal suo coraggio.
Pier Giuseppe Murgia
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IL
CORAGGIO DI ESSERE UOMO
Nell'aprile del 1999 venni incaricato di realizzare un documentario su Giovanni Palatucci. Non sapevo chi fosse. Oggi, dopo averlo conosciuto, quando qualcuno mi chiede " ...ma chi è Giovanni Palatucci?" rimango meravigliato e mi chiedo le ragioni di questo vuoto nella memoria storica collettiva. Spero che, attraverso questo documento, tanta gente possa conoscere la sua storia e il suo insegnamento: avere sempre il coraggio di essere uomo, nel senso più semplice e più difficile di questa parola.
Pino Rinaldi
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LA
SCHEDA
Giovanni Palatucci nasce a Montella (AV) il 31 maggio 1909, da Felice Palatucci e Angelina Molinari. Dopo gli studi classici, nel 1930 presta servizio militare come allievo ufficiale di complemento a Moncalieri, in Piemonte. Nel 1932 si laurea in Giurisprudenza e nel 1935 supera, presso la Regia Corte d'Appello di Torino, gli esami per l'esercizio della professione di procuratore legale. Nel 1936 presenta la domanda per l'Amministrazione della Pubblica Sicurezza e, nello stesso anno, frequenta a Roma il 14° corso per funzionari della Pubblica Sicurezza. Il 16 settembre 1936, al termine del corso, viene assegnato alla Questura di Genova. Il 15 novembre 1937 viene trasferito presso la Questura di Fiume, dove assume subito l'incarico di responsabile dell'ufficio stranieri. Il 13 settembre 1944 viene arrestato dalla polizia di sicurezza germanica con l'accusa formale di cospirazione ed intelligenza con il nemico: la sua fine viene decisa dalle autorità tedesche per la sua attività a favore delle migliaia di profughi ebrei che riuscì a sottrarre alle persecuzioni naziste. Il 22 ottobre 1944, a seguito della commutazione della condanna a morte nella deportazione, giunge nel campo di sterminio di Dachau. Il 10 febbraio 1945 muore, dopo aver subito circa quattro mesi di stenti e sevizie. Il suo corpo viene gettato in una fossa comune sulla collina di Leitenberg, insieme ai corpi di centinaia di ebrei e di antifascisti. Nell'aprile del 1953, a Ramat Gan, quartiere di Tel Aviv, viene dedicata una strada in ricordo di tutti coloro che generosamente e coraggiosamente si prodigarono per la salvezza delle persone di fede ebraica e, tra questi, anche di Giovanni Palatucci, che sacrificò la sua vita a soli 36 anni. Il 17 aprile 1955 gli viene conferita la Medaglia d'Oro alla memoria da parte dell'Unione delle Comunità Israelitiche d'Italia. Nel settembre del 1990, l'istituzione del Memoriale Ebraico dell'Olocausto dello Yad Vashem gli conferisce l'onore di essere riconosciuto "Giusto tra le Nazioni". E da allora, sul Viale dei Giusti in Yad Vashem, una lapide ricorda anche il nome del "Giusto" Giovanni Palatucci. Strade, piazze e parchi portano il suo nome a Milano, a Torino, ad Avellino, a Genova, a Montella, a Campobasso. Nel 1995 gli viene conferita dal Presidente della Repubblica la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla memoria. Estratto da:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created:
Sunday, September 2, 2001; Last updated:Monday October 01, 2007 |